Napoli-Parma sabato ore 18.00
Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Grava, Cannavaro, Rinaudo; Zuniga, Pazienza, Gargano, Campagnaro; Hamsik, Quagliarella; Lavezzi.
A disposizione: Iezzo, Rullo, Aronica, Bogliacino, Cigarini, Maiello, Hoffer. All.: Mazzarri.
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Maggio, Dossena, Denis, Santacroce
Parma (3-4-1-2): Mirante; Zaccardo, Dellafiore, Lucarelli; Valiani, Morrone, Galloppa, Castellini; Jimenez; Biabiany, Crespo.
A disposizione: Pavarini, Zenoni, Lunardini, Dzemaili, Antonelli, Lanzafame, Bojinov. All.: Guidolin
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Paloschi
LE ULTIME: problemi per Mazzarri, che perde Maggio (operato) ed è costretto a cambiare difesa e centrocampo. L’attacco non avrà Denis, non convocato: Hoffer unica punta di riserva. Dietro Rinaudo giocherà sulla sinistra mentre Campagnaro sarà avanzato in mediana. Sulla destra Zuniga prenderà il posto di Maggio. Nel Parma torna Galloppa, che si riprende il suo posto a centrocampo. In attacco ballottaggio Crespo-Bojinov
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Fiorentina-Juventus sabato ore 18
Fiorentina (4-3-3): Frey; Comotto, Felipe, Kroldrup, Pasqual; Cristiano Zanetti, Montolivo; Marchionni, Jovetic, Vargas; Gilardino. All.: Prandelli
A disposizione: Avramov, De Silvestri, Natali, Bolatti, Donadel, Santana, Keirrison
Squalificati: Mutu (sospeso per doping)
Indisponibili: Gamberini
Juventus (3-4-1-2): Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio; Diego; Trezeguet, Del Piero.
A disposizione: Pinsoglio, Zebina, Cannavaro, Grosso, Salihamidzic, Candreva, Iaquinta. All.: Zaccheroni
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Poulsen, Camoranesi, Buffon, Amauri, Caceres
LE ULTIME. Giornata di rientri per Fiorentina e Juve. I viola, rispetto alla gara contro la Lazio, ritrovano Gilardino in attacco. In gruppo anche Santana e Natali. Per Vargas decisivo l’allenamento di rifinitura. Comotto preferito a De Silvestri sul versante destro della difesa. Nella Juve, che non presenta grosse novità rispetto a settimana scorsa, la buona nuova è il ritorno di Iaquinta, che sarà disponibile almeno per la panchina. Attenzione: Zaccheroni starebbe pensando a un turno di riposo per Diego, che sarebbe sostituito proprio da Iaquinta
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Davide Santon (Fotogallery) non farà parte della comitiva nerazzurra che varcherà la soglia dello stadio Picchi di Livorno. E’ la decisione assunta da Josè Mourinho alla vigilia del match di campionato contro i toscani. Una scelta tecnica, come ha spiegato il tecnico portoghese nelle consueta conferenza stampa del giorno prima. Mourinho non ha però gradito le voci che sono circolate su una sua presunta telefonata, nel cuore della notte, al “bambino” nerazzurro:
“Il morale di Santon è normale, ho parlato con lui. Non vive un momento di tranquillità ma ho letto sulla prima pagina di un giornale importante una bugia su di lui: questo non aiuta un ragazzino di 18 anni. Non è vero che l’ho chiamato dopo la partita di mercoledì. Venerdì abbiamo parlato nel mio ufficio per un’ora, c’erano anche i tecnici italiani del mio staff che lo conoscono. Santon via a gennaio? Penso che non meriti nemmeno una risposta. È stato convocato per tutte le 14 partite ufficiali”.

La Nazionale di calcio italiana è in Bulgaria: dopo l’allenamento di questa mattina, la banda allenata da Marcello Lippi è volata alla volta di Sofia dove domani sera incontrerà la Nazionale locale per un incontro valevole per le qualificazioni ai prossimi mondiali. E’ una squadra rinnovata quella messa su dal ct viareggino che, coerentemente col suo precedente mandato non ci ha sentito per giocatori come Panucci, Ambrosini e Cassano, tenuti enormemente in considerazione da Donadoni: spazio ai volti nuovi come quelli di Santacroce e Maggio, o ancora Montolivo, Rossi e Pepe. Dei cinque esordienti domani dovrebbe giocare solo quest’ultimo, inserito in un tridente in cui farà l’esterno insieme al suo compagno all’Udinese Di Natale; il dubbio è per chi farà la prima punta: sembra favorito Toni, ma il ballottaggio con Gilardino è quantomai incerto.
In porta scontato l’impiego di Amelia che va a sostituire l’infortunato Buffon, mentre la difesa è per tre quarti cosa fatta: sulle corse laterali Dossena e Zambrotta non hanno rivali, anche perché Maggio non è un terzino puro in grado di sostenere il tridente. Al centro invece, oltre capitan Cannavaro, si giocano la maglia da titolare Gamberini e Chiellini: teoricamente il titolare sarebbe lo juventino che però è reduce da un periodo di scarsa forma anche a causa dell’infortunio al ginocchio rimediato al Trofeo Berlusconi; se non dovesse giocare la Nazionale non avrà neanche un giocatore juventino, avvenimento alquanto raro. A centrocampo l’assenza di Pirlo è di quelle pesanti, come sottolineato ieri anche da De Rossi. Toccherà così proprio a quest’ultimo prenderne il posto, con Gattuso al suo fianco, benché il milanista abbia ancora la fasciatura alla mano.
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Inizia stasera l’avventura in Champions League della Juventus, la notizia in sé non dovrebbe essere eccezionale, non fosse per il fatto che questo momento la Vecchia Signora e i suoi tifosi lo aspettano da due anni, due anni lunghissimi in cui la squadra più amata e più odiata d’Italia ha conosciuto l’inferno della serie B. Ora però è tornata sul palcoscenico che più le si addice, quello della massima competizione europea per club.
Ranieri, oggi in conferenza stampa, ha dimostrato di non avere dubbi per la formazione di domani sera. Dopo la difficile, ma meritata, vittoria contro l’Udinese che ha visto come protagonista la coppia d’attacco Iaquinta-Amauri, in Europa toccherà alla coppia più prolifica della storia bianconera, oltre 400 gol in due, stiamo parlando ovviamente di Del Piero e Trezeguet.
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Il Milan è ormai in un tunnel senza luce. Senza gioco, senza idee e soprattutto con i suoi pezzi pregiati lontanissimi da una forma accettabile. Il Genoa dal canto suo non solo approfitta del momento nero dei diavoli ma gioca un calcio veloce e aggressivo che non lascia spazi e soprattutto la possibilità di ragionare. Ancelotti suona la carica e butta dentro dal primo minuto i tre palloni d’oro, mai scelta fu più sbagliata, con Bonera e Favalli a sorpresa in difesa. Gasperini risponde con il neo acquisto Milito davanti con a supporto gli ottimi Sculli e Gasbarroni, quest’ultimo uno dei migliori a fine partita. (Video)
Come il Bologna due settimane fa anche il Genoa inizia a ritmo altissimo, non lascia ragionare i giocatori avversari e soprattutto Pirlo e Kakà sono vittime di un pressing asfissiante e forse un po troppo falloso. La manovra dei rossoneri risulta così compassata e lenta con Ronaldinho mai in partita e uno Shevchenko che diventa sempre più un oggetto non identificato sui radar mondiali. I padroni di casa passano così in vantaggio con una splendida azione al 30′ del primo tempo, pregevole palla per Milito che in area appoggia di petto per Sculli che, dimenticato da Maldini, infila l’incolpevole Abbiati. I rossoneri reagiscono solo con velleitarie conclusioni da fuori mentre il Genoa macina gioco ed esalta il Ferraris. Il primo tempo finisce con il giusto risultato, Genoa bello e concreto, Milan inesistente.
Continua a leggere: Genoa - Milan 2-0: Sculli e Milito affondano i rossoneri ultimi in classifica

Questa sera, ore 19.00 a Varaždin, Croazia, si disputa l’ultimo atto, per quanto concerne gli Azzurrini, del Gruppo 1 di qualificazione agli Europei Under 21, la cui fase finale è in programma nel 2009. L’Italia, che guida il girone dalla prima giornata, sarà ospite dei parigrado croati per una partita da dentro o fuori.
Il vantaggio azzurro è suggerito dalla classifica che vede i nostri ragazzi in testa con 23 punti contro i 21 degli avversari. Basta un pareggio quindi ma, come sempre in queste circostanze, sarebbe un errore scendere in campo con questo obiettivo.
In caso di sconfitta ci si potrebbe appellare ad una serie di calcoli che premiano le quattro migliori seconde che andranno a disputare i play-off contro le dieci capogruppo. Le sette vincitrici andranno in Svezia, a contendersi il trofeo con i padroni di casa.
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E’ andato più o meno come previsto il Trofeo Tim, appuntamento d’obbligo del calcio d’estate. E non ci riferiamo all’esito che ha visto il Milan premiato per la terza volta nelle otto edizioni fin qui disputate, bensì all’andamento delle gare. La Juventus è parsa decisamente più tonica, giocando 90 minuti su buoni ritmi, agevolta dall’aver iniziato la preparazione con grande anticipo rispetto alle avversarie.
I bianconeri, che per la prima volta ospitavano la manifestazione, hanno dato prova di una buona tenuta fisica e una certa solidità che lascia ben sperare per i Preliminari di Champions League. Ed è così che i torinesi, grazie anche alla buonavena del Milan, hanno offerto uno spettacolo assolutamente gradevole nella prima sfida da 45 minuti.
Finisce 2-2 la sfida tra bianconeri e rossoneri, con questi ultimi in vantaggio grazie ad un tiro dalla distanza di Clarence Seedorf, che si vedono rimontare grazie alla risposta immediata di Trezeguet e all’incornata di Marchionni a tre minuti dal fischio finale. Ma il numero 10 olandese, scaccia sconfitta e il fantasma di Ronaldinho, piazzando una botta all’incrocio nel finale per il pareggio che porta le squadre ai calci di rigore.
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Ormai il mercato rossonero è più che delineato, in questi giorni l’amministratore delegato Adriano Galliani ha svelato gli obiettivi del Milan: “Arriva o Adebayor o Ronaldinho, una pista esclude l’altra”. E mentre il togolese sfrutta l’interesse per ricavare il più possibile dalle casse dei Gunners, Dinho cerca disperatamente una squadra di primo livello che lo faccia tornare ai vertici non solo calcistici ma anche d’immagine.
Oggi mister Ancelotti ha espresso il suo parere sul prossimo Milan a seconda che arrivi una punta o un trequartista:
“Con la società abbiamo valutato la possibilità di acquistare un attaccante o un trequartista. Io ho dato la mia disponibilità: per me non c’è differenza. Cambierà il modulo. Se prendiamo un attaccante puro, giocheremo con il 4-3-1-2. Altrimenti faremo il classico ‘albero di Natale’, il 4-3-2-1, che tanto bene conosciamo e tante soddisfazioni ci ha regalato”
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L’attesa durerà ancora una trentina di ore, poi si saprà con certezza e senza appelli il futuro di questa maldestra nazionale plasmata non proprio a dovere da Roberto Donadoni; l’Italia pallonara ha vissuto sull’orlo dell’isterismo la vigilia contro la Romania e anche la Gazzetta dello Sport, scottata come tutti dalle 3 sberle oranje, titolava a caratteri cubitali “CapitanAle” affidandosi al capocannoniere della Serie A contro Mutu e compagni. Smembrata la formazione titolare contro l’Olanda, è tempo di rivoluzioni anche contro la Francia e si torna a Capitan Buffon, dopo i miracoli contro i meno quotati (rispetto a noi e solo sulla carta) rumeni.
Il nome nuovo è quello di Antonio Cassano, due scampoli di partita e qualche giocata di classe. Il Di Natale bistrattato dopo l’esordio (”Non è adatto per una competizione così importante, non ha esperienza“) è di nuovo il più “desiderato” dagli italiani e CapitanAle può pure rimanere in panchina, non è lui che ci serve. Gattuso bollito? Ambrosini vecchio? Macché, queste sono definizioni post-Olanda: saranno loro i salvatori della patria contro i galletti francesi e che se ne stia in panchina Pirlo. Il nostro amato ct non ha le idee chiarissime in testa: il gruppo cementato da Lippi nella spedizione tedesca di due anni fa rimarrà un ricordo come quello bearzotiano di 26 anni orsono, gli Azzurri versione 2008 assomigliano a quelli di Trapattoni e Zoff, un’accozzaglia di ottimi giocatori un po’ viziati un po’ sfioriti.
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