Anche se nata nei primi anni ‘90 e dopo anni di guerra, la nazionale Croata ha già scritto pagine memorabili per la sua storia calcistica, il terzo posto nel mondiale ‘98 è qualcosa di speciale che tutti i croati portano nel cuore e nella memoria con la speranza, un giorno, di poter migliorare la piazza d’onore. Il primo europeo che la squadra bianco-rossa ha disputato è stato proprio il primo al quale poteva partecipare, Euro 1996 in Inghilterra, dove fu battuta nei quarti di finale dai futuri campioni della Germania. Euro 2000 fu un anno senza competizione continentale e quattro anni fa non sono riusciti a superare la fase a gironi chiudendo con due pareggi e una sconfitta. Ma i tempi sono cambiati.
Sorteggiata nel Gruppo E di qualificazione, la squadra deve combattere con l’Inghilterra, tutti si aspettano che la nazionale dei tre leoni la faccia da padrona e invece no. La Croazia si qualifica con una giornata d’anticipo e si permette di battere a Wembley la selezione d’oltre manica con il risultato di 3-2, gli inglesi sono costretti a vedere la competizione per televisione. Ma chi è l’artefice di questo capolavoro? Slaven Bilić, forte difensore centrale che ha vestito le maglie dell’Haiduk Spalato, Karlsruhe, West Ham, Everton e giocatore fondamentale nella favola del 1998. Ha costruito una squadra mista di esperienza e fame di emergere e lo ha dimostrato al mondo intero. Purtroppo per lui Edoardo Da Silva mancherà nel reparto offensivo ma le alternative non mancano (Fotogallery).
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Quattro anni fa erano i padroni di casa e spinti dal proprio pubblico arrivarono fino alla finale dove la Grecia, con Angelos Charisteas, riuscì a frantumare “il sogno”, alzare la coppa all’Estádio da Luz per regalare una gioia immensa al proprio paese. La squadra è cambiata, ringiovanita, ma la classe dei giocatori portoghesi rimane immutata, mancano Figo e Rui Costa ma ci sarà la nuova generazione di fenomeni con Nani, Quaresma e soprattutto Cristiano Ronaldo.
Il Portogallo si qualifica, per la prima volta nel campionato continentale, nel 1984, dove perse in semifinale con la Francia, ed è stato sempre presente nelle ultime quattro edizioni. La strada per Euro 2008 non è stata affatto semplice come ci si aspettava, i lusitani erano nel girone A, l’unico ad 8 squadre, che è stato vinto dalla Polonia. Il percorso iniziò subito con un pareggio in Finlandia poi una netta vittoria con l’Azerbaigian e successivamente la prima sconfitta con i polacchi, da qui i risultati e il nervosismo non hanno aiutato, 3 pareggi consecutivi di cui uno molto particolare con la Serbia, partita conclusa sull’1-1 ma condita da una rissa finale che è costata tre giornate di squalifica al ct Scolari. Si siede in panchina Flávio Teixeira, vice del mister campione del mondo, e arrivano tre vittorie consecutive lasciando la qualificazione ad un punto da giocarsi in casa contro la Finlandia, la partita termina con un deludente 0-0, europeo conquistato ma con poca fiducia e Scolari ammette: “Dovremo migliorare molto in vista delle fasi finali” (Fotogallery).
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Figura come un acquisto ma dovrebbe essere definito un ritorno, Marco Borriello, 19 gol nel campionato appena concluso, è stato riscattato a titolo definitivo dal Milan che l’ha riscattato per 7,5 milioni di euro più la comproprietà del giovane attaccante Davide Di Gennaro. Alberto Gilardino, ieri ceduto alla Fiorentina, ha fatto così posto all’attaccante genoano che rappresenta il primo tassello del parco attaccanti per la prossima stagione. (Le foto di Marco Borriello)
Intanto continuano i problemi per la gestione dei portieri. Nelson Dida non ha accettato la rescissione consensuale del contratto e quindi pare rimanga in rossonero come terzo estremo, percependo tra l’altro un contratto faraonico da 4 milioni a stagione. Abbiati rimane a Milanello e dovrà sgomitare per il posto da titolare con Kalac. Storia strana quella dei portieri, sono ben 5 quelli sotto contratto e per ora nessuno in uscita.
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Oggi pomeriggio, a una settimana dalla domenica di passione del 16° scudetto dell’Inter, la Nazionale azzurra ha svolto il primo allenamento agli ordini del ct Roberto Donadoni. Assenti i romanisti e Grosso, anch’egli impegnato ieri nella finale di Coppa di Lega vinta dal suo Lione, i 19 azzurri hanno svolto esercizi col pallone e una partitella 9 contro 9 dove non ha partecipato Buffon. Doppiette per Borriello, Del Piero e Di Natale, ma gol anche per Cassano nei 9 gol complessivi messi a segno. Quindi tutti a fare la doccia, con l’unico pensiero del ct rivolto a Perrotta.
Il centrocampista giallorosso ieri sera è uscito malconcio dalla sfida contro l’Inter e le sue condizioni sono da valutare. Pare non sia nulla di serio, si ipotizzava un crampo, ma solo domani si saprà se per Simone non si tratta effettivamente di niente di grave. Piuttosto questo “battesimo” in vista di Euro 2008 verrà ricordato per il curioso siparietto consumatosi durante l’allenamento: la venezuelana Marianne Puglia e l’italiana Lisa Dalla Via hanno fatto una invasione di campo, con tanto di strip-tease, per conto di Lucignolo, trasmissione di Italia 1 (quì la Fotogallery).
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Acquistato il 5 luglio 2007 esattamente 23 anni dopo l’acquisto del pibe de oro, un segno del destino che comunque lui sminuisce subito ma i tifosi napoletani ci sperano e lo amano, lui è Ezequiel Lavezzi, 23 anni da poco compiuti e già una stagione da protagonista alle spalle, 8 gol in campionato e 3 in coppa Italia, tanto movimento e assist, pensate che è il giocatore che ha subito più falli. (Foto di Lavezzi) L’affetto che Napoli gli tributa è totalmente ricambiato:
“Il San Paolo è la cosa più emozionante che abbia mai visto. La prima volta che ho sentito la gente urlare il mio nome è stato fantastico. Cantavano Pocho-Pocho e mi sembrava un sogno. Ho saputo che non facevano un coro così dai tempi di Maradona. E’ stata una sensazione straordinaria. Da quel momento la maglia azzurra è entrata nel mio cuore”

Sarà Coppa Uefa per il Milan, il poker di questa ultima giornata non basta per vincere la mano che apriva la porta della Champions League del prossimo anno. Troppi i punti persi durante la stagione, non c’è stato solo il San Paolo della settimana scorsa ma molte, troppe partite buttate e per giunta la maggior parte in casa. Dopo 6 anni si torna a giocare la “seconda” coppa europea, un motivo in più per ripartire. (Fotogallery del match)
La squadra di Ancelotti scende in campo con Kalac in porta, linea difensiva composta da Oddo, Bonera al posto dello squalificato Nesta, Kaladze e Favalli, centrocampo con i soliti Pirlo e Ambrosini supportati da Brocchi che sostituisce Gattuso, Kakà e Seedorf schierati dietro Inzaghi. L’Udinese risponde con Handanovic come estremo, Zapotocny, Coda, Zapata e Mesto in difesa, centrocampo a tre con Pinzi, Inler e Dossena e in avanti il tridente con Pepe e i due azzurri Di Natale e Quagliarella. Arbitra Rosetti, si parte.
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Novanta minuti separano Marco Borriello dal sogno di diventare il capocannoniere del campionato italiano. I suoi diretti avversari, Del Piero e Trezeguet, giocheranno stasera nella “sua” Genova e chi sa se i tifosi rossoblu cercheranno di aiutarlo con la consueta scaramanzia, un aiuto che potrebbe suggellare la sua presenza all’europeo di giugno. Ma Marco non dimentica mai le sue origini, la città natale, Napoli, dove nacque 26 anni fa. (Fotogallery di Marco Borriello)
Proprio oggi, durante un’intervista, svela il successivo sogno da realizzare: vestire la maglia azzurra al San Paolo:
“Da bambino andavo al San Paolo con mio padre e mio fratello più grande, ricordo che nell’ultima partita contro il Milan, quella che assegnò lo scudetto nel 1988, vinto dai rossoneri, mi lasciarono a casa ed io fui costretto a seguire la partita attraverso la radiolina. Giocare nel Napoli è sempre stato il mio desiderio”
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In questi giorni si stanno svolgendo a Benidorm, in Spagna, le qualificazioni per il Mondiale di Beach Soccer 2008 che si terrà a Marsiglia. La Nazionale Italiana è presente e si sta facendo valere. Dopo aver ottenuto una splendida e sofferta vittoria per 4-3 contro la Bielorussia, oggi sosterrà l’incontro, valido per i quarti di finale, contro l’Ucraina. Per chi volesse seguire gli azzurri in tv ci sarà la diretta dalle 15.15, in poi, su Eurosport.
Anche Diego Armando Maradona jr fa parte della spedizione del ct Magrini (qui le sue foto in nazionale di Beach Soccer). Campioncino mai esploso costretto a vivere con un nome pesante sulle spalle. Dopo le giovanili del Genoa, il Cervia e tante squadre minori, quest’anno ha concluso la stagione in Dilettanti, giorne G, con la casacca bianco-nera del Venafro, squadra della provincia molisana.
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Superstizione, ignoranza, vecchie credenze oppure è il caso di rispolverare una vecchia frase: non ci credo però non si sa mai. Questa è la strana storia di un gatto nero che soggiornava al centro sportivo “Angelo Moratti”, quartier generale dell’Inter, e di Luis Figo. La “favola” è stata raccolta e pubblicata ieri dal giornale “Libero” di Vittorio Feltri, interista doc. Oggi sono scattate le proteste del gruppo “100% ambientalisti” che hanno manifestato il dissenso con alcuni cartelli. (Fotogallery della protesta)
Ma andiamo per grandi e leggiamo alcuni stralci del pungente racconto del direttore:
“Vi racconto una storia che sembra una favola (triste) e invece è accaduta davvero. C’era una volta un bellissimo gatto nero. Viveva ad Appiano Gentile. Gli piaceva sdraiarsi sull’erba dei prati frequentati dai calciatori dell’Inter in allenamento. Loro giocavano, lui prendeva il sole e di tanto in tanto osservava con distacco felino quei matti in braghette che rincorrevano il pallone. Non aveva mai fatto del male a nessuno. Dormicchiava, sbadigliava, con la zampetta lavava il mantello nero. I suoi guai sono cominciati quando qualcuno lo ha notato ai bordi del campo: oddio un gatto nero! Siamo nel Terzo Millennio, le streghe sono state tutte bruciate alcuni secoli fa, ma esistono ancora degli imbecilli capaci di credere negli effetti malefici di un micetto scuro.
E il nostro micetto scuro come il buio e dolce come il miele è stato preso di mira da un paio di calciatori: ecco, è lui l’untore, ci porta sfiga. Il povero gatto non ha più avuto pace. Veniva scacciato. Lo inseguivano forse per rifilargli una pedata al posto del pallone.”
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Sarebbe il sogno di tutti gli appassionati di calcio e soprattutto di tutti i tifosi napoletani, avere Diego Armando Maradona come suocero. Questa, chiamiamola “fortuna”, è capitata a Sergio “Kun” Aguero, giovane asso argentino che veste la maglia della seconda quadra di Madrid, l’Atletico. Ebbene si, la seconda figlia del Pibe, Giannina (classe ‘89) è la fidanzata del piccolo fenomeno “colchonero” e da buon papà, Diego ha accompagnato la piccola al quartier generale della squadra spagnola. (Fotogallery dell’incontro)
Già durante le vacanze estive del 2006 molto si era parlato di un legame amoroso tra il giovanissimo attaccante e la figlia di Maradona. Secondo i media argentini, i due ragazzi si sarebbero conosciuti nell’ottobre 2007, approfittando di una gara di qualificazione ai Mondiali del 2010 in cui era impegnata l’albiceleste. Il c.t. Alfio Basile avrebbe concesso la notte libera ai giocatori e Aguero ne avrebbe approfittato per recarsi in una nota discoteca di Buenos Aires, dove si dice sarebbe stata presente anche Giannina.
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