
Era arrivato in Italia con le credenziali giuste per poter aspirare ad un ruolo di protagonista tra i pali dei campi di serie A. La Fifa lo inseriva nella top 5 dei portieri, la porta della nazionale argentina era nelle sue mani. Una stagione, quella 2007/08, di calvario burocratico e di disguidi con gli incartamenti: la Lazio sperava già di averlo in squadra, ma come comunitario. Nulla da fare, Carrizo non ha i documenti giusti, rimane extracomunitario e il club biancoceleste non può tesserarlo perché già in esubero con il numero degli extracomunitari. Arriva nella stagione 2008/09 e dopo una prima parte di stagione senza lode né infamia, dovuta a normali problemi di ambientamento, cominciano a piovere critiche.
Fatale fu il Lazio-Cagliari 1-4 in cui tutta la squadra naufragò, ma a farne le spese fu Carrizo, preso di mira per il suo modo di stare in porta, un po’ troppo “sudamericano”. Il vituperato Muslera sostituì l’argentino fino a fine stagione con discreti risultati. Juan Pablo Carrizo lascia mestamente la capitale dopo un anno e si accasa in prestito con diritto di riscatto al Saragozza. Una scelta apparentemente discutibile del club laziale per un portiere sul quale Lotito, suggerito da Peruzzi, aveva puntato molto. La Lazio ottiene l’intero cartellino di Francelino Matuzalem, che si è ben distinto nella seconda parte della stagione una volta ripresosi dall’infortunio, e versa nelle casse degli spagnoli circa 6 milioni di euro. Fissato a 12 milioni di euro il diritto di riscatto per il portiere a vantaggio del Saragozza.
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E meno male che da più parti c’erano stati appelli al buon senso e alla tranquillità in occasione del turno pasquale, anche per rispetto nei confronti di tutte le persone che hanno sofferto le conseguenze del terremoto in Abruzzo. Purtroppo dopo il fischio d’inizio tutti i buoni propositi sono caduti nel vuoto e l’ultima giornata di campionato è stata una delle più turbolente di sempre. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel è stato severissimo nel comminare pene esemplari per tutti i protagonisti in negativo.
Partiamo da quella è la sanzione più dura in assoluto, sono cinque le giornate di squalifica per Felipe Melo e Diego Lopez. I due sono stati protagonisti di un violento confronto nel tunnel che conduce agli spogliatoi del Franchi di Firenze alla fine dell’incontro tra Fiorentina e Cagliari. I sardi avevano lamentato l’aggressione da parte di alcuni giocatori viola nei loro confronti e Il difensore rossoblu aveva avuto la peggio. Il giudice ha deciso di usare lo stesso peso per i due protagonisti dell’episodio infliggendo ad entrambi la stessa pena. Stessa punizione, stessa motivazione, Lopez e Melo sono stati squalificati “per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, colpito con un pugno al volto un calciatore avversario, con conseguenze lesive”.
Non è andata bene nemmeno ai protagonisti del derby romano, Mexes e Matuzalem sono stati entrambi squalificati per tre turni. I due si erano azzuffati in seguito ad un intervento del francese sul centrocampista laziale: pugni, spintoni e tirate di capelli hanno portato Tosel alla sua decisione. Tra i puniti ci sono anche Spalletti e Tare, anche loro protagonisti di vibranti polemiche a causa di un episodio giudicato da rigore dai romanisti e non dall’arbitro Morganti. L’allenatore giallorosso è stato squalificato per un turno, mentre il dirigente laziale è stato inibito fino al 20 aprile. Più di un turno di squalifica anche per il reggino Lanzaro espulso in seguito alle proteste seguenti la concessione del rigore al Udinese durante la gara di domenica del Granillo.
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