
La neve e il gelo non fermano la Juventus che batte l’Udinese e si conferma squadra solidissima, l’unica imbattuta in questo campionato. I bianconeri allungano a +4, almeno temporaneamente, sul Milan, e aspettano l’esito del confronto tra i rossoneri e il Cagliari. E’ stata una partita molto combattuta, con la neve che scendeva sullo Juventus Stadium a fare da cornice. La squadra di Conte ha saputo non perdersi d’animo quando l’Udinese è pervenuta al pareggio. Le parole del tecnico juventino a fine partita rilasciate ai microfoni di Sky Sport:
“Una partita alla quale tenevo molto. Una vittoria che vale sei punti. Sapevamo che l’Udinese fa questo tipo di calcio, ha giocatori bravi nelle ripartenze e di gamba e giocatori anche di grande qualità. La verità è che nell’Udinese ci sono grandi giocatori che giocano in una squadra, tra virgolette, piccola. Ecco perché si spiega, oltre anche all’ottimo lavoro di Guidolin, come l’Udinese arrivi da diversi anni davanti alla Juventus. Quindi, buona partita da parte nostra, con sacrificio, abbiamo pagato anche un po’ verso la fine la stanchezza della partita di Coppa Italia contro la Roma. L’Udinese non si è spostata di un metro, ci aspettava nella sua metà campo e noi abbiamo perso delle palle che ci potevano costar caro. Per fortuna siamo stati bravi perché il loro gol è stato un nostro, tra virgolette, omaggio. Poi, siamo stati bravi a rimettere le cose a posto. Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché questa era una partita da vincere, quindi, bene così”.
E tutto il rammarico di Guidolin per non aver strappato nemmeno un punto alla Vecchia Signora:
“La sconfitta non può mai dare soddisfazione. I miei giocatori hanno fatto tutto quello che potevano, abbiamo avuto occasioni per poter pareggiare e anche per andare in vantaggio, peccato. C’era la possibilità di portare a casa il risultato, grandi giocatori, ragazzi di grande qualita. Nel primo tempo abbiamo avuto le nostre occasioni. Nel secondo ci esponevamo al possesso palla. Bisogna anche ringraziare qualcuno dei miei giocatori che ha giocato fuori ruolo”.
Le Foto di Juventus - Udinese 2-1




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L’Udinese frena la propria corsa in classifica e si arrende ad un Genoa mai domo. Al Ferraris le due squadre hanno dato vita ad una partita vibrante e godibile, dai due volti. I tre punti sono manna dal cielo per i grifoni che salgono a quota 24 in classifica e riacquistano fiducia insieme al proprio allenatore, Pasquale Marino. Il tecnico dei rossoblu, a fine partita, la prende con filosofia quando gli chiedono del record di cartellini rossi che detiene il Genoa:
“Ci si aspettava una reazione dopo due partite difficili. Negli spogliatoi abbiamo alzato un po’ i toni perché eravamo convinti di riprendere la partita. Sono contento della reazione, peccato per l’espulsione di Rossi ed il rigore che ci hanno fatto soffrire sino alla fine. Il fallo su Di Natale non c’era? Lo so, credo al ragazzo e me l’ha detto nello spogliatoio. Abbiamo il record di cartellini rossi? Non siamo in testa alla classifica, in qualcosa dobbiamo primeggiare…”.
Dall’altra parte Guidolin non si abbatte, ma precisa che il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio:
“Nella ripresa ci siamo affrontati come due pugili con la guardia abbassata, in attesa di chi sferrasse il pugno più forte. Ce l’ha dato il Genoa, però il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Anzi, dopo il primo tempo avevo fatto un pensiero anche alla vittoria. Abbiamo perso una partita che non meritavamo di perdere. E’ stata una bellissima partita, per merito di entrambe le squadre, e abbiamo pagato a caro prezzo il black-out dei primissimi minuti della ripresa. Il nostro primo tempo, però, è stato tra i più belli tra quelli mai giocati in trasferta nell’ultimo anno e mezzo, la ripresa, invece, è stata più equilibrata. Mi spiace aver perso, con un pizzico in più di malizia potevamo approfittare di un Genoa che poi invece ha preso entusiasmo. I tifosi del Genoa si sono accorti perché l’Udinese ha 35 punti… Ora però dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare il nostro cammino”.

Antonio Di Natale attraversa l’oceano e sbarca in America, il piccolo grande attaccante napoletano è il protagonista di un articolo interamente dedicato lui addirittura dall’autorevolissimo Wall Street Journal. Il pezzo, intitolato “A Striker From the Shadows“, porta la firma di Jonathan Clegg ed esalta il bomber italiano mettendolo a confronto con le due stelle assolute del calcio internazionale: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Soltanto il portoghese e l’argentino in questi ultimi anni hanno fatto meglio della punta dell’Udinese, capace di laurearsi capocannoniere della Serie A nelle ultime due stagioni e seriamente candidato per una storica tripletta.
Dietro Ronaldo e Messi, rispettivamente 86 e 82 gol dall’inizio della stagione 2009/2010 ad oggi, c’è il nostro Totò che fino ad ora è stato capace di metterla dentro ben 67 volte. Dietro di lui il vuoto se è vero che al quarto posto troviamo Mario Gomez fermo a quota 54, seguito da Wayne Rooney quattro lunghezze più indietro. Il Wall Street Journal si chiede come mai le prime pagine sono sempre dedicate a campioni come Villa, Aguero o appunto Rooney e nessuno si ricorda mai di citare il 34enne Di Natale che da anni continua a stupire migliorando con l’età, “imparando ancora oggi a fare il centravanti” come lui stesso ama sottolineare.
Un risposta prova a darla il suo allenatore, Francesco Guidolin, che spende parole cariche di stima per il suo numero dieci arrivando a dire che Di Natale viene “da un’altra dimensione”. Secondo il suo compagno di squadra, il terzino Pasquale, dietro il formidabile rendimento di Totò nelle ultime stagioni c’è il suo spostamento al centro dell’attacco, posizione che gli permette di lavorare meno e di essere implacabile di fronte ai portieri. Clegg sottolinea come in effetti la partenza da Udine di Quagliarella e il conseguente cambio di ruolo di Di Natale abbia sicuramente migliorato le sue prestazioni, resta comunque da capire come un attaccante di 170 cm per 70kg riesca a reggere con tale profitto il suolo di punta centrale.

Ci siamo, fra pochi minuti comincerà l’attesissima sfida tra Udinese e Juve, una gara dalle mille suggestioni che per fortuna (benedetto sciopero verrebbe da dire) non si giocherà a motori freddi ma dopo 15 giornate di campionato: perciò da un debutto poco indicativo per le due squadre a sfida di vertice, per di più in un Friuli dove la terribile banda di Guidolin ha vinto sempre, 7 volte in 7 partite disputate. Ma occhio a Conte e ai suoi ragazzi, la Juve è l’unica squadra dei maggiori campionati europei a non esser stata ancora battuta in stagione (solo Porto e Benfica, allargando la statistica ai campionati di seconda fascia, sono riusciti a fare lo stesso); ad aggiungere pepe alla partita la vittoria di ieri del Milan che ha dunque allungato sulle due compagini bianconere, desiderose di tenere il passo del Diavolo (i friulani) o di controsorpassarlo (i piemontesi).
Insomma, sarà grandissima partita tra due formazioni che giocano un calcio altamente spettacolare e dedito alla velocità; non saranno della partita solo due dei potenziali protagonisti: tra le fila dei padroni di casa lo squalificato Mehdi Benatia, squalificato, agli ospiti mancherà l’infortunato Mirko Vucinic. Vediamo dunque i rispettivi undici scelti da Guidolin e Conte:
Udinese (3-5-1-1): Handanovic; Ferronetti, Danilo, Domizzi; Basta, Isla, Pinzi, Asamoah, Armero; Abdi; Di Natale. A disp.: Padelli, Piccoli, Pasquale, Doubai, Fabbrini, Pereyra, Floro Flores. All.: Guidolin
Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia; Pepe, Matri. A disp.: Storari, De Ceglie, Pazienza, Giaccherini, Elia, Del Piero, Quagliarella. All.: Conte
Salta all’occhio lo schieramento della Vecchia Signora cui Conte pare abbia deciso di far indossare un insolito 3-5-2 con Lichtsteiner e Estigarribia sulle corsie laterali; Pepe farà il partner offensivo di Matri. La squadra della famiglia Pozzo invece punta su Abdi a supporto di Di Natale (niente Floro Florese dunque, tampoco Torje). Arbitrerà il signor Tagliavento di Terni.
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Lazio e Udinese hanno dato vita ad una partita ricca di emozioni all’Olimpico, confermando ancora una volta tutto gli aspetti positivi di queste due formazioni e dimostrando di meritare le posizioni in classifica. I biancocelesti hanno avuto più occasioni dopo il 2-1 segnato da Klose e proprio il tedesco si è divorato il gol del 3-1 solo davanti ad Handanovic.
Ma è un peccato su cui si può ampiamente sorvolare visto lo straordinario rendimento dell’attaccante che raggiunge quota nove nella classifica marcatori senza aver tirato nemmeno un rigore, ad un solo gol da Di Natale e a due da Denis. A fine partita Reja, dai microfoni di Sky, non nasconde un pizzico di delusione per la mancata vittoria:
“C’è mancato un niente, sul 2-1 abbiamo avuto la palla del 3-1 con Klose ed Hernanes, invece abbiamo sbagliato qualcosina sul loro pareggio, forse non eravamo messi bene. Nel secondo tempo li abbiamo messi là, eppure l’Udinese è un avversario tutt’altro che facile da affrontare, quando partono è dura andare a prenderli. Nel primo tempo siamo partiti un po’ titubanti, loro ci hanno preso campo, spingevano sulle fasce, li abbiamo contrastati bene e siamo ripartiti. Sono comunque soddisfatto per la prestazione della squadra. Abbiamo sbagliato a concedere spazio ai bianconeri, l’Udinese ha fisicità e corsa, ma ho l’impressione che noi non siamo da meno. Siamo due realtà di questo campionato, auguriamoci di continuare così e di fare i punti che stiamo facendo”.
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Francesco Guidolin non rinnega le sue idee nonostante la qualificazione a portata di mano al turno successivo di Europa League. Il marchio di fabbrica dell’allenatore dell’Udinese nella competizione continentale è sicuramente il massiccio turnover della formazione iniziale effettuato praticamente in tutte le partite giocate dai friulani. Finora, se si esclude la batosta rimediata a Madrid, contro l’Atletico, i fatti stanno dando ragione all’allenatore veneto. L’Udinese è seconda in classifica nel gruppo I ed anche in Francia è riuscita ad ottenere un risultato positivo. Uefa.com ha riportato le dichiarazioni di Guidolin, coerenti con il suo modo di approcciarsi all’Europa League:
“E’ un girone tosto per l’Udinese e ora abbiamo la qualificazione vicina, ma è meglio non dire ancora niente e fare invece qualcosa. Abbiamo provato a vincere questa sera, abbiamo rischiato anche qualcosa, ma la prestazione è stata positiva. A Madrid, al cospetto di un’avversaria importante e con il turnover massiccio che avevo fatto, ci stava prendere un’imbarcata: noi continuiamo ad andare avanti con le nostre scelte, vedremo se ci premieranno. Non credo che il nostro atteggiamento cambierà nel caso centrassimo la qualificazione, vedremo però che cosa ci riserverà il futuro, per ora non siamo ancora qualificati.”
Antonio Floro Flores ha colpito un palo in Francia e ripensa all’azione che avrebbe potuto consegnare ai friulani la qualificazione con un turno di anticipo:
“Meritavamo di ottenere i tre punti, ma questo 0-0 rimane un buon risultato. Sono dispiaciuto per non aver concretizzato la grande occasione di inizio gara, ma la fortuna non è stata dalla mia parte e i pali ultimamente non mi aiutano. Io ho cercato la via della rete fino alla fine, volevo segnare a tutti i cos. Ora dobbiamo arrivare all’ultima sfida, quella decisiva, con il giusto approccio. Ci sarebbe piaciuto tornare dalla Francia con la qualificazione in tasca, invece la dovremo sudare in casa col Celtic.”

Tutelare le squadre italiane che giocano l’Europa League? Bene, allora l’Udinese che mercoledì prossimo sarà impegnata a Rennes anticiperà a domani la partita di campionato del Friuli contro la Roma (notizia che non tutti sanno e che interessa sicuramente molto a chi gioca al fantacalcio). Dunque Serie A di venerdì sera come già capitato diverse volte in passato, una partita quella tra i bianconeri del nord-est e i capitolini che si preannuncia spettacolare; non potrebbe essere altrimenti vista l’intensità che mostrano, soprattutto tra le mura amiche, i ragazzi di Guidolin e l’imprevedibilità della banda di Luis Enrique, capace quest’anno di partite indecifrabili da 1 X 2. Per cui oggi è già vigilia di campionato con tanto di conferenze stampe di rito; partiamo dalle parole dell’allenatore iberico dei giallorossi, determinato più che mai a fare bottino pieno a Udine:
“Per non soffrire contro l’Udinese dovremo giocare all’attacco per 90 minuti, ma dovremo essere anche molto attenti perchè il loro contropiede è letale. Arriviamo a questa partita bene e sono curioso di vedere cosa faremo contro una squadra che sta facendo un lavoro incredibile da anni. Sono un tifoso del modo di lavorare dell’Udinese. Il nostro obiettivo è giocare sempre alla pari con tutti gli avversari. Contro l’Udinese avremo noi il controllo della palla e la squadra di Guidolin ci aspetterà per farci male in contropiede. Ma la nostra proposta di gioco non è negoziabile, deve essere sempre la stessa a prescindere dall’avversario o dal risultato. Voglio che siano gli avversari ad adattarsi a noi e non l’inverso”.
Tra gli ospiti sono noti i forfait di Totti e Borriello, a cui si aggiungono Pizarro e Rosi oltre ai lungodegenti Borini e Burdisso; in casa Udinese invece sono praticamente tutti arruolabili, con Francesco Guidolin che però ai microfoni dei cronisti sceglie la tattica difensivista, facendo il pompiere sul fuoco dei facili entusiasmi di questo avvio scoppiettante dei friulani, a maggior ragione dopo lo scialbo ko al Tardini contro il Parma:
“Francamente non credo di essere capace di mantenere la squadra in quelle posizioni, ho l’impressione che sia dura non farsi rimontare. E’ il caso di rimettere a posto la dimensione del progetto Udinese, perché siamo rimasti amareggiati anche noi dalla sconfitta di Parma, ma abbiamo sempre detto che noi lottiamo principalmente per fare i nostri 40 punti. E speriamo che siano i primi quaranta punti, per poi vedere se è possibile guardare un po’ più in là. Per farvi un’idea, anche noi abbiamo trattato Bojan Krkric, ma non è venuto a Udine, è andato alla Roma. Anche noi abbiamo pensato a Pianjc, ma ha un costo che è impossibile per l’Udinese. Quindi ragazzi calma, che la nostra dimensione è quella di una squadra che se non entra in campo col coltello tra i denti, è una squadra vulnerabile. Penso che sia il momento in cui l’allenatore deve richiamare a quelle che sono le vere dimensioni del nostro progetto. Credo di averlo detto in tutte le salse, ma che questa sia la verità e quando la gente si sente dire la verità è bene”.
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Ci sono i tre tenori, sono in forma e il Napoli va: 2-0 netto alla capolista Udinese, super Lavezzi che ritrova il gol in casa 366 giorni dopo la rete realizzata al Milan di lunedì sera un anno fa e accorcia la classifica, ora la capolista Juve dista solo due lunghezze. Buona la partita dei partenopei con Walter Mazzarri che non si fida del turn-over e che alla fine ringrazia i suoi giocatori più fidati, anche se a fine gara inspiegabilmente né il tecnico di San Vincenzo né i calciatori azzurri si presentano nella mixed zone per rilasciare interviste. Come riferisce la redazione sportiva di Mediaset Premium pare che la responsabile del settore comunicazione dei campani, Monica Scozzafava, abbia tentato di mediare ma il tecnico toscano ha abbandonato l’impianto di Fuorigrotta senza concedersi ai giornalisti.
Ne sapremo sicuramente di più, mentre la prima sconfitta di Francesco Guidolin e della sua Udinese (associata alla fine dell’imbattibilità di Samir Handanovic che ha preso un gol dopo 407 minuti, il suo terzo in questo campionato) è stata lucidamente commentata dal trainer veneto che ammette sì la superiorità degli avversari, pur rammaricandosi per quel gol di Maggio preso allo scadere di tempo quando i friulani si erano finalmente riorganizzati dopo un avvio decisamente in sordina (anche un gol annullato ad Hamsik per fuorigioco millimetrico):
“Il Napoli ha fatto qualcosa in più, anche se abbiamo fatto una buona partita. Credo che il Napoli abbia vinto meritatamente, inseguiva questo risultato con più ferocia di noi e il rammarico sta solo nell’aver preso gol allo scadere del primo tempo su palla inattiva. Il Napoli è la migliore squadra del campionato, gioca un calcio bello e dinamico e rispetto allo scorso anno l’organico è migliorato. Abbiamo fatto un buon primo tempo e avuto anche le occasioni per pareggiare”.
Questo quanto dichiarato dall’ex Vicenza e Palermo a Sky, dove si è anche soffermato a parlare dei singoli:
“Di Natale? Totò non stava bene, c’era poco da preservare. Abbiamo dovuto fare questa scelta. Torje? Forse non lo conosciamo ancora bene… deve imparare ancora molto del nostro calcio e del campionato di serie A. Crescerà. Sta vivendo un periodo di leggera involuzione, anche se si è presentato subito molto bene. Sto stentando a trovargli la giusta collocazione perché era più abituato a giocare sull’esterno. Ma da noi c’è quella pazienza che da altre parti non c’è. Migliorerà lavorando. Troppi elogi per noi? I due punti di media a partita non possiamo certo tenerli… credo che la squadra sia andata con la stessa umiltà e concentrazione. Ma il Napoli era più pronto di noi. Possiamo fare di meglio”.

Il bomber della capolista Udinese, Antonio Di Natale, capocannoniere della serie A nelle ultime due stagioni, sarà l’unico giocatore a rappresentare il nostro paese nella lista dei 50 candidati al prossimo Pallone d’Oro. L’elenco, ulteriormente scremato a 23 aspiranti, sarà poi reso noto l’1 novembre prossimo, mentre il 5 dicembre saranno ufficializzati i tre finalisti, tra i quali dovrà essere scelto il vincitore, che verrà proclamato a Zurigo il 9 gennaio 2012, nel corso della tradizionale serata di gala organizzata dalla Fifa in seguito alla fusione dell’ambito premio assegnato da France Football con il Fifa World Player.
Addirittura dieci i giocatori del Barcellona presenti: il campione in carica Messi, Iniesta, Xavi, Fabregas, Piquè, Puyol, Villa, Dani Alves, Abidal e Sanchez. Cinque invece quelli del Real Madrid: Casillas, Xabi Alonso, Cristiano Ronaldo, Ozil e Khedira. Candidati anche i giocatori del Bayern Schweinsteiger, Lahm, Gomez, Mueller, Ribery e Robben. Tre i giocatori del campionato italiano: il laziale Klose e gli interisti Sneijder e Forlan. Tra gli altri spiccano i nomi di Samuel Eto’o, Van Persie, Van der Vaart, Aguero, David Silva, Suarez, Hernandez, Rooney e Neymar. Per quanto riguarda le nomination degli allenatori sono presenti nella lista tre italiano: Allegri, Mancini e Capello. Gli altri sono Guardiola, Loew, Villas Boas, Mourinho, Tabarez, Blanc, Hiddink, Ferguson e Del Bosque. L’attaccante napoletano ha così commentato dopo aver appreso la notizia:
“È un onore che mi riempie d’orgoglio. Essere accostato a campioni del calibro di Messi e Cristiano Ronaldo non capita tutti i giorni. Essere l’unico italiano? Fa ancora più piacere, è ovvio. Ma se la Fifa e France Football hanno pensato a me è anche grazie ai compagni e alla Società bianconera senza la quale non avremmo, e non avrei, mai potuto tagliare i traguardi centrati in questi ultimi anni”.
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Dopo la positiva due giorni di Champions League che ha registrato le vittorie di Inter e Milan e il prezioso pareggio del Napoli contro il Bayern Monaco, stasera si scende in campo per l’Europa League, competizione che spesso alle nostre latitudini viene un po’ snobbata. Francesco Guidolin assicura però il massimo impegno da parte della sua Udinese, squadra che in questo scorcio iniziale di stagione ha sbagliato poco e niente, tant’è che si gode la testa della classifica sia in Italia che in Europa. La sfida di stasera è decisiva proprio per il Gruppo I dell’ex Coppa Uefa, i friulani incrociano infatti il quotato Atletico Madrid che fa coppia in vetta con i friulani.
Il tecnico ci tiene molto a questa gara e garantisce che schiererà una formazione competitiva contro i Colchoneros, tuttavia non rinuncerà ad un po’ di sano turn over, inevitabile dal momento che giocando di giovedì il tempo per recuperare in vista del campionato è sempre limitato:
“Non faccio calcoli. Dico solamente che questa manifestazione si disputa il giovedì, c’è poco tempo per recuperare per il campionato, senza contare che dall’inizio di stagione siamo in campo tre volte la settimana per cui è evidente che ci sarà qualche avvicendamento, ma in campo ci sarà una squadra competitiva contro una delle squadre più forti del girone”.
Due le certezze annunciate dallo stesso allenatore, in campo dal primo minuto ci saranno Armero e Floro Flores, il napoletano prenderà il posto di Antonio Di Natale. Il capitano dei friulani sarà comunque presente in panchina questa sera, non sembra destare particolare preoccupazioni il dolore ad una gamba accusato negli ultimi giorni e potrà tornare utile alla causa a partita in corso. L’uomo più temuto tra gli spagnoli è Diego, il brasiliano ex Juve ha già giocato contro l’Udinese ai tempi del Werder Brema: l’ex Juve mise a segno quattro gol, due per partita, che valsero per i tedeschi l’accesso alle semifinali. Questa sera sarà sicuramente in campo dal primo minuto, Guidolin punta tutto sul gioco di squadra per fermarlo:
“Diego ha gran classe, è capace di esaltare la prestazione della sua squadra perché ha tocchi di classe. Noi dovremo fare gioco di squadra per neutralizzarlo. Non dobbiamo fargli arrivar tanti rifornimenti, è importante che tutta la squadra faccia una gran partita”.
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