
Tutelare le squadre italiane che giocano l’Europa League? Bene, allora l’Udinese che mercoledì prossimo sarà impegnata a Rennes anticiperà a domani la partita di campionato del Friuli contro la Roma (notizia che non tutti sanno e che interessa sicuramente molto a chi gioca al fantacalcio). Dunque Serie A di venerdì sera come già capitato diverse volte in passato, una partita quella tra i bianconeri del nord-est e i capitolini che si preannuncia spettacolare; non potrebbe essere altrimenti vista l’intensità che mostrano, soprattutto tra le mura amiche, i ragazzi di Guidolin e l’imprevedibilità della banda di Luis Enrique, capace quest’anno di partite indecifrabili da 1 X 2. Per cui oggi è già vigilia di campionato con tanto di conferenze stampe di rito; partiamo dalle parole dell’allenatore iberico dei giallorossi, determinato più che mai a fare bottino pieno a Udine:
“Per non soffrire contro l’Udinese dovremo giocare all’attacco per 90 minuti, ma dovremo essere anche molto attenti perchè il loro contropiede è letale. Arriviamo a questa partita bene e sono curioso di vedere cosa faremo contro una squadra che sta facendo un lavoro incredibile da anni. Sono un tifoso del modo di lavorare dell’Udinese. Il nostro obiettivo è giocare sempre alla pari con tutti gli avversari. Contro l’Udinese avremo noi il controllo della palla e la squadra di Guidolin ci aspetterà per farci male in contropiede. Ma la nostra proposta di gioco non è negoziabile, deve essere sempre la stessa a prescindere dall’avversario o dal risultato. Voglio che siano gli avversari ad adattarsi a noi e non l’inverso”.
Tra gli ospiti sono noti i forfait di Totti e Borriello, a cui si aggiungono Pizarro e Rosi oltre ai lungodegenti Borini e Burdisso; in casa Udinese invece sono praticamente tutti arruolabili, con Francesco Guidolin che però ai microfoni dei cronisti sceglie la tattica difensivista, facendo il pompiere sul fuoco dei facili entusiasmi di questo avvio scoppiettante dei friulani, a maggior ragione dopo lo scialbo ko al Tardini contro il Parma:
“Francamente non credo di essere capace di mantenere la squadra in quelle posizioni, ho l’impressione che sia dura non farsi rimontare. E’ il caso di rimettere a posto la dimensione del progetto Udinese, perché siamo rimasti amareggiati anche noi dalla sconfitta di Parma, ma abbiamo sempre detto che noi lottiamo principalmente per fare i nostri 40 punti. E speriamo che siano i primi quaranta punti, per poi vedere se è possibile guardare un po’ più in là. Per farvi un’idea, anche noi abbiamo trattato Bojan Krkric, ma non è venuto a Udine, è andato alla Roma. Anche noi abbiamo pensato a Pianjc, ma ha un costo che è impossibile per l’Udinese. Quindi ragazzi calma, che la nostra dimensione è quella di una squadra che se non entra in campo col coltello tra i denti, è una squadra vulnerabile. Penso che sia il momento in cui l’allenatore deve richiamare a quelle che sono le vere dimensioni del nostro progetto. Credo di averlo detto in tutte le salse, ma che questa sia la verità e quando la gente si sente dire la verità è bene”.
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Ci sono i tre tenori, sono in forma e il Napoli va: 2-0 netto alla capolista Udinese, super Lavezzi che ritrova il gol in casa 366 giorni dopo la rete realizzata al Milan di lunedì sera un anno fa e accorcia la classifica, ora la capolista Juve dista solo due lunghezze. Buona la partita dei partenopei con Walter Mazzarri che non si fida del turn-over e che alla fine ringrazia i suoi giocatori più fidati, anche se a fine gara inspiegabilmente né il tecnico di San Vincenzo né i calciatori azzurri si presentano nella mixed zone per rilasciare interviste. Come riferisce la redazione sportiva di Mediaset Premium pare che la responsabile del settore comunicazione dei campani, Monica Scozzafava, abbia tentato di mediare ma il tecnico toscano ha abbandonato l’impianto di Fuorigrotta senza concedersi ai giornalisti.
Ne sapremo sicuramente di più, mentre la prima sconfitta di Francesco Guidolin e della sua Udinese (associata alla fine dell’imbattibilità di Samir Handanovic che ha preso un gol dopo 407 minuti, il suo terzo in questo campionato) è stata lucidamente commentata dal trainer veneto che ammette sì la superiorità degli avversari, pur rammaricandosi per quel gol di Maggio preso allo scadere di tempo quando i friulani si erano finalmente riorganizzati dopo un avvio decisamente in sordina (anche un gol annullato ad Hamsik per fuorigioco millimetrico):
“Il Napoli ha fatto qualcosa in più, anche se abbiamo fatto una buona partita. Credo che il Napoli abbia vinto meritatamente, inseguiva questo risultato con più ferocia di noi e il rammarico sta solo nell’aver preso gol allo scadere del primo tempo su palla inattiva. Il Napoli è la migliore squadra del campionato, gioca un calcio bello e dinamico e rispetto allo scorso anno l’organico è migliorato. Abbiamo fatto un buon primo tempo e avuto anche le occasioni per pareggiare”.
Questo quanto dichiarato dall’ex Vicenza e Palermo a Sky, dove si è anche soffermato a parlare dei singoli:
“Di Natale? Totò non stava bene, c’era poco da preservare. Abbiamo dovuto fare questa scelta. Torje? Forse non lo conosciamo ancora bene… deve imparare ancora molto del nostro calcio e del campionato di serie A. Crescerà. Sta vivendo un periodo di leggera involuzione, anche se si è presentato subito molto bene. Sto stentando a trovargli la giusta collocazione perché era più abituato a giocare sull’esterno. Ma da noi c’è quella pazienza che da altre parti non c’è. Migliorerà lavorando. Troppi elogi per noi? I due punti di media a partita non possiamo certo tenerli… credo che la squadra sia andata con la stessa umiltà e concentrazione. Ma il Napoli era più pronto di noi. Possiamo fare di meglio”.

Il bomber della capolista Udinese, Antonio Di Natale, capocannoniere della serie A nelle ultime due stagioni, sarà l’unico giocatore a rappresentare il nostro paese nella lista dei 50 candidati al prossimo Pallone d’Oro. L’elenco, ulteriormente scremato a 23 aspiranti, sarà poi reso noto l’1 novembre prossimo, mentre il 5 dicembre saranno ufficializzati i tre finalisti, tra i quali dovrà essere scelto il vincitore, che verrà proclamato a Zurigo il 9 gennaio 2012, nel corso della tradizionale serata di gala organizzata dalla Fifa in seguito alla fusione dell’ambito premio assegnato da France Football con il Fifa World Player.
Addirittura dieci i giocatori del Barcellona presenti: il campione in carica Messi, Iniesta, Xavi, Fabregas, Piquè, Puyol, Villa, Dani Alves, Abidal e Sanchez. Cinque invece quelli del Real Madrid: Casillas, Xabi Alonso, Cristiano Ronaldo, Ozil e Khedira. Candidati anche i giocatori del Bayern Schweinsteiger, Lahm, Gomez, Mueller, Ribery e Robben. Tre i giocatori del campionato italiano: il laziale Klose e gli interisti Sneijder e Forlan. Tra gli altri spiccano i nomi di Samuel Eto’o, Van Persie, Van der Vaart, Aguero, David Silva, Suarez, Hernandez, Rooney e Neymar. Per quanto riguarda le nomination degli allenatori sono presenti nella lista tre italiano: Allegri, Mancini e Capello. Gli altri sono Guardiola, Loew, Villas Boas, Mourinho, Tabarez, Blanc, Hiddink, Ferguson e Del Bosque. L’attaccante napoletano ha così commentato dopo aver appreso la notizia:
“È un onore che mi riempie d’orgoglio. Essere accostato a campioni del calibro di Messi e Cristiano Ronaldo non capita tutti i giorni. Essere l’unico italiano? Fa ancora più piacere, è ovvio. Ma se la Fifa e France Football hanno pensato a me è anche grazie ai compagni e alla Società bianconera senza la quale non avremmo, e non avrei, mai potuto tagliare i traguardi centrati in questi ultimi anni”.
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Dopo la positiva due giorni di Champions League che ha registrato le vittorie di Inter e Milan e il prezioso pareggio del Napoli contro il Bayern Monaco, stasera si scende in campo per l’Europa League, competizione che spesso alle nostre latitudini viene un po’ snobbata. Francesco Guidolin assicura però il massimo impegno da parte della sua Udinese, squadra che in questo scorcio iniziale di stagione ha sbagliato poco e niente, tant’è che si gode la testa della classifica sia in Italia che in Europa. La sfida di stasera è decisiva proprio per il Gruppo I dell’ex Coppa Uefa, i friulani incrociano infatti il quotato Atletico Madrid che fa coppia in vetta con i friulani.
Il tecnico ci tiene molto a questa gara e garantisce che schiererà una formazione competitiva contro i Colchoneros, tuttavia non rinuncerà ad un po’ di sano turn over, inevitabile dal momento che giocando di giovedì il tempo per recuperare in vista del campionato è sempre limitato:
“Non faccio calcoli. Dico solamente che questa manifestazione si disputa il giovedì, c’è poco tempo per recuperare per il campionato, senza contare che dall’inizio di stagione siamo in campo tre volte la settimana per cui è evidente che ci sarà qualche avvicendamento, ma in campo ci sarà una squadra competitiva contro una delle squadre più forti del girone”.
Due le certezze annunciate dallo stesso allenatore, in campo dal primo minuto ci saranno Armero e Floro Flores, il napoletano prenderà il posto di Antonio Di Natale. Il capitano dei friulani sarà comunque presente in panchina questa sera, non sembra destare particolare preoccupazioni il dolore ad una gamba accusato negli ultimi giorni e potrà tornare utile alla causa a partita in corso. L’uomo più temuto tra gli spagnoli è Diego, il brasiliano ex Juve ha già giocato contro l’Udinese ai tempi del Werder Brema: l’ex Juve mise a segno quattro gol, due per partita, che valsero per i tedeschi l’accesso alle semifinali. Questa sera sarà sicuramente in campo dal primo minuto, Guidolin punta tutto sul gioco di squadra per fermarlo:
“Diego ha gran classe, è capace di esaltare la prestazione della sua squadra perché ha tocchi di classe. Noi dovremo fare gioco di squadra per neutralizzarlo. Non dobbiamo fargli arrivar tanti rifornimenti, è importante che tutta la squadra faccia una gran partita”.
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Il sorteggio non proprio benevolo (per usare un eufemismo) capitato all’Udinese, subito scontro shock contro l’Arsenal, non deprime l’ambiente friulano; è un Giampaolo Pozzo tranquillo quello che rilascia le prime dichiarazioni a caldo a Sky Sport. Anzi, il patron dell’Udinese, pare quasi contento dell’accoppiata:
“È un’avventura affascinante, è come andare a New York per la prima volta. L’Arsenal è un club storico, ci fa piacere affrontare quest’avventura. A questi livelli tutte le sfide sono difficili. Ma più è affascinante l’avversario e più i giocatori ce la metteranno tutta. Nell’urna c’erano tutte squadre di livello, ogni abbinamento sarebbe stato difficile. Nell’ultimo preliminare che abbiamo disputato ci siamo qualificati eliminando lo Sporting Lisbona, ma fu comunque un turno molto complicato. In queste circostanze serve anche fortuna, bisogna affrontare quest’esperienza con filosofia. Si tratta comunque di un momento storico per il nostro club. Non ho ancora parlato con l’allenatore e con la squadra, ma sono convinto che la pensino come me. E poi giocare in casa il ritorno è un vantaggio, potrebbe darci una spinta psicologica”.
A chi gli fa notare che, in ogni modo, sarebbe stato preferibile incontrare un avversario più morbido, Pozzo ha le idee chiare:
“Avrei preferito trovare il Benfica, ovvio, ma prendiamo il sorteggio con filosofia. È che c’è la possibilità di uscire contro una grande, ma l’Arsenal è il giusto coronamento di una splendida stagione. E poi, se eliminiamo l’Arsenal sarà un evento storico. Ci sarà anche un premio speciale per i giocatori”.
Insomma, il deus ex machina dei bianconeri del Friuli la mette sul piano del prestigio e della psicologia. Riuscirà nell’impresa la terribile banda di Guidolin?

Riparte dallo Stadio Friuli la stagione dell’Udinese, i bianconeri alla guida di Guidolin si ritroveranno infatti domani per un primo pre raduno. Nell’occasione saranno anche presentati i quattro nuovi acquisti presso la sala stampa dell’impianto, parliamo di Diego Fabbrini, Danilo Larrangeira, Abdoul Walid Sissoko e Thierry Doubai. Nella lista dei convocati però non mancano le sorprese, in particolare colpisce l’assenza, anche se preventivabile, di Gokhan Inler, un po’ meno attesa forse quella di Gaetano D’Agostino, anche se si era intuito che il centrocampista di ritorno da Firenze non rientrava più nei piani del club. Ovviamente non sono presenti tutti i bianconeri impegnati in Coppa America e cioè Sanchez e Isla con il Cile, Cuadrado, Zapata e Armero con la Colombia.
In questa primi fase del ritiro il gruppo resterà nel capoluogo friulano per dedicarsi ad una settimana che sarà utile più per controllare lo stato di forma dopo le vacanze che ad altro. Domenica 10 luglio partirà poi il vero ritiro con la squadra che si spostera ad Arta Terme, sempre in provincia di Udine. Ecco l’elenco, in rigoroso ordine alfabetico, dei 21 convocati che si ritroveranno domani alle 16 al Friuli: Abdi Almen, Asamoah Kwadwo, Badu Emmanuel Agyeman, Barreto De Souza Paulo Vitor, Basta Dusan, Belardi Emanuele, Benatia El Mouttaqui Medhi Amine, Coda Andrea, Danilo Larangeira, Denis German Gustavo, Di Natale Antonio, Domizzi Maurizio, Doubai Mousse Tape Thierry, Ekstrand Joel, Fabbrini Diego, Ferronetti Damiano, Handanovic Samir, Pasquale Giovanni, Pinzi Giampiero, Sissoko Abdou, Vydra Matej.

Il Barcellona, ancora in fase digestiva dopo l’ennesima abbuffata stagionale, pensa al futuro e lo fa partendo dalle cessioni; sono pochi i giocatori, per non dire nessuno, che vogliono lasciare la città catalana, anche per gli ingaggi molto alti e il fascino della camiseta blaugrana. Eppure la dirigenza dei campioni d’Europa sta cercando in tutti i modi di non dormire e così oggi pare abbia fatto un passo in avanti molto importante, mettendo solide basi per un’operazione destinata ad essere, qualora dovesse andare in porto, una delle più succulenti di questo mercato. Si mettano il cuore in pace Juve e Inter, la squadra di Guardiola ha messo gli occhi su Alexis Sanchez e pare intenzionata ad andare fino in fondo.
Secondo Sky Sports la trattativa pare essersi sbloccata, dal momento che ogni tassello sta andando al suo posto: l’Udinese ha dato l’ok, il piccolo attaccante cileno come ovvio anche, le uniche riserve riguardavano la contropartita tecnica che il Barça voleva inserire nella transazione. Rifiutati dai friulano Thiago Alcantara e Jefferson, i Pozzo si sono “accontentati” di Bojan Krkic; possibile che il 21enne della cantera blaugrana sia disposto a trasferirsi in Friuli? Pare che alla fine si sia convinto: avventura “tranquilla” in Italia (comunque non svincolandosi del tutto dal Barcellona), Champions da giocare, posto da titolare assicurato, parte dell’ingaggio pagato dagli spagnoli.
In più all’Udinese andrebbero poco meno di 30 milioni di euro, il tutto col placet di Francesco Guidolin. Ora c’è da sistemare le carte, tante carte, anche perché Sanchez e il suo agente, al secolo Fernando Felicevich, si trovano in Cile; quest’ultimo ha deciso di fare un salto sulla rambla giovedì sera, per venerdì dovrebbe esserci il primo incontro per parlare di contratto, quello di Sanchez ovviamente. Dopodiché si tratterà di limare i dettagli tra le due squadre e, non ultimo, attendere il sì definitivo di Krkic. Presentata in questo modo l’operazione è più che fattibile, vedremo se la competente squadra sportiva di Sky abbia avuto la soffiata giusta o meno.

Impazzisce Udine e il Friuli e si rifà in parte della delusione del giorno precedente quando il Giro d’Italia s’era visto cancellare salita e discesa del Monte Crostis. Giocatori con al seguito mogli e figli, ma anche allenatore e dirigenza, sul rettangolo verde dell’impianto friulano è scoppiata la festa a fine gara, durata poi fino a notte fonda: l’Udinese, partita con 4 sconfitte di fila, è in Champions League, un traguardo molto importante celebrato anche con succulenti balli in cui il sempre pacato Guidolin ha dato il meglio di sé. Tra un abbraccio e un altro anche il tempo per rispondere alle domande dei giornalisti; il tecnico dei bianconeri non sta nella pelle:
“Abbiamo dovuto soffrire fino in fondo. Quando Totò ha sbagliato il rigore ho temuto che il destino avesse deciso diversamente. Alla fine è stata una grande gioia e ringrazio tutti quanti, società, giocatori, tifosi e sopratutto la mia famiglia. Voglio godermela fino in fondo e so che sarà una lunga notte. Potrà succedere che qualcuno partirà verso un grande club, ma la società non ha necessità di vendere e smobilitare. Vogliamo essere pronti per i preliminari di Champions League e continuare a giocare un buon calcio anche nella prossima stagione. Sono contento che si parli di Isla, è un ragazzo che dà spinta ed equilibro alla squadra, è uno dei giocatori più importanti di questa squadre. E’ stato il motore della nostra rimonta così come Armero, che ci ha permesso di giocare stabilmente a tre dietro, senza rischiare troppo”.
Se la gode, giustamente, anche il patron Giampaolo Pozzo:
“Festeggio i 25 anni di presidenza questa serata con un preliminare che è un grande risultato per una società come la nostra. E’ stata una grande stagione in cui siamo partiti male, ma abbiamo fatto una grande rimonta divertendoci. Avremmo potuto fare anche meglio, ma abbiamo avuto un periodo di stop in cui tutto ci girava male. Vogliamo mantenere la squadra, e siamo tranquilli perchè le grandi hanno indetto l’embargo. Faremo di tutto per cercare di tenere i big, anche se sappiamo che sarà impossibili tenerli tutti, ma faremo come sempre del nostro meglio per poterli sostituire. Vogliamo mantenere lo zoccolo duro per affrontare la prossima stagione”.
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Forse non aspettava altro Giampaolo Pozzo, patron dell’Udinese, quando in settimana aveva sollevato più di un sospetto circa la designazione arbitrale dell’arbitro Valeri di Roma per la partita del Friuli contro il Parma; il numero uno dei bianconeri aveva mostrato tutte le sue perplessità circa la “necessità” di far dirigere a un arbitro capitolino la delicata sfida della sua Udinese contro i ducali:
“Paolo Valeri è un ottimo arbitro, lo ha dimostrato durante tutto l’arco della stagione, ma forse sarebbe stato preferibile designare un fischietto non originario di Roma per Udinese-Parma. Non voglio assolutamente innescare polemiche, ma soltanto riflettere a voce alta. Noi ci stiamo giocando l’accesso in Champions League con due squadre capitoline e per questo motivo dico che, probabilmente, a Udine potevano designare un arbitro di un’altra città. E lo dico non soltanto pensando all’Udinese, ma anche alla tranquillità dello stesso Valeri. Ho massima stima e rispetto per la professionalità degli arbitri di serie A e sono sicuro che nessuno si farà condizionare da elementi esterni. Ma vista l’importanza della posta in palio per tutte le squadre in corsa per il quarto posto, mi sono permesso questa piccola riflessione che, ne sono sicuro, avrebbero potuto fare anche Roma e Lazio se a dirigere le loro partite fosse stato designato un fischietto di Udine o friulano”.
E alla fine Valeri è stato aspettato al varco. Espulsione diretta a Inler dopo un fallo su Giovinco (lo svizzero, nel corso del primo tempo, dopo il giallo ha attaccato a muso duro il fischietto, da cui la decisione dell’arbitro di estrarre anche il rosso), quindi i due gol di Amauri, entrambi in fuorigioco, seppur leggero. Anche il pacato Guidolin a fine partita non è riuscito a trattenersi:
“Sento parlare di episodi arbitrali nello spogliatoio, ma a me di arbitri non piace parlare: dico solo che il mio presidente ha ragione sulla designazione di un direttore di gara di Roma, l’Italia è un paese strano… Pozzo non ha contestato nulla, e io non ho nulla da dire sull’arbitraggio. Ha solo fatto presente che in un ambiente che vive di dubbi e sospetti, la designazione di un arbitro di Roma non pareva opportuna…”
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Strascichi polemici alla fine di Udinese - Roma con il presidente, l’allenatore ed i giocatori friulani che si sono lamentati per un calcio di rigore non concessogli dall’arbitro. Le proteste si riferiscono all’azione del gol annullato al 47′ minuto del secondo tempo all’Udinese per un il fallo di mano di Asamoah. Il tocco con il braccio del ghanese è evidente, ma secondo i bianconeri è stato causato da una spinta di Simone Perrotta che ha sbilanciato il centrocampista africano proprio mentre stava staccando per colpire il pallone di testa. Queste le parole di Guidolin nella mix zone dello Stadio Friuli:
“E’ un po’ difficile rimanere in linea con le mie abitudini. Non ha visto l’arbitro altrimenti c’è un fallo di Perrotta clamoroso, toglie ad Asamoah la possibilità di ribadire in rete. Azione antecedente al gol della Roma. Non aggiungo altro. Non voglio andar fuori, è una serata nella quale potevamo fare fuori un avversario per la corsa per la Champions League, ma è rientrato in corsa. Occorre mantenere un certo equilibrio, fidarsi della prestazioni dei nostri arbitri, fanno fatica, non è facile. Questo però è calcio di rigore per noi”.
Anche il presidente Pozzo è stato molto duro ai microfoni dei giornalisti: “Quando si arriva a questo punto del campionato, con la classifica calda, che si fa importante, è sempre condizionato da qualcosa per le piccole squadre. C’era un rigore per noi non dato, su quello di Pizarro siamo stati ingenui. Guardate le immagini, gli episodi e poi traete voi le vostre conclusioni”.





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