
Ore 19: l’Ata Hotel Quark di Milano chiude i battenti. Chi è dentro è dentro, la sessione estiva del mercato cala il sipario. Ora la sosta per far integrare i nuovi arrivati, poi fino al 2010 si andrà avanti con le rose definite oggi (salvo acquisti di svincolati). Vediamo squadra per squadra gli ultimi colpi di mercato (vengono riportate solo le operazioni in entrata, a patto che le cessioni non riguardino squadra di categorie inferiori o di altri campionati).
LAZIO: tanto lavoro per nulla. I biancocelesti cercavano un difensore ma prima è sfumato Michele Canini (troppi per i capitolini i 700mila euro chiesti dal Cagliari per il prestito), poi anche Carlos Valdez della Reggina (per non parlare di Bengtsson qualche giorno fa). Con lo squalificato Cribari, è allarme difesa contro la Juve. Restano a Roma Pandev e Ledesma, a meno che non vadano in Premier il cui mercato è ancora aperto per 24 ore. Correa al Taranto.
LIVORNO: lo aveva detto Aldo Spinelli, il mercato è fatto. Così non torna in amaranto neanche il centrocampista 36enne Dario Passoni dal Mantova voluto dall’amico Cristiano Lucarelli ma che alla fine se lo è accaparrato l’Albinoleffe. Tavano resta labronico, Grandoni al Gallipoli, Locatelli rifiuta a gran sorpresa.
MILAN: operazioni minori per il Diavolo. Il tempo di spedire a Lecce in prestito il fratello di Kakà, Digao, e Willy Aubameyang ai belgi del Kas Eupen.
NAPOLI: anche Marino ha passato una giornata di relativa tranquillità. Piazzati Montervino a Salerno e Blasi a Palermo, il suo lavoro è finito lì. I partenopei chiudono il mercato con 6 acquisti e 20 cessioni.
PALERMO: nonostante l’ottimismo di Zamparini, alla fine Dzemaili non è arrivato. Solo Blasi, che pure in un primo momento pareva rifiutare, per coach Z. Rimane quindi Succi.

Qualcuno forse si aspettava qualcosina di più da Jeremy Menez, ma la realtà è che il francese è ancora molto giovane e ci sarà il tempo per crescere: oggi l’attaccante della Roma compie appena 22 anni e nonostante stia volgendo al termine questa negativa stagione dei giallorossi, l’ex Monaco può dirsi moderatamente soddisfatto del suo primo anno sulle sponde del Tevere. Undici volte titolare e quattordici volte subentrato a partita in corso (in campionato), ha siglato 2 gol e ricevuto 3 cartellini gialli, insomma non come si aspettavano i tifosi romanisti ma comunque un buon approccio per un ragazzo del 1987.
Nato a Longjumeau, fa tutte le trafile nel Sochaux e firma il primo contratto professionistico a soli 16 anni (un record per la Ligue 1) grazie alla volontà del tecnico Lacombe, di fatto il suo mentore. A soli 18 anni, nel gennaio 2005, sigla un tripletta in 7 minuti ai danni del Bordeaux stabilendo un altro record; quindi arriva la chiamata del Monaco in cui conferma le sue doti di ottimo dribblatore, anche se spesso si mostra discontinuo e poco implacabile sotto rete. Zidane spende parole al miele per lui, così quando arriva la chiamata della Roma lui non può rifiutare: è il momento di dimostrare tutto il proprio valore.
Dopo 3 (la Fiorentina) e 2 (il Napoli) sconfitte consecutive ci si attendeva una reazione se non da entrambe le squadre, almeno da una delle due: il risultato finale di 2-1 premia i viola che così incamerano tre punti pesantissimi, ma la realtà della partita ci dice che non c’è stato propriamente gran calcio all’Artemio Franchi. Ancora a secco Gilardino e col baby Sepe in porta per i partenopei (subentrato all’infortunato Gianello), ci pensano Santana e Vitale a mischiare le carte, andando entrambi in gol con due azioni piuttosto casuali; e quando il pari pareva il risultato più ovvio, ci ha pensato Montolivo ha far esplodere Firenze lasciando tutta l’amarezza nella sola bocca di Reja (Fotogallery - Video).
Da una parte mancavano Mutu, Kroldrup e Dainelli, con Zauri adattato centrale di difesa accanto a Gamberini; dall’altra senza Hamsik e Gargano, ecco Pazienza e Bogliacino, più Aronica al posto di Contini. Nel primo tempo sono i padroni di casa a provarci con maggior insistenza, tuttavia gli attacchi viola non impensieriscono più di tanto la retroguardia partenopea; Gilardino non segna da 50 giorni, Gianello gli dice ancora no. Quando poi si infortuna il portiere azzurro, il giovanissimo Sepe non si lascia intimorire ed esce bene ancora sull’attaccante di Biella.
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Sbadigli al San Paolo; un po’ meno forse sulle poltrone di casa dove i telespettatori che hanno assistito al 12esimo Trofeo Birra Moretti non hanno potuto non rimanere svegli ad ascoltare le perle del commentatore, un brillantissimo Arrigo Sacchi. Per il resto il sonno l’ha fatta da padrona: non è bastata la smunta Elisabetta Canalis a presentare la manifestazione né la roboante quanto pacchiana cerimonia d’apertura; non s’è risparmiata i fischi la Tatangelo che cantava tra una partita e l’altra, né, ovviamente, il gioco. Agostano, lento e privo di gol, alla fine ha vinto la squadra che ha giocato meglio pur non segnando, la Juve.
Nella prima partitella di 45 minuti tra Napoli e i bianconeri, il risultato non s’è schiodato dallo 0-0. C’era attesa per Giovinco, poco lucido, in coppia con un Amauri molto più pimpante e vicino al gol in un paio di occasioni; lo stakanovista Legrottaglie dopo l’impegno di Nizza con la Nazionale ha giocato tutti e 90 i minuti, per il resto il solito Nedved e vari giovani. L’occasione migliore per la Juve capita a Fausto Rossi, che manda alto; per i partenopei ci prova Rinaudo sfruttando una uscita sciagurata di Chimenti, ma non inquadra la porta. I campani con Zalayeta dal primo minuto, più i “vecchi” Amodio e Montervino a centrocampo, sicuramente lodevoli. Alla fine i rigori con l’unico errore di De Zerbi, con i 2 punti che vanno agli “ospiti” e uno solo per gli azzurri.
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