
Nel primo pomeriggio di ieri la presidentessa del Bologna, Francesca Menarini, e l’amministratore delegato, il padre Renzo, sono stati squalificati per tre mesi dalla commissione disciplinare della FIGC per aver intrattenuto rapporti con Luciano Moggi. Poco dopo è arrivata la notizia dell’addio dei Menarini alla società rossoblu, la seconda emozione forte per i tifosi felsinei nel giro di poche ore. La comunicazione, attraverso la quale si è anche conosciuto il nome del prossimo proprietario, è stata diramata attraverso le pagine del sito ufficiale della società:
“Aktiva Spa comunica di aver raggiunto un accordo di massima con il Dott. Sergio Porcedda per la cessione dell’80% delle quote del Bologna Fc 1909.
Aktiva Spa e il Dott. Porcedda hanno dato mandato ai propri consulenti di redigere i necessari accordi contrattuali in vista della cessione che verrà formalizzata non prima dei prossimi 15 giorni”.
Ai proprietari uscenti resterà comunque il 20% delle azioni, in questo modo la famiglia Menarini potrebbe assicurarsi i lavori per la costruzione del nuovo stadio. Sergio Porcedda, imprenditore sardo nato 51 anni fa a Sanluri, paesino che ha tra i suoi illustri cittadini anche Massimo Cellino e Renato Soru, realizzerebbe con il Bologna il sogno, cullato da tempo, di entrare nel calcio; aveva già provato ad acquistare il Cagliari ma aveva trovato l’ostruzione di Massimo Cellino e l’assalto era così naufragato. L’ufficialità della trattativa è soltanto il culmine di una serie di voci che giravano insistentemente nell’ambiente bolognese nelle ultime settimane, voci che insistevano proprio sul nome del sardo come possibile acquirente.
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Classica partita da prima della classe in un uggioso pomeriggio al Meazza: l’Inter vince senza troppi complimenti prendendo a pallonate il Bologna la cui tattica ultra difensiva, che ha fatto guadagnare al suo tecnico Franco Colomba addirittura il prolungamento del contratto, non è servita a nulla. Anzi, se non fosse stato per Emiliano Viviano che ha compiuto dei veri e propri miracoli il risultato sarebbe stato ancora più rotondo: tant’è, il 3-0 è un risultato di tutto rispetto, anche e soprattutto leggendo il nome dei marcatori. Doppietta di Thiago Motta, il brasiliano non timbrava il cartellino in campionato dal 29 agosto nel derby contro il Milan, e rete del momentaneo 2-0 di Mario Balotelli, abile a sfruttare un assist da urlo di Milito (Tabellino Inter - Bologna 3-0).
Praticamente otto difensori per i felsinei, l’Inter risponde con un tridente orfano di Eto’o e Sneijder, ma col reintegrato, e vogliosissimo, Balotelli. Tra i nerazzurri non c’è Zanetti, out dopo più di 130 partite consecutive in campionato, al suo posto si rivede Santon. All’inizio, nelle primissime battute, gli ospiti paiono poter fare uno scherzetto ai ben più quotati avversari di casa, Adailton si muove tra le linee bene (e colpisce un legno su calcio da fermo) e Di Vaio cerca contropiede e profondità; nel momento in cui l’Inter prende però il pallino del gioco, allora per gli emiliani è notte fonda. Inizia un tutti contro Viviano, che si esalta e dimostra di essere un portiere molto molto bravo; Milito e Balotelli dialogano alla grande, ma quando il palo, quando l’estremo difensore avversario, quando l’imprecisione, il risultato non si sblocca.
Il Bologna continua a stupire, anche il Napoli di Mazzarri si deve arrendere al momento magico dei rossoblu. La partita si decide tutta nel primo tempo, anzi nei primi minuti, grazie ad un micidiale uno-due della squadra felsinea. I padroni di casa passano in vantaggio con Zalayeta che devia una conclusione di Buscè, sono passati solo sette minuti, il raddoppio trecento secondi dopo grazie al solito Adailton che beffa la difesa del Napoli e De Sanctis su calcio piazzato. I partenopei si riportano in partita immediatamente grazie alla rete di Rinaudo. Nella ripresa il Bologna regge la pressione dei campani e porta a casa il terzo successo nelle ultime quattro gare, tirandosi fuori con decisione dalla zona calda della classifica (Il tabellino di Bologna - Napoli 2-1 - Il video di Bologna - Napoli 2-1).
Le due squadre scendono in campo in un gelido pomeriggio emiliano, nonostante ciò la partita regala subito molte emozioni. Nemmeno il tempo di sistemarsi in campo e i padroni di casa si portano subito in vantaggio, Buscé prova una conclusione da fuori, Zalayeta tocca quel poco che basta a beffare De Sanctis. Il Napoli accusa il colpo e il Bologna ne approfitta, il raddoppio però arriva in maniera abbastanza fortunosa: Adailton batte una punizione della destra, scodella il pallone verso il secondo palo, nessuno lo tocca e il rimbalzo a terra beffa il portiere azzurro non attentissimo nell’occasione.
Le migliori immagini di Bologna - Napoli 2-1




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In tutto il girone d’andata il Bologna, prima nelle mani di Papadopulo quindi in quelle di Colomba, aveva ottenuto la miseria di tre punti lontano dal Dall’Ara: l’ex mister aveva pareggiato 0-0 a Bari e 1-1 a Torino contro la Juve, l’attuale tecnico dei felsinei aveva invece strappato un pari a reti bianche all’Olimpico contro la Lazio. Poi l’exploit fuori dall’Emilia, tanto da far diventare i rossoblu la più classica delle squadre corsare, a uno schioppo di dita dalla salvezza: “Nel calcio i miracoli non esistono, è tutto frutto del lavoro di una società serena, di un modo di pensare di gruppo e del lavoro che si fa sul campo e del fatto che ognuno dà il meglio di sé anche negli allenamenti” ha chiosato Colomba.
Già, nessun miracolo. Però sicuramente un’amalgama importante, una squadra che pure senza Di Vaio o, per dire, l’Osvaldo su cui a inizio anno si riponeva tanta fiducia (ora è in Spagna), riesce e rifilare quattro gol al Genoa, per di più al Ferraris: “Se non sbaglio solo l’Inter finora era riuscita a vincere in trasferta contro il Genoa, dunque, se consideriamo che abbiamo anche rimontato tre gol, la nostra si può considerare un’impresa storica. Il lavoro di tutti, dal tecnico Colomba ai giocatori, ha portato a questi importantissimi 10 punti su 12 nelle ultime quattro gare fuorici casa, in cui abbiamo battuto squadre come Genoa, Fiorentina e Livorno, pareggiando contro il Chievo, e anche davanti al nostro pubblico abbiamo offerto prove importanti contro Milan e Juventus” s’è gongolata domenica pomeriggio la Menarini.

Odiato, osannato o che sia indifferente, Luciano Moggi quando parla si lascia ascoltare. E’ nel bene o nel male uno dei simboli del calcio italiano. Ieri era ospite del giovane e bravo Michele Criscitiello su Sportitalia, ne ha approfittato per dire la sua su eventi passati e attuali, battibeccando con un Maurizio Pistocchi in vena di attacchi puntuali. “Non sono venuto per confessarmi. L’altra volta non sono venuto qui perché non ero preparato? Cosa dovrei preparare? Sono venuto per parlare di calcio, se tu (Maurizio Pistocchi, ndr) vuoi farmi delle domande extra vieni al processo a Napoli, a Roma e a Torino mi hanno assolto e a Roma mi hanno condannato per non aver dato uno stipendio a un giocatore, pensate un po’. E’ stata un’azione giudiziaria voluta dai media perché la partita che dava più problemi era Lecce-Parma in cui io non c’entravo nulla” le parole di Moggi in merito al sempre caldo argomento calciopoli.
“Non abbiamo fatto niente di particolare se non difenderci da quello che abitualmente avviene nel campionato di calcio. Dal 2000 al 2006 non è successo quello che è successo dal 2006 al 2010: un casotto che non c’è mai stato prima. Faceva solo comodo far fuori la Juventus, Moggi, Giraudo e Bettega, anche se Bettega poi è rientrato. Siamo entrati nei pasticci come immagine dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli. Adesso si dice di abbassare i toni. La prima in classifica è la prima a non farlo. Zamparini dice che vuole perdere il quarto posto solo per demeriti della squadra e non per errori arbitrali. A Firenze appena saputo della designazione di Rosetti col Milan i giornali di Firenze hanno subito detto ‘Rosetti per carità’, dopo la partita il presidente della Fiorentina che aveva detto di abbassare i toni dice che Rosetti non deve più arbitrare la Fiorentina” ha continuato ad attaccare l’ex direttore sportivo di Juve e Napoli. Che poi dispensa opinioni prettamente calcistiche.
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Il famoso “cul de Zac” colpisce ancora: non che la Juve non meritasse per niente i tre punti conquistati questo pomeriggio al Dall’Ara di Bologna, ma la realtà è che un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. I felsinei ci hanno messo grinta, intelligenza e cuore, gli ospiti cinismo e volontà, alla fine la gara è stata godibile, finita con un 1-2 molto significativo per vari motivi: la terza vittoria di fila per il nuovo allenatore dei bianconeri Zaccheroni, quarto posto in solitaria agganciato e ritorno al gol per Diego. Nella ripresa solite amnesie difensive già viste con Ranieri e Ferrara (cross dalla sinistra e difesa tagliata fuori dall’occorrente di turno), pareggio di Buscé e tutto da rifare; il gol vittoria lo realizza Antonio Candreva, al primo centro con la casacca juventina (Tabellino e pagelle di Bologna - Juve 1-2 - Foto di Bologna - Juve 1-2 - Video di Bologna - Juve 1-2).
Caceres non recupera, Grosso e Cannavaro riscaldano la panchina, l’impavido Zac ripropone la difesa mostrata ad Amsterdam nella ripresa, con Grygera a destra e De Ceglie a sinistra; riposo per Sissoko, ritorna Melo insieme a Marchisio e Salihamidzic nella zona nevralgica del campo, i soliti tre moschettieri a pungere Viviano. La squadra di Colomba risponde con un 4-4-1-1 molto elastico: assente Di Vaio, l’attacco è sulle spalle di Zalayeta e Adailton, sulle fasce gli ottimi Buscé e Casarini, Guana e Mudingayi in mediana. Pronti, partenza e gol: la Juve trova subito il vantaggio con Diego. Il brasiliano sfonda centralmente, il tiro (debole) è deviato da Viviano che non trattiene, s’avventa Amauri ma una carambola fa pervenire la sfera ancora a Diego che segna senza problemi.




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Il Milan si allontana ancora di più dai cugini interisti, non riuscendo a fare sua la sfida contro il Bologna. I felsinei hanno centrato l’obiettivo di giornata e cioè quello di fare punti contro i più quotati rossoneri e migliorano la loro classifica. La squadra di Leonardo non riesce più a proporre il bel gioco fatto vedere fino a prima del derby perso, ma i milanisti possono anche imprecare contro la cattiva sorte: due traverse colpite da Ronaldinho e Ambrosini hanno spento i sogni di gloria della seconda forza del campionato che stasera potrebbe essere superato dalla Roma (Il Tabellino di Bologna - Milan 0-0 - Il Video di Bologna - Milan 0-0).
Nel Milan, che scende in campo con un inedito calzoncino rosso sotto la maglietta bianca, si vede dal primo minuto il nuovo arrivato Mancini, a fargli spazio è David Beckham che siede in panchina. Leonardo preferisce Bonera a Favalli come centrale difensivo, per il resto l’undici del brasiliano non presenta novità rispetto al solito, Borriello, che ha recuperato dal colpo alla testa, è al centro dell’attacco. Colomba, che ieri ha festeggiato il suo cinquantacinquesimo compleanno, si affida al collaudato 4-4-1-1 con Di Vaio unica punta e Gimenez di supporto, tra i pali l’esordiente Colombo sostituisce Viviano.




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A poco più di metà campionato, sono state ad oggi nove le squadre che hanno cambiato allenatore, in attesa che anche la Juve si aggiunga a questo robusto gruppo; mai come quest’anno gli avvicendamenti in panchina sono stati proficui, sintomo che cambiare a volte, molte volte, fa bene. Rivalutati i presidenti mangia-allenatori, è la prova che spesso il problema risiede nell’amalgama tra condottiero e suoi soldati, e non già in una rosa scadente e mal definita in estate. Alcuni casi sono lampanti e hanno fatto parlare, ma anche altre storie un po’ più sottotraccia dimostrano inequivocabilmente che la perseveranza dei vari Blanc e Lotito non ha poi tutto questo senso.
Al primo posto, il Napoli di Walter Mazzarri: squadra senza anima alle dipendenze di Donadoni, i partenopei col tecnico livornese non hanno più perso, ritrovando uno spirito di squadra eccelso e posizionandosi in zona Champions nel giro di una dozzina di partite. Medaglia d’argento per la Roma: va bene, le dimissioni di Spalletti giunsero dopo un paio di partite, ma è innegabile che il lavoro di Claudio Ranieri, a confutare il detto “nemo profeta in patria“, ha apportato in seno ai giallorossi profondi cambiamenti. Ultimo gradino del podio per il Palermo del vulcanico Zamparini: archiviati i sogni scudetto con Zenga, ha insediato Delio Rossi che dopo il passo falso all’esordio contro il Chievo, non ha più perso.
Tre punti fondamentali e alquanto insperati per il Bologna di Colomba che espugna il Franchi di Firenze dopo 21 anni di attesa. I rossoblu costruiscono la vittoria negli ultimi venti minuti del primo tempo, con i goal dell’uruguaiano Gimenez e di Marco Di Vaio al 45esimo. La reazione della Fiorentina si nota dopo appena 5 minuti del primo tempo, quando Mutu accorcia le distanze. Il Bologna, però, regge fino alla fine in maniera ordinata e grazie anche alle parate di Viviano. (Foto - Video). Le impressioni di Prandelli a fine partita:
“Abbiamo concesso 45’ senza ritmo né intensità. Nella ripresa abbiamo fatto una grande partita ma è stato inutile perché non abbiamo ribaltato il risultato. Possibile che le tre partite vinte ci abbiano fatto sedere. Non dovrà accadere più. Siamo in emergenza, ma in queste situazioni abbiamo sempre comunque mantenuto. Penso che la partita di Santana sia stata esemplare sia sotto il profilo della quantità e della qualità del gioco. Avevamo in panchina due ragazzi della Primavera. In più ieri Babacar si è fermato anche lui. Ci sono delle concomitanze in alcuni periodi quando fra infortuni e squalifiche vai in emergenza. Con gli arrivi di alcuni giocatori sono convinto che ci riprenderemo. Bolatti? La Fiorentina si rafforzerà a centrocampo”.



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La Cronaca della partita. - Tabellino e Pagelle.




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