
La seconda giornata di Premier League continua a regalare gol e emozioni, dopo i due 6-0 di Arsenal e Chelsea ecco il terzo risultato tennistico, messo a segno dalla neopromossa Newcastle United contro un irriconoscibile Aston Villa. Assoluto protagonista dello schiacciante successo dei Magpies il giovane attaccante Andy Carrol, il bianconero autore di una tripletta. Contemporaneamente il Manchester United di Alex Ferguson si è fatto bloccare sul terreno del Craven Cottage da un Fulham bravo a crederci fino all’ultimo secondo, tutto questo in attesa del “monday night” che vedrà opposti Manchester City e Liverpool.
La giornata sembrava mettersi sul giusto binario per l’Aston Villa che dopo pochi minuti si è vista assegnare un calcio di rigore, John Carew spara però oltre la traversa. Passano soli due minuti e il Newcastle passa grazie ad un destro capolavoro di Barton. Complice una difesa non impeccabile bianconeri passano altre due volte prima di tornare negli spogliatoi, a tabellino vanno i nomi di Nolan e Carrol. I Villans non reagiscono e nella ripresa ne subiscono altri tre, due dallo scatenato Carrol, ventunenne di ottime prospettive, e un altro da Nolan.
Continua a leggere: Premier League: anche il Newcastle ne fa sei, United bloccato dal Fulham

Il Liverpool ha scelto il successore di Rafael Benitez, l’inglese Roy Hodgson siederà sulla panchina dei Reds e a lui spetterà il delicato compito di risollevare le sorti di una squadra che nell’ultima stagione ha fallito anche l’accesso alla Champions League. L’ex allenatore del Fulham ha firmato un contratto di tre anni e sarà il diciottesimo manager di questa società, l’annuncio lo ha fatto lo stesso Liverpool attraverso il suo sito ufficiale.
Hogdson è reduce da una stagione da incorniciare che ha visto il suo Fulham raggiungere la finale di Europa League, un risultato inaspettato e al di sopra di ogni più ottimistica aspettativa che gli ha fatto conquistare il prestigioso riconoscimento di allenatore dell’anno della Premier League. L’inglese ha vinto la concorrenza di Didier Deschamps che alla fine ha preferito continuare la sua esperienza a Marsiglia sulla panchina dell’Olympique, non è stato facile per lui lasciare Londra e i Cottagers, visti i suoi ottimi rapporti con squadra e società ma alla fine il richiamo di un club prestigioso come quello di Anfield Road ha prevalso sui sentimenti.
Continua a leggere: Roy Hodgson è il nuovo allenatore del Liverpool

In una lunga e interessantissima intervista a Il Giornale, l’ex allenatore della Juve Alberto Zaccheroni parla apertamente del suo scorcio di stagione coi bianconeri, un rientro nel mondo del pallone breve ma intenso. Sono dichiarazioni pacate e sobrie, come nel suo stile, ma anche molto sincere e poco scontate, merce rare nel mondo ovattato del calcio in cui spesso si dice quello che si deve dire, e non propriamente quello che si pensa. Partiamo dalla stoccata al collega José Mourinho, fino a meno di un mese fa allenatore dell’Inter:
“Lui ha sempre bisogno di trovare un nemico, se non lo trova all’esterno, lo cerca all’interno e offende, questo non mi piace. Tatticamente vale poco, mandai dei tecnici a studiarlo a Riscone, nel ritiro atesino dell’Inter. Tutte le sere mi chiamavano e mi dicevano: mister, ce ne andiamo, qui non si impara niente. Quando ha detto che l’Inter avrebbe vinto anche senza di lui ho capito che se ne sarebbe andato. Ma a Madrid farà bene, nessuno come lui sa motivare i giocatori, sfrutta il patrimonio della società, la felicità di ogni presidente“.
Poi si sofferma sulla sua esperienza piemontese, non proprio una campagna vincente: “Non mi sarei riconfermato neppure io senza il quarto posto. Eppure era già tutto fatto, mi chiedevano di rinnovare, dicevo che non avevo tempo, troppi impegni, 14 partite in 42 giorni e più della metà dei giocatori infortunati o reduci da infortuni. La svolta a Siena, 3-0 dopo pochi minuti, poi Grygera si perde Maccarone e c’è il crollo, andiamo a Londra e succede il disastro contro il Fulham. In una squadra ci vuole qualità, e c’era, gambe, e non c’erano, testa, e quella dopo Siena non c’era più.
Eravamo lì senza Iaquinta, Amauri, Buffon, Chiellini, Sissoko, Marchisio e forse ne dimentico qualcuno, quel Fulham era poco. Il primo tempo era sempre ottimo, nel secondo sparivamo. E meno male che c’era Del Piero. Lui non ha più la forza di prima ma resta l’unico che la mette dentro. L’ho usato con parsimonia, lo sostituivo, lo mettevo in panchina, mi ha sempre seguito. Non ha più i novanta minuti ma resta il migliore. E con lui mai una incomprensione, neppure quella volta del cambio con Marchisio che poi non feci, scrissero che era come Totti, decideva lui al posto dell’allenatore. Ma anche in quella occasione avevamo avuto la stessa intuizione“.
Le migliori immagini di Alberto Zaccheroni




Continua a leggere: Zaccheroni a 360 gradi: "Mourinho vale poco, Del Piero resta il migliore"
Video Finale Europa League: Atletico Madrid - Fulham 2-1 del 12 Maggio 2010 - Highlights HD
Quasi 600 gol realizzati, poco meno di 200 squadre, solo a metà maggio la seconda competizione europea mette le parola fine e va in archivio con l’Atletico Madrid che alza la prima Europa League (tecnicamente niente di diverso dalla CoppaUefa) della storia alla fine di una partita tignosa e sempre in bilico. Vincono i madrileni contro un Fulham che si è dimostrato un osso non duro, di più; Roy Hodgson sperava che il match arrivasse ai calci di rigore finale, e in effetti i novanta minuti regolamentari avevano sancito una perfetta parità tra le due compagini (1-1, prima Forlan, poi Davies). Quindi la ripresa, infine i tempi supplementari; sul filo di lana segna ancora Forlan, uruguagia punta colchonera che regala così il trionfo ai suoi. Peccato per il Fulham, per i londinesi fiume di applausi. (Clicca qui per leggere la Cronaca completa)
Quasi 600 gol realizzati, poco meno di 200 squadre, solo a metà maggio la seconda competizione europea mette le parola fine e va in archivio con l’Atletico Madrid che alza la prima Europa League (tecnicamente niente di diverso dalla Coppa Uefa) della storia alla fine di una partita tignosa e sempre in bilico. Vincono i madrileni contro un Fulham che si è dimostrato un osso non duro, di più; Roy Hodgson sperava che il match arrivasse ai calci di rigore finali, e in effetti i novanta minuti regolamentari avevano sancito una perfetta parità tra le due compagini (1-1, prima Forlan, poi Davies). Quindi la ripresa, infine i tempi supplementari; sul filo di lana segna ancora Forlan, uruguagia punta colchonera che regala così il trionfo ai suoi. Peccato per il Fulham, per i londinesi fiume di applausi.
Gli inglesi si schierano con un modulo un “pelino” più prudente rispetto agli avversari, solo Zamora in attacco (per altro acciaccato per via di un fastidio al tendine d’Achille), assistito da Gera. Gli spagnoli sono i favoriti secondo gli addetti ai lavori e i bookmakers inglesi, benché Hodgson (tecnico dei londinesi) sia stato insignito del titolo di manager dell’anno in Inghilterra; e come da pronostico i madrileni partono meglio e fanno paura grazie ai terribili sudamericani. Infatti la prima vera emozione della partita la crea Forlan, che colpisce il palo dopo un passaggio (contropiede per gli spagnoli) del solito Aguero; è solo questione di tempo, gli iberici passano in vantaggio grazie al puntero uruguaiano (si sta parlando di Forlan) che devia in rete un tiro destinato fuori di Aguero.
Video Europa League: Fulham - Amburgo 2-1 del 29 Aprile 2010 - Highlights HD
Il Fulham ha battuto l’Amburgo per 2-1 nella semifinale di ritorno Europa League e si è qualificato per la finale. All’andata la partita era terminata 0-0 e alla fine del primo tempo erano i tedeschi ad avere più di un passo in finale grazie ad un gol di Petric al 22′ minuto. Gli inglesi hanno rimontato nel secondo tempo grazie ai gol di Simon Davies ( 69′) e di Zoltan Gera (76′). La Finale si giocherà allo stadio HSH Nordbank Arena di Amburgo il 12 maggio dove gli inglesi del Fulham incontreranno l’Atletico Madrid che ha eliminato il Liverpool nell’altra semifinale.
Le Foto di Fulham - Amburgo 2-1
Continua a leggere: Video Europa League: Fulham - Amburgo 2-1 del 29 Aprile 2010 - Highlights HD
Una sola rete nelle due sfide valevoli per l’andata delle semifinali di Europa League. Alla Nordbank Arena di Amburgo, i padroni di casa guidati in panchina da Bruno Labbadia non vanno oltre il pari a reti bianche contro i sempre più sorprendenti inglesi del Fulham, che sognano di fare l’ennesima vittima eccellente dopo aver dato un dispiacere ai tifosi juventini e a quelli dei campioni di Germania del Wolfsburg. Cade invece l’altra squadra inglese scesa in campo questa sera, il Liverpool di Rafa Benitez, probabile prossimo allenatore proprio della Juventus, battuto di misura sul terreno dell’Atletico Madrid: decisiva la rete messa a segno dopo otto minuti di gioco dall’uruguayano Forlan. Giovedì prossimo i ritorni.
Video Europa League: Wolfsburg - Fulham 0-1 - 8 Aprile 2010 - Highlights HD

Il calcio italiano è nelle mani del Fulham. I londinesi risarciscono il nostro paese: dopo aver eliminato la Juventus riescono nell’impresa di battere anche i tedeschi del Wolfsburg, squadra dei nostri diretti concorrenti tedeschi nel ranking Uefa, e ci tengono ancora a galla nella classifica che determinerà quale campionato avrà il quarto posto per la Champions League nella prossima stagione. Dopo il 2 a 1 dell’andata arriva un altro successo, ancor più sorprendente, per 0 a 1. Il gol arriva dopo appena 30 secondi grazie ad una magia di Bobby Zamora e resiste fino al termine della gara. Ora Roy Hodgson dovrà farci l’ultimo regalo conquistando la finale alle spese dell’Amburgo, qualificatosi alla semifinale. Senza questo risultato combinato con il Lione vincente sul Bayern Monaco in Champions l’Italia può dire addio al terzo posto nel ranking Uefa.
Le Foto dei quarti di Europa League
Continua a leggere: Video Europa League: Wolfsburg - Fulham 0-1 - 8 Aprile 2010 - Highlights HD
Rimonta riuscita per il Liverpool, che rifila un sonoro poker al Benfica e ribalta la sconfitta subita la scorsa settimana in Portogallo confermandosi come la squadra da battere in questa Europa League. Per i Reds, micidiale uno-due nel primo tempo con Kuyt e Lucas e terzo gol in avvio di ripresa con Torres, poi Cardozo spaventa i padroni di casa facendo temere un epilogo simile a quello che nella serata di ieri è stato fatale ai rivali del Manchester United, ma ci pensa ancora El Niño a chiudere l’incontro, firmando la sua personale doppietta per il definitivo 4-1.
Avanti anche l’altra inglese rimasta in lizza, il Fulham di Roy Hodgson, che continua a stupire uscendo vittoriosa 1-0 dall’ostico terreno del Wolfsburg: decisivo ancora una volta in bomber Zamora, a segno pochi secondi dopo il calcio d’avvio. Tutto facile per l’Amburgo, vittorioso 3-1 sul campo dello Standard Liegi, già battuto nell’incontro casalingo. Passa grazie alle due reti segnate nell’incontro in trasferta l’Atletico Madrid: il derby del Vicente Calderón contro il Valencia finisce 0-0, risultato che basta ad Aguero e compagni per approdare a una semifinale insperata fino a poche settimane fa.

E così anche la Premier League deve inchinarsi e guardare da spettatrice imparziale le prossime semifinali di Champions League: l’eliminazione un po’ inaspettata di ieri sera del Manchester United, a cui fa il pari quella roboante dell’Arsenal a casa di Messi, hanno lasciato i club di Sua Maestà fuori dalla giostra continentale più elettrizzante. Il Chelsea aveva alzato bandiera bianca contro l’Inter, il Liverpool addirittura ai gironi contro Fiorentina e Lione; il vessillo inglese in Europa, tuttavia, è ancora in mano ai Reds che stasera insieme al Fulham tenteranno di raggiungere le semifinali della meno nobile Europa League, rispettivamente contro Benfica e Wolfsburg.
Il Daily Telegraph oggi ha scritto che non è il caso di farne una dramma, riferendosi al prematuro ritiro delle magnifiche quattro inglesi dalla Champions già ai quarti: “Non è ancora tempo di necrologi nè di funerali, perché non c’è un campionato che domina ma sono quattro le nazioni rappresentate, e questo è certamente un fatto positivo, una crescita generale“. Certo è che i guru che siedono sulla panchina delle corazzate britanniche (un francese, un italiano, uno scozzese e uno spagnolo) hanno dovuto sorbirsi alcune lezioni di calcio che difficilmente dimenticheranno, Benitez e Ancelotti perdendo addirittura in casa contro le sempre bistrattate formazioni italiane. Il Times infatti pone l’accento sulle disfatte nelle campagne europee dei vari condottieri, non risparmiando neanche l’ultimo in ordine di tempo Sir Alex Ferguson.