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Tutti gli articoli con tag gea

Luciano Moggi e Alessandro Moggi condannati nel Processo Gea, assolti gli altri imputati

pubblicato da Gabriele Capasso

Arriva la prima condanna nel Processo Gea World: il Tribunale di Roma ha condannato in primo grado Luciano Moggi e il figlio, Alessandro Moggi, rispettivamente ad 1 anno e 6 mesi ed 1 anno e 2 mesi di reclusione riconoscendoli colpevoli di violenza privata e minacce ai danni di 4 calciatori. Ai due è stato applicato l’indulto, la condanna è quindi sostanzialmente nulla ai fini dell’eventuale reclusione. I 4 calciatori vittime dei Moggi sono Nicola Amoruso, Emanuele Blasi, Ilyas Zetulaiev e Victor Budianski. Tutti assolti gli altri imputati, compreso Davide Lippi, figlio del CT della nazionale Marcello Lippi. Viene così a cadere, in gran parte, il quadro accusatorio delineato dal PM Luca Palamara che aveva chiesto condanne di ben altra entità configurando il reato di associazione a delinquere.

Le richieste erano infatti di 6 anni per Luciano Moggi e 5 per il figlio Alessandro, 3 anni e 6 mesi per Franco Zavaglia, 2 anni e 4 mesi per Francesco Ceravolo, un anno e 4 mesi per Davide Lippi e 8 mesi per Pasquale Gallo. Secondo i giudici, quindi, la Gea non avrebbe alterato la concorrenza nel mercato del calcio e dei più di 15 episodi illeciti contestati solo i 4 già citati si configurano come reati.

Il “meccanismo di intimidazioni e di avvertimenti per condizionare le scelte professionali dei proprio clienti e rafforzare il controllo delle procure sportive da parte della Gea World” non sarebbe stato effettivamente rilevante, per quanto alcuni comportamenti di Moggi e del figlio fossero oltre i limiti della legalità.

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Moggi: "Il calcio? Oggi è peggio di prima, non ritornerò..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Nuovo round del processo Gea con le dichiarazioni spontanee di Luciano Moggi al tribunale di Roma. Il bersaglio preferito di Moggi rimane l’odiato Franco Baldini, ex ds della Roma che ora lavora insieme a Capello nella nazionale inglese; tuttavia l’ex dirigente juventino non ha disdegnato pesanti critiche a tutto l’attuale sistema calcio e in particolare a Rosella Sensi, prima di essere redarguito dal presidente del collegio, Luigi Fiasconaro. Moggi ha iniziato la deposizione con delle scuse (”Mi scuso per l’atteggiamento tenuto durante le udienze precedenti e per qualche sfogo di troppo“) prima dell’attacco a Baldini:

“Franco Baldini è quella persona che prima di un Roma-Juventus ha discusso con me dei problemi del calcio e di come potevano essere risolti. Baldini è quella persona che disse a Baiocco di starsene buono per un anno al Perugia per poi passare alla Roma a parametro zero, cosa che non poteva fare visto che Baiocco era in trattative per rinnovare il contratto con il Perugia. È lui la persona che dice che il Messina era una società controllata da me perchè avrei venduto calciatori al Messina a prezzi gonfiati per ottenere altri favori: invece i calciatori della Juve andavano al Messina in prestito gratuito. Baldini ha detto molte cose che non stanno nè in cielo nè in terra, per esempio la storia della trattativa con il Livorno per Chiellini. Non ci fu nessun complotto della Juventus: la Roma in quel momento non poteva acquistare, ma solo vendere. Noi non volevamo disturbare la Roma, e fu Spinelli a venire a trattare”.

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Ancora tensione al processo Gea. Moggi a Baldini: "Buongiorno pezzo di merda!"

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Lo scontro infinito tra i due al processo Gea dura ormai da molti mesi ma stavolta Moggi sembra essere andato oltre il consentito. Baldini racconta di essere stato minacciato fuori dall’aula, appena prima della convocazione del presidente del Tribunale Luigi Fiasconaro (l’ex dirigente romanista si è confrontato in aula con il calciatore Davide Baiocco riguardo alle presunte pressioni esercitate da Gaucci al giocatore per convincerlo a passare alla Gea).

La minaccia incriminata di Moggi a Baldini è stata trasmessa dallo stesso Baldini alla Procura della Repubblica che dovrà valutarla:

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Fresi, Amoruso e Grabbi accusano Luciano Moggi al processo Gea

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Parole pesanti provengono in questi giorni dalle aule giudiziarie del processo per la presunta illecita concorrenza esercitata dalla Gea, all’indirizzo dell’ex dirigente juventino più discusso della storia del calcio. Ad aprire le danze delle accuse è stato, a fine febbraio, Salvatore Fresi:

Nel 2003 fui minacciato dalla dirigenza juventina che mi intimò di accettare il trasferimento al Perugia. Mi dissero che se non avessi accettato di giocare nella squadra umbra mi avrebbero fatto allenare in montagna, da solo.

Luciano Moggi, dopo la replica all’ex difensore juventino, ha stretto la mano al presidente della decima sezione penale del tribunale di Roma Luigi Fiasconaro: “La Juve non ha mai minacciato nessuno, Fresi nel 2002/03 collezionò solo 9 presenze, non piaceva agli allenatori e creò problemi nello spogliatoio” . Ieri è stato il turno di Nicola Amoruso le cui dichiarazioni sono più o meno simili a quelle fatte da Fresi:

Luciano Moggi minacciò di non farmi più giocare se non avessi accettato il trasferimento al Perugia. Nel 2004, poi, fui costretto da Alessandro Moggi al trasferimento al Como, una società in odore di fallimento.

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Arriva il libro di Moggi

pubblicato da Gabriele Capasso

Arriva il libro di Luciano Moggi, le sue verità su CalciopoliSarà presentato Mercoledì in una conferenza stampa ad hoc il libro di Luciano Moggi. Il “leader della cupola” ad oltre un anno e mezzo dalle intercettazioni che hanno spazzato via un sistema di potere consolidato in oltre 40 anni di attività decide di affidare ad una sorta di autobiografia “la sua verità su Calciopoli“. Il titolo, più didascalico che mai, dovrebbe essere questo: “Luciano Moggi: la mia verità su Calciopoli, le intercettazioni e quarant’anni di calcio italiano“.
(Update: Il titolo del Libro di Luciano Moggi è in realtà “Un Calcio nel Cuore”)
Calciopoli, lo scandalo che ha ridisegnato gli equilibri di potere del pallone all’italiana, le cui conseguenze sono ormai “mature“, quasi superate, manca totalmente di quel tipo di “verità” che conta davvero, la verità processuale.

L’inchiesta napoletana che ha dato il via alla caduta di Luciano Moggi, degli ex designatori Bergamo e Pairetto e trascinato la Juventus in Serie B, è perfettamente in linea con i tempi della giustizia italiana: solo a Dicembre il Gup deciderà se il materiale raccolto dai Pm Beatrice e Narducci è valido per dare il via ad un Processo.
Le sorti della vicenda giudiziaria, praticamente nemmeno iniziata ad oggi, sono appese ad un filo: se passerà la teoria “dell’associazione per delinquere finalizzata alla truffa sportiva”, della cupola per intenderci, c’è qualche possibilità che si arrivi ad una parola conclusiva prima dell’inevitabile prescrizione, in caso contrario procedendo con questo “ritmo” il destino del processo è già segnato.

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Gea: una fine annunciata

pubblicato da Mdf

Moggi Sr e Moggi JrPer le presunte irregolarità legate all’attività della Gea, società che ha gestito le procure di numerosi calciatori, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Luciano Moggi, del figlio Alessandro, di Franco Zavaglia, di Davide Lippi, di Riccardo Calleri, di Luciano Gaucci, di Pasquale Gallo e di Francesco Ceravolo. Chiesta l’archiviazione delle posizioni di Chiara Geronzi, Tommaso Cellini e Giuseppe De Mita.
Lo avevamo preannunciato qualche mese fa.
L’accusa aveva fatto pressioni sin dall’inizio perchè fosse accettato il capo d’accusa: associazione a delinquere.

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In vendita la Juve B

pubblicato da Mdf

Paolo De LucaPaolo De Luca, presidente dell’AC Siena, ha affidato alla Monte dei Paschi di Siena, il mandato a vendere la società bianconera.
La decisione, ventilata in più occasioni in passato, è definita “irrevocabile”.
La banca, come si legge in una nota diffusa dall’istituto di credito, “dovrà espletarlo entro il 28 febbraio 2007″.
E così, dopo cinque anni al timone del Siena calcio, Paolo De Luca ha deciso di passare la mano. L’imprenditore napoletano ha ceduto la sua quota alla Banca senese da sempre garante finanziario del club.

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Piedi buoni, cervello fino

pubblicato da Mdf

Gene Gnocchi in azione “Questo non è uno scherzo. Io, Gene Gnocchi, 51 anni, nel pieno possesso o quasi delle mie facoltà mentali, chiedo che una squadra di A mi tesseri e mi faccia giocare anche solo cinque minuti prima della fine del campionato.
Sono disposto a superare qualunque test psico-fisico-attitudinale dentro e fuori dal campo.”
Con questo cappello, l’avvocato Eugenio Gnocchi, ha formalizzato la sua coandidatura semi-seria per il prossimo calciomercato di Gennaio.
Il comico, per la cronaca, è dotato di una tecnica non indifferente, di una visione di gioco notevole e, in passato è stato accostato (principalmente da lui stesso, a dir la verità) addirittura a Dejan Savicevic, il Genio del Montenegro.
E non solo per l’evidente somiglianza…

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Mancini e la GEA: tutta la verità

pubblicato da Chico75

Negli ultimi giorni, a conclusione della inchiesta della Procura di Roma sulla GEA, sono usciti alcuni stralci degli interrogatori di alcuni personaggi coinvolti in uno dei capitoli più torbidi del calcio italiano degli ultimi anni: la GEA. In particolare Chiara Geronzi, figlia del Cesare presidente di Capitalia e giornalista del TG5, una delle fondatrici della GEA stessa, ha tirato in ballo Roberto Mancini nella vicenda.
La GEA nacque dalla fusione di due entità diverse nel lontano ottobre 2001: da una parte c’era la Football Management di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia e dall’ altra la General Athletic, il cui capitale sociale era per il 40% in mano alla fiduciaria RomaFides e per il restante 60% in quote identiche in mano a Chiara Geronzi, Francesca Tanzi e Andrea Cragnotti. La costituenda GEA era per il 45 % di Football Management, per il 45 % di General Athletic e per il 10 % di Riccardo Calleri.
Come molti sapranno tutta gente molto introdotta nelle stanze dei bottoni. Il mistero è sempre stato fitto su chi ci fosse dietro alla fiduciaria RomaFides: due interrogazioni parlamentari furono insabbiate negli anni.

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C'era Mancini a capo della GEA?

pubblicato da Mdf

Roberto Mancini “Roberto Mancini, campione di classe” recita il sito ufficiale dell’attuale Mister nerazzurro.
Chissà se è dello stesso avviso anche Chiara Geronzi, giornalista del Tg5 e figlia del banchiere Cesare, fra i maggiori azionisti della Gea World.
Secondo le dichiarazioni di quest’ultima infatti, non solo anche Roberto Mancini era della Gea, cosa già nota, ma era molto di più: era uno degli azionisti della società di procuratori scomparsa qualche mese fa.
La giornalista, nella sua “rivelazione” ai pm aggiunge: «Soci fondatori siamo stati io, Francesca Tanzi, Andrea Cragnotti e Giuseppe De Mita. … Le quote societarie erano queste: il 20% lo detenevo io, il 20% la Tanzi, il 20% Cragnotti e poi c’era un 40% in mano alla Roma Fides, fiduciaria composta da Giuseppe De Mita e… udite udite, Roberto Mancini.

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