Il dottor Tavana gli consigliò di non giocare, ma Ringhio non è mai stato un tipo che si tira indietro quando, nemmeno su consiglio dei medici. Tutto ebbe inizio alla prima partita di campionato, quando uno scontro con Alessandro Nesta non fece altro che aggravare le condizioni dell’occhio sinistro. Gattuso soffriva già di giramenti di testa e nausea durante gli allenamenti e l’incidente in Milan-Lazio peggiorò la situazione. Il centrocampista rossonero si è sottoposto a molte visite mediche che gli hanno riscontrato una paralisi del sesto nervo cranico, con conseguente difficoltà nell’utilizzare correttamente l’occhio sinistro.
“Dovevo dare retta al dottore“ ha sibilato Gattuso al Corriere della Sera con un pizzico di amarezza. Il calciatore calabrese continua ad allenarsi intensamente, ma senza pallone (una corsa al giorno di 10 chilometri a Milanello). L’infortunio sembra molto rognoso e i medici sono incerti sui tempi di recupero. E’ un problema che ha indotto più di qualcuno a pensare al ritiro di Gattuso. Un’eventualità già esclusa dai medici: il rientro sui campi di gioco del 33enne Ringhio, è incerto ma avverrà.

Era il primo marzo quando dalle pagine di questo blog riportammo la notizia: Gennaro Gattuso era richiesto dall’Anzhi Makhachkala del ricchissimo Suleiman Kerimov. Liggiù in Daghestan giocava già Roberto Carlos, il Ringhio nazionale ci pensò parecchio, alla fine decise di declinare un’offerta clamorosa: i russi offrivano al Milan ben 10 milioni di euro e al mediano calabrese un contratto molto molto lauto. Il fatto che Samuel Eto’o abbia accettato di andare a giocare in quelle lande sperdute (e ora Kerimov non vuole fermarsi avendo pronti svariati assegni da dieci milioni di euro per un anno di stipendio a top player come Dani Alves e Nemanja Vidic), ha riportato alla mente quel diniego di Gattuso che in questi giorni ha dovuto chiarire come andarono esattamente le cose sei mesi fa. Questo quanto dichiarato dal rossonero a Milan Channel qualche giorno fa:
“Ci ho pensato seriamente e tantissimo. L’offerta era incredibile, non come Eto’o perché lui è molto più forte di me, però i soldi erano davvero tanti, a fine campionato ne ho parlato con Galliani lui ha ribadito il fatto che la volontà del club era che restassi ma per il rapporto che avevamo era giusto che fossi io a decidere e a riflettere con un’offerta così. Però questo nuovo attestato di stima del Milan mi ha fatto scattare nuovamente la molla e Galliani per l’ennesima volta si è comportato alla grande. Poi anche la famiglia non gradiva la destinazione, inoltre magari non si sa che ho 50 persone che lavorano per me con tutte le attività che ho intrapreso e anche questo conta. Valutando tutte le cose ho rifiutato anche perché è difficile lasciare un posto e una società come questa dopo tanti anni. Preferisco farlo quando non servirò più”.
Oggi sulle pagine della Gazzetta, Gattuso ha approfondito la vicenda:
“Sono stato ospite a casa di Kerimov, una persona che mi ha sorpreso nel vestire e nei modi di fare. Abbiamo parlato del’offerta, del Daghestan e delle misure di sicurezza, ma ho una famiglia e non mi andava di spostare i figli in Russia. Inoltre mi chiedevano di andare via subito lasciando il Milan a stagione in corso”.
Ai microfoni di Sky Sport il portierone della Juventus e della Nazionale, Gianluigi Buffon, rassicura i propri tifosi garantendo la sua permanenza a Torino almeno per la prossima stagione. L’estremo difensore, che viste le precarie condizioni fisiche, aveva rischiato di perdere il posto da titolare a vantaggio del sostituto Marco Storari e per il quale c’era stato nelle scorse settimane un interessamento della Roma, ha commentato così la sua decisione, lasciandosi andare anche ad alcune battute sul grave infortunio patito lo scorso anno e sulla futura campagna acquisti del club torinese:
“Confermo, ci sarò anche l’anno prossimo, ma non dovrò fare come l’anno scorso, quando non sono stato presente alla foto di gruppo. La stagione della Juventus è stata deludente, con la classifica che parla chiaro e troppe occasioni sprecate, ma per amor proprio e dignità non dovremo tirare i remi in barca. Marotta a Madrid? Lo sapevo che andavano a trattare Cristiano Ronaldo. Sarà veramente una Juve in grande. Comunque chi ha voglia di venire lo aspettiamo a braccia aperte.”
Il numero uno bianconero non prende invece posizione sulla ormai quasi certa decisione della società di sostituire il tecnico Gigi Delneri al termine della stagione:
“Ciò che credo io è relativo, l’importante è che abbia le idee chiare chi deve rinforzare la squadra. Sono sicuro che dopo due annate così negative avranno le idee molto chiare. Su Delneri penso tuttora ciò che ho detto quindici giorni fa, dietro gli insuccessi o dietro vittorie trasformate rapidamente in pareggi l’allenatore non ha colpe. Finchè vado al campo e c’è Gigione Delneri che allena, va bene.”

Archiviati i festeggiamenti per il diciottesimo scudetto e smaltita la delusione per il mancato accesso alla finale di Coppa Italia, in casa Milan è ora tempo di pensare al futuro, alla squadra per la stagione che verrà. Adriano Galliani ha già annunciato ai tifosi i primi due acquisti, Taiwo e Mexes, ma più che il mercato in entrata, quello che terrà affaccendato il dirigente rossonero sarà quello in uscita, o meglio i tanti contratti in scadenza che devono essere ridiscussi. Sono ben nove i milanisti all’ultimo anno di contratto e tra loro ci sono delle vere e proprie bandiere, gente che dalla squadra dove ha trascorso una vita si aspetta un trattamento di riguardo o comunque dignitoso.
Il reparto più problematico è sicuramente il centrocampo, i tre uomini più rappresentativi, quelli che hanno fatto la storia recente del Milan, sono tutti all’ultimo anno di contratto, parliamo di Ambrosini, Pirlo e Seedorf. Il primo ha già fatto sapere che ha raggiunto un accordo per prolungare la sua permanenza in rossonero sulla base di una riduzione dell’ingaggio. Di Andrea Pirlo se ne parla tanto in questi giorni, a quanto pare il centrocampista della nazionale ha già trovato una nuova sistemazione, l’anno prossimo vestirà il bianconero della Juventus. Restano da valutare le situazioni di Gennaro Gattuso, ha ancora un anno di contratto ma attende con ansia il rinnovo cercando di non farsi tentare dal Daghestan, e di Clarence Seedorf. Proprio l’olandese ha manifestato tutta la sua delusione per il prolungarsi di questa attesa.
Dopo aver dato tanto al Milan, l’ex di Inter e Real Madrid, si aspettava di sicuro un trattamento migliore dalla società, si capisce chiaramente dalle sue parole affidate al Corriere dello Sport: “In queste ultime ore non è cambiato nulla, e io non mi sento certo bene. Ci vuole chiarezza in un momento così delicato della stagione. La società ci ha chiesto di aspettare la conquista dello scudetto: così è stato, ma adesso ci vuole chiarezza, perché non si trattano così le bandiere del Milan. Se amo il Milan? Ho passato qui metà della mia carriera: il mio rapporto con il Milan non è cambiato, semmai bisogna capire se sta accadendo il contrario”. Dichiarazioni che certamente stridono con la gioia di questi giorni, procurata dal trionfo in campionato.
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“Leo ci è rimasto davvero molto male. Questo episodio rappresenta il giocatore Gattuso e non la società Milan, che credo prenderà provvedimenti. Sono comunque eccessi che in tale contesto possono verificarsi, del resto ai rossoneri non capitava da molto fare festa”. La reazione di Massimo Moratti al coro fatto da Gattuso durante i festeggiamenti per lo scudetto milanista è eloquente. Il tecnico interista, dal canto suo, risponde con un comunicato apparso sul sito dell’Inter:
“Gattuso, il giorno in cui ho preso la decisione di lasciare il Milan, si è rivolto a me dicendomi che almeno ero stato coerente nella mia scelta. Oggi, invece, su molti quotidiani ho letto che desidera ancora raccontare le sue verità. Mi piacerebbe, quindi, proprio sapere quali sarebbero le cose che avrebbe ancora da dire visto che, nè telefonicamente nè di persona, è stato mai possibile. Inoltre mi farebbe piacere anche conoscere la posizione ufficiale della società AC Milan in merito a quanto accaduto”.
Adriano Galliani getta acqua sul fuoco: “Credo che Rino sia stato trasportato dall’atmosfera e dai tifosi. E’ una cosa che non va bene, ma non drammatizzerei. Io comunque a Leonardo voglio bene e non mi va di dire altro“. Ma intanto il procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, ha aperto un fascicolo su Gennaro Gattuso. Il procuratore acquisirà le immagini televisive e successivamente valuterà se procedere o meno nei confronti del milanista.

Adriano Galliani e Gennaro Gattuso sono raggianti a fine partita. Il Milan ha conquistato il 18esimo scudetto della sua storia grazie al punto guadagnato in casa della Roma e le reazioni non possono che essere pregne di gioia. Le parole del dirigente rossonero pronunciate nel corso del programma “Serie A Live” di Premium Calcio: “Abbiamo stradominato dall’inizio alla fine, è stato un campionato fantastico e la svolta è stata il derby di ritorno: lì abbiamo vinto lo scudetto. Come ho vissuto questi sette anni senza scudetti? Ora me li sono dimenticati. Allegri e il gruppo sono stati fantastici, ma questo scudetto è del presidente Berlusconi: ha fatto tantissimo per questa squadra, con importanti sforzi economici e finché sarà il presidente del Milan questo club rimarrà al top.”
Gattuso elogia la rinascita della squadra: “Siamo stati in vantaggio tutto l’anno: ce lo siamo meritati questo scudetto, anzi vale di più di uno scudetto perché abbiamo battuto la grande rivale Inter. Dicevano tutti che eravamo morti e invece siamo qui a festeggiare. Poi per me è una grandissima vittoria personale: l’anno scorso dicevano che ero vecchio e che non valevo più niente, ma Dio mi ha dato la forza di andare avanti“.




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Dopo un mese di febbraio scoppiettante, il Milan ha improvvisamente tirato il freno a mano: ingoiato a fatica l’amarissimo boccone del White Hart Lane contro il Tottenham in Champions, i rossoneri hanno racimolato la miseria di un punto contro due squadre in crisi nera, il Bari e il Palermo. E fra due settimane, di sabato sera, il derby: senza lo squalificato Ibrahimovic, col fiato sul collo per l’inseguimento ormai ravvicinato di Inter, Napoli e, perché no, Udinese, con Pato acciaccato.
Il Papero milanista sabato scorso è uscito malconcio dal Barbera, eppure lo staff medico di Milanello profonde ottimismo nel suo comunicato di rito: lieve distorsione alla caviglia sinistra, prognosi di 10 giorni. E consola, anche se relativamente, lo sciocco giallo rimediato ieri dal difensore brasiliano dell’Inter Lucio, ammonito contro il Lecce e diffidato, da cui l’ovvia squalifica per il big match di inizio aprile. E se i bookmaker ormai hanno equiparato le quote di Milan e Inter per quanto concerne la corsa al titolo, i numeri dicono che il Diavolo è ancora avanti al Biscione.
Due punti, una miseria rispetto al vantaggio natalizio. Ma comunque un vantaggio. E allora cerca di smuovere l’ambiente Rino Gattuso, moderatamente fiducioso:
Continua a leggere: Milan, Gattuso è ottimista in vista del derby

Nel futuro di Gennaro Gattuso potrebbe esserci il calcio russo, il milanista è infatti entrato a far parte della lista dei desideri di Suleiman Kerimov, ricco oligarca da poco padrone dell’Anzhi Makhachkala. Il suo primo colpo di mercato è stato l’ingaggio di Roberto Carlos, ma non sembra essere appagato e già pensa a nuovi rinforzi. Il milanista è diventato l’obbiettivo numero uno e per arrivare a lui ha messo sul piatto un’offerta che potrebbe vacillare il Milan ed il giocatore.
Se per il terzino brasiliano sono stati sborsati 8 milioni di dollari, per l’italiano sarebbero pronti ben 10 milioni di euro, un cifra che lo renderebbe immediatamente il giocatore più pagato di sempre nel campionato russo. Il presidente dell’Anzhi, che è anche il quarto uomo più ricco di Russia, ha fatto capire di essere pronto a spendere più del doppio del necessario per arrivare a Gattuso prima della scadenza del suo contratto e cercherà di ingolosirlo con un ricco ingaggio, di quelli difficili da rifiutare quando si è verso la fine della carriera.
L’agente del giocatore Andrea D’Amico ha confermato il contatto con la società del Daghestan, la piccola repubblica russa ai confini con la Cecenia, ma ha specificato che c’è stato soltanto uno scambio di informazioni. Nelle intenzioni di Gattuso, come precisato dallo stesso procuratore, c’è soltanto la voglia di rinnovare ancora con il Milan, anche perché Ringhio di fine carriera non ne vuol sentire ancora parlare. Vedremo se la società rossonera deciderà di continuare ad investire su di lui, dopo oltre dieci anni di reciproco amore.

Aggiornamento: Nessuna conseguenza per Daniele De Rossi, accusato dallo Shakhtar Donetsk di aver colpito con un pugno il difensore Dmytro Chygrynskiy. La Uefa ha deciso di non prendere alcun provvedimento in seguito al ricorso presentato dagli ucraini. Il centrocampista giallorosso sarà regolarmente a disposizione di Vincenzo Montella in occasione dell’impegnativa trasferta della prossima settimana.
In occasione della fondamentale partita contro lo Shakhtar Donetsk, la Roma potrebbe dover fare a meno di uno dei suoi giocatori più importanti, Daniele De Rossi. Il club ucraino ha infatti presentato un ricorso alla Uefa per chiedere la squalifica del centrocampista colpevole, a loro modo di dire, di essersi reso protagonista di condotta violenta in occasione della partita dell’andata. La società ha fornito anche un video che secondo loro proverebbe in maniera inequivocabile la loro teoria.
All’inizio si era parlato di un litigio del romanista con un avversario nel tunnel che conduce agli spogliatoi dell’Olimpico a fine partita, ora invece si sa che l’episodio è avvenuto in campo. L’italiano avrebbe colpito un avversario con violenza nel corso di un’azione di gioco in area, per donare maggiore enfasi al tutto lo Shakhtar ha anche suggerito alla federazione continentale un parallelismo con il caso che ha visto protagonista Gennaro Gattuso. Nonostante ciò la Roma si dice tranquilla, la risposta dalla Uefa dovrebbe arrivare entro lunedì.
La società capitolina ha affidato il caso legale agli avvocati Conte e Crespo, gli stessi che si occuparono del caso Mexes in occasione del suo difficile e controverso trasferimento in giallorosso. Sulla vicenda Conte si è detto moderatamente ottimista, rifiutando poi categoricamente l’accostamento alla vicenda di Gattuso. Ha spiegato che si tratta di un contatto avvenuto in area di rigore in occasione di un calcio d’angolo, qualcosa effettivamente c’è stato, ha confermato il legale, ma non sembrerebbe poi così grave. La Roma ha redatto un memoriale, se la sentenza non dovesse essere favorevole si proverà la strada del ricorso. Il rischio, se la versione dello Shakhtar Donetsk dovesse essere ritenuta convincente, è di una lunga squalifica.

“Ho fatto una figura di merda, ma per me il rispetto è importante. Mi hanno dato 5 giornate, ci manca solo che mi davano un mese di galera!” Rino Gattuso si confessa e torna sullo spiacevole episodio della testata a Joe Jordan, al termine di Milan-Tottenham. L’intervista è stata rilasciata al programma “Le Iene”, che andrà in onda stasera alle 21.
“Gridava e diceva ‘questa non è una piscina’ in riferimento al fallo su Thiago Silva. Il mio motto è ‘portare rispetto a chi porta rispetto’. Buono sì ma scemo no. In questi anni non ho fatto male a nessuno e dopo la partita sono andato da Jordan e lui si è tolto gli occhiali con un gesto di sfida, gridando ‘fuck fuck’”, continua Gattuso. Poi sposta il tiro su Bassong:
“E’ intervenuto Bassong dicendo ‘You and me’ e noi abbiamo fatto ‘you and me’ anche perché avevo esperienza con la telefonia… Nel sottopassaggio abbiamo fatto primo e secondo tempo io e lui (Bassong), che mi ha visto piccolo e pensava fossi una mezza sega…“.
Ringhio chiude con due battute: “Cassano alla fine mi ha detto: ‘Bell’esempio che mi hai dato’. Adesso lui è diventato il mio tutor…Al ritorno volevo esserci, ma mi hanno consigliato di no. A Londra sono in 37mila, sai come sarei tornato gonfio a Milano. Avrei preso 37mila schiaffi. Come mai Ibrahimovic non è intervenuto? Meno male, altrimenti ora eravamo ancora lì. Pato subito negli spogliatoi? Sì – ha detto Gattuso ridendo - si è andato a chiudere in bagno”.




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