Tre gli incontri del terzo turno di Coppa Italia disputati nella serata di ieri. Il Genoa soffre più del previsto contro una sorprendente Nocerina: i campani infatti, dopo essere andati sotto di due gol, riescono ad acciuffare due volte il pari, cedendo per 4-3 soltanto nei minuti di recupero. Tra i rossoblù spicca la prova dell’argentino Palacio, a lungo protagonista di voci di mercato nelle ultime settimane, ieri sera a segno con una doppietta.
Il Grifone affronterà ora, sempre tra le mura amiche di Marassi, la vincente tra Bari e Avellino. Piangono invece i cugini della Sampdoria, piegati per 2-1 sul sempre insidioso terreno dell’Empoli con la rete decisiva del veterano Tavano. Match scoppiettante tra Verona e Sassuolo, nel quale gli scaligeri prevalgono ai calci di rigore dopo che i 120 minuti di gioco si erano conclusi sul punteggio di 3-3.
Dura presa di posizione da parte del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, nei confronti del “collega”, Aurelio De Laurentiis, protagonista ieri di una teatrale sceneggiata al termine del sorteggio dei calendari per il prossimo campionato, a suo parere manipolato per sfavorire il Napoli. Nell’intervista rilasciata questa mattina all’emittente radiofonica partenopea Radio Kiss Kiss, il patron del Grifone ha attaccato:
“Il Napoli alla prima giornata? Tanto, dovremo affrontarle tutte. De Laurentiis ha detto che per loro sarà una gara abbordabile, io rispondo che il nostro inizio è difficile e in salita. La sua reazione? De Laurentiis non è ancora entrato nel nostro mondo, probabilmente continua a fare ciò che fa nel mondo dello spettacolo. Ma il calcio è diverso dal cinema. Dico all’amico Aurelio: basta, hai un po’ stufato con queste esternazioni. Essere presi a parolacce, aggiungendo che solo lui sa fare tutto e che tutti gli altri non valgono niente, è una cosa che non va bene. Abbiamo bisogno di toni più bassi e di essere tranquilli. Così non si da una buona immagine del calcio. Non capisco il perchè di quel gesto, quando si entra nella volgarità non va bene, non si può esternare in quel modo quando sei un personaggio pubblico che rappresenta una città come Napoli. De Laurentiis ha sbagliato e deve chiedere scusa alle persone cui ha rivolto tutti quegli insulti. Non mi è piaciuto niente del suo atteggiamento. Le sue parole rivolte ai colleghi presidenti non sono state civili, mi aspetto un atto distensivo per non iniziare il campionato in questo modo”
aggiungendo poi:
“Non è la prima volta che De Laurentiis, nell’intento di portare qualche innovazione nel mondo del calcio, alla fine porta qualche volgarità di troppo e qualche problema in più. La fama del mondo del calcio forse lo ha colpito più di quella che gode nel mondo dello spettacolo e non sa ancora gestirla. Il calcio ha una visibilità illimitata, che va oltre confine. Le sue dichiarazioni si esportano via internet e non. Rappresentare il nostro mondo in quella maniera non è il massimo. Forse è stato sconvolto da certi tipi di situazione che non vede in maniera serena. Io gli consiglio di tranquillizzarsi, se ha qualcosa da dire lo faccia nelle sedi opportune, ma nel lo stesso tempo sia più conciliante con questo mondo, altrimenti farebbe davvero bene a pensare di tornare al cinema, che forse è il suo mondo ideale”.
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Conclusi i festeggiamenti per la conquista del diciottesimo scudetto, l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, inizia a parlare di mercato in vista di una stagione nella quale i milanesi tenteranno di tornare grandi anche in Europa. Il dirigente del club di via Turati ha per prima cosa confermato la sua intenzione di riscattare dal Genoa il trequartista ghanese Kevin Prince Boateng, uno dei grandi protagonisti del trionfo rossonero:
“Boateng? Con Preziosi ieri ci siamo sentiti e ridevamo perché vuole aumentare il prezzo per le qualità del ballerino. Troveremo un accordo. Il nostro trequartista è Boateng, abbiamo bisogno della sua fisicità. Sarà il titolare.”
La conferma arriva sempre in mattinata da parte del patron del Grifone, Enrico Preziosi, che intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha dichiarato:
“Boateng è come il vino, più tempo passa, più migliora, più costa. Boateng vale la metà del suo valore di oggi, senza pensare all’altra metà, che la scorsa estate è stata pagata poco, e non solo con denaro fresco ma con giocatori. Con Galliani abbiamo già un accordo fatto, che si riferisce anche ad altri giocatori, Amelia, Beretta, Strasser, Oduamadi, Zigoni. Se il Milan rispetterà questo accordo non ci saranno problemi, e credo non ci saranno.”
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Ci sono certi giocatori di cui è davvero difficile tracciare un profilo tattico e, in minor misura, tecnico; di solito si parla di terzini o di centrocampisti centrali, per i quali un giudizio definitivo appare improbo (gli esempi sono diversi, ma non è il momento di farli). Quando invece si parla di calciatori offensivi, è molto più semplice avere una opinione: o si tratta di un fuoriclasse, o di uno bravo, o ancora di un mediocre o, infine, di un giocatore oggettivamente scarso. Ebbene, sfido chiunque a esprimersi circa Ruben Olivera: che diavolo di trequartista è? Spulciando il curriculum parrebbe davvero niente male.
A 19 anni viene acquistato dalla Juve di Moggi, un biglietto da visita di tutto rispetto, poi però si mostra discontinuo, con la testa calda e tatticamente indisciplinato. Pare una meteora, ma Fabio Capello (non uno qualunque) lo vede allenarsi in estate (siamo nel 2004, primo dei due anni capelliani) e lo vuole con sé: l’uruguagio ripaga la fiducia con 4 gol, tutti decisivi ai fini della vittoria (per cui 12 punti contro Lazio, Fiorentina, Atalanta e Chievo). Poi si fa male, nel post-calciopoli è un flop alla Samp, con Ranieri in bianconero non trova spazio, ma al Penarol nel gennaio 2008 esplode di nuovo. Quindi il Genoa.
Nel precampionato fa la bellezza di 13 gol giocando da prima punta, ma sulla sirena arriva Milito, il Pollo torna in panchina e alla fine naufraga. Di nuovo al Penarol, a 27 anni pare già sul viale del tramonto. Ma ecco che in estate lo contatta il Lecce di De Canio, firma su un contratto triennale, si piazza tra centrocampo e attacco dei salentini e riceve la fiducia di mister, compagni e ambiente in generale. E inanella una serie di prestazioni di tutto rispetto, condite con gol pesanti come quelli a Inter e Milan. E’ indubbiamente una rivelazione di questo pazzo Lecce, 2011 col botto dopo un novembre nero.
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Colpo di scena nella trattativa tra l’attaccante dell’Udinese, Floro Flores, e la Juventus. Nelle ultime ore infatti il giocatore, per la verità anche poco gradito ai tifosi della Vecchia Signora, sembra allontanarsi sempre di più dal club bianconero avvicinandosi al Genoa, squadra che potrebbe garantirgli con più sicurezza un posto da titolare, che a Torino verrebbe messo a rischio dai rientri di Luca Toni e Vincenzo Iaquinta, in questo momento infortunati.
La conferma è arrivata qualche ora fa dal presidente Giampaolo Pozzo, che ai microfoni di Sky Sport 24 ha dichirato: “Lui scalpita e vuole giocare come è giusto che sia. Cercheremo di capire le sue intenzioni ma eventualmente siamo disposti a cederlo solo in prestito per poi riprendercelo a giugno. C’è l’interesse di Juve e Genoa nei suoi confronti ma al momento non so dire come andrà a finire la vicenda. Sarà lui a decidere dove andare.”
Nella stessa intervista, il patron dei friulani ha parlato anche di altri due giocatori della sua squadra da alcune settimane considerati dei probabili partenti già in questo mercato di gennaio: “C’è stato un interessamento dell’Inter, ma è inutile parlare di qualcosa che non si può fare. Non possiamo smontare il giocattolo a metà campionato e con la Coppa Italia da giocare. Vale 30 milioni? Il Chelsea era su quella linea. E per Inler vale lo stesso discorso.”
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Mentre i giocatori svernano a Dubai, l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, è impegnato nelle trattative per ridisegnare il reparto offensivo della squadra. Inutile il viaggio di ieri a Rio De Janeiro, dove è saltato l’incontro con il procuratore di Ronaldinho, il fratello del fantasista brasiliano Roberto De Assis, che nei giorni scorsi era impegnato a mandare in porto l’affare con il Gremio. Il prezzo fissato dai rossoneri però, intorno agli otto milioni di euro, sembra per il momento aver arenato la trattativa, che dovrebbe comunque riprendere con il nuovo anno.
Al suo ritorno Galliani ha poi avuto un incontro con il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, per parlare di Luca Toni, che i rossoneri vorrebbero in prestito per rimpolpare la rosa in vista del rush finale in campionato e in Champions League. Il patron genoano aveva però precedentemente escluso che giocatore, legato al club ligure con un ricco contratto in scadenza nel 2012, potesse essere ceduto. Nonostante questo nelle ultime ore si parla di un interessamento della Juventus, ancora in cerca di quella prima punta di peso che Del Neri sta chiedendo da alcuni mesi, visti i problemi fisici di Amauri.
Incredibile la rivelazione del patron del Genoa Enrico Preziosi che ha raccontato di essere stato molto vicino a prendere Messi. Durante la stagione 2002/2003, quando Preziosi era ancora presidente del Como, ha avuto la possibilità di portare in Italia l’asso argentino Leo Messi senza sborsare un euro. All’epoca Leo era appena un 15enne e andò a Como per fare un provino ma incredibilmente non convinse qualcuno e alla fine l’affare non si fece: “Venne da noi per un provino: aveva 15 anni e lo scartammo. Non si decise di prenderlo per varie situazioni del Como: ogni tanto si fa qualche errore, neanche lo ingaggiammo“.
Secondo quanto ha rivelato Preziosi, i problemi erano più che altro legati alla famiglia del giovane talento che il club lariano avrebbe dovuto sistemare in Italia per stare vicino al ragazzo, esattamente come fece poi il Barcellona: “Quando si prende un ragazzo c’è tutta una trafila anche per quanto riguarda i genitori, bisogna sistemarli in Italia. C’era tutta una situazione che impegnava la società a fare determinate cose, perché era minorenne. Certo che a vederlo adesso si può dire che avremmo sistemato i bilanci per trent’anni. Avere uno come lui è come avere mezza squadra“.





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Questa sera allo Stadio Marassi in campo Genoa e Inter nell’anticipo del venerdì della nona giornata di Serie A. I grifoni non battono i nerazzurri in casa dal campionato 1994/95, annata nella quale i rossoblu arrivarono 15° in classifica e retrocessero in Serie B. La partita in quel lontano novembre del 1994 terminò 2-1 con i gol di Van’t Schip al 14′, pareggio di Delvecchio al 44′ e gol di Ruotolo al 65′ minuto.
Per ricordare invece l’ultima vittoria dei nerazzurri al Marassi contro il Genoa non c’è bisogno di tornare così indietro con la memoria. L’Inter nella passata stagione stravinse il confronto contro gli uomini di Gasperini segnando ben cinque gol tra i quali uno stupendo di Stankovic da metà campo. Calcio d’inizio previsto per le 20:45, arbitro della partita Luca Banti di Livorno.
Convocati Genoa:
Portieri: 1 Eduardo, 73 Scarpi.
Difensori: 2 Chico, 3 Dainelli, 13 Kaladze, 24 Moretti, 35 Polenta, 16 Ranocchia, 5 Tomovic.
Centrocampisti: 4 Criscito, 19 Doninelli, 20 Mesto, 77 Milanetto, 23 Modesto, 18 Rafinha, 7 Rossi, 36 Zuculini.
Attaccanti: 25 Boakye, 22 Destro, 9 Toni.
Convocati Inter:
Portieri: 1 Julio Cesar, 12 Luca Castellazzi, 21 Paolo Orlandoni;
Difensori: 2 Ivan Cordoba, 4 Javier Zanetti, 6 Lucio, 13 Maicon, 23 Marco Materazzi, 25 Walter Samuel, 39 Davide Santon;
Centrocampisti: 10 Wesley Sneijder, 11 Sulley Muntari, 19 Esteban Cambiasso, 20 Joel Obi, 29 Coutinho, 40 Obiora Nwankwo;
Attaccanti: 9 Samuel Eto’o, 22 Diego Milito, 27 Goran Pandev, 88 Jonathan Biabiany.
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Aggredito barbaramente, lui e i genitori, mentre si recava verso la sua auto, nei pressi dello stadio di Alessandria: è la disavventura capitata a Eugenio Lamanna, portiere del Gubbio, Prima Divisione, che domenica aveva preso parte alla trasferta della sua squadra contro i piemontesi (2-0 per i padroni di casa). Sedicenti tifosi dell’Alessandria hanno attorniato il giovane portiere, comasco di 22 anni il quale cartellino è di proprietà del Genoa, e lo hanno colpito ripetutamente al volto causandogli tumefazioni evidenti sotto l’occhio destro (anche una frattura allo zigomo) tanto da dover ricorrere alle cure ospedaliere (si è sottoposto oltretutto a una Tac); non solo, durante l’agguato hanno rischiato l’incolumità anche i suoi giocatori.
Cresciuto nel Como dell’allora presidente Preziosi, tre anni fa Lamanna si è distinto proprio coi lariani nelle categorie inferiori, venendo quindi notato dal Genoa. Un anno nella Primavera del Grifone, quindi il prestito al Gubbio di Gigi Simoni e dell’ex bandiera genoana Vincenzo Torrente; l’anno passato 38 partite su 38 da titolare con gli umbri con tanto di promozione dalla Seconda alla Prima Divisione, la riconferma quest’anno. Domenica l’onore (per modo di dire) delle cronache per il vile atteggiamento di un gruppo di alessandrini: “Mi fa male tutta la testa, mi fa male tutto, anche mia mamma e mio papà non stanno per niente bene. Erano in tanti, mi hanno picchiato senza motivo. Non ho fatto niente, stavamo andando a riprendere l’auto. Mi sono saltati addosso, ho cercato di evitare i colpi e di difendermi, ma erano troppi, troppi” le parole del ragazzo dal nosocomio del capoluogo di provincia piemontese.
Così il team manager dell’Alessandria, Marcello Marcellini: “Quello che è avvenuto c’entra poco con il calcio, allo stadio il clima era stato molto sereno e i pochi tifosi del Gubbio, una dozzina, avevano tranquillamente assistito alla partita in mezzo ai sostenitori dell’Alessandria“. Mentre l’allenatore del Gubbio Vincenzo Torrente è stato ancora più duro: “Si parla della tessera del tifoso, si fanno tanti bei discorsi poi viene fuori un atto criminale come l’aggressione al nostro portiere Lamanna. E allora questa è la volta buona che qualcuno intervenga in maniera forte. Serve una lezione di quelle toste. Non possiamo lasciare impunito un atto gravissimo come questo che con il calcio non c’entra nulla“.
Tramonta l’ipotesi di uno scambio tra Juventus e Milan per il passaggio di Kaladze in maglia bianconera. Il georgiano ha infatti trovato a sorpresa un accordo con il Genoa, mentre ai bianconeri torinesi, una delle squadre più attive in queste ultime ore di calciomercato, arriverà in prestito dal Napoli il difensore centrale Leandro Rinaudo. Per il ventisettenne palermitano è previsto anche un diritto di riscatto fissato a sei milioni di euro per il termine della prossima stagione. Completato dunque il reparto difensivo dei torinesi dopo l’arrivo dall’Arsenal di Traorè avvenuto in mattinata.
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