In attesa della partita del Friuli tra Udinese e Inter, la Juve manda alle ortiche una partita che alla vigilia pareva essere ampiamente alla portata dei bianconeri: in casa propria la squadra di Ranieri ne busca tre dal Chievo che viene letteralmente trascinata da un grande Sergio Pellissier. I padroni di casa hanno subito la velocità della punta valdostana ma non sono mai crollati (e ci sarebbe mancato altro), grazie soprattutto se non solo a Camoranesi, partito dalla panchina e subentrato al posto di Salihamidzic nel corso del primo tempo: l’italo-argentino ha ispirato tutti e tre i gol juventini, costretti a rincorrere per due volte gli scaligeri. Trovato il vantaggio con Iaquinta, Pellissier all’ultimo minuto ha sgretolato i sogni tricolori della Vecchia Signora (Fotogallery - Video).
Ieri pareva dovessero giocare Zebina e Nedved, Ranieri li manda però in panchina optando per Grygera e Tiago, per il resto undici annunciato; Di Carlo affianca Bogdani a Pellissier, tutto come preventivato dunque l’undici gialloblu. Nella prima metà del tempo succede poco, esce Brazzo per un problema al ginocchio e si rivede Camoranesi, Del Piero è poco lucido, gli ospiti ordinati si concedono il palleggio a metà campo, dove Tiago corre a vuoto. La partita si infiamma al 25°: Pellissier sfrutta una indecisione di Chiellini, mette a sedere Buffon e deposita in rete da posizione defilata. Mazzata per la Juve, ma anche una sveglia.
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In cinque apparizioni del Chievo Verona in quel di Torino, sponda Juventus, la squadra veneta non ha mai raccolto un sol punto; non solo, in campionato, sommando le partite in casa e quelle in trasferta, i clivensi sono riusciti a strappare un solo pareggio in undici sfide: con queste cifre appare quantomeno scontato l’esito della partita di domani tra Juve e Chievo, anche se in realtà questa volta non sarà tutto così semplice per i piemontesi. La squadra di Mimmo Di Carlo ha 30 punti in classifica, frutto di un cammino identico tra Bentegodi e trasferte: 4 vittorie, 3 pareggi e il resto sconfitte, avendo segnato addirittura un gol in più lontana da casa. Udinese, Reggina, Atalanta e Lazio le vittime di Pellissier e soci formato trasferta, domani contro la Juve il sogno è di fare fondamentali punti per la salvezza.
Contro le grandi non è andata benissimo, sempre in tema di trasferte: a San Siro due sconfitte, una di misura (1-0) contro il Milan, un’altra amara (4-2) contro l’Inter; ancor più bruciante il ko del Franchi, un 1-2 a Firenze scaturito all’ultimo secondo. I sei giocatori più presenti del campionato ci saranno tutti, lo zoccolo duro del team messo su da Campedelli: da Sorrentino in porta a Yepes e Mantovani in difesa, da Luciano, Pinzi e Marcolini a centrocampo fino a capitan Pellissier in attacco. D’altra parte, però, la Juve non vorrà perdere terreno in vista della disperata rincorsa all’Inter; Ranieri non si fida: “Da qui alla fine del campionato mancano nove partite e noi dobbiamo fare bene in tutte, non sono nello scontro diretto. Per questo, ora mi interessa solo la gara di domani contro il Chievo“.

Ieri Domenico Di Carlo, per gli amici Mimmo, ha concluso il suo personale “girone d’andata“: subentrato a Iachini all’indomani della sconfitta del Chievo Verona sul campo del Palermo, alla vigilia del suo 45esimo compleanno ha affrontato l’ultima squadra che ancora non aveva avuto modo di incrociare, regalando a sé, ai suoi ragazzi e al presidente Campedelli gli ennesimi tre punti pesantissimi in chiave salvezza. Esordì in questa nuova avventura veronese contro la Juve, gli inizi non furono felici (6 sconfitte e una sola vittoria, a Udine, nelle prime 7 partite) e le critiche fioccavano da più parti, tanto che ha passato le vacanze natalizie con l’ombra di un possibile esonero. Nel 2009 però è cambiata musica, il miracolo Chievo s’è rinnovato.
Dodici partite nel nuovo anno e la bellezza di 21 punti: dai 9 della 17esima giornata (a -6 dalla quart’ultima) ai 30 della 29esima (a +6 dalla terz’ultima), un bottino invidiabile che si rende ancora più incredibile se si stilasse una classifica del solo girone di ritorno in cui il Chievo sarebbe quarto dietro soltanto a Inter, Juve e Milan. In 12 incontri ha perso solo a Firenze, per di più al 90° e con mille polemiche, per il resto 5 vittorie e 6 pareggi: chi lo accusava di difensivismo, di non schierare Italiano e di non aver saputo creare un gruppo in questi giorni s’è dovuto ricredere. Ma lui rimane umile, atteggiamento indispensabile per non mollare la presa.

Non poteva augurarsi rinforzi migliori Giuseppe Iachini, pronto per iniziare la sua seconda stagione da allenatore del Chievo Verona: nella serata di ieri, con una trattativa lampo e inattesa, la dirigenza veneta ha messo sotto contratto due giocatori dell’Udinese. Il primo è Antonio Langella, svincolatosi a fine stagione dall’Atalanta e giunto a Udine a parametro zero; dopo la preparazione coi friulani ha accettato il trasferimento poco più a sud, in Veneto, con il benestare del trainer bianconero Marino.
Non meno clamorosa è la dipartita di Giampiero Pinzi, corteggiato per tutta l’estate dal Torino: come spesso accaduto in questi mesi a Cairo e soci, alla fine la loro preda è finita nelle grinfie di terzi. Il centrocampista 27enne ha infatti raggiunto Veronello ed è a tutti gli effetti un giocatore clivense, da subito agli ordini di mister Iachini. La società di Campedelli, che già aveva acquistato Sorrentino in porta dal Recreativo Huelva, ma anche Frey e Scardina in difesa, Patrascu, D’Anna e Grippo a centrocampo, è ora alla ricerca di una punta.
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