
Gian Piero Gasperini è ufficialmente l’ex allenatore dell’Inter; alle indiscrezionni che sono trapelate sin da ieri sera, si è aggiunta ora l’ufficialità:
“F.C. Internazionale comunica che stamane, al centro sportivo di Appiano Gentile, l’allenamento della prima squadra è stato diretto da Daniele Bernazzani e Giuseppe Baresi. La Società ringrazia Gian Piero Gasperini per l’impegno dimostrato nello svolgimento dell’incarico, manifestando il proprio rammarico per l’interruzione del rapporto tecnico”.
Queste le righe apparse sul sito ufficiale della società meneghina. Amare le parole di Gasperini che all’uscita dagli uffici interisti ha risposto in maniera sibillina, ma affranta, alle impertinenti domande dei cronisti:
“I risultati sono quelli che determinano tutto. S’era creato un ottimo rapporto, peccato averlo dovuto interrompere. C’era molto rammarico da parte di tutti per questa decisione”.
Interrogato sul fatto che forse il mercato condotto dalla società non lo ha aiutato, l’allenatore si è trincerato dietro un “lasciamo stare” molto significativo. Intanto ha parlato anche Massimo Moratti: “Baresi e Bernazzani i sostituti di Gasperini? Non credo. Lavoriamo per la sostituzione” ha dichiarato il petroliere che vorrebbe il nuovo tecnico sulla panchina dei nerazzurri già contro il Bologna. Ranieri è in pole ma la squadra pare non lo vedrebbe di buon occhio; in ogni modo sono tanti i nomi che circolano in questi minuti: da Rossi a Van Gaal, da Sanchez Flores a Zola, da Zenga a Capello per finire addirittura a Roberto Baggio e a Luigi De Canio. Nelle prossime ore ne sapremo di più, in questo momento Ausilio, Branca e Moratti sono attaccati al telefono sondando il terreno delle disponibilità.
Come prevedibile, visto il pessimo inizio di stagione culminato nel tracollo di ieri sera contro il Novara, il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, si accinge a dare il benservito al proprio allenatore Gian Piero Gasperini dopo sole tre giornate di campionato disputate. Il numero uno del club con sede in via Durini, intervistato all’entrata dei suoi uffici della Saras, ha infatti liquidato il tecnico con queste parole:
“Gasperini? Non credo che resti. La sua è una situazione difficile da tutti i punti di vista. Vedremo in giornata. Non mi è piaciuto niente della partita di ieri. Adesso vedremo che cosa fare in giornata, ma la sua situazione mi sembra molto difficile, sotto tutti i punti di vista. Colpa di un problema di feeling tra Gasperini e i giocatori? No, quello proprio credo di no”.
La conferma indiretta arriva anche da Appiano Gentile, dove l’allenamento di questa mattina è stato guidato dal vice Beppe Baresi. Comincia intanto ad impazzare il toto-allenatore con Claudio Ranieri che sembra favorito davanti a Delio Rossi. Altri possibili nomi sono quelli di Walter Zenga, Figo, Roberto Baggio, Louis Van Gaal e Quique Sanchez Flores.
Alla vigilia della sfida con il Novara, nella quale l’Inter sarà costretta a conquistare i tre punti per rimanere in scia delle lanciatissime Napoli e Juventus, l’allenatore dei nerazzurri, Gian Piero Gasperini, afferma di non dare particolare peso alle voci che darebbero come probabile un suo esonero nel caso in cui la squadra non riesca ad uscire dalla crisi che la attanaglia entro la fine di questo mese:
“I risultati dell’Inter sono in parte bugiardi perchè non tengono conto di una serie di episodi arbitrali dubbi a nostro sfavore. Non penso a niente di torbido, ma solo a una situazione poco fortunata. Nelle partite giocate finora non meritavamo così poco ma su alcuni episodi è stato steso un velo pietoso, nessuno li ha messi in evidenza, nè ne ha tenuto conto nel giudizio su di noi. Sento spessissimo Moratti. Il presidente mi dà una grande spinta a portare avanti le mie idee, a differenza di ciò che si può pensare. Di questo lo ringrazio moltissimo”.
L’allenatore indica poi ai suoi la strada per tornare immediatamente competitivi per non rischiare di perdere anticipatamente il treno-scudetto:
“Un po’ di critica e di cattiveria in più c’è sempre verso l’Inter. E il modo migliore di rispondere alle critiche sarà sul campo. La classifica? È quella dopo solo due giornate, ci vuole un po’ di assestamento, di sicuro Napoli e Juve stanno facendo molto bene. La strada imboccata ora mi sembra quella giusta. Bisogna proseguire nel dimostrare solidità. Credo che comunque in queste partite non abbiamo meritato così pochi punti.”
Primo punto per l’Inter in campionato contro la Roma. La squadra di Gianpiero Gasperini ha smosso la classifica ma anche oggi, come contro il Palermo ed il Trabzonspor in Champions League, non è riuscita ad esprimere un gioco degno di un Top club. Dopo tre partite ufficiali, quattro se si considera anche la supercoppa italiana persa contro il Milan di inizio agosto, la squadra non ha ancora assimilato i dettami tattici del nuovo allenatore occupando il campo in modo molto disordinato e proponendo un gioco improvvisato. Nonostante i risultati scarsi ottenuti fino ad ora, Gasperini è convinto di aver visto una squadra in crescita:
“Basta vedere le opportunità da rete che abbiamo avuto, anche se abbiamo giocato contro una squadra forte, molto difficile da affrontare, a cui abbiamo concesso veramente poco. Il possesso palla che hanno loro poteva crearci delle difficoltà. Abbiamo giocato con grande attenzione e con grande concentrazione. Peccato non aver sfruttato degli spazi sia nel primo che nel secondo tempo, soprattutto nel finale, dove abbiamo avuto delle grosse opportunità”.
Secondo il tecnico di Grugliasco alla sua squadra mancano “solo” intensità e freddezza in zona gol:
“Abbiamo giocato solo poche sere fa una partita comunque dispendiosa, in questo momento giochiamo molto gli stessi. Certamente, con il passare del tempo e con il migliorare della condizione sarà diverso, e non sempre avremo di fronte la Roma… Certe opportunità non hanno spiegazione, perché erano abbastanza limpide, abbastanza nette. Quindi, prendiamola per un momento così. In altre partite facciamo dei gol più complicati, rispetto a queste due partite, dove abbiamo avuto delle occasioni piuttosto facili, ma non siamo riusciti a segnare”.





“Se sono deluso? Ovviamente sì, alla prima partita in Champions League perdi contro questi qui. Come fai a non essere deluso?” a sentir Massimo Moratti parlare così sembrerebbe l’inizio della fine. In realtà la sconfitta dell’Inter, in casa, contro i modesti (e ripescati) turchi del Trabzonspor è meno nera di quanto la stampa, i tifosi (interisti e, soprattutto, non) e gli addetti ai lavori vogliano far sembrare. Certo, partire nella massima competizione continentale con un ko casalingo non fa mai bene, per di più se collezioni la terza sconfitta in altrettante uscite ufficiali in stagione. Però, a nostro avviso, c’è un però. Anzi (senza h) tre però: il primo, siamo solo all’inizio e in termini di risultati c’è tutto il tempo per recuperare (Supercoppa a parte ovviamente), tanto più che Lille e Cska hanno pareggiato; secondo, la squadra è in rodaggio e qualche giro a vuoto deve esser concesso, anche se ti chiami Inter; terzo stasera i nerazzurri meritavano di vincere.
Ovvio, contro avversari di così differente caratura devi vincere e basta, non è sufficiente “meritare di vincere“. Ma le occasioni Milito e soci le hanno avute, il gol degli ospiti era in fuorigioco e, insomma, se non fosse che la banda di Gasperini aveva già perso due volte su due, una gara del genere poteva capitare a chiunque (anche a Mourinho, sempre in casa e sempre con uno 0-1, contro il Panathinaikos). Così il canuto tecnico interista cerca di cacciar fuori l’orgoglio nelle dichiarazioni a fine partita:
“La squadra ha giocato con impegno notevole, in questo momento non siamo fortunati. Ho visto comunque nel gruppo una grande rabbia e voglia di reagire. Nel calcio ci sono anche questi periodi, è l’inizio della stagione e questa sconfitta deve darci la molla per continuare a fare bene. Moratti? Nei miei confronti ha dimostrato sempre grande supporto, il fatto che si parli spesso insieme non vuol dire niente. Rispetto a Palermo ho visto una reazione della squadra. Possiamo fare meglio recuperando dei giocatori importanti. Abbiamo difficoltà di rodaggio, ma l’impegno e la disponibilità dei giocatori è notevole”.
Inter - Trabzonspor 0-1: Le foto della partita




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Che fosse difficile allenare l’Inter lo aveva sperimentato sulla propria pelle anche un tecnico navigato (e, almeno nelle competizioni europee, vincente) come Rafa Benitez: dopo la scoppola del Barbera anche Gian Piero Gasperini ha assaporato quanto sia difficile farsi amare alla Pinetina dal dopo Mourinho in poi. Se poi ci si mettono anche le prime imitazioni, il lavoro si fa ancora più duro: oggi Fiorello ha postato sul suo twitter una simpatica, quanto satirica, presa in giro all’allenatore di Grugliasco; il fatto che il noto show-man sia interista non è un caso e anzi sottolinea una volta di più quanto scetticismo circoli intorno all’ex genoano, a partire dai tifosi fino arrivare (ma il forse è d’obbligo) ai piani alti della dirigenza nerazzurra. Coadiuvato dal fido Baldini, nel video potrete gustare l’imitazione di Fiorello, anche se la riuscita della gag è quanto meno opinabile.

A Palermo sarà subito dura per Gian Piero Gasperini: i rosanero sono una squadra tignosa e al Barbera hanno sempre sfoderato prestazioni di livello, per di più la nuova Inter dell’ex tecnico genoano sperimenterà sulla propria pelle il 3-4-3 tanto caro all’allenatore di Grugliasco. E se contro il Milan a Pechino (ma si parla di un mese fa) non andò benissimo, domani sera la Milano nerazzurra si aspetta una prova di livello da parte del Biscione. Senza se e senza ma, ma anche senza Sneijder:
“È un giocatore che io considero uno dei più importanti a livello mondiale e spero che lui abbia una stagione eccezionale; tuttavia abbiamo una rosa di attaccanti molto ampia e importante e io considero Sneijder un attaccante. Abbiamo la possibilità di provare soluzioni diverse pur con uno schema di base. Le partite sono tante e Sneijder non è un certamente un problema”.
Questa la spiegazione del Gasp, che però ammette il suo fastidio quando viene sottolineata sempre la stessa cosa: ma è davvero funzionale all’Inter il suo amato 3-4-3?
“Non si può parlare del nulla e non si può mettere in atto un ostracismo a priori. È un modulo che ho applicato in passato e che ha dato risultati. Non sono certo venuto qui a fare il fenomeno ma alla ricerca di fatti e concretezza. Attorno all’Inter ci sono troppe polemiche ma le parole di Moratti sono state chiare e anche la sua fiducia nei miei riguardi”.
Già, ma dunque come giocheranno i nerazzurro nel posticipo di domani? Oltre a Julio Cesar, la famigerata “difesa a tre” sarà composta da Lucio, Samuel e Zanetti con Jonathan e Nagatomo larghi sulle fasce; centrocampo affidato a Stankovic e Cambiasso con Forlan, Milito e Zarate di punta. Dunque, considerando comunque che questa è pur sempre la probabile formazione, fuori Pazzini e Sneijder, ma anche Alvarez e Coutinho, un arsenale offensivo che davvero mette in imbarazzo l’allenatore interista quando si tratta di dover scegliere. Tuttavia il ruolo di un allenatore è anche questo: azzeccherà quel che ci sarà da azzeccare il buon Gasperini? Lo speriamo per lui, altrimenti la gogna mediatica lo attenderà implacabile.
Al termine della vibrante sfida di Pechino tra Milan e Inter, 2-1 per i rossoneri che si sono aggiudicati la Supercoppa Italiana 2011 (video - cronaca - foto), i due allenatori non si sono potuti esimere dal rispondere alle domande dei cronisti. Ovviamente diverso l’umore: soddisfatto al 100% Allegri, solo in parte invece Gasperini che ingoia il primo boccone amaro da allenatore di una big. Partiamo dai vincitori, questa l’analisi di Massimiliano Allegri:
“Iniziare la stagione con una partita così importante, addirittura un derby, non era facile. Non abbiamo avuto un buon inizio, non riuscivamo ad accorciare anche per merito dell’Inter, ma dopo essere passati in svantaggio siamo cresciuti, abbiamo colpito anche un palo. Nella ripresa siamo andati molto meglio, non abbiamo concesso nulla, abbiamo giocato bene, con più coraggio e siamo andati a prenderli più in alto possibile. Deve essere questo lo spirito con cui dovremo affronatre le nostre partite. In ogni modo qui a Pechino abbiamo giocato una partita secca, in campionato è diverso. Ma dovremo avere queste stesse motivazioni. Sono contento della squadra che ho a disposizione. Di questa rosa credo che resteranno tutti. È un gruppo con grande personalità e motivazioni. E che sia in grado di vincere anche quest’anno lo ha appena dimostrato”.
Non è il ritratto della felicità invece Gian Piero Gasperini:
“Peccato, avevamo la gara in mano. Nella ripresa abbiamo giocato meno bene a livello difensivo, soprattutto se confrontiamo con quello che eravamo riusciti a fare nel primo tempo. Peccato, davvero, perché stavamo meritando il risultato. Se avessimo saputo controllare meglio l’inizio del secondo tempo… In ogni caso, questa è stata un’esperienza bellissima, soprattutto per l’entusiasmo della gente che segue l’Inter e il calcio italiano dalla Cina. In generale abbiamo disputato una buona gara, soprattutto nel primo tempo, e quindi c’è ancora maggior rammarico per non essere riusciti a vincere”.
Le foto più belle della vittoria del Milan a Pechino




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A poche ore dall’attesissimo derby di Supercoppa Italiana, un Inter - Milan in terra cinese dai sapori sicuramente forti (diretta su Rai Uno alle ore 14, ma anche diretta testuale su questo sito), infuria la polemica: i nerazzurri accusano i cugini di spionaggio, con tanto di esposto alla Lega. Il motivo è presto spiegato: nell’allenamento di giovedì, che per questioni di pretattica il coach interista Gian Piero Gasperini ha voluto fosse a porte chiuse e senza l’occhio indiscreto delle telecamere, Dejan Stankovic ha preso una botta al ginocchio, un incidente che gli farà saltare la sfida di oggi.
Ebbene, nonostante il diktat di Gasperini, una telecamera di Mediaset, intrufolatasi senza permesso nell’allenamento dei nerazzurri, ha ripreso l’episodio: è subito infuriata la polemica, tanto che le immagini non sono state mandate in onda; poco meglio, se è vero che la notizia è comunque uscita all’esterno, cosa che ha fatto arrabbiare e non poco la società di Massimo Moratti, desiderosa di non far sapere (sempre per questioni di pretattica) che Deki non sarebbe stato della partita. Ernesto Paolillo ha dunque presentato una protesta ufficiale a Marco Brunelli della Lega Calcio, tanto che ieri l’inviato Mediaset non ha potuto presenziare alle conferenze stampa di presentazione. Accusa al Milan: spionaggio.

E’ il giorno di presentazione ufficiale e, come di consueto, di risposte da dare ai giornalisti presenti: Gian Piero Gasperini si immerge nel mondo Inter con la prima conferenza stampa da allenatore nerazzurro; lo fa con aria distesa, pacata, non smuovendosi di un centimetro da quello che è sempre stato il suo personaggio. Il tecnico di Grugliasco sa bene che l’opportunità datagli dall’Inter è tanto ghiotta quanto pericolosa (Delneri potrebbe saperne qualcosa), nonostante questo, almeno a parole, l’ex genoano ha le idee chiare. Per esempio su come giocherà la sua squadra:
“Ho già un’idea, ovviamente. La squadra è già molto forte, ho intenzione con le mie idee di fare una stagione importante. La difesa a tre è una novità che potrei proporre. Ci sono state squadre come Napoli e Udinese che hanno espresso risultati e buon gioco con la difesa a tre, ci sono riuscito anche io, questa squadra può giocare in tutti i modi. E’ un’alternativa, saremo duttili. Non mi fossilizzerei sui numeri, sarà una squadra capace di modificarsi anche durante la stessa gara. Qui ci sono tanti campioni, tutti sanno giocare in uno o due ruoli, non sono 10 o 20 metri a fare la differenza, tutti i giocatori anche lo stesso Sneijder, visto che ne state parlando, ha giocato anche in ruoli diversi lo scorso anno. L’importante è esprimere concetti e valori positivi, servono mentalità e voglia di raggiungere obiettivi chiarissimi, e con giocatori di qualità sarà più facile, non di certo più difficile…”.
Gasperini non si nasconde, Gasperini fa i nomi. Fra un mese è già Supercoppa Italiana a Pechino, fra pochi giorni è ritiro a Pinzolo, fra poche ore potrebbe essere data l’ufficialità di Ricky Alvarez dal Velez: