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Abete: "Stupito dalle richieste della Juventus, anche noi danneggiati"

pubblicato da Celephais


Dopo le dichiazioni a caldo rilasciate ieri sera, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, torna a parlare della richiesta di risarcimento fatta dalla Juventus al Tar del Lazio. Il presidente federale, in un’intervista rilasciata questa mattina al canale televisivo Sky News 24, ha manifestato la sua sorpresa per la decisione dei torinesi:

“Stupore per quanto riguarda la tempistica. Per quanto riguarda il merito, il fatto di una richiesta risarcitoria era già stato preannunciato, quindi non è stato sorprendente. La Federazione è molto serena perché, naturalmente, ritiene di aver svolto i suoi compiti con attenzione e, peraltro, la Federazione post Calciopoli è la prima a essere stata danneggiata da quello che è avvenuto e, come hanno testimoniato le sentenze sportive, fermo restando che siamo al primo grado per quanto riguarda le sentenze penali, ha altri livelli di responsabilità, non certo quelli della Federazione”.

Il numero uno della Federazione sottolinea poi le differenze tra l’ordinamento sportivo e quello ordinario, ritenendo per questo motivo illegittime le richieste dei bianconeri:

“Penso che sia noto, lo abbiamo detto prima delle pronunce di primo grado di Napoli, che esistano ordinamenti diversi. Quello sportivo ha delle sue specificità, quindi in occasione del Consiglio Federale dell’8 novembre a Vicenza, abbiamo evidenziato che qualunque fosse stato l’esito di primo grado, che veniva dal Tribunale di Napoli, non ci sarebbe stata una situazione che interveniva sull’ordinamento sportivo, perché l’ordinamento sportivo ha un corpus normativo diverso, che attiene a riferimenti normativi che all’epoca sono stati oggetto di una valutazione da parte di tutti gli organi di giustizia, non solo federali ma anche del Coni. Com’è noto, molte società, fra cui la Juventus, non hanno dato seguito nelle sedi successive anche a interventi presso i Tribunali amministrativi, accettando quella che sarebbe stata la decisione degli organi di giustizia del Coni”.

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Le reazioni al ricorso al Tar della Juve: per Abete sbagliati i tempi, per Moratti è ridicolo

pubblicato da Skalka

massimo moratti

“Ridicola”, così valuta la nuova mossa legale della Juventus il presidente dell’Inter Massimo Moratti. Il numero uno nerazzurro è stato intercettato ieri dalle telecamere di Tele Lombardia ed era inevitabile non chiedergli un’opinione a proposito del ricorso al Tar del Lazio presentato dai bianconeri al fine di ottenere un risarcimento dalla Figc e dal suo club per i fatti accaduti tra il 2006 e il 2011, il danno è stato quantificato in oltre 400 milioni di euro. Moratti è apparso abbastanza infastidito, ha ribadito la sua volontà di tenersi ben stretto l’ormai famoso scudetto del 2006, bocciando l’iniziativa juventina di cui si è dato notizia ieri:

“Cedere lo scudetto? Non mi passa neanche per la testa. Hanno chiesto 443 milioni di danni? Sono tanti, ma non entro in questa cosa perché se devo essere sincero la trovo anche ridicola”.

Ma il presidente dell’Inter si era già espresso a proposito di questo argomento quando era stato fermato dai cronisti a margine di un evento che si è tenuto ieri a Milano. La notizia era arrivata durante la cerimonia per l’assegnazione del premio “Il bello del Calcio”, dedicato alla memoria di Giacinto Facchetti, che quest’anno è andato al presidente Uefa Michel Platini. A caldo il patron nerazzurro aveva espresso un primo pensiero, rifiutando tra l’altro di credere che la Juve abbia scelto il giorno per muoversi proprio in funzione di quello che stava succedendo nel capoluogo lombardo:

” Inostri legali capiranno di più questo desiderio della Juve di attaccare. Non credo che il cattivo gusto arrivi fino a questo punto”.

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Anche Abete risponde ad Agnelli: "Ventinove scudetti? Ero imbarazzato"

pubblicato da Celephais


Dopo la polemica innescata questa mattina dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, anche il presidente della Federazione, Giancarlo Abete, ha detto la sua sulla cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio della Juventus, nel corso della quale il club bianconero ha rivendicato come propri anche i due scudetti toltigli dalla giusitizia sportiva in seguito alle vicende di Calciopoli, rinfocolando così ancora una volta l’odio sportivo nei confronti dell’Inter. Il numero uno della Figc, intervenuto ai microfoni de La Politica nel Pallone su Gr Parlamento, ha replicato così ad Andrea Agnelli:

“E’ importante che i rapporti tra le società e le tifoserie siano di qualità, meglio allora avere come riferimento di una logica dialettica la Federazione. Colgo comunque nelle parole di Agnelli lo spirito propositivo nei confronti dell’Inter mentre la Federazione, dal suo canto, continua a svolgere il suo ruolo che non è quello di organo di giustizia ma di organo normativo, di indirizzo generale e non può invadere aree che non sono di propria competenza. I ventinove scudetti? Ho vissuto la situazione con un po’ di imbarazzo. La comunicazione, tante volte, travalica la dimensione dell’oggettività. A far fede sono i risultati conseguiti sul campo che possono però essere modificati dalla giustizia sportiva e conosciamo tutti la dimensione ufficiale e il numero di scudetti vinti da ogni società. La Juve sta facendo il proprio percorso nelle sedi proprie che sono gli organi di giustizia e la Figc non fa processi, né infligge sanzioni al posto loro”.

Abete ha ribadito poi la terzietà dell’organo da lui presieduto rispetto alle due contendenti:

“La Federazione in questi anni ha cercato e cerca di svolgere un ruolo fortemente istituzionale. Tante volte siamo oggetto di critiche da parte dell’Inter, della Juve e di tanti altri club ma meglio essere destinatari delle critiche, mantenendo un’attenzione salda sulle regole, che essere visti come un soggetto che fa il tifo. La Figc è garante della terzietà di tutti quelli che operano e hanno responsabilità nel mondo della giustizia sportiva e nel mondo arbitrale e non vogliamo tornare indietro, alla logica delle sette sorelle e delle cene che decidevano chi era il designatore. Sono molto sereno e tranquillo per ciò che attiene alla qualità dei comportamenti della Federazione”.

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Sciopero calciatori: la serie A non parte, a rischio anche le prossime giornate

pubblicato da Celephais


Il presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, ha comunicato a quello della Figc, Giancarlo Abete, e a quello dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, la decisione dei club della massima categoria di rifiutare la proposta di contratto-ponte, valido fino a giugno 2012, suggerita dal patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e avanzata ieri dal sindacato dei calciatori. Sfumano dunque le ultime speranze di scongiurare lo sciopero che farà slittare a data da destinarsi la prima giornata di campionato e che rischia di protrarsi anche più a lungo, nel caso in cui le parti non riescano a trovare un accordo nelle prossime due settimane. Immediata la replica da parte dell’Aic, il cui comunicato recita:

“L’Aic, preso atto della mancata sottoscrizione dell’Accordo Collettivo da parte della LNPA, comunica che i calciatori di Serie A non scenderanno in campo in occasione delle gare programmate per la prima giornata di andata del campionato 2011-2012 nei giorni di sabato 27 e domenica 28 agosto 2011. A nulla è valsa l’ulteriore proposta avanzata in data odierna dai calciatori in ordine alla sottoscrizione del Contratto Collettivo nel testo concordato tra delegazioni e certificato dalla Figc nel mese di dicembre 2010, pur con validità limitata alla sola stagione sportiva in corso. L’ultima proposta avrebbe concesso alle parti la possibilità di un’immensa riapertura della piattaforma contrattuale, nell’ambito della quale poter vagliare le nuove richieste avanzate solo in questi giorni dai presidenti di serie A, in un ambiente più sereno e con tempistiche confacenti alle recenti istanze sollevate. L’Aic confida ad ogni modo nelle possibilità di veder sottoscritto l’Accordo Collettivo anche dai presidenti di serie A, nel rispetto degli impegni precedentemente assunti, permettendo così la regolare ripresa del campionato”.

La Federcalcio, per bocca del Presidente Federale, che ha espresso tutta la sua amarezza e ha sottolineato il rischio che l’agitazione continui ad oltranza, rischiando di pregiudicare anche lo svolgimento delle gare successive alla sosta per la Nazionale, ha dunque ufficializzato il rinvio a data da destinarsi della prima giornata di serie A, in programma domani e domenica. Queste le parole di Abete:

“L’Aic ha confermato l’intenzione di non scendere in campo in mancanza della firma sull’accordo collettivo e io ho interpretato di conseguenza la delega avuta dal consiglio federale all’unanimità per rinviare la prima giornata. L’ipotesi di uno sciopero a oltranza è uno dei problemi che si pone. Permane il rischio pensando alle gare successive. C’è tanta amarezza perchè c’erano tutte le condizioni perchè questo sciopero non avvenisse. È una cosa che appare incomprensibile considerando le problematiche al centro della discussione. Una cosa è certa, bisogna subito attivarsi e fare come in Spagna cercando di limitare la protesta ad una sola giornata di campionato. È vero che c’è la sosta per la Nazionale, ma non è che ci sia così tanto tempo visto che c’eravamo lasciati il 7 dicembre scorso con un accordo definito. Per uscire da questo contenzioso potrebbe non bastare qualche giorno in più. Bisogna lavorare subito a una soluzione”.

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Serie A, ecco lo sciopero, slitta la prima giornata

pubblicato da Gabriele Capasso


La FIGC non riesce a metterci la pezza. La mediazione fra la Lega Calcio e l’Aic è fallita, non c’è la firma sul contratto e lo slittamento della prima giornata sembra ormai inevitabile. Trovato l’accordo, almeno a parole, anche sulla questione del “contributo di solidarietà” rimane sempre lo scontro sul punto 7.2, quello che riguarda i fuorirosa. In Spagna, sempre per questioni contrattuali (in quel caso economiche e legate al mancato pagamento degli stipendi), sono già saltate 2 giornate, la nostra Serie A è destinata ad imitare la Liga Spagnola.

Maurizio Beretta
, presidente della Lega Calcio ha chiarito nuovamente:

Se ci sono spiragli bisogna chiedere all’Aic. La nostra posizione è chiara, e gli emendamenti sono quelli. Abbiamo trattato per mesi, ora i margini per una trattativa non ci sono. O l’Aic firma che è disposta a pagare il contributo di solidarietà, o niente. Se come dicono, sono disposti a pagare il contributo, non vedo il motivo per cui non lo possano mettere nero su bianco. Anche il 7.2 è chiaro, gli allenatori devono poter gestire le proprie esigenze tecniche

Insomma, la questione rimane sempre la stessa: la Lega rifiuta di ratificare il contratto che che anche lei aveva accettato di sottoscrivere dopo la mediazione offerta sempre dalla FIGC qualche tempo fa. I presidenti non hanno nemmeno la scusa del contributo di solidarietà perché Giancarlo Abete aveva offerto un fondo di risorse proprie (20 milioni di euro) da accantonare per garantire qualsiasi tipo di soluzione alla questione fiscale. L’atteggiamento, a mio parere, della Lega è ingiustificabile e rende, al contrario, perfettamente sensata e comprensibile la scelta dei giocatori di scioperare. Tommasi, prima di entrare nella sede della FIGC aveva detto “ai tifosi chiedo di pazientare per l’inizio del campionato. Se slitta una giornata qualche squadra avrà più tempo per prepararsi“. Abete proverà una trattativa senza sosta, ma ormai sembra davvero inevitabile che sabato e domenica prossimi il campionato non avrà il suo via, vi terremo aggiornati.

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Liga, salta anche la seconda giornata: anche in Italia Tommasi non esclude lo sciopero

pubblicato da vieni_127


Stadi chiusi in Spagna nel week-end appena passato, lo stesso accadrà sabato e domenica prossima quando anche la seconda giornata salterà a causa del protratto sciopero dei calciatori: braccio di ferro niente male quello che sta tenendo in ansia milioni di calciofili spagnoli, con la Liga che a questo punto aprirà i battenti (sempre che si troverà un accordo) dopo la sosta per le partite delle Nazionali, e cioè solo l’11 settembre. “Lo sciopero resta in vigore per la seconda giornata” ha sentenziato il portavoce del sindacato dei calciatori, Luis Gil, che sta perorando la causa di decine di giocatori a cui non sono state pagate diverse mensilità di stipendio dai più svariati club della massima serie (e non solo).

Il problema in Spagna è infatti meramente economico, legato in pratica agli stipendi: la Lega dei Club (Lfp) ha debiti nei confronti di circa 200 calciatori di 42 società di Liga e Segunda per un ammontare di 52,8 milioni di euro. La Lega gioca al ribasso, i calciatori non fanno sconti; non solo, cercano di tutelarsi immettendo una legge che consente agli stessi lo svincolo automatico nel caso il club non paghi tre mensilità consecutive. La battaglia è tutt’altro che semplice, più morbida sembra invece la situazione italiana:

“Se non si firma il nuovo accordo collettivo la prima giornata sarà posticipata. Dopo un anno questa non può essere considerata una minaccia. Il fatto è che non si può cominciare il campionato senza l’accordo collettivo”.

Parole e musica di Damiano Tommasi che sì minaccia (anche se lui stesso si spazientisce quando si nomina la parola “minaccia“), ma che insieme all’AIC (che rappresenta) rimane incartato su una questione di più facile soluzione: il famigerato articolo 7 del contratto collettivo, quello inerente ai fuori rosa. Giancarlo Abete lavora per venire incontro alle parti, mercoledì assemblea di Lega e, subito dopo, consiglio federale. Tifosi e televisioni aspettano di sapere, sebbene il sindacato non si sbilancia con percentuali lo slittamento del primo turno di Serie A pare un’ipotesi abbastanza debole.

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Calendario Serie B 2011/12 - Le 42 Giornate del nuovo campionato

pubblicato da vieni_127


Stamani nella sede della Lega Calcio in Via Rossellini a Milano è stato sorteggiato il calendario della prossima Serie Bwin, un torneo che quest’anno si preannuncia spettacolare come, se non più, quello della stagione appena passata. Prima di procedere ai sorteggi è stato presentato il pallone ufficiale, il Nike Seitiro, quindi hanno preso la parola sia Giancarlo Abete, presidente federale, che Andrea Abodi, presidente della Lega B il cui intervento è stato molto interessante:

“Penso ancora ai 100 mila che hanno assistito ai play-off ed ai più di 2 milioni di spettatori dell’intera passata stagione. Già sono aumentati i numeri, ma è necessario ora che diventi sempre più una grande festa. Io della scorsa stagioni ho due immagini: quella di Ogbonna che è stato convocato in Nazionale e quella di El Shaarawy che ha trovato spazio in una grande squadra. Novità future? Spero che vengano aboliti i pareggi, alla conclusione dei 90′ in caso di parità si possono tirare dei rigori per determinare un vincitore, così come riproporrò le maglie con numerazione dall’1 all’11, perché deve essere un campionato legato fortemente alla tradizione guardando allo sviluppo. Io non sono per la tecnologia in campo. Noi abbiamo arbitri capaci e che possono migliorare. Il fatto che intervenga una macchina mi sembra più una PlayStation. Io preferisco il calcio di altri tempi”.

Poi il sorteggio, questa la prima giornata col match-clou che si giocherà al Marassi tra Sampdoria e Padova, le due squadre che ancora sperano in un ripescaggio in massima serie nel caso di penalizzazioni all’Atalanta.

1 Giornata - 27 Agosto 2011 - 17 Gennaio 2012
Ascoli-Torino
Bari-Varese
Brescia- Vicenza
Cittadella- Albinoleffe
Crotone- Livorno
Empoli - Juve Stabia
Grosseto - Gubbio
Reggina - Modena
Sampdoria - Padova
Sassuolo - Nocerina
Verona H. -Pescara

Dopo il “salto” le altre 20 giornate.

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Calciopoli: Abete vuole una pace fra le società

pubblicato da Gabriele Capasso


Una pace fra le società che stanno vivendo momenti di grande tensione e scontro per le vicende di Calciopoli? Questo l’obiettivo del presidente della FIGC Giancarlo Abete. Il massimo dirigente federale teme che la situazione possa sfuggire di mano dopo la decisione di dichiararsi “incompetente” sulla questione della revoca dello Scudetto 2006 all’Inter, l’annuncio della Juventus di voler insistere per via legale nella sua battaglia e lo scontro a distanza fra il patron della Fiorentina Della Valle e Massimo Moratti.

In una lettera indirizzata al presidente della Lega Calcio Serie Maurizio Beretta si è detto disposto a fare tutto il possibile per favorire un “chiarimento tra i club”:

La Federazione guarda con attenzione a tutte le iniziative utili a ritrovare un clima di serenità tra le Società di Serie A e conferma la propria disponibilità a essere parte attiva per un chiarimento tra i Club, con l’obiettivo di favorire -nell’interesse comune- un sereno avvio del prossimo campionato. Restano ovviamente fermi e impregiudicati -sottolinea Abete- i diritti dei Club che, insoddisfatti dall’esito e dalle recenti decisioni del Consiglio Federale, sceglieranno di assumere iniziative in sedi diverse. Ma la FIGC intende rappresentare formalmente la propria posizione e per questo rimango disponibile per ogni opportuno approfondimento.

Non tarda ad arrivare la replica di Beretta che condivide la lettera e ritiene “certamente un valore l’obiettivo di favorire la massima serenità all’avvio del prossimo campionato” dando la “disponibilità in qualunque momento per ogni iniziativa e approfondimento che i club decidessero di condividere“. Parole al vento?

Scudetto 2006: la FIGC non lo revoca

pubblicato da Gabriele Capasso


La FIGC, come ampiamente anticipato sui giornali negli ultimi giorni, ha deciso di non procedere alla revoca dello Scudetto del 2006 finito all’Inter dopo lo scoppio dello scandalo di Calciopoli. La delibera che sostiene manchino i “presupposti giuridici per la revoca” è stata approvata con 22 voti a favore, 2 astenuti e uno contrario. Di fatto la Federazione ha deciso di dichiararsi incompetente sul tema dopo la pesante relazione del procuratore Palazzi che aveva dichiarato prescritti i reati di frode sportiva per l’Inter e per altre società rilevati in seguito al (tardivo) esame di intercettazioni che non erano misteriosamente incluse nelle informative firmate dalla squadra del Tenente Colonnello Auricchio dell’epoca.

Prevale la linea della “non competenza” della Federazione, una giustificazione che appare giuridicamente debole e moralmente discutibile, non soltanto perché il palmarès non si prescrive” per citare il comunicato stampa della Juventus, ma perché non è assolutamente vero che l’Uefa obbligava ad assegnare il titolo ed è sotto gli occhi di tutti che lo stesso venne consegnato all’Inter con il presupposto rivelatosi erroneo che fosse “estranea ad ogni comportamento non linea con la lealtà sportiva“.

Ora non resta che capire quale sarà la reazione della Juventus e del presidente Andrea Agnelli che, di questa questione, ha fatto una battaglia di principio da combattere fino in fondo, anche ricorrendo alla giustizia ordinaria rischiando la violazione della clausola compromissoria come non era stato fatto nemmeno nel 2006. All’epoca la società bianconera ritirò il ricorso al TAR con i sentiti ringraziamenti della FIGC e della FIFA, stavolta potrebbe andare diversamente.

Ogni squadra potrà tesserare 2 extracomunitari dalla prossima stagione

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Via libera al secondo extracomunitario, è una decisione che “faciliterà” il calciomercato di molte squadre italiane. Il Consiglio Federale ha approvato la norma per il ripristino dei due extracomunitari in Serie A, a partire dalla prossima stagione. Lo ha svelato all’uscita da via Allegri, il vicepresidente vicario della Federcalcio, Carlo Tavecchio: “C’è stato il via libera e siamo tutti d’accordo”.

Claudio Lotito è soddisfatto: “La decisione presa è nell’interesse del sistema e servirà per portare in Italia i migliori calciatori“. Abete, presidente della Federcalcio, parla di decisione presa all’unanimità:

“Su richiesta della Lega di Serie A, il Consiglio federale ha approvato una norma per la stagione sportiva 2011/12 che consentirà la sostituzione di due extracomunitari per le società di Serie A, limitando peraltro le fattispecie relative alla sostenibilità dei calciatori con primo contratto da professionisti. Il Consiglio ha deliberato all’unanimità su un problema strategico per il calcio italiano”

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