Giornata da incubo per l’arbitro fiorentino Gianluca Rocchi. Fino al 45′ minuto di Bologna - Milan la sua direzione di gara è stata impeccabile, ma proprio nel finale della prima frazione di gioco c’è stato il primo svarione clamoroso. L’arbitro infatti non ha fischiato, sul punteggio di 1-1, un clamoroso calcio di rigore in favore del Bologna per un fallo di mano volontario di Seedorf in area di rigore che ha impedito, allargando il braccio, che il pallone entrasse nella disponibilità di Di Vaio appostato alle sue spalle. I rossoblu hanno protestato energicamente per questo errore di valutazione grottesco che non è stato però l’ultimo della partita.
Al 9′ minuto della ripresa Ramirez è scappato verso la porta avversaria inseguito da Yepes, e proprio mentre l’uruguayano si stava coordinando per calciare in porta, il difensore rossonero gli tocca con la tibia destro, in corsa, il piede sinistro d’appoggio di Ramirez che così ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra ciccando il pallone. Anche in questo caso Rocchi ha lasciato correre tra le proteste dei rossoblu. Al’25′ minuto, nell’altra area, Raggi ha sfiorato Ibrahimovic tentando di rinviare il pallone per liberare l’area di rigore e lo svedese è stramazzato al suolo. Questa volta Rocchi ha fischiato calcio di rigore ma rivedendo le immagini si può notare come Ibrahimovic si sia lasciato andare con grande facilità come ammesso anche da Allegri a fine partite ai microfoni di Sky Sport: “A vederlo da dietro sembra che ci sia. Ma ha calciato e si è buttato… Non si può negare l’evidenza.“.
L’ennesima perla Rocchi la regala al 33′ minuto quando non fischia ancora in area un calcio di rigore per il Milan, questa volta solare, per un fallo di mano di Morleo che ha murato un cross di Ibrahimovic diretto al centro dell’area dove Aquilani era ben appostato. Prestazione orribile del fischietto fiorentino che a fine partita si deve essere reso conto di aver combinato un mezzo disastro al punto da scusarci con Pioli, come riferito dallo stesso allenatore del Bologna, per la pessima direzione: “Se ho sbagliato qualcosa, chiedo scusa. Non è stata una partita facile”.
Le Foto degli errori arbitrali
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Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, prova a smorzare i toni dopo le furibonde polemiche che hanno caratterizzato il dopopartita della sfida di sabato sera contro il Napoli, persa dai nerazzurri con il punteggio di 3-0 e condizionata da alcuni evidenti errori della terna arbitrale. Nonostante abbia ribadito la sua convinzione che il match con i partenopei sia stato “falsato”, il patron dei milanesi ha dovuto ammettere che la reazione da parte del designatore Stefano Braschi è stata legittima:
“Ho sentito ciò che ha detto il designatore Braschi e mi sono sembrate espressioni ragionevoli. L’anno scorso mi sono complimentato con la classe arbitrale e spero di poter fare la stessa cosa anche quest’anno. La partita contro il Napoli è stata falsata, ma niente rancore perché ci vuole responsabilità da parte di tutti. Certo bisogna fare attenzione perché poteva essere una partita bellissima. Non credo che gli arbitraggi siano una risposta alle vicende di Calciopoli. Sarebbe infantile come reazione. Non voglio pensare a complotti, non ci sono i presupposti per adesso per pensare cose del genere. Può darsi che ci sarà il deferimento, non lo so. So bene che non esiste la ricusazione di un arbitro faranno quello che riusciranno a fare, ci vuole buon senso, penso che lo sapranno usare.”
Intanto il giudice sportivo di serie A usa la mano pesante e oltre a squalificare per un turno il tecnico Claudio Ranieri, espulso durante l’intervallo del match, e Joel Obi, anch’egli allontanato dal terreno di gioco nell’azione del rigore contestato a favore dei campani, commina ammende di 10000 euro a Ivan Cordoba e Diego Milito e da 1500 a Javier Zanetti. Tranne che per il nigeriano, le sanzioni sono state arrivate per le frasi ingiuriose rivolte al direttore di gara Gianluca Rocchi.

Stefano Braschi, designatore degli arbitri di Serie A, è intervenuto questa mattina a Radio Anch’io Sport per commentare l’ultima giornata di campionato, l’argomento principe della chiacchierata è stata la direzione di Gianluca Rocchi in Inter - Napoli e tutte le polemiche successive derivate dal suo errore che ha portato al vantaggio partenopeo. Il numero uno dei fischietti non ha potuto far altro che ammettere la topica del direttore di gara ma ci ha tenuto a difenderlo parlando di normalissima prestazione sottotono:
“Rocchi è uno degli arbitri migliori e più importanti d’Europa, di cui abbiamo grande stima sia io che la Uefa. Da un anno e mezzo fornisce prestazioni di assoluto livello. Siamo di fronte a un arbitro e un atleta di un grandissimo livello e può essere che abbia una giornata in cui non fa una grande prestazione. E sabato la sua è stata un po’ sottotono. È normale per tutti, non capisco perché questo concetto non debba essere valido per gli arbitri”.
Braschi difende il suo operato e rivendica l’autonomia delle sue scelte e risponde a chi gli chiede se adesso Rocchi andrà incontro a qualche turno di riposo forzato per meditare sugli errori commessi:
“Fermare Rocchi? Dalla mia bocca non uscirà niente su questo argomento perché questo è ingiusto. C’è una gestione di spogliatoio e di uomini e mi comporto di conseguenza. C’è un allenatore per gli arbitri, probabilmente ho sbagliato anch’io che sono il designatore. Ma non esiste un tabellino per fermare un arbitro. Previsione stop-2-3 turni? È solo quello che pensa un giornalista, poi vediamo cosa succede, l’importante è che non si dica che questa cosa l’ho dichiarata io. Le parole di Ranieri? Sono quelle di un galantuomo. Credo che tutto vada riportato in termini più consoni”.
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Anche il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, si aggiunge al coro degli scontenti dopo il pessimo arbitraggio del direttore di gara Gianluca Rocchi nella sfida persa ieri sera dai nerazzurri contro il Napoli, arbitraggio che a parere dei milanesi ha influito in maniera decisiva sul risultato. Moratti non contesta soltanto il rigore e l’espulsione di Obi, ma considera la prestazione del fischietto toscano disastrosa su tutta la linea, minacciando di “farsi sentire” nelle sedi opportune:
“La partita era bellissima ma è stata rovinata supidamente. La scarsezza dell’arbitro è durata per novanta minuti, mi auguro di non trovarlo più. Con Ranieri Rocchi si è comportato male, non ha avuto il coraggio di espellerlo in campo e glielo ha mandato a dire nello spogliatoio. L’arbitro non è stato all’altezza del suo ruolo, ha causato un danno alla nostra società e ci faremo sentire. I giocatori si sfogano dicendo di vento strano, ma ho fiducia che non sia così”.




Infuocate polemiche nel dopopartita della sfida di San Siro tra Inter e Napoli, vinta dai partenopei con il netto punteggio di 3-0. Il tecnico nerazzurro, Claudio Ranieri, attacca duramente il direttore di gara Gianluca Rocchi, protagonista di almeno un paio di clamorosi errori che hanno danneggiato i milanesi:
“Rocchi? Inadeguato alla gara. E’ stato un primo tempo bellissimo, Rocchi ha ammonito subito Obi a centrocampo per un fallo dove aveva preso la palla, poi ha concesso un rigore che non c’era. Ha voluto rovinare la partita. Peccato, avevamo disputato un bel primo tempo da parte nostra, il Napoli stava dietro e ripartiva. Rocchi ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, peccato perché i miei ragazzi non lo meritavano. L’epulsione? A Rocchi ho detto prego Dio che tu abbia ragione, lui mi ha espulso perché ha detto che ho protestato troppo platealmente. Ha sbagliato con me come ha sbagliato con Obi”.
Duro anche l’estremo difensore nerazzurro Julio Cesar:
“L’arbitro ha sbagliato davvero troppo. Io non mi lamento mai degli arbitri ma oggi è stata una cosa vergognosa. Non c’era rigore, poi c’era Campagnaro entrato in area, non si può così, bisognava ripetere. La mia ammonizione? Ero arrabbiato perché veniamo penalizzati noi portieri e la mia squadra. Davvero peccato perché era una bella atmosfera, una bella partita, con un primo tempo bellissimo ma lui ha distrutto tutto. L’ammonizione su Obi era ridicola. Obi è forte, sta crescendo, mi spiace per lui. Deve alzare la testa e guardare avanti, non ha fatto sbagli stasera. Penso che l’arbitro Rocchi andando a casa veda che non è stata una serata positiva per lui. Grazie ai tifosi per come ci hanno sostenuto”.




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Dopo le designazioni vane per la prima giornata di campionato, la CAN di A ha comunicato i componenti delle quaterne arbitrali che dirigeranno le partite della seconda giornata di campionato. Diciamo subito che il fischio d’inizio dell’intero campionato sarà affidato a Rocchi di Firenze: il fischietto toscano dirigerà infatti la sfida di San Siro tra Milan e Lazio. In serata il genovese Bergonzi sarà di scena sul sintetico del Manuzzi dove il Cesena ospiterà il Napoli, mentre a ora di pranzo del giorno dopo l’onore della prima conduzione di gara nel nuovo stadio della Juve verrà affidata a Celi di Campobasso. Posticipo serale all’avvocato cesenate Brighi: sarà lui a fischiare in Inter - Palermo. Di seguito l’elenco completo con tanto di guardalinee e quarto uomo.
Catania-Siena: Banti di Livorno (Tonolini/Giallatini/Palazzino)
Cesena-Napoli (sabato ore 20,45): Bergonzi di Genova (Giordano-Ghiandai-Giannoccaro)
Chievo-Novara: Peruzzo di Schio (Faverani/De Pinto/Ostinelli)
Fiorentina-Bologna: Guida di Torre Annunziata (Carrer/Alessandroni/Tagliavento)
Genoa-Atalanta: Rizzoli di Bologna (Stefani/Rubino/Pinzani)
Juventus-Parma (domenica ore 12,30): Celi di Campobasso (Iannello/Bianchi/Mazzoleni)
Lecce-Udinese: Damato di Barletta (Nicoletti/Barbirati/Cervellera)
Milan-Lazio (domani ore 20,45): Rocchi di Firenze (Niccolai/Romagnoli/De Marco)
Palermo-Inter (domenica ore 20,45): Brighi di Cesena (Di Fiore/Padovan/Doveri)
Roma-Cagliari: Gava di Conegliano (Altomare/Musolino/Baracani).
Gianluca Rocchi, fischietto internazionale di Firenze, l’ha fatta grossa: siamo al 37° del primo tempo di Cesena - Lecce, quando Munari (centrocampista dei salentini) si invola sulla destra tagliando verso l’area di rigore. A fermare la marcia del giocatore giallorosso ci pensa Nagatomo, che commette fallo prima dell’ingresso dell’avversario in area; il fischietto rileva l’irregolarità, ma si perde l’autore del fallo. Allora viene ingannato da Grossmuller, l’uruguaiano del Lecce, che indica Colucci, già ammonito, quale colpevole nella fattispecie; Rocchi è in bambola, il guardalinee non lo aiuta, alla fine estrae il secondo giallo per il capitano dei romagnoli, e scoppiano le proteste.
Appiah si sbraccia per far notare, ad arbitro e assistente, che è stato il giapponese Nagatomo ad atterrare Munari, niente da fare, Rocchi ormai ha preso la sua decisione e Colucci prende mestamente la via degli spogliatoi. Siamo sullo 0-0, ma per fortuna della regolarità della partita nella ripresa il Cesena passa in vantaggio con Bogdani nonostante l’inferiorità numerica, poi eliminata “per compensazione” per un rosso diretto molto generoso ai danni di Munari al 34° della ripresa. A fine gara Rocchi si reca da Colucci e si scusa, assicurandogli che potrà essere della partita mercoledì sera a Catania, anche se sarà tutto da vedere. Le dichiarazioni del post-partita sono molto interessanti.
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Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus, è stato condannato oggi a 3 anni di reclusione nel processo con rito abbreviato per Calciopoli. Giraudo è stato riconosciuto colpevole di “associazione a delinquere” finalizzata alla truffa sportiva. Condannati anche Tullio Lanese, ex presidente dell’associazione italiana arbitri e Paolo Dondarini, ex arbitro attualmente vicecommissario CAI (Commissione Arbitri Interregionale) a 2 anni per Tiziano Pieri (ex arbitro) 2 anni e 4 mesi.
Assolti con formula piena gli arbitri Stefano Cassarà, Giuseppe Foschetti, Marco Gabriele, Domenico Messina e Gianluca Rocchi (ancora all’opera sui campi di A e B) e i guardalinee Alessandro Griselli e Duccio Baglioni. Il giudice per le indagini preliminari, De Gregorio, ha accolto quindi parzialmente la tesi accusatoria dei PM Narducci e Beatrice. La condanna di Giraudo rimane un elemento importante anche per valutare il processo ordinario che si sta svolgendo parallelamente sempre a Napoli visto che l’ex ad bianconero non compariva in alcuna delle famose intercettazioni che diedero il via all’inchiesta.
Si attendono naturalmente le motivazioni, ma allo stato dei fatti per l’arbitro Pieri (l’unico condannato insieme a Dondarini) parrebbe sia bastata la prova di aver comunicato con Luciano Moggi attraverso le schede svizzere il cui contenuto non è intercettabile. Restiamo pronti ad aggiornare in caso di ulteriori sviluppi.

Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, i pubblici ministeri di Napoli che tre anni fa con la loro inchiesta hanno dato via al più grande scandalo del calcio italiano, hanno formulato oggi davanti al giudice Eduardo De Gregorio le loro richieste di condanna per tutti gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra questi c’è l’ex amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo, ed è proprio per lui la richiesta di condanna più severa: 5 anni di reclusione.
In questa fase del processo sono coinvolti anche molti arbitri e anche per loro le richieste dei pm non sono state affatto morbide. Chiesti 2 anni per Tullio Lanese così come per Stefano Cassarà, Paolo Dondarini e Marco Gabriele. Ancora più severe le pene per Tiziano Pieri, 3 anni e 6 mesi, e per Duccio Baglioni, 3 anni. Mentre ” se la cavano” Gianluca Rocchi e Domenico Messina, chiesti un anno e 4 mesi, e Giuseppe Foschetti e Alessandro Griselli, per loro invece soltanto un anno.
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Collina, designatore arbitrale spesso discusso, deve fidarsi ciecamente di lui se gli ha affidato il rarissimo privilegio di sancire il fischio d’inizio della dodicesima giornata di Seria A, ieri con Juve-Genoa, e al contempo il fischio finale, andando ad arbitrare il derby romano di domenica sera tra Roma e Lazio. Stiamo parlando di Gianluca Rocchi della sezione di Firenze che entrerà a pieno titolo nel guinness dei primati dei fischietti: arbitrare due partite nella stessa giornata non era capitato a nessuno dei suoi colleghi e probabilmente mai più capiterà, almeno fino a quando qualcuno di loro non riceverà l’improbabile dono dell’ubiquità.
Strana scelta quella di Collina che ha fatto riposare due arbitri molto bravi come Morganti (già impegnato in Milan-Inter) e Rizzoli (di recente protagonista in Juve-Roma), spedendo in Serie B e in partite non proprio di primissimo pelo fischietti del calibro di Farina e Dondarini. Niente da fare per loro, la stracittadina capitolina sarà diretta da Rocchi, quest’anno già impegnato in altri derby come quello della Mole, vinto dalla Juve ai danni del Torino, e quello siciliano, col Catania che ha avuto la meglio del Palermo. Gli assistenti cambieranno: via il pasticcione Griselli, ad aiutarlo Ayroldi e Lanciano.
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