Prima partita da titolare per Giampaolo Pazzini e prima vittoria per l’Inter in campionato. L’attaccante ex-doriano non era tenuto in grandissima considerazione da Gasperini che gli preferiva regolarmente il suo pupillo Diego Milito. Il “pazzo” ha saputo aspettare il suo turno senza fare polemica e alla prima di Ranieri sulla panchina dell’Inter è tornato a vestire la maglia di titolare contribuendo ad una vittoria importantissima:
Sì, è stata una vittoria pesante, ci tenevamo a ripartire. Oggi cominciava il nostro campionato, dopo le prime partite che avevamo fatto molto male, oggi volevamo far vedere che la squadra c’è, che ha voglia, che è molto determinata, quindi siamo contenti… Il mister (Gasperini ndr.) ha fatto alter scelte, poi le cose sono andate male, è normale che si vada a prendere tutto. Dispiace perché quando va via un allenatore è sempre un fallimento da parte di tutti. Adesso dobbiamo ripartire, abbiamo un nuovo allenatore che ci ha dato subito grande convinzione, grande fiducia nei nostri mezzi.
Ma anche Diego Milito, subentrato a Forlan a partita in corso, ha dato il suo contributo alla vittoria nerazzurra procurandosi e realizzando un calcio di rigore. A fine partita ha dedicato il successo a Gasperini con il quale ha condiviso anche un’esperienza importante ai tempi del Genoa:
Avevamo bisogno di questi tre punti per iniziare, per riprendere la fiducia che mancava. Sono tre punti fondamentali per guardare avanti… Siamo stati una squadra tosta, che ha difeso bene, abbiamo fatto due o tre cose importanti davanti che ci hanno permesso di ottenere la vittoria… Questa vittoria è anche per lui (Gasperini ndr.), perché è stato un grande allenatore, una grande persona, purtroppo non siamo riusciti a fare il risultato che nel calcio è ciò che comanda.




A tre giorni dall’esonero Gianpiero Gasperini ha deciso di raccontare al Secolo XIX la sua verità sull’esperienza all’Inter. Il tecnico di Grugliasco ha detto chiaramente di non essersi sentito supportato dalla società durante il mercato, che non si è mai veramente impegnata per arrivare a quei giocatori che servivano per il suo sistema di gioco. Gasperini avrebbe voluto allenare Lavezzi e Palacio, ma alla fine si è dovuto accontentare di giocatori con caratteristiche non adatte ad interpretare il suo gioco, come ad esempio Sneijder:
“Ceduto Eto’o io avrei voluto due giocatori, due di numero: Lavezzi e Palacio. Non si poteva spendere? Ok, ma si poteva cedere Sneijder, Pandev (che invece è stato “regalato” al Napoli) e oltre a Santon, pure Mariga e Muntari. Con due esterni d’attacco, con Milito e Pazzini al centro, non c’erano problemi: giocavano 30 partite ciascuno, tra campionato, Champions e Coppa Italia. Invece è arrivato Forlan, altro campione, pure lui in campo e fuori. Ho pensato di farlo giocare largo a sinistra e da quella parte poteva partire anche Sneijder. Già, alla fine qualcuno doveva restare fuori, comunque.”
Ma Gasperini non si ferma qui, perché secondo il suo punto di vista non solo la società non l’ha messo in condizione di far rendere il suo 3-4-3, ma gli ha anche consegnato in mano una squadra vecchia ed ormai logora:
“Il vero problema era a centrocampo. In mezzo i problemi li ho visti subito, questione di carta d’identità, giocatori con qualità straordinarie, ma provati da tante battaglie. Mi sono anche chiesto: perché comprare Kucka per lasciarlo al Genoa? Lui ha quelle caratteristiche di “fisicità” che non sono certo simili a quelle che ha Poli. Io sapevo, so, che i risultati determinano tutto. L’Inter sapeva che il mio modulo è il 3-4-3. Non è che non ne conosca altri, ma credo che con questo le squadre che alleno riescano a dare il gioco migliore. Che pensavo di giocare così lo hanno visto tutti, ma non bastava, non sono così presuntuoso. L’ho spiegato quando ho parlato, tre volte, con i dirigenti dell’Inter. Per questo, ho sostenuto che le polemiche sul modulo erano pretestuose”.
Il presidente Moratti ha deciso di prendersi una notte di tempo per riflettere sulla sconfitta della sua Inter contro il Novara prima di prendere una decisione sulla fin qui disastrosa gestione di Gasperini. Ad ogni modo, secondo Sky Sport, prima di abbandonare lo stadio si sarebbe lasciato scappare un commento pesante sull’allenatore di Grugliasco: “L’allenatore non ha in mano la squadra“. Gasperini dal canto suo non è disposto a farsi da parte perché non si sente il responsabile unico della crisi di risultati della squadra, ma ha comunque esortato la società a prendere provvedimenti, cioè esonerarlo, qualora non avesse più fiducia nel suo operato:
“Come ne esce l’Inter da questa situazione? Se il problema è l’allenatore allora è facilmente risolvibile, se invece, come credo, il problema è un altro allora bisogna solo risolverlo attraverso il lavoro. Evidentemente in questo momento non possiamo fare quello che vogliamo, ma dobbiamo adeguarci alle possibilità che abbiamo. Moratti ha dichiarato che non ho in mano lo spogliatoio? Il rapporto con il gruppo è ottimo, anche dal punto di vista personale: i ragazzi sono i primi ad essere dispiaciuti e per me questo è un aspetto importantissimo.”
Almeno in questa occasione, a differenza delle precedenti, l’allenatore nerazzurro ha ammesso che la sua squadra ha giocato una pessima partita:
“Effettivamente è stata una bruttissima partita. Pensavamo di poterla giocare un po’ di più, offensivamente. In questo periodo, invece, tutte le volte che abbiamo provato a giocare un po’ più alti abbiamo fatto delle brutte figure. Speravamo che stasera fosse diverso. Dobbiamo essere molto più umili. Ci sono delle difficoltà oggettive. Abbiamo fatto delle buone gare quando abbiamo giocato molto coperti, non da grande squadra. Appena ci apriamo un po’ e cerchiamo di essere un po’ più offensivi, andiamo incontro a grossi guai. Questa è la mia osservazione più importante. Non so se in futuro potrà essere diverso, me lo auguro ma non lo posso prevedere. Dipenderà dalla condizione, da tante situazioni, dall’entusiasmo che una vittoria potrebbe dare. In questo momento, siccome le partite sono state già abbastanza, questo dato è assolutamente evidente, al di là dei moduli e delle tattiche”.




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Il calciomercato dell’Inter: ecco la rubrica del 21 giugno con tutte le notizie, notiziuole, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di mercato dell’Inter. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Gianpiero Gasperini
Il nome più caldo delle ultime ore per quanto riguarda l’ancora vacante panchina nerazzurra, chiarisce la sua posizione a Sportitalia: “Non ho ricevuto offerte dall’Inter. Il presidente Moratti ha parlato di un contatto? Scusate, non posso parlare“.
Guus Hiddink
Se l’agente non aveva smentito un interessamento dell’Inter, ribadendo però che in tutta la sua carriera aveva sempre rispettato i contratti firmati (è ct della Turchia), anche per Simona Marchetti, corrispondente dall’Inghilterra per la Gazzetta dello Sport, il guru olandese non è certo tagliato fuori da un futuro nerazzurro: “Se Villas Boas andrà al Chelsea, il guru olandese potrebbe finire all’Inter. Abramovich lo voleva inizialmente come Dg, offrendogli un anno di contratto con opzione per un secondo, perché comunque l’anno prossimo si sarebbe liberato Guardiola, altro grande obiettivo dei Blues per la panchina. L’agente dell’allenatore olandese ha però escluso contatti con il Chelsea per un ruolo da direttore generale. Il futuro di Hiddink, quindi, rimane ancora incerto“.
Luciano Spalletti e Laurent Blanc
In queste ultime ore la fantasia dei cosiddetti esperti di mercato è vivida più che mai; così Gianluca Di Marzio di Sky sul toto-allenatore: “Il nome a sorpresa potrebbe riguardare a questo punto anche tecnici sotto contratto. Penso a Spalletti oppure a Blanc. Quello che è chiaro è che l’Inter non si sta affannando alla ricerca del nuovo allenatore e i nomi caldi non sono pochi. Insomma, non è affatto scontato che sarà Gasperini il nuovo tecnico nerazzurro“.
Rudy Garcia
L’allenatore del neo-campione di Francia, il Lille, potrebbe essere l’ennesimo nome incredibile, ancora non tirato in ballo, che alla fine tirerebbe fuori dal cilindro l’indecisissimo Moratti: lo afferma Sportitalia che aggiunge come possa aggregarsi a Garcia il fenomeno belga Edin Hazard. Fantamercato?
Lucio
VoetbalPrimeur, portale olandese, non sopisce le voci di un possibile addio del brasiliano; se nei giorni scorsi s’era fatto il nome del Malaga, dai Paesi Bassi suggeriscono ben altri scenari: “Il Manchester City vorrebbe aggiungere Lucio al pacchetto difensivo per la Champions, mentre il Bayern Monaco da tempo sta pensando al ritorno del brasiliano e ci crede ancora“.
Sulley Muntari
Sette milioni all’Inter, 2,5 al giocatore: le cifre che riporta Medyaspor circa il passaggio, ormai ufficioso, del ghanese al Galatasaray: “Muntari continuerà al Galatasaray la sua carriera, l’annuncio ufficiale arriverà presto” si legge sul sito.
Continua a leggere: Calciomercato Inter - Tutte le notizie e le voci di oggi - 21 Giugno 2011
Domani pomeriggio parte il campionato di Serie A e Gianpiero Gasperini ha voluto chiudere con una battuta la prima conferenza stampa pre-partita della nuova stagione del Genoa: “Sono arrivati buoni o ottimi giocatori, ma neppure io intuisco quale possa essere la nostra dimensione. L’etichetta di regina del mercato è giustificata. Per certi versi è stato un mercato geniale, con il presidente che ha giocato d’anticipo. Scherzando potrei dire che il nostro obiettivo è lo scudetto ma l’importante sarà toglierci qualche soddisfazione“.
Oggettivamente Gasperini quest’anno ha tra le mani un giocattolo niente male. Attorno ai rossoblu c’è grossa curiosità perché tutti gli appassionati di calcio si chiedono dove potrà arrivare la squadra allestita da Preziosi. Leggendo i nomi presenti nella rosa i genoani hanno tutte le possibilità per inseguire un posto in Champions League perché la squadra ha poco da invidiare alle società che hanno dichiarato, ad inizio stagione, di voler concorrere per un posto nell’Europa che conta.
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Il Genoa ha battuto nettamente l’Udinese sul terreno di gioco appena rizzollato del Stadio Marassi che ha permesso finalmente ai rossoblu di esprimere al meglio il loro gioco. Entrambe le squadre erano reduci da due sconfitte; il Genoa contro la Juventus con un arbitraggio molto contestato da Preziosi e Gasperini, mentre l’Udinese dal 3-2 subito a San Siro contro il Milan. L’allenatore genoano ha schierato la formazione in campo con il 3-4-3 e il tridente formato da Sculli, Acquafresca e Palacio. Nessuna sorpresa di modulo nell’Udinese neanche nell’Udinese, unica novità il giovane Cuadrado al posto dello squalificato Isla. (Il Video della Partita.)
La prima mezzora è stata caratterizzata da diversi errori da una parte e dall’altra in fase di impostazione e sono stati gli ospiti ad avere le migliori occasioni, non sfruttate al massimo, con Floro Flores e Di Natale. Al 30′ minuto è arrivata la svolta per i padroni di casa grazie ad Acquafresca che ha raccolto e depositato in rete una respinta corta del portiere Handanovic che si era appena opposto ad una girata sottomisura di Sculli. Nel secondo tempo dopo appena 3 minuti si fanno sotto i friulani che vanno vicinissimi al gol con Di natale che conclude largo dopo un bel triangolo con Cuadrado.




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Grande prova di forza dell’Inter sul campo del Genoa nonostante le assenze di giocatori chiave negli schemi di Mourinho come Eto’o, Milito e Thiago Motta. Alla vigilia i tifosi delle squadre avversarie speravano di sfruttare un passo falso dei narazzurri che invece hanno annichilito i genoani. Mourinho coglie così l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e manda un messaggio chiaro nei confronti della critica che lo aveva punzecchiato dopo la sconfitta contro la Sampdoria, e dopo il pareggio in Champions League contro il Rubin Kazan: «Forse qualcuno ora è un po’ triste che fa fatica a parlare bene di noi». (Le Foto della partita - Il Video)
In modo particolare Mourinho ce l’ha con gli opinionisti di Sky, che secondo lui sono stati tra i più severi nei confronti della sua squadra e per questo non le manda a dire a Massimo Mauro: «Tu sei uno di quelli che fa fatica a parlare bene di noi». L’Inter e il suo allenatore non temono nessuno, e hanno tutti i motivi per pensarla così visto che le avversarie faticano decisamente a tenere il ritmo dei nerazzurri: «Non temo nessuno in particolare. Preferisco essere davanti. Siamo solo in ottobre, manca tanto. Io guardo solo a me stesso. Non mi interessa né della Juve né della Roma. Penso solo all’Inter. Sono tante le squadre che giocano bene».
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Il Genoa di Gasperini rovina la festa al Bologna per i suoi cento anni. Quando le squadre entrano in campo, lo Stadio D’Allara regala un fantastico colpo d’occhio con trentamila tifosi che sventolano le bandierine celebrative distribuite dalla società. Pronti e via, sono i padroni di casa a rendersi subito pericolosi con un destro da fuori area di Zalayeta che Amelia manda in angolo. L’inizio scoppiettante illude soltanto i tifosi del Bologna. L’arbitro Gervasoni assegna un calcio di rigore agli ospiti per una spinta di Portanova su Floccari. Sul dischetto va Kharja che realizza il secondo gol dagli undici metri consecutivo dopo quello messo a segno in Europa League contro il Valencia. (Le Foto della partita - Il Video)
Al 32′ minuto Raggi cerca e trova Zalayeta in area che avrebbe l’occasione del pari sui piedi, ma viene anticipato con un grande recupero di Kharja nel momento decisivo. Dopo appena 3 minuti dalla possibile occasione dell’1-1, il Genoa raddoppia grazie ad una conclusione sotto misura di Sculli pescato da un bel cross radente di Floccari. Gli ospiti chiudono il primo tempo sullo 0-2 e nonostante l’impegno di coppa di giovedì scorso, sembrano molto più “in palla” dei bolognesi. Ad inizio ripresa, su azione di calcio d’angolo, Zaleyeta prova ad accorciare le distanze ma trova sulla sua strada una grande risposta di Amelia che d’istinto, e da pochi metri, riesce a respingere la sua conclusione.
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