Come da copione, la Roma abbatte le commoventi resistenze del Catania e si qualifica per le semifinali di Coppa Italia; la sfida di domani tra Milan e Udinese decreterà l’avversaria dei giallorossi, a caccia del decimo titolo nella coppa nazionale (un traguardo non ancora raggiunto da nessuna squadra, con la Juve a quota 9 come i capitolini). Ranieri si toglie l’ennesima soddisfazione, prendendo a pallate il malcapitato Campagnolo ed estromettendo, esattamente come dodici mesi fa quando era a Torino, i siciliani dalla competizione; match-winner della serata Daniele De Rossi, che alla fine è riuscito a fare centro dopo vari tentativi dei padroni di casa. Il gol è arrivato al 29° della ripresa, col Catania ridotto a 9 uomini e ormai alle corde (Il tabellino di Roma - Catania 1-0 - Le Foto di Roma - Catania 1-0 - Il Video di Roma - Catania 1-0).
Grande turn-over sul terreno, per altro in buone condizioni, dell’Olimpico: la Roma si affida all’unica punta Okaka, supportato però da un centrocampo di prim’ordine; in difesa, sull’out di destra, Motta, che in questi giorni è stato accostato con insistenza al Manchester City di Mancini. D’altro canto Mihajlovic ha dimostrato di non tenere poi così tanto a rimanere in corsa nella competizione: rispetto alla vittoria contro il Parma, ben dieci undicesimi diversi, con l’attacco comunque discreto formato da Morimoto e Izco, con Plasmati terminale offensivo. Il primo tempo è appannaggio della Roma, che comunque si scontra contro l’organizzazione degli ospiti che tengono botta pur non facendosi vedere molto dalle parti di Doni; occasione migliore quella capitata a Riise, che trova la pronta risposta del portiere.




Ci sono partite che sanno di spartiacque: Juventus-Catania, alla vigilia, aveva tutte le carte in regola per essere un match fondamentale, importantissimo, da dentro o fuori. Il verdetto finale è implacabile: tre punti pazzeschi e preziosissimi per gli etnei, dopo più di 40 anni la Juve perde in casa contro i siciliani e si piomba definitivamente negli abissi più imperscrutabili, sicuramente uno dei punti più bassi della sua centenaria e gloriosa storia. I motivi dell’ennesima definitiva debacle? Si è sprecato inchiostro su inchiostro nelle scorse settimane, una, due, tre, quattro, ora sono cinque sconfitte nelle ultime sei partite ufficiali, un filotto da retrocessione; tutti a cercare di spiegarsi i motivi di questi disastri messi in fila, il dito puntato a turno contro la dirigenza, i tifosi, l’allenatore, i giocatori (Tabellino e pagelle - Le Foto di Juve - Catania 1-2 - Il Video di Juve - Catania 1-2 - Video Interviste a Blanc e Ferrara).
Oggi non ci sono più motivi, c’è poco da aggiungere: poche idee, confuse, difesa ballerina, corsa zero, fasce sfruttate pochissimo, al confronto l’undici catanese pareva formato da fuoriclasse, sempre al posto giusto al momento giusto, cinici e lucidi, atleticamente più freschi. Eh sì che la squadra di Mihajlovic veniva da due sconfitte come quelle, pesantissime, contro Siena e Livorno (in casa). Nel primo tempo la Juve ha fatto il possesso palla più sterile della storia del calcio, lento e prevedibile, una marea di passaggi orizzontali, neanche un tiro in porta, Felipe Melo pasticcione sostituito alla mezz’ora per scelta tecnica da Salihamidzic e, ciliegina sulla torta, svantaggio causa sciagurato rigore provocato da Tiago (in gol Martinez).




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Finisce 0-0 tra Catania e Napoli una partita alla vigilia dalle motivazioni molto differenti. I partenopei da quando è arrivato Walter Mazzarri hanno incassato 10 punti nelle ultime quattro gare, mentre i siciliani venivano da tre sconfitte consecutive e avevano il compito di muovere la classifica per evitare un esonero all’allenatore Gianluca Atzori. Ad avere i maggiori dubbi di formazione è il giovane allenatore dei siciliani che ha dovuto fare a meno degli squalificati Silvestre e Capuano e degli infortunati Martinez, Sciacca, Campagnolo e Delvecchio. Il Napoli è invece al completo, unico dubbio alla vigilia era se far giocare dall’inizio Quagliarella o Denis con la scelta che è ricaduta sul numero 27 ex-Udinese. (Le Foto della Partita)
Il primo tempo si chiude sullo 0-0 e sono gli etnei a fare la partita. Nonostante una buona aggressività, i padroni di casa sono però poco concreti sotto porta e non riescono a sfruttare le occasioni costruite. La migliore capita sui piedi di Morimoto al 42′ minuto quando, da solo a tu per tu contro il portiere partenopeo De Sanctis, si fa ipnotizzare calciandogli la palla addosso e sprecando così una limpida opportunità da gol. Il Napoli invece è veramente poco incisivo in attacco dove Quagliarella non rispetta le aspettative del suo allenatore e di tutti i tifosi biancazzurri non rendendosi mai pericoloso. Gli allenatori sono costretti ad effettuare due cambi forzati, il Napoli sostituisce Gargano con Pazienza per dei problemi al ginocchio, mentre nel Catania Bellusci, acciaccato, lascia il campo per Augustyn.
La Fiorentina torna al successo dopo due battute a vuoto, e lo fa grazie alle grandi prestazioni di Marchionni e Vargas che hanno trascinato i viola. Altro protagonista del match, ma questa volta in negativo, è stato l’arbitro Tagliavento di Terni che si è distinto per le sua mediocre direzione arbitrale. Sempre più in crisi invece il Catania che colleziona la terza sconfitta consecutiva in appena una settimana, e ha ben 11 punti in meno rispetto alla stessa giornata del campionato scorso. Gli elefanti vanno subito sotto al quarto minuto di gioco, quando Marchionni addomestica un cross potente e preciso di Vargas, si accentra e con un tiro in diagonale di sinistro batte Andujar. (Le Foto della partita - Il Video)
A metà del primo tempo il Catania avrebbe l’occasione buona per pareggiare i conti ma Plasmati, ben servito da Llama, non inquadra lo specchio della porta da buona posizione. Prima della fine primo tempo, Tagliavento espelle Dainelli per un fallo sull’argentino Llama e si prende una bordata di fischi dagli spalti che contestano questa e anche altre decisioni prese dall’arbitro durante il match. Inizia la ripresa e il pubblico viola si arrabbia ancora di più con il direttore di gara che non estrae il secondo cartellino giallo per Carboni, autore di un fallo di mano piuttosto plateale. Il Catania raccoglie i frutti della superiorità numerica e al terzo minuto va in gol con il capitano Mascara, che batte Frey con un bel tiro potente all’incrocio dei pali.
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Cronaca Fiorentina - Catania 3-1. Foto Fiorentina - Catania 3-1.
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L’Inter risponde alla Sampdoria e si riprende la vetta: finisce 2-1 a San Siro la sfida tra l’undici di Mourinho e il Catania, squadra troppo remissiva nel primo tempo e in definitiva non capace di impensierire sul serio Julio Cesar e soci. In mezz’ora i nerazzurri cercano di chiudere la pratica: Sulley Muntari trova il vantaggio sfruttando un’indecisione di Campagnolo, Wesley Sneijder chiude i conti con una punizione perfetta delle sue. Nella ripresa gli ospiti cercano di reagire, Atzori gioca le sue carte, a dieci minuti dalla fine Mascara, uno dei neo-entrati, trova su rigore il gol del 2-1. Ma non c’è più tempo, l’Inter sale a quota 22 punti (Le Foto di Inter - Catania 2-1 - Il Video).
I padroni di casa scendono in campo col solito 4-3-1-2, Balotelli al fianco di Eto’o, a centrocampo confermato Vieira, c’è Cordoba insieme a Lucio al centro della difesa; gli etnei rispondono con la novità Campagnolo in porta, unica punta Morimoto supportata da Izco e Delvecchio per un 4-5-1 molto remissivo. E infatti sin dai primi minuti si percepisce il leit-motiv del match: Inter palleggiatrice e aggressiva dal centrocampo in su, Catania accorta a ben difendere e troppo timida nelle lande avversarie. Dopo un’occasionissima con Eto’o e Sneijder, poco cinici in area catanese, ecco il fortunoso gol del vantaggio: cross da 40 metri di Muntari, nessuno tocca palla e Campagnolo si addormenta, gol! La botta non scuote i siciliani, che anzi continuano subire: prima una traversa di Vieira, poi il raddoppio. Punizione millimetrica di Sneijder, Campagnolo in ritardo.

Giornata frenetica all’Atahotel Quark di Milano dove si sono consumate le ultime ore della finestra invernale del calciomercato. Qualche sorpresa c’è stata, come l’incredibile prestito di Quaresma al Chelsea di cui abbiamo già parlato; per il resto soliti scambi consumati all’ultimo secondo ma che comunque coinvolgono numerose squadre e calciatori. Iniziamo con l’Inter che oltre al Trivela ha risolto anche la questione Dacourt, per il francese 34enne trasferimento in prestito al Fulham. Continuiamo con la Roma che dopo gli acquisti di Diamoutene e Motta ha ripreso Pit dal Pisa e ha ceduto Okaka al Brescia, trattenendo il separato in casa Panucci. In più è giunto a Trigoria il portierino croato David.
L’Atalanta s’accaparra in prestito Plasmati dal Catania (possibile Floccari alla Juve a giugno?) e Parravicini dal Parma, spedendo in Emilia Antonino D’Agostino e Alessio Manzoni. Il Torino è meno scatenato del previsto: dopo Rivalta e Dellafiore e sfumato Panucci, si limita a prendere Gasbarroni dal Genoa, cedendo un po’ a sorpresa Nicola Amoruso in prestito al Siena (i toscani salutano Moti che torna in Romania). La Samp lavora in prospettiva prendendo il 19enne Fabio Zamblera dal Newcastle con la formula del prestito con diritto di riscatto e il 18enne Roberto Soriano dal Bayern Monaco a titolo definitivo, con Fornaroli che rimane in blucerchiato.

Regolare, ma anti-sportivo: così aveva francobollato il gesto di Gianvito Plasmati il designatore arbitrale Pierluigi Collina. Ieri però ha dichiarato fuorilegge l’abbassamento dei pantaloncini, nuova regola pallanora scaturita senza dubbio dal clamore del gesto dell’attaccante del Catania; a ben vedere anche l’anno scorso c’era un giocatore che qualche volta ha compiuto la medesima operazione sui calci di punizione: Nocerino della Juve, con la differenza che il centrocampista napoletano era in linea con la “barriera ufficiale” e che poi i vari tiri non erano finiti in rete. Tant’è, la furbata di Plasmati rimarrà un qualcosa di unico, con gli arbitri che dovranno stare attenti anche a questo tipo di infrazioni.
Il centravanti catanese ieri ha risposto ad alcune domande riguardo al suo gesto, premettendo come giusto che fosse che il merito del gol va esclusivamente alla prodezza balistica di Giuseppe Mascara. Ma sullo specifico episodio ha aggiunto: “Una gesto di goliardia, non certo mancanza di rispetto nei confronti di avversari e pubblico. È vietato dal regolamento ? No (fino a ieri, ndr). Vi pare ostruzione? No, non credo che lo sia. Vi è sembrato un atto osceno? Non mi sono denudato…“. Merito di queste trovate, più che a Zenga, va dato al preparatore degli schemi atletici del club etneo, tale Gianni Vio che lavora da un bel po’ con l’ex portiere della Nazionale.