
Ora si inizierà a fare sul serio, la 15esima Coppa delle Nazioni Asiatiche entra nel vivo e nelle prossime partite, rigorosamente ad eliminazione diretta, sarà vietato sbagliare. L’ultima giornata nei quattro raggruppamenti ha mostrato la stessa falsariga su cui il torneo s’era avviato nei primi 180 minuti; si può dire che alla fine non c’è stata nessuna sorpresa eclatante e le migliori otto sono quelle pronosticate alla vigilia. Il Gruppo A era il più indecifrabile ma dopo le prime due partite era pressocché sicuro che a passare il turno fossero state Qatar e Uzbekistan: padroni di casa facili contro il Kuwait, 2-2 degli uzbeki contro la Cina e primo post nel girone messo in cassaforte.
Il Gruppo B è stato il più ricco di storie: il flop clamoroso dell’Arabia Saudita (un gol fatto e 8 subiti per la scorsa finalista) coi giocatori che dopo lo 0-5 contro il Giappone di Zaccheroni sono rimasti per più di un’ora negli spogliatoi a… pregare. E poi la favola Giordania, 2-1 alla Siria e qualificazione che ha fatto impazzire di gioia una intera nazione. Gruppo C senza troppi scossoni invece: l’Australia liquida il Bahrain ancora con un gol di Jedinak, poker della Corea del Sud alla povera India, in grado comunque di segnare un gol (decisivo ai fini della classifica, coreani secondi proprio per il rigore subito dagli indiani).
Infine il Gruppo D, quello dei campioni in carica dell’Iraq. Con un pragmatico 1-0 gli iracheni hanno battuto la Corea del Nord strappando così il biglietto per i quarti; il già qualificato Iran ha strapazzato gli Emirati Arabi Uniti finendo così a 9 punti, unica ad aver sempre vinto tra le partecipanti alla manifestazione. Oggi giorno di pausa, da domani si ricomincia coi primi due quarti di finale, gli altri due dopodomani 22 gennaio. Di seguito troverete data, ora, stadio e, soprattutto, accoppiamento: vi anticipiamo solo la prima delle quattro partite, la vibrante Giappone-Qatar. Zac contro gli ospitanti.
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La Coppa d’Asia entra nel vivo coi suoi 180 minuti giocati dalle 16 squadre impegnate in questi giorni in Qatar; pochi i verdetti con gli ultimi match che promettono dunque scintille. Nel Girone A l’Uzbekistan vince ancora, questa volta contro il Kuwait (di nuovo a segno Dzeparov, giocatore molto interessante), ma la vittoria dei padroni di casa con la Cina rende questo raggruppamento ancora incerto anche se molto probabilmente alla fine passeranno il turno proprio gli uzbechi e il Qatar. Nel Girone B Zaccheroni coglie la prima vittoria in partite ufficiale da quando siede sulla panchina del Giappone: 2-1 sofferto alla Siria, risultato raggiunto in extremis e in 10 uomini grazie al rigore realizzato da Keisuke Honda.
La Giordania supera di misure la deludente Arabia Saudita, finalista quattro anni e ora già eliminata; domani a Doha il derby contro la Siria, una partita da dentro o fuori per i giordani col Giappone sostanzialmente sicuro del passaggio del turno. Nel Girone C l’Australia impatta, 1-1, contro la sempre tignosa Corea del Sud; per gli oceanici in gol Jedinek, centrocampista 26enne del Gençlerbirliği. Nell’altro match roboante 5-2 del Bahrain contro la derelitta India, addirittura un poker per Abdullatif: Corea praticamente già ai quarti, lo scontro tra Australia e Bahrain decreterà la seconda qualificata. Infine il Girone D, quello con l’unica squadra già certa di essere tra le prime otto della competizione.
Stiamo parlando dell’Iran che ha piegato a fatica la Corea del Nord, gol di Ansari Fard a metà ripresa e seconda vittoria di misura su due partite giocate. L’autogol sulla sirena di Albalooshi Walid manda nello sconforto gli Emirati Arabi Uniti e al contempo riempe di gioia l’Iraq che dunque vede la qualificazione nonostante la sconfitta all’esordio contro l’Iran: agli iracheni basterà un pareggio contro la Corea del Nord, ancora a secco in quanto a gol segnati, per assicurarsi il quarto di finale. Sospiro di sollievo per gli organizzatori che ormai sono quasi certi che il derby delle Coree sarà evitato nel prossimo turno, a meno di una clamorosa vittoria dei nordcoreani proprio contro l’Iraq.
Il due dicembre prossimo la Fifa deciderà le sedi dei Mondiali di calcio del 2018 e del 2022: se dopo il Brasile, appare in netto vantaggio l’Inghilterra per la rassegna iridata fra otto anni, la competizione di quattro anni dopo pare vivere di incertezze. E’ certo che si disputerà lontana dall’Europa, ma dal Qatar all’Australia, dalla Corea del Sud al Giappone, le pretendenti non mancano e non chiaro chi sia la favorita. Ma proprio dal Sol Levante sono sicuri che grazie al loro asso nella manica alla fine la spunteranno: dimenticate la tecnologia 3D (ancora per altro in fase medievale a livello di diffusione), la Panasonic e la Sony stanno unendo le energie per creare i primi Mondiali che potranno seguirsi in 208 Paesi del mondo grazie agli ologrammi.
Il concetto è semplice: oltre 200 telecamere riprendono le partite, in svariate città del globo vengono “istallati” dei mini-stadio con tanto di tribune e sull’ipotetico terreno di gioco si potrà assistere al match come se si fosse in Giappone, dacché battaglieranno ventidue ologrammi che in diretta proporranno le reali azioni di gioco in quel momento in atto a migliaia di chilometri di distanza. “Il progetto è top secret, chiaramente non possiamo rivelarlo, però la Fifa ha visto qualcosa durante l’ispezione di luglio. Al momento si riesce a proiettare con un ologramma un’immagine statica. Abbiamo dodici anni per farcela anche con i corpi in movimento” assicura Aoi Konishi, manager del comitato per la candidatura.

Passaggio del turno soffertissimo per il Paraguay, primo classificato del girone del quale facevano parte anche gli Azzurri. I sudamericani prevalgono infatti soltanto ai calci di rigore contro un ottimo Giappone, che per quanto visto nei centoventi minuti di gioco avrebbe forse meritato più degli avversari la qualificazione ai quarti di finale. Decisivo l’errore dal dischetto del difensore Komano la cui battuta di potenza si stampa sulla traversa. Ora per gli uomini di Martino la vincente tra Spagna e Portogallo, con scarse speranze di entrare tra le prime quattro, vista la prova piuttosto deludente offerta oggi.

Il Giappone batte più facilmente del previsto una deludentissima Danimarca e si classifica al secondo posto del girone E, vinto in scioltezza dall’Olanda. I nipponici conquistano così la seconda qualificazione della loro storia agli ottavi di finale della Coppa del Mondo, dopo quella ottenuta nel 2002, quando erano paese ospitante della manifestazione insieme alla Corea Del Sud. Dopo un quarto d’ora equilibrato con occasioni da entrambi i fronti, la partita si mette in discesa per gli asiatici che vanno a segno due volte su calcio di punizione, la prima con Honda, abile ad indovinare una traiettoria beffarda alla Roberto Carlos sulla quale Sorensen si lascia sorprendere, e la seconda con Endo, che approfitta di un errato piazzamento della barriera danese.
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Video: Olanda - Giappone 1-0 - 19 Giugno - Highlights HD Mondiali 2010

Altra vittoria con il minimo dello sforzo per l’Olanda, che nell’incontro di Durban valevole per la seconda giornata del girone E, batte 1-0 il Giappone, ipotecando la qualificazione agli ottavi di finale. Il gol decisivo lo mette a segno in avvio di ripresa l’interista Sneijder con un tiro dal limite dell’area sul quale è però evidente la complicità dell’estremo difensore nipponico Kawashima. Nel complesso partita noiosa, con gli Orange che fanno gran possesso palla ma non riescono quasi mai ad impensierire l’attenta retroguardia degli asiatici; gol a parte, le uniche emozioni arrivano nei minuti conclusivi, quando prima Afellay, entrato in campo da poco, fallisce due buone occasioni per il raddoppio e poi Okazaki spara alta da ottima posizione la palla del possibile pareggio.
Le foto di Olanda - Giappone 1-0
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Altra vittoria con il minimo dello sforzo per l’Olanda, che nell’incontro di Durban valevole per la seconda giornata del girone E, batte 1-0 il Giappone, ipotecando la qualificazione agli ottavi di finale. Il gol decisivo lo mette a segno in avvio di ripresa l’interista Sneijder con un tiro dal limite dell’area sul quale è però evidente la complicità dell’estremo difensore nipponico Kawashima. Nel complesso partita noiosa, con gli Orange che fanno gran possesso palla ma non riescono quasi mai ad impensierire l’attenta retroguardia degli asiatici; gol a parte, le uniche emozioni arrivano nei minuti conclusivi, quando prima Afellay, entrato in campo da poco, fallisce due buone occasioni per il raddoppio e poi Okazaki spara alta da ottima posizione la palla del possibile pareggio.

Diciannovesimo Mondiale di Calcio, primo nel continente africano: che ne è stato di questa fase finale dopo che tutte e 32 le nazionali impegnate hanno affrontato il loro primo incontro? Presto per tracciare bilanci e azzardare opinioni più o meno definitive, comunque una prima indicazione si è avuta sul Mondiale che è e che, presumibilmente, sarà. In 16 partite fin qui disputate appena 25 gol, uno ogni 57 minuti, praticamente la miseria di 1,5 a partita con due soli match terminati con un “over” (3 o più gol, termine noto agli scommettitori) e altrettanti a reti bianche.
Contraddistinto prima del via dagli infortuni eccellenti e con un nugolo di favorite che per un motivo o per l’altro non convincevano del tutto, i primi 90 minuti di ogni selezione impegnata hanno fornito spunti interessanti. Delle big ha perso solo la Spagna, evidenziando la cronica difficoltà ad emergere nella rassegna intercontinentale più importante; pareggi deludenti per gioco e occasioni da gol create per l’Italia, il Portogallo e la Francia. Da rivedere anche l’Inghilterra, alle prese col solito problema degli estremi difensori. Hanno vinto solo la Germania, l’Olanda, il Brasile e l’Argentina.
Sia i tedeschi che i cugini olandesi sono giovani e con poca esperienza: mix perfetto per non steccare la prima, ma altrettanto intuibile un tonfo improvviso quando le partite saranno ad eliminazione diretta. E poi l’Australia ha mostrato limiti inimmaginabili (avversaria dei teutonici), la Danimarca è crollata per uno sfortunato autogol. L’Argentina: forse la più infarcita di stelle, ma con un allenatore che tatticamente è quanto meno imprevedibile. E il Brasile che stiracchia un 2-1 con la Corea del Nord dimostra che il calcio è cambiato: i verdeoro hanno star in porta e in difesa, ma il calcio bailado latita.
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Ieri sera prima del calcio di inizio della partita tra Brasile e Corea del Nord, durante l’inno degli asiatici il numero nove Jong Tae-Se è scoppiato in lacrime: una scena molto toccante, che sottende a un orgoglio verso la Repubblica di Pyongyang con pochi eguali. La sua è una storia di quelle che va sopra le righe, un puntino colorato in mezzo a una serie di giocatori sconosciuti figli di un regime da cui non trapela nulla, neanche le informazioni su calciatori e allenatori. E’ presto raccontata, senza troppi giri di parole: Tae-Se nasce in Giappone 26 anni fa da genitori sudcoreani ma profondamente legati alla Corea del Nord tanto che iscrivono il pargolo a una scuola nordcoreana di stanza in Giappone.
Lì muove i primi passi come calciatore e soprattutto inizia a nutrire un forte amore verso Pyongyang e la sua gente. Finita la scuola si iscrive alla Korea University di Tokyo, un ateneo privato finanziato dal governo nordcoreano; a quel punto si sente pronto per diventare cittadino della Corea del Nord a tutti gli effetti e dalle istituzioni giapponesi non trova resistenza. Tante invece sono quelle provenienti da Seoul, ma la Chongryon (Associazione Generale dei Coreani residenti in Giappone) prende a cuore il caso del ragazzo e di fatto gli procura l’agognato passaporto. Esordio il 19 giugno 2007 con la maglia rossa della sua Nazionale e subito poker contro la Mongolia.
Le immagini di Jong Tae-Se, in lacrime durante l’inno della Corea del Nord





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Video Mondiali 2010: Giappone - Camerun 1-0 - 14 Giugno - Highlights HD

Il Giappone parte con il piede giusto, la squadra allenata da Takeshi Okada vince per 1-0 contro il Camerun di Samuel Eto’o e conquista i primi tre punti di questo suo mondiale. La partita è stata decisa da un gol di Keisuke Honda al 39′ del primo tempo, il centrocampista è stato servito dal suo compagno di reparto Matsui, autore di un cross molto velenoso, è ha messo la palle alle spalle di Souleymanou. Lo svantaggio è stato un choc per gli africani che nella ripresa hanno provato a rimettere la partita su binari a loro più favorevoli, ma i giapponesi hanno risposto con una prova caratterizzata da grande concentrazione. Inutile l’assalto finale del Camerun, il risultato non è cambiato, anche per merito del portiere nipponico Eiji Kawashima, anche lui autore di una partita eccellente.
Le migliori immagini di Giappone - Camerun 1-0




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