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Tutti gli articoli con tag giorgio perinetti

Zamparini sta con Moggi: "Mi dispiace come è stato trattato un amico"

pubblicato da vieni_127


La sentenza di primo grado dell’ormai famigerato processo a Moggi e company il giorno dopo: se ne parla, eccome se se ne parla, con dichiarazioni dai più svariati versanti. Quando a parlare è Maurizio Zamparini, che a Radio Kiss Kiss commenta la vicenda e ne approfitta per dire due paroline anche del suo Palermo, raramente si ha a che fare con virgolettati banali. E allora il suo pensiero su tutta questa storia non può che essere fuori dal coro, esprimendo tutto il suo dispiacere per il trattamento ricevuto da Luciano Moggi:

“La vicenda di Moggi è una tragedia. Mi fa male che un amico venga colpito in questa maniera. Le condanne degli altri? Manca la condanna esemplare, manca la condanna alle Istituzioni del calcio. Carraro? Prima di Carraro c’erano altri personaggi che hanno fatto peggio. Il processo va fatto alle istituzioni che non sono state in grado di tutelare i campionati di calcio, non siamo stati capaci di mettere paletti. Abbiamo un’associazione arbitrale autonoma, senza nessun controllo. Non è possibile. Un giorno che l’Aia avrà un presidente truffaldino ne potranno combinare di tutti colori”.

E cerca di indicare anche la ricetta per cambiare le cose:

“Bisogna cambiare le istituzioni, non punire solo uno colpendo a caso nel mucchio. Quello che faceva Moggi lo facevano tutti, chi più chi meno. Dico dal punto di vista sportivo, non come eventi di tribunali, che avranno avuto le carte per dare quelle condanne. In appello Luciano deve solo pensare a difendersi, senza attaccare nessuno. La sua condanna mi fa male, non entro nel merito, perché sono amico di Moggi, però non mi piace com’è stato trattato”.

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Palermo, Sogliano si dimette: Zamparini si riscopre anche mangia-ds

pubblicato da vieni_127


Partiamo dalla cronaca: Sean Sogliano, fino a due giorni fa direttore sportivo del Palermo, si è dimesso dal suo incarico dopo pesanti e insanabili contrasti col numero uno di Via del Fante, al secolo Maurizio Zamparini. Il vulcanico patron dei rosanero è da sempre un tipetto con cui non è facile lavorare, ma se fino a qualche tempo a essergli indigesti erano soprattutto gli allenatori che perdevano due partite di fila, oggi riscopriamo uno Zamparini allergico anche ai ds, se è vero che esattamente un anno fa fece le valigie dopo i solito alterchi anche Walter Sabatini, oggi alla Roma. Ma come mai l’ex dirigente del Varese (e tanto bene aveva fatto coi biancorossi appena la stagione scorsa) ha raccolto baracca e burattini e ha lasciato la bella Sicilia?

Si vocifera che il pomo della discordia sia Josip Ilicic, dacché Zamparini avrebbe voluto maggior tutela per il gioiellino sloveno (malignando si potrebbe supporre che le ultime deludenti prestazioni del numero 27 abbiano fatto calare le quotazioni del giocatore già in rampa di vendita), la realtà è che il rapporto con Sogliano era già compromesso al via del campionato quando, il 31 agosto, il divorzio pareva già cosa fatta. Poi uno stentato ricucire, le nuove frizioni prima della partita di Udine, infine lo strappo definitivo: “Se pensa di fare il capo ha sbagliato società, a Palermo il capo sono io” aveva tuonato prima dell’incontro di ieri mattina l’imprenditore friulano, che a questo punto potrebbe fare tutto da solo come dodici mesi fa.

La notizia ha ovviamente scatenato i cronisti a caccia di dichiarazioni e dettagli, di fatto le bocche sono rimaste cucite e hanno dato corpo alla cosa i pensieri di chi con i due hanno lavorato. Per esempio Rino Foschi che a reterete24.it ha detto:

“Sappiamo tutti che persona particolare sia il presidente Zamparini. Lavorare con lui da un certo punto di vista è molto facile, ma da un altro è anche molto difficile. Il patron friulano è un dirigente che lascia ampi margini di lavoro al proprio direttore sportivo, mettendo anche a sua disposizione importanti risorse economiche. Dall’altra parte però il presidente vuole sempre per se l’ultima parola su determinate decisioni, perché è lui a comandare nella sua società. Io nel mio primo anno a Palermo avevo rassegnato le dimissioni per ben tre volte, ma per il resto ho sempre lavorato bene con il patron friulano e sarei rimasto a lungo alla corte del Palermo. Lui assume appieno la figura del capo della sua società e in certe occasioni per andare d’accordo con lui, bisogna avere una certa elasticità”.

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Scandalo Calcioscommesse - Perinetti: "Il Siena non c'entra"

pubblicato da Gabriele Capasso

Giorgio Perinetti, ds del siena commenta lo scandalo calcioscommesse
Dopo la reazione di Stefano Colantuono, che ha difeso l’Atalanta e Cristiano Doni dalle accuse, ecco anche le parole di Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Siena, l’altra società promossa in Serie A in un campionato che il gip Guido Salvini ha definito “falsato” insieme a quello di Lega Pro. Queste le dichiarazioni di Perinetti:

Anche per i fatti di Calciopoli ci fu un frequente accostamento del Siena, poi però è stato dimostrato che non eravamo colpevoli di nulla. Cerchiamo di rimanere calmi, siamo una società che fa le cose per bene, mi sembra difficile che possiamo essere coinvolti in una cosa del genere. La partita con il Sassuolo? Abbiamo vinto quella partita per 4-0 contro una squadra rimaneggiata da infortuni e squalifiche se, come si evince dalle prime notizie, tesserati del Sassuolo sulla loro pelle hanno fatto qualcosa che non dovevano fare sono problemi loro e del Sassuolo. Non vedo cosa c’entri il Siena. Se poi dovessero venire fuori cose diverse si può pensare a come affrontarle. Ma sono certo che si evincerà che da parte nostra tutto si è svolto sempre nella maniera più regolare possibile. Al momento mi sembra che si debbano preoccupare altri, non il Siena

In effetti, come risulta da una prima analisi dei documenti a disposizione, Siena - Sassuolo 4-0 sembra una di quelle partite più pesantemente influenzate dall’organizzazione finita nel mirino dell’inchiesta. Gli arrestati Paoloni e Erodiani avrebbero corrotto il giocatore del Sassuolo Daniele Quadrini, che a sua volta si sarebbe fatto tramite per altri compagni (il portiere Pomini, il difensore Bianco), con una cifra passata dai 30 mila iniziali fino a 45 mila euro allo scopo di garantire la vittoria dei toscani, l’over 2.5 e il risultato 1-1 nel parziale primo tempo e nel finale. Bottino pieno commentato con soddisfazione già nell’intervallo dai due indagati: “Tranne il portiere ce mi stava a fare incazzare gli altri due veramente lo sanno fare“, “Un professionista, li hai visti i calci d’angolo? Non ne tira uno dentro“. Il problema è capire se le “voci” che girano all’interno dell’organizzazione di una corruzione parallela (”si è mosso il Siena“), confermata indirettamente anche in un’altra conversazione da Stefano Bettarini, hanno sostanza. In quel caso la posizione del Siena sarebbe davvero compromessa per la giustizia sportiva.

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Juve - Conte, ormai ci siamo: decisivo il parere di Nedved

pubblicato da vieni_127


Delneri è ancora l’allenatore della Juve, sì, però ormai si può già definire un ex: per la quinta volta negli ultimi sei anni di storia della Vecchia Signora finisce il campionato ed è ora di scegliere il tecnico per la prossima stagione, un vero e proprio record. Tanti i nomi che si sono fatti nell’ultimo mese: chi avrebbe sostituito il trainer di Aquileia? Petalo dopo petalo la margherita è rimasta spoglia, alla fine pare che la dirigenza bianconera abbia sciolto ogni riserva: con grandissima probabilità il prossimo allenatore della Juve sarà Antonio Conte. D’altra parte il Siena, club nel quale allena attualmente l’ex capitano juventino, lo ha sempre ripetuto, sia tramite Mezzaroma che tramite Perinetti: Conte non si muove, a meno che non fosse arrivata un’offerta da Torino.

E alla fine è arrivata. “La panchina bianconera è un obiettivo perché la Juve è una grande squadra. Ci vogliono tempo, fortuna e risultati. Di sicuro, se entro 3 o 4 anni non sarò arrivato ad alti livelli, lascerò perdere” così parlavo Conte a fine 2008, dopo neanche tre anni paiono realizzarsi le sue aspirazioni. Digerito, seppur a fatica, il boccone all’Arezzo (retrocedette dopo che la Juve perse in casa, 2-3, contro lo Spezia), l’ex centrocampista leccese ha saputo costruirsi un curriculum di tutto rispetto: primo posto e promozione in A a Bari, parentesi a Bergamo contraddistinta da alcuni problemi con tifoseria e con capitan Doni (ma i risultati non erano malvagi), quest’anno ottimo campionato di B a Siena, con seconda promozione della carriera.

Ma è davvero l’uomo giusto, Conte, per una Juve ormai malata cronica? Secondo un’altra ex bandiera juventina non ci sono dubbi: “Conte è un bravo tecnico, ragionava già da allenatore quando giocava, aveva una marcia in più e sono convinto che farà una grande carriera da allenatore” sponsorizza Pavel Nedved, consigliere (e forse qualcosa di più) del presidente Andrea Agnelli. Amante del 4-2-4, il gioco di Conte è spaventosamente semplice e efficace: due centrali bravi coi piedi e negli anticipi, due terzini che appoggiano costantemente alle ali e ai centrocampisti centrali (ma non disdegnano discese velenose), i mediani abbinano quantità a qualità, quindi tanta imprevedibilità e fantasia in attacco.

Cross a non finire, gioco di prima, appoggi semplici e veloci ai compagni più vicini, corsa a tutto campo (ma intelligente, un pressing quasi invisibile ma costante), difesa alta, le due punte devono interscambiarsi con naturalezza e aggredire la profondità per raccogliere i suggerimenti di mezz’ali e terzini. Non sono ammessi cali di concentrazione (che pure il Siena quest’anno li ha avuti contro Sassuolo, Piacenza, Portogruaro e Ascoli), quando arrivano sono sfuriate; ma al tempo giusto il Conte allenatore sa difendere il suo lavoro e quello dei suoi giocatori. Sempre senza voce a fine partita, a volte troppo irrequieto in panca (già molte espulsioni in carriera), non sta mai seduto e non ama la tuta (non inganni la foto agostana). Sì, sulla carta sembra l’uomo giusto per dare una bella scossa a una squadra in crisi d’identità. Da tempo.

Siena a un passo dalla A, ma il futuro di Conte è incerto

pubblicato da vieni_127


Sabato pomeriggio il Siena molto probabilmente festeggerà il ritorno in Serie A dopo un solo anno di purgatorio in cadetteria: la società toscana, egregiamente gestita da Mezzaroma e Perinetti, ha condotto un campionato di vertice dall’inizio alla fine, una supremazia netta a cui va dato merito tanto alla dirigenza quanto ai giocatori, senza dimenticare il condottiero della nave, il quasi sempre afono (a fine partita) Antonio Conte. L’ex capitano della Juve è ormai un allenatore a tutti gli effetti, ma lo era già prima della esperienza senese (in realtà un ritorno dopo l’incarico da vice di De Canio cinque stagioni or sono).

Già, perché il suo curriculum da allenatore fa già invidia a tanti suoi colleghi, anche se ancora in Serie A non ha dimostrato tutto il suo valore; con l’Arezzo sfiorò la salvezza dopo un ottimo campionato, poi l’exploit di Bari con tanto di vittoria del campionato di B (e panchina d’argento per lui), quindi screzi con la dirigenza, così come furono frizioni importanti a interrompere il suo rapporto con l’Atalanta dopo 4 mesi; a Bergamo, un anno e qualche mese fa, l’opportunità di confrontarsi col grande calcio, ma prese la squadra in corsa così che i trascorsi orobici fanno poca fede sulla sua bontà quale “mister” di Serie A.

Ora che è vicino alla seconda promozione in carriera (e, chissà, alla seconda vittoria di un campionato di Serie B), il nome di Antonio Conte aleggia con insistenza nei corridoi del calcio: il tecnico pugliese è ambito, il suo nome viene accostato a destra e a manca, di fatto ha un contratto che lo lega alla Robur fino al 2012. “L’anno prossimo vorrei allenare in serie A, perchè me lo merito. Siamo vicinissimi alla promozione qui a Siena e potrei rimanere un altro anno con loro. Sono felice di essere accostato a grandi squadre ma per ora non c’è nulla” si è affrettato a precisare il diretto interessato; gli ha fatto eco il suo presidente, il romano Massimo Mezzaroma:

“Conte alla Juve? È un’idea che non mi piace, non vorrei che accadesse, ma se dovesse capitare è chiaro che dovremmo pensarci, perché sicuramente è un allenatore che merita la Juve. Comunque per ora il bianconero a cui tiene è un altro”.

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Bari desolato e ultimo, l'ex ds Perinetti: "Lo immaginavo"

pubblicato da vieni_127


Una vittoria (il derby pugliese) in venticinque partite: pochi giri di parole, il Bari è in Serie B. Cambi di allenatore, contestazioni anche violente dei tifosi, mea culpa dei giocatori, in qualche modo i Galletti hanno provato a non morire così, senza neanche un sussulto d’orgoglio. Ma niente da fare, stagione storta, stortissima, figlia di quella precedente, esaltante. E di un avvio incoraggiante con la vittoria sulla Juve e il pareggio a Napoli. Poi il lento declino, divenuto una caduta di schianto da dicembre in poi. Ora l’elettroencefalogramma è pressoché piatto, il Bari è di nuovo in seconda serie.

E’ una stagione negativa sotto tutti i punti di vista. A mio modesto modo di vedere le cose, le cause di questa retrocessione sono essenzialmente due. La prima: i tanti infortuni che hanno comunque compromesso i piani dell’allenatore e della società, anche se bisogna capire come sono stati generati. Seconda causa: le motivazioni. Su questo avvertii il presidente dicendogli che il secondo anno è difficile confermarsi perché le motivazioni calano del 40%” spiega l’ex direttore sportivo dei baresi, Giorgio Perinetti. L’esperto dirigente ora al Siena è sulla strada buona per festeggiare un’altra promozione, questa volta coi toscani; il pensiero, tuttavia, vola sempre verso i biancorossi.

Il primo anno il presidente chiamò le società che erano interessate al sottoscritto dicendo che non mi muovevo da Bari. L’anno scorso invece ha detto che potevo andare, nonostante dicesse pubblicamente che restavo a Bari. Ho dedotto che avevo fatto il mio tempo e ho tolto il disturbo! Un mio ritorno? Un domani chissà, ma non è questo il momento, anche se mi piacerebbe tornare. Sono un tifoso del Bari e dico ai tifosi che accettare Bari vuol dire prendersi un fardello pesantissimo. Per questo invito tutti a mantenere la calma perché la contestazione troppo accesa frena anche eventuali nuovi arrivi di giocatori, allenatori e direttori sportivi” sono i consigli di Perinetti. Che parla anche della realtà Serie B:

“Dopo una retrocessione dalla A alla B, si può risalire subito perché c’è il “paracadute” finanziario che ti permette di poter spendere di più rispetto a chi era già in B. Certo c’è bisogno anche di altre risorse e di scelte oculate: sia nella massima serie che in B per essere competitivi, devi spendere”.

Avanti Bari, rimboccati le maniche!

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Clamoroso a Palermo: si dimette il ds Walter Sabatini

pubblicato da vieni_127


I ben informati assicurano fosse nell’aria, ma noi comuni mortali questa notizia pare il più classico dei fulmini a ciel sereno: il direttore sportivo del Palermo, Walter Sabatini, si è dimesso dal suo incarico, ufficialmente per motivi strettamente personali. Lo rende noto la società rosanero, che esprime “vivo rammarico per la decisione presa e convoca per venerdì 5 novembre il Cda per le valutazioni e decisioni del caso“. Quindi il club palermitano affronterà la trasferta a Mosca di giovedì senza un ds, il giorno dopo si deciderà il da farsi.

Ma cosa è successo? Da dove parte questo divorzio inatteso? Prova a spiegarlo il vice-presidente del Palermo, Guglielmo Miccichè: “È una decisione maturata sia per motivi personali che per i suoi rapporti con Zamparini. Non è in realtà una vera sorpresa perché da un pò di tempo Walter maturava questa decisione. Certo ci dispiace perchè Walter è un ottimo professionista” ha detto il numero due del club sicialiano. Ma la tempistica di queste dimissioni, rimandano anche a un litigio che Zamparini e Sabatini avrebbero consumato durante la partita casalinga contro la Lazio.

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Il Siena ha scelto Antonio Conte, l'obiettivo è la Serie A

pubblicato da Skalka

antonio conte

Il Siena riparte da Antonio Conte, sarà lui l’allenatore che guiderà i toscani nel prossimo campionato di Serie B. L’annuncio lo ha dato la stessa società attraverso le pagine del suo sito ufficiale. Il nome del pugliese era già circolato con insistenza nei giorni scorsi, il presidente Massimo Mezzaroma aveva promesso di sciogliere il nodo relativo al successore di Alberto Malesani nel giro di pochi giorni ed è stato di parola. Adesso la Robur può, con il nuovo direttore sportivo Giorgio Perinetti, può iniziare a preparare la prossima stagione, l’obiettivo dichiarato è quello della riconquista della massima serie.

Siena e Antonio Conte si ritrovano, proprio qui l’ex allenatore di Arezzo, Bari e Atalanta aveva cominciato la sua carriera: la sua prima esperienza in panchina l’aveva fatta come secondo di Luigi De Canio nel corso della stagione 2005/2006. E a lui ha subito pensato per il rilancio il nuovo ds Perinetti che aveva avuto modo di lavorarci anche nella fortunata esperienza a Bari, porta infatti la firma del pugliese la sorprendente promozione dei galletti. Antonio Conte ha firmato con il Siena un contratto biennale, la presentazione alla stampa è prevista per martedì prossimo, il suo vice sarà Angelo Alessio, ex calciatore di Avellino e Juventus.

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Bari, qualcosa scricchiola: la presunta lite di Almiron e Sforzini, lo sfogo di Langella, l'addio di Perinetti

pubblicato da vieni_127


Quella che sta andando in archivio sarà di sicuro una stagione da ricordare per il Bari: gioco spumeggiante soprattutto (se non esclusivamente) in casa, giocatori esplosi e un tifo irresistibile. A salvezza ottenuta e con l’ovvio rilassamento, però, qualcosa ha iniziato a scricchiolare; sconfitte in serie (attualmente sono tre i ko di fila, e domenica c’è la trasferta contro la Juve), voci di mercato non proprio rassicuranti (ricordiamo che il Bari ha una rosa infarcita di prestiti) e un futuro che di colpo diventa abbastanza nebuloso. A partire dall’ipotesi, o forse è meglio definirla una certezza, dell’addio di Giorgio Perinetti, il lungimirante direttore sportivo che con ogni probabilità andrà al Siena.

Chi al suo posto? Si fanno tanti nomi, dall’ex leccese Guido Angelozzi a Rino Foschi, fino ad arrivare a Pierpaolo Marino. Ma a prescindere dal futuro dirigenziale, la situazione appare “in fermento” anche in seno ai giocatori con notizie che trapelano poco rassicuranti. Come quella di una lite tra Ferdinando Sforzini e Sergio Almiron, con allenamento di ieri sospeso da Ventura dopo un pesante diverbio tra i due; la notizia è stata smentita dall’agente dell’argentino e anche altre fonti hanno parlato di un malinteso dei giornalisti presenti. Sarà, ma intanto chi ne approfitta per sfogarsi è Antonio Langella: il laterale in comproprietà con l’Udinese accusa la società pugliese di averlo accantonato senza spiegazioni.

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Ufficiale: Sergio Almiron in prestito al Bari dalla Juventus. Si tratta anche per Yago.

pubblicato da Panda


Sarà il Bari la nuova sistemazione per la prossima stagione di Sergio Almiron. Se ne era parlato a lungo per tutto questo calciomercato, talmente tanto che si incominciava a pensare che i pugliesi non fossero realmente interessati al calciatore argentino della Juventus. Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Bari, alla fine si è deciso a fare il grande passo ed aggiudicarsi così il calciatore che, per una realtà come quella pugliese, potrebbe rivelarsi molto prezioso. Probabilmente alla base della cautela di Perinetti c’era il fatto che sul giocatore non c’era molta concorrenza e così è stata colta l’occasione di risparmiare una piccola parte dello stipendio del calciatore.

Almiron quindi andrà nuovamente in prestito dopo l’anno passato alla Fiorentina nella passata stagione e i sei mesi trascorsi in Francia nel Monaco nel campionato 2007/2008. Quando venne acquistato dall’Empoli sarebbe dovuto diventare il perno del centrocampo di Claudio Ranieri, ma da subito ci si accorse che il calciatore mancava della personalità necessaria per giocare in una squadra di prima fascia. Adesso la nuova avventura inizia con la certezza che dal prossimo anno il Bari avrà obiettivi importanti con il nuovo proprietario texano Barton e chissà che Almiron, giocando una stagione di livello e conquistando la salvezza, non possa rientrare nel nuovo progetto; starà a lui ripetere le prestazioni di Empoli e meritare la riconferma.

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