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Tutti gli articoli con tag giovanni cobolli gigli

Cannavaro sarà contestato ogni volta che scenderà in campo, così hanno deciso i tifosi delle curve juventine

pubblicato da Cesare Rinaldi


La ritrosia dei tifosi di fede juventina nell’accettare il ritorno di Fabio Cannavaro in bianconero non sembra placarsi. La storia del figliol prodigo non sembra piacere ai tifosi delle due Curve che in concomitanza hanno preso una decisione clamorosa: contesteranno il giocatore non tifando, fischiando o rimuovendo gli striscioni ogni qualvolta il difensore scenderà in campo. Nel comunicato diramato viene comunque precisato che qualsiasi iniziativa sarà sempre di tipo non violento e non comporterà nessun tipo di problema disciplinare per la società bianconera.

I motivi che portano a questa decisione, sì provocatoria, ma anche molto grave sono gli stessi. I tifosi della Juve non hanno digerito il trasferimento al Real Madrid di tre anni fa, quando la squadra precipitava in B in seguito ai fatti di Calciopoli. I tifosi ritengono Cannavaro ancora oggi un mercenario e accusano la società che lo ha riportato a Torino lasciando invece andar via una bandiera come Nedved. Queste le parole sicuramente più dure: “Cannavaro, per quanto ci concerne, non giocherà mai nella Juventus. Non creda di conquistarci con queste filastrocche sicuramente organizzate con i nostri dirigenti”. Le filastrocche sarebbero i riferimenti che il giocatore ha fatto al numero di scudetti pari a 29 e non a 27.

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Buffon resta alla Juve...e forse anche Ranieri

pubblicato da Gabriele Capasso


Gigi Buffon l’ha voluto dire chiaro e tondo, con tanto di comunicato sul suo sito ufficiale: “Resto alla Juve“. Il portierone, dopo il nervosismo delle ultime settimane (ed il rendimento tutt’altro che stellare), ha avuto un incontro chiarificatore con John Elkann che lo ha convinto a rimanere in bianconero. Il giocatore ha chiesto ed ottenuto garanzie, vuole che la società sia vicina alla squadra, che investa (e bene) per ricostruire una rosa competitiva su tutti i fronti.

Pensare che in queste settimane si erano rincorsi le voci di una sua cessione. Martina, il suo agente, avrebbe chiesto alla Juve di liberare il suo assistito e lo stesso Buffon aveva ammesso che di fronte ad un’offerta importante avrebbe potuto andar via. Sarà perché è stato tranquillizzato da Elkann, sarà perché di questa “offerta importante” non ci sono tracce, ma Buffon rimarrà a Torino. La Juventus non perde il suo giocatore più pagato e destinato, nelle intenzioni, a divenire un simbolo, una bandiera.

Intanto, piuttosto a sorpresa, riprendono quota le possibilità che Claudio Ranieri resti ancora un anno sulla panchina bianconera. L’impressione è che, di fronte alla difficoltà di trovare un’alternativa con Spalletti e Gasperini blindati dalle rispettive società e la scarsa fiducia nel “giovane” Conte, il buon thinkerman possa realmente giocarsi in queste ultime tre gare di campionato una chance di restare l’allenatore della Juventus.

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Ranieri: "Dobbiamo voltare pagina, io non mollo mai" Rossi: "Finale meritata"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Già nel secondo tempo di Juventus-Lazio è esplosa durissima la contestazione della tifoseria juventina, con cori di disapprovazione da tutto lo stadio. Un’invettiva generalizzata figlia di un malumore covato nel tempo, di un’entità tale ardua da riscontrare nella storia della Juventus, che non risparmia nessuno, dai giocatori al tecnico, passando per la dirigenza bianconera. A fine partita, Ranieri, ha giustificato la contestazione dicendo che “I nostri tifosi sono il nostro popolo e il popolo è sovrano” e, nonostante la delusione, ha provato a rivolgere le sue attenzioni alle partite che mancano fino alla fine della stagione:

“Volevamo arrivare in finale e tentare di vincerla, non ci siamo riusciti. Ora dobbiamo continuare a far bene e cercare di conquistare il secondo posto. Io non mollo mai e continuerò a lavorare duramennte fino alla fine. Adesso mancano sei partite in campionato e dovremo fare al meglio quello che è nelle nostre possibilità. Da domani dobbiamo voltare pagina perché a Reggio Calabria ci aspetta una gara difficile contro una squadra che si deve salvare. Volevamo pressare la Lazio ma non ci siamo riusciti. Ho spostato Giovinco dietro le punte ed è andata meglio, alla fine però la Lazio ha giocato meglio e ha meritato la finale. La formazione iniziale? Non è stata una scelta tecnica, ma fatta sulla considerazione del fatto che alcuni di loro non erano al 100%”

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Moratti: "Non mi interessa danneggiare i bianconeri" Matarrese: "Sorpreso dal ricorso Juve"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Tiene ancora banco la vicenda Balotelli e il turno di squalifica inflitto alla Juventus. Moratti precisa di non aver agito per danneggiare la Juventus ma solo per evidenziare l’atto incivile perpetrato ripetutamente nei confronti dell’attaccante interista. Il presidente interista ritorna sul precedente che riguardò un gruppetto di tifosi interisti, intenti a urlare frasi razziste nei confronti di Zoro, ex giocatore del Messina: “Quando successe analogo episodio ai danni di Zoro, noi ci schierammo dalla parte del giocatore. Purtroppo sono episodi che negli stadi possono capitare e che vanno condannati prendendo anche provvedimenti”.

Moratti sottolinea la gravità dell’accaduto cercando di mettere da parte i colori e le rivalità:

“Non c’è l’ho con la Juventus. Io ci tenevo a fare presente che si è davvero esagerato. Il ricorso? Ogni società fa ricorso secondo la propria sensazione, capisco che la Juventus abbia le sue ragioni e reagirà come deve reagire. Ma questa non è una cosa nei confronti della Juventus o di una società precisa. Quello che è successo è di per sé un fatto antipatico e come tale bisogna trovare una regola che consenta la protezione di chi è coinvolto. Un rimedio potrebbe essere quello di chiamare i capitani e capire come interrompere una situazione del genere. Balotelli provoca? Sono due cose diverse e parallele: uno è l’atteggiamento del giocatore che può sembrare simpatico o antipatico, l’altro è colpirlo su questo lato qui. Questo è invece un insulto che va molto oltre”.

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Insulti razzisti a Balotelli: Cobolli Gigli si dissocia in nome del popolo juventino, ma la Digos indaga

pubblicato da Antonio D'Avanzo




“Forse devo migliorare certe spigolosità, ma il mio carattere è questo e se sono provocano io reagisco, anche se non sempre lo faccio.I cori? Danno fastidio, senza dubbio, ma mi sento più italiano di tutti quelli che stasera mi hanno insultato.” Si esprime con questa emblematica frase Mario Balotelli al termine di Juventus-Inter, match che porta il suo sigillo nel tabellino marcatori. Il comportamento di una parte del pubblico bianconero che ha intonato cori come “Sei solo un negro di m….” e ululato versi poco civili al suo indirizzo è sotto inchiesta ed ha scatenato la ferma reazione della presidenza juventina. Una dichiarazione di Cobolli Gigli, riportata dall’Ansa, stigmatizza l’accaduto:

“A nome della Juventus e della grandissima maggioranza dei suoi tifosi, esprimo una ferma condanna per i cori razzisti contro il giocatore dell’Inter Mario Balotelli . Non ci sono alibi o giustificazioni a simili atteggiamenti: il tifo calcistico può essere acceso, ma episodi come questi sono inaccettabili. Tutti insieme dobbiamo cercare di alimentare una cultura sportiva che metta al centro il rispetto dell’avversario e la lotta al razzismo”.

L’altra faccia dell’ennesima vicenda poco edificante consumata negli stadi italiani riguarda gli atteggiamenti di Balotelli, che secondo alcuni si rivelano poco sportivi o addirittura provocatori. A bacchettare l’attaccante interista ci pensa Legrottaglie, infastidito da un paio di presunti falli non visti da Farina:

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Trezeguet al Chelsea, non solo voci

pubblicato da vieni_127


Da qualche ora circolano voci, via via sempre più consistenti, che vorrebbero David Trezeguet al Chelsea nella prossima stagione; Cobolli Gigli ha detto di non saperne nulla ma in questi casi è bene non sbilanciarsi, non fosse altro che si parla di un pezzo di storia della Juve, il calciatore straniero che ha segnato di più in 110 anni di campioni in maglia bianconera. Fatto sta che Roman Abramovich ha individuato nel francese il tassello perfetto per puntellare l’attacco per i prossimi due anni, visti gli addii più che probabili di Drogba e, in misura minore, di Anelka: Trezegol ha ormai superato la trentina, tuttavia l’operazione alle ginocchia dovrebbe garantirgli altri 3-4 anni ad alti livelli.

Per il magnate russo dei Blues, il numero 17 juventino è l’uomo giusto perché relativamente economico (offerti alla Juve circa 8 milioni di euro, a lui un contratto biennale da 4 milioni l’anno), rimane un top-player, ha la giusta esperienza per ben figurare in Premier e in Champions; indiscutibile è poi il fatto che i rapporti tra la società torinese e l’attaccante di Rouen sono tesi e al limite del logorio, come del resto già accaduto per due volte in passato: alla fine della stagione 2003/04 quando pareva cosa fatta il passaggio al Barcellona e nel giugno 2007, famoso il suo gesto rivolto alla dirigenza in tribuna dopo un suo gol contro lo Spezia all’ultima giornata.

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La Juve potrebbe trionfare in campionato, lo dicono i calcoli di Cobolli Gigli

pubblicato da Cesare Rinaldi


Nella suggestiva atmosfera della chiesa sconsacrata di San Giuseppe ad Alba, Giovanni Cobolli Gigli ha incontrato i tifosi della Juventus radunati per l’occasione dalla presentazione del libro di Massimo Zampini intitolato “Er go’ de Turone”. Capita quindi che in un’atmosfera più familiare, lontano dai microfoni dei giornalisti, il presidente bianconero si sbottoni e parli a lungo con i tifosi senza filtri. Una lunga chiacchierata in cui molti argomenti sono stati toccati, dal suo ruolo in bianconero fino ai progetti e alle speranze per il futuro, non solo quello molto prossimo.

Cobolli Gigli inizia parlando della sua juventinità: “Sono uno juventino di 64 an­ni, ho imparato a vivere la mia vita da tifoso in modo atarassi­co, consapevole dell’alternarsi di periodi felici e più duri. Ho iniziato a emozionarmi con i pezzi di Tuttosport su Stacchi­ni e ora trepido per Del Piero. Quando mi hanno chiesto di diventare presidente, mi sono sentito quasi schiacciato dalla storia e dai nomi dei miei pre­decessori, figure quasi mitiche come Gianni e Umberto Agnelli o Boniperti. Quello che mi ha fatto coraggio è sta­to comunque sempre l’idea del­lo “Stile Juve” che guida ogni mia azione”.

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Il "Caso Trezeguet" è chiuso, parola di Cobolli Gigli

pubblicato da Gabriele Capasso



Il Presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, chiude il “Caso Trezeguet“. I mal di pancia dell’attaccante francese dopo la sostituzione nella gara di Champions contro il Chelsea e la successiva scomunica ufficiale di Claudio Ranieri nella conferenza stampa che ha preceduto la gara contro il Bologna sono da ritenersi risolti, almeno così ritiene il Presidente.

Ritengo sia un argomento risolto dalle dichiarazioni di Blanc di sabato dopopartita. Ieri ho visto Trezeguet che si allenava e Ranieri che dirigeva l’allenamento. Penso che noi dobbiamo fortemente concentrarci per sfruttare tutte le possibilità che abbiamo per vincere le partite, e quindi mi auguro che Trezeguet si alleni bene e che giochi quando Ranieri riterrà di farlo giocare. Dopodiché pensiamo a vincere e basta.

Cobolli si riferisce alle dichiarazioni di Blanc che ha censurato il comportamento di Trezeguet e protetto l’uscita, durissima, del tecnico Ranieri che aveva definito l’attaccante “un bambino viziato“. Al francese verrà recapitata una multa da parte della società, ma sabato nella gara contro la Roma dovrebbe far regolarmente parte dei convocati avendo risolto l’affaticamento che l’aveva tenuto “diplomaticamente” lontano dallo Stadio Olimpico per la partita contro il Bologna.

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La Juve risponde a Mourinho con una nota ufficiale

pubblicato da Cesare Rinaldi


Le parole di Mourinho hanno scosso dal profondo il mondo del calcio italiano, subito sono seguite le reazioni da più parti e sicuramente altre ne arriveranno nei prossimi giorni. Ovviamente non potevano mancare i commenti dalla sponda bianconera, il primo a intervenire sulla delicata questione è stato il presidente bianconero. Giovanni Cobolli Gigli ha optato per la strada della moderazione cercando di non gettare altra benzina sul fuoco. Gli errori degli arbitri nel calcio non sempre sono evitabili, non senza andare a rivedere le regole, per questo sarebbe utile provare ad aiutare i direttori di gara, questo il succo del suo pensiero.

Ha poi ricordato ai nerazzurri che tutto sommato non è che abbiano tanto di che lamentarsi: “Gli errori arbitrali vanno a volte a favore e a volte a sfavore di una società. Però io non credo che ci sia assolutamente nessun tipo di volontà. Certo l’Inter probabilmente non è stata una delle più penalizzate. È la storia che dice che l’Inter non ha più rigori contro da un anno”. All’atteggiamento quasi conciliante del presidente, fermato dai giornalisti all’uscita della riunione di Lega tenutasi a Milano, non è seguita una reazione altrettanto pacata da parte della società. Nel tardo pomeriggio è infatti apparso un comunicato sulle pagine del sito ufficiale della Juventus.

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La Juventus non manda Amauri in nazionale

pubblicato da Cesare Rinaldi



La convocazione di Dunga arriva in colpevole ritardo, Amauri non si aggregherà alla nazionale brasiliana perché la Juventus ha deciso di avvalersi della facoltà di non cedere il suo giocatore. Marcello Lippi quindi può ancora sperare di potersi avvalere delle sue prestazioni se lo vorrà, è chiaro che l’ultima parola spetta sempre al brasiliano che potrebbe chiudere le porte alla maglia azzurra di sua spontanea volontà.

A dare notizia del “no” bianconero alla convocazione è stato il presidente Giovanni Cobolli Gigli: “Non è arrivato nulla e se arrivasse la richiesta sarebbe fuori tempo utile. Non l’accetteremo. Abbiamo informato il giocatore che ne ha preso atto. La responsabilità è nostra. Ci dobbiamo concentrare sulle prossime tappe della Juve e vogliamo che resti con noi”. Ufficialmente quindi la Juventus non vuole rischiare, per un amichevole, una pedina importante come l’attaccante ex Palermo.

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