Un rapporto da anni difficile quello tra Iachini e il Genoa. Da giocatore, con la maglia del Ravenna e da allenatore, sulla panchina del Piacenza, le partite contro i rossoblu, per Iachini, sono sempre state caratterizzate da attriti e frecciatine di vario genere. Il destino ha portato il mister ascolano ad allenare la Sampdoria. In Serie B e in un periodo di crisi di risultati, però. Dall’altra parte della Lanterna i genoani, in Serie A, guardano dall’alto verso il basso i cugini.
Al termine dell’allenamento di ieri Giuseppe Iachini, vicino alla rete a bordo campo dove sono assiepati i tifosi, dialoga con i tifosi. Qualcuno gli dispensa consigli, prova a spronarlo per intimare ai giocatori “di correre“. Iachini non riesce a rispondere a tutti, poi un tifoso gli urla: “Mister, vogliamo giocare il derby” e l’allenatore si gira esclamando: “A me lo dici?! Con quelle merde…“.
Il video, girato da un tifoso, è finito su Youtube. Il vicepresidente della Sampdoria Edoardo Garrone si è scusato a nome della società con un comunicato: “In merito a quanto emerso su alcuni siti internet nella serata di ieri e riguardante una frase pronunciata dal nostro tecnico sig. Iachini, mi scuso con il presidente del Genoa C.F.C. Enrico Preziosi. Nessun tesserato dell’U.C. Sampdoria è autorizzato ad esternare pensieri o opinioni che possano risultare offensivi o lesivi dell’immagine di altre società o componenti delle stesse”.

Appena cinque vittorie dopo 15 partite di campionato, di cui solo due fra le mura amiche del Marassi, sono effettivamente troppo poco per una squadra che all’inizio della stagione puntava al pronto ritorno in A. Così la Sampdoria, esonerato Gianluca Atzori, punta tutto sul Giuseppe Iachini per lanciare la sua rincorsa alle posizioni più nobili della classifica. Attualmente i blucerchiati sono fuori dalla zona play off, a 9 punti dal Sassuolo che occupa la seconda posizione, l’ultima per compiere il salto diretto nella massima serie. L’allenatore ascolano è stato presentato oggi ai tifosi con la prima conferenza stampa da allenatore della Doria, dopo i ringraziamenti di rito alla società le sue parole hanno puntato subito dritto all’obbiettivo, la promozione, lo stesso risultato ottenuto già con Chievo e Brescia:
“Se non credessi a questo non sarei venuto. La Sampdoria, visto come ha operato sul mercato e visto il gruppo di ragazzi che ha a disposizione, credo che abbia il dovere, l’obbligo di vivere da protagonista questo campionato. Non sono un tipo da tanto fumo, alle parole preferisco i fatti. Credo solo nella serietà e nel lavoro, mi metterò sotto, io con il mio staff per far sì che la Sampdoria riesca a scalare questa classifica. In passato ho vissuto situazioni differenti. Il Chievo veniva dai preliminari di Champions, c’è voluto un tipo di “pasticca” particolare dal punto di vista mentale, senza tralasciare il lavoro sul campo, l’organizzazione di gioco, l’identità e lo spirito. Abbiamo fatto un gran calcio, vincendo il campionato, battendo tanti record, di vittorie, di gol fatti. A Brescia invece sono subentrato e ho incontrato altri tipi di difficoltà. Che situazione troverò a Genova? Prima di dire qual è il problema valuterò nel corso delle prossime settimane la squadra e tutti i ragazzi, andrà tutto valutato sul campo”
Ancora Iachini non sa con quale modo schiererà la sua nuova squadra, in passato non si è mostrato un integralista, sapendo cambiare a seconda delle esigenze. Quello che invece è un suo chiodo fisso è l’unità del gruppo, il lavoro sul campo. L’allenatore vuole che tutti i suoi giocatori diano il massimo durante le partite, tutti devono sentirsi importanti allo stesso modo, non vuole che esistano differenze tra titolari e panchinari e benedice la rosa larga che si ritrova fra le mani, un aspetto indispensabile in un campionato lungo come quello cadetto:
“Servirà un’identità, un’anima, una fisionomia ben precisa per costruire e dare alla squadra il vestito più giusto possibile. Una squadra che deve saper giocare, essere intensa, imprevedibile, per costruirsi e conquistarsi il risultato in casa e in trasferta. Il modulo lo vedremo strada facendo: mi è capitato di vincere col 4-3-3 a Verona, col 3-5-2 o 3-4-2-1 a Brescia. Dico solo che tutti i giocatori devono dare il 120%, tutti devono sentirsi importanti e partecipi del progetto e lavorare per questo. Nel calcio di oggi è abbastanza normale avere rose abbondanti. Noi dobbiamo andare a lavorare per far sì che tutti gli ottimi giocatori in rosa siano messi nelle condizioni di rendere al massimo. Una volta potrà toccare a uno o all’altro, ma nel momento in cui saranno chiamati dovranno fare il bene della Sampdoria. Solo col gruppo, con la coesione e l’unità d’intenti si può raggiungere l’obiettivo. Un obiettivo forse ritenuto scontato all’inizio dell’anno, ma a torto. Bisogna vincere sul campo, i punti vanno sudati, sofferti, conquistati”.
Continua a leggere: Sampdoria, Iachini si presenta: "Dobbiamo puntare alla Serie A"

Il Genoa non ha avuto pietà del Brescia, lo ha stritolato (e inguaiato) senza batter ciglio: il popolo del Ferraris ha esultato, Preziosi si è mostrato raggiante. Felicità per la salvezza raggiunta? Pare pochino, considerato anche che con un ko contro le Rondinelle avrebbe dato un’ulteriore spinta ai rivali della Samp verso il burrone della Seria B. La soddisfazione è quella di aver battuto Giuseppe Iachini, un nemico di presidente e tifosi genoani. Così Enrico Preziosi a fine gara:
“Il tecnico del Brescia Iachini? Gli ho tolto il saluto e la parola sei anni fa, per me non esiste come persona, mi ricorda cose non belle. Hanno fatto bene a fischiarlo dagli spalti. Mi ricordo che sei anni fa esultò come un forsennato, mancando di rispetto a quindicimila tifosi genoani. Ancora oggi Iachini mi dovrebbe spiegare il motivo della sua incontenibile gioia: i tifosi del Genoa oggi hanno fatto bene. Iachini dice che in Inghilterra una cosa del genere non sarebbe nemmeno un caso, ma la normalità? Iachini non allenerebbe mai in Inghilterra…”.
Il riferimento è alla partita del 5 giugno del 2005, un 2-2 al Garilli con gol di Pepe e Di Vicino per i padroni di casa del Piacenza, Stellone e Rossi per il Grifone; quel pareggio compromise l’accesso diretto dei liguri in A, che comunque poi vinsero in casa contro il Venezia per 3-2 assicurandosi la promozione: peccato che Preziosi combinò la frittata facendosi beccare con una valigetta piena di soldi prima della partita, da cui la retrocessione diretta in terza serie.
In ogni modo non è tardata ad arrivare la replica di Iachini, allora alla guida del Piacenza e oggi trainer bresciano:
Continua a leggere: Polemica tra Iachini e Preziosi, è un'acredine di lunga data

In questa stagione è successo due volte che un allenatore esonerato dal proprio club sia stato poi richiamato: Iachini a Brescia (con intermezzo di Beretta) e Rossi a Palermo (solo un mese per Cosmi alla guida dei rosanero). Dopo l’ennesima batosta patita dalla Sampdoria, sconfitta interna contro il Lecce e baratro Serie B sempre più incubo plausibile, anche Mimmo Di Carlo potrebbe tornare sulla panchina dei blucerchiati, dacché il suo sostituto Alberto Cavasin in poco meno di un mese ha ottenuto il minimo sindacale: 4 partite e un solo punto, 0-0 col Chievo, con i liguri in gol una sola volta, ieri contro i salentini (inutile per altro il gol di Maccarone sullo 0-2).
I numeri sono impietosi, la Samp precipita senza alcun accenno di ripresa, il cambio di guida non ha sortito alcun effetto e, come preventivabile, al termine della gara del Marassi sono “scoppiate” pesanti contestazioni fuori lo stadio genovese all’indirizzo della squadra, critiche tutto sommato giustificabili e per fortuna civili. Eppure il buon Cavasin, ripetiamo impalpabile la sua mano su questa squadra davvero in crisi d’identità, al termine della partita si è mostrato grintoso più che mai ai microfoni dei cronisti, facendo contorti ragionamenti che alla fine hanno portato a una sentenza quasi paradossale: il trainer trevigiano si è definito un fenomeno.
“Il pensiero di essere mandato via non mi ha sfiorato: ma se devo dire la mia, sarebbe il peggio del peggio” ha subito precisato Cavasin, che poi ha analizzato il momento nero dei blucerchiati:
Continua a leggere: Samp, Cavasin stranamente si elogia: "Sono un fenomeno"

“Guardiola mi ha detto che se tornerà in Italia verrà a Brescia e non all’Inter. Mi ha telefonato alle due di notte e mi ha detto d’aver pianto per la promozione” così parlava nel giugno scorso Gino Corioni all’indomani della vittoria del Brescia sul Toro, finale dei play-off di B. Che l’attuale tecnico del Barcellona sia molto legato ai colori biancoazzurri dei lombardi non è mistero, tanto che per i 100 anni delle Rondinelle, ricorrenza che cadrà proprio in questi giorni con annessi festeggiamenti, il buon Pep è andato a far visita ai tanti amici che ancora conserva nel capoluogo di provincia lombardo, assistendo ieri all’allenamento della squadra a Coccaglio.
Saluti e foto di rito, ma anche dichiarazioni succulenti: “Se torno in Italia, lo faccio solo per allenare qui. E lo farei gratis. E so che vi salverete: sono con voi. E venite a trovarmi al Camp Nou” ha assicurato Guardiola che ha approfittato della comparsata anche per salutare tante persone conosciute ormai 10 anni fa. Innanzitutto cena martedì sera con Corioni, poi blitz a veder al lavoro Iachini e i suoi ragazzi, con la gentile presenza anche di ex bresciani come Sussi, Esposito e Calori. Felice Possanzini: “Fa piacere allenarsi di fronte a un grande allenatore come lui, ci ha dato una grande carica“. Niente da dire, bella infusione di ottimismo in quel di Brescia…

La sconfitta casalinga contro il Chievo costa la panchina all’allenatore del Brescia Mario Beretta, la sua avventura alla guida delle Rondinelle è durata meno di due mesi. L’annuncio è stato dato dalla stessa società lombarda attraverso il suo sito ufficiale, le parole sono ovviamente quelle che si usano in queste circostanze, l’allenatore viene salutato e ringraziato per la professionalità con la quale ha svolto il suo lavoro. Da domani tornerà a Coccaglio per dirigere gli allenamenti Giuseppe Iachini, che era stato esonerato lo scorso 6 dicembre, all’indomani della sconfitta con il Milan.
Beretta ha guidato il Brescia per appena sette partite, il suo esordio era stato bagnato con una vittoria contro la Sampdoria. Poi sono arrivate tre sconfitte importantissime per il discorso salvezza contro dirette concorrenti come Cesena, Catania e Fiorentina. La vittoria casalinga contro il Parma aveva ridato morale alla squadra, prima degli ultimi due tonfi quello della settimana scorsa contro il Palermo e quello di oggi contro i veronesi. Iachini si prepara a vivere una settimana intensa e forse decisiva, mercoledì il Brescia andrà a fare visita alla Roma, domenica è invece in programma il drammatico scontro salvezza con il Bari.

Salta la panchina del Brescia. Il presidente Corioni ha deciso di esonerare Giuseppe Iachini, il tecnico subentrato nella scorsa stagione ad Alberto Cavasin e capace di centrare l’immediata promozione in A con il passaggio nei play-off conquistati contro Cittadella e Torino. Le rondinelle, terzultime a pari merito con Lecce e Cesena, in 15 giornate hanno trovato soltanto tre vittorie nonostante il buon gioco espresso sotto la guida del tecnico marchigiano.
L’ultima sconfitta, quella per 3 a 0 in casa del Milan a San Siro, è stata soltanto la classica goccia che fa traboccare il vaso e che ha costretto ad una decisione che il direttore sportivo Gianluca Nani ha definito “molto dolorosa“, ma necessaria per cercare di dare una scossa all’ambiente.
Domenica, sciopero permettendo, in panchina dovrebbe già esserci il sostituto di Iachini: Mario Beretta. L’allenatore milanese, reduce da una brevissima esperienza al PAOK di Salonicco, torna ad allenare in Italia. In Grecia la sua avventura era durata appena un mese, prima ancora che la stagione iniziasse il suo contratto era stato sciolto consensualmente per via dei difficili rapporti con i giocatori in rosa. Il suo compito sarà quello di centrare la salvezza, il contratto che lo legherà al Brescia è in definizione in queste ore.

L’Inter trema al cospetto di un Brescia coriaceo che per poco non porta a casa i 3 punti. Problemi su problemi per la squadra di Benitez: alla lentezza della manovra, allo sfilacciamento tra i reparti, si sono aggiunti gli infortuni di Maicon, Samuel e Sneijder. Al primo affondo i nerazzurri sono subito sotto: Caracciolo raccoglie un lancio da calcio di punizione, si beve Samuel con un dribbling e insacca con il destro. Nella ripresa Benitez esaurisce i cambi (dopo Cordoba per Maicon entrano anche Obi per Sneijder, colpito da lieve malore, e Santon per Samuel).
La manovra dei nerazzurri resta farraginosa, tuttavia il solito Eto’o va vicino al goal in un paio di occasioni. Il goal del camerunense arriverà al 28′ su rigore contestato dai bresciani. Sarà invece rigore netto e non fischiato quello su Milito, qualche minuto dopo. L’argentino sprecherà negli ultimi secondi la palla della vittoria. Le parole di Benitez a fine partita:



Continua a leggere: Inter-Brescia 1-1. Benitez: "Sfortunati" - Iachini: "Amarezza per il rigore"
Ieri Alessandro Diamanti da Prato, una vita a far baldoria in Versilia prima di decidere di diventare calciatore, a 24 anni, si è presentato alla stampa bresciana: Gianluca Nani e Gino Corioni hanno fatto un bel colpo per le Rondinelle, il Brescia col fantasista toscano aggiunge tanta qualità alla sua rosa. Presentazione sui generis, col presidente slinguazzante a destra e il diretto interessato che cerca di fare il modesto ma che non riesce a nascondere il suo ego, alla fine siparietto interessante. Partiamo da Corioni, che è convinto di aver portato un nuovo Roberto Baggio al Rigamonti.
“Diamanti è un giocatore abbastanza particolare. La mia idea è che ha fatto a tempo perso il giocatore fino a quando si è sposato. Poi ha messo la testa a posto. E’ ancora giovane, ha 27 anni. Da ora in poi si comporterà da atleta perché ce l’ha promesso: altrimenti non l’avremmo preso. Da lui ci aspettiamo tantissimo: è un giocatore di gran classe, anche se non voglio dire a chi assomiglia. L’avete già capito, ma non voglio fare il nome. In Italia non vedo altri giocatori nel suo ruolo con queste capacità tecniche e balistiche. A 26-27 anni non tutti hanno capito che Diamanti è un fenomeno: l’altro (il Divin Codino, ndr) lo era già a 14. Tu (rivolto a Diamanti, ndr) devi addirittura fare meglio di lui da adesso in poi”.
L’ex Livorno e West Ham ha così preso la parola e ne ha approfittato per parlare del più e del meno.
Continua a leggere: Brescia, presentato Diamanti: "Sono forte e ignorante"

Non si è arrivati ai livelli di Cagliari-Bastia o di Catania-Iraklis, ma nemmeno i minuti finali dell’amichevole tra il Brescia ed il Larissa sono stati un bello spettacolo. Alla fine nessun problema particolare di ordine pubblico, nè si sono registrati contusi: restano però le immagini di quella che per certi versi è stata una caccia all’uomo. Un ‘‘tutti contro tutti” in piena regola, in cui sono stati coinvolti anche alcuni tifosi del Brescia che al termine della gara hanno scavalcato le recinzioni dello stadio ‘Grilli’ di Storo per cercare di raggiungere i giocatori della squadra greca del Larissa, squadra della serie A greca che era salita i Trentino per mettere alla prova la bontà del lavoro pre-campionato del Brescia.
Oggetto della rabbia dei tifosi, ma anche di alcuni dei giocatori del Brescia, che hanno ceduto a quella che è stata l’incredibile escalation di provocazioni messa in atto dagli ellenici, sono stati il numero 4 Dabizas (campione d’Europa 2004) e il numero 8 Puri. Rei rispettivamente di aver innescato la scintilla e di aver fatto incendiare definitivamente gli animi. Al 20′ della ripresa Dabizas si rende protagonista di un brutto fallo su Hetemaj. Risultato: Dabizas espulso e primo accenno di parapiglia con il gioco che riprende soltanto 5 minuti dopo. Fallo dopo fallo, i greci arrivano a pareggiare il gol di Caracciolo al 37′ con Puri. Il quale pensa bene di girarsi verso la tribuna e di rivolgersi al pubblico con il dito portato alla bocca per zittirlo. Un gesto che fa irritare notevolmente i tifosi.
Continua a leggere: Brescia-Larissa 2-1: altra amichevole, altra...rissa