La Lazio torna alla vittoria dopo il passo falso casalingo contro la Juventus in campionato e il pareggio in Romania contro il Vaslui che le ha compromesso la qualificazione al turno successivo di Europa League. La doppietta di Rocchi e il gol di Biava sono un’iniezione di fiducia per i biancocelesti che tengono il passo di Juve, Milan e Udinese e mantengono i cinque punti di vantaggio sul Napoli. A fine partita Djibril Cisse è andato a salutare e a ringraziare i tifosi della Curva Nord dopo le incomprensioni nate su Twitter.
Un altro fuori programma ha riguardato l’aquila Olimpia: durante il consueto giro dello stadio prima del fischio di inizio ha deciso di non tornare dal suo addestratore e di fermarsi “a vedere” la partita sul tetto dello stadio Olimpico. La sua fuga è finita poco prima di mezzanotte. Solo a partita terminata già da un pezzo l’aquila si è posizionata nei distinti Sud prima di farsi riprendere dall’addestratore. A fine gara Edy Reja, dai microfoni di Sky, ha lasciato trapelare una certa soddisfazione dopo il risultato conseguito:
“E’ stata una prova di maturità, mi dispiace per Cisse e Klose che non hanno finalizzato. La squadra ha fatto una buona prestazione. Rocchi sempre titolare? Ci sarà spazio per tutti quando hai un gruppo come ce l’ho io non c’è problema, l’importante è che rispettino le scelte del tecnico. Sono molto soddisfatto delle scelte di Cisse. Torniamo a respirare l’aria Champions, la nostra è una squadra che merita questi risultati”.
Lazio-Novara 3-0 (Biava al 15′, Rocchi al 22′ p.t.; Rocchi al 26′ s.t.) | Le Foto




Continua a leggere: Reja: "Restiamo in scia delle prime" - E l'aquila Olimpia vola sul tetto
Partita ricchissima di colpi di scena al San Paolo dove il Napoli batte la Lazio e si riporta a -3 dal Milan. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito è furioso dopo il fischio finale. Oggetto della rabbia laziale è il gol non visto segnato da Brocchi (la palla ha varcato completamente la linea), il rigore del 3-3 concesso a Cavani che Lotito considera generoso (l’uruguaiano sembra in posizione di fuorigioco quando riceve il passaggio), l’espulsione di Biava e il modo con cui Cavani è caduto dopo il contatto. Le parole del presidente della Lazio a fine partita ai microfoni di Sky e Mediaset:
“Siamo stati palesemente penalizzati. Qualcuno nel Napoli potrebbe iniziare a fare il tuffatore. Sono orgoglioso di come ha giocato la mia squadra, che è abituata a conquistarsi i risultati sul campo. Oggi ci sono stati degli episodi che ci hanno penalizzato. Le punizioni dalle quali sono nati i gol erano molto dubbie, così come il calcio di rigore. Per non parlare poi del gol non dato a Brocchi, troppo evidente per non essere convalidato. Se andiamo avanti di questo passo smettiamo di giocare e facciamo direttamente la classifica finale. Noi siamo abituati ad agire con logiche diverse, fatte di lealtà sportiva e rispetto, qualità che sono nel nostro dna ed evidentemente non in quello di altri. La mia non è assolutamente una critica alla classe arbitrale e parlo con il rammarico per una sconfitta immeritata. Spero solo che nelle ultime sette partite non si verifichino più cose di questo genere”.
E Lotito non ci sta a smorzare i toni quando gli viene detto che comunque la Lazio ha fatto una delle migliori prestazioni stagionali: “Non diamo meriti perché chi ha visto la partita e capisce qualcosa di calcio, ha potuto vedere che i nostri gol sono arrivati tutti su azione mentre i loro nascono sempre da calci piazzati. Abbiamo fatto un gol che non ci è stato dato ed il rigore per loro avete gli occhi per vedere se c’era“. Infine una stoccata molto velenosa al Napoli ed a Cavani in particolare: “In relazione alle nostre squalifiche la Lazio ha fatto ricorso solamente per Radu e questo perché noi abbiamo anche il compito di educare i nostri giocatori a comportarsi in modo leale. La stessa cosa non la vedo da altre parti dove qualcuno può anche smettere di fare il calciatore per cominciare a fare il tuffatore“.



La Lazio conclude con un successo una delle stagioni più tormentate della sua storia recente, sicuramente la peggiore da quando il presidente è Claudio Lotito. I tre punti contro l’Udinese, un’altra delusa di questo 2009/2010, servono a poco ma almeno la squadra ha potuto salutare il suo pubblico in maniera decente. La squadra allenata da Edy Reja ha battuto i friulani per 3-1 grazie alle reti di Hitzlsperger, Floccari e Brocchi, utile solo per le statistiche la ventinovesima rete di Antonio Di Natale che porta provvisoriamente il risultato sull’1-1 (Tabellino - Video).
La mancanza di motivazioni in entrambe le squadre e le tante assenze hanno sicuramente influenzato la partita, tutto sommato il pubblico dell’Olimpico, circa 10.000 le presenze, ha potuto godere di una partita abbastanza divertente. Il risultato si sblocca dopo soli quindici minuti, l’1-0 è del tedesco Hitzlsperger: la sua conclusione dalla distanza trova la deviazione fortuita di Domizzi e beffa il giovane Romo, diciannovenne venezuelano all’esordio tra i pali. Il solito Di Natale pareggia il contro alla mezz’ora e si conferma capocannoniere della Serie A, la sua stagione è stata sicuramente da incorniciare.




Non poteva cominciare in maniera migliore l’avventura di Edy Reja sulla panchina della Lazio: l’allenatore goriziano alla sua prima partita riesce addirittura a conquistare l’intera posta in palio su un campo non facile come quello di Parma, i biancocelesti non vincevano lontano dall’Olimpico addirittura dallo scorso 31 agosto. Gli emiliani invece sono decisamente in crisi, la squadra di Francesco Guidolin non vince da due mesi e sembra aver smarrito le buone qualità messe in mostra nella prima parte della stagione. Oggi si sono dovuti piegare di fronte ad una rediviva Lazio, 2-0 il finale con le reti di Stendardo e Zarate (Il tabellino di Parma - Lazio 0-2 - Il video di Parma - Lazio 0-2).
La mano del nuovo allenatore si vede fin dalla formazione iniziale, Reja sceglie come modulo il 3-5-2 affidando il reparto offensivo a Rocchi e Floccari, lasciando in panchina Zarate. Le chiavi del centrocampo tornano nella mani di Cristian Ledesma alla prima apparizione in questo campionato, la sua presenza nella zona nevralgica del campo si è fatta sentire. I capitolini sono ben messi in campo ma nella prima frazione di gioco è il Parma a creare pericoli maggiori. Biabiany si divora un gol già fatto e più tardi si fa fermare da Stendardo, dalle parti di Mirante i laziali si fanno vedere poco, l’unica conclusione, tutt’altro che pericolosa, è di Floccari.





Mancano ancora un paio di ore alla chiusura della finestra invernale di calciomercato: non c’erano in canna botti clamorosi, eppure il Milan ha piazzato un colpo controverso che farà discutere. Dall’Inter arriva in prestito, con diritto di riscatto della comproprietà fissato a 6 milioni di euro, il brasiliano Amantino Mancini. L’ex romanista non ha mai convinto con la casacca nerazzurra, vedremo cosa combinerà da quest’altra parte dei Navigli. Rifiuta il passaggio ai cugini Marek Jankulovski: chiamato ieri anche da Mourinho, il laterale ceco non se l’è sentito di tradire i tifosi. Lotito cerca di accontentare mister Ballardini: dopo i colpi di ieri, alla Lazio arriva Biava dal Genoa. Il difensore inspiegabilmente non rientrava più nei piani della società ligure.
Saluta l’Italia Martin Jorgensen, la Fiorentina accontenta il danese che da qualche giorno chiedeva di tornare in patria. S’accasa all’Aarhus, club da cui fu acquistato dall’Udinese: in Serie A ben 44 marcature. Sfumato Ledesma, l’Inter sembra sia alle strette finali per McDonald Mariga, centrocampista del Parma che sembrava promesso sposo del Manchester City. I ducali, dal canto loro, dopo Valiani sono a un passo da Jimenez, ex interista già ai ferri corti col West Ham. Come confermato in diretta tv ieri pomeriggio da Spinelli, scambio di portieri tra Livorno e Palermo: in Sicilia se ne va Benussi, Rubinho invece vestirà amaranto. Il portiere brasiliano ha voluto ringraziare comunque Palermo e i suoi tifosi.
Alla vigilia di Juventus - Roma di sabato prossimo, Claudio Ranieri ha più di un motivo per sorridere. La sua squadra continua a vincere e, complice anche il periodo negativo della Juve, vola in terza posizione in attesa del posticipo di stasera che se dovesse vedere il Napoli vincitore a Palermo lo vedrebbe sopravanzare i giallorossi di un punto. La giornata trionfale della Roma passa alla storia anche per le prime reti di Luca Toni, l’attaccante sigla una doppietta e manda un messaggio a chi lo dava per finito, di Simone Perrotta il gol che sblocca il risultato. Il Genoa conferma le sue difficoltà in trasferta, Gasperini dovrà lavorare molto per risolvere i problemi della sua squadra (Il Video di Roma - Genoa 3-0 - Il Tabellino di Roma - Genoa 3-0).
La Roma guidata dal capitano Simone Perrotta, in assenza di Totti e De Rossi, scende in campo decisa a cercare la vittoria per continuare la sua rincorsa verso le posizioni di classifica che contano. La partita è subito avvincente con i padroni di casa che cercano di sfruttare le fasce per mettere in difficoltà il Genoa. La prime occasioni sono tinte di giallorosso, prima Perrotta chiama al miracolo Amelia, poi Toni manda fuori di testa in maniera abbastanza banale. I rossoblu rispondono con un tiro dalla distanza di Suazo. Poco per impensierire la squadra di Ranieri che al 17′ passa in vantaggio, Pizarro scodella sul secondo palo un interessante pallone su cui interviene Juan che prova la conclusione, Amelia respinge ma può poco sul successivo intervento di piatto di Perrotta.





Il Genoa scendeva in campo con un solo risultato utile a disposizione, a meno di un clamoroso scivolone del Lille, la vittoria. Due indecisione nei due finali di tempo costano la qualificazione ai liguri. Il Valencia è passato in vantaggio allo scadere della prima frazione di gioco con un gol di Bruno. La reazione del Grifone è stata buona, sono bastati infatti sei minuti per trovare il pareggio nella ripresa grazie all’argentino Crespo. Il seguente assalto però non ha prodotto i frutti sperati, David Villa ha poi fallito un calcio di rigore, ma si è fatto perdonare a tempo scaduto quando a porta vuota ha siglato il gol della definitiva vittoria.
Al fischio di inizio gli spagnoli si presentano con David Villa unica punta, forti anche dei due risultati a disposizione. Questa disposizione tattica però non li limita affatto, sono infatti protagonisti di una partenza decisa e autoritaria. Il Genoa paga l’assenza di Milanetto a centrocampo, infortunatosi nel riscaldamento, e non riesce a giocare come spesso lo abbiamo visto fare, la manovra è lenta e impacciata. Così le occasioni più pericolose sono di marca iberica, Joaquin divora un gol già fatto trovandosi tutto solo davanti a Scarpi. Intanto Palladino deve lasciare il campo per un problema al ginocchio sinistro. Nel finale di tempo i padroni di casa crescono, un pallonetto di Crespo va fuori di poco. Nel loro momento migliore arriva però la beffa: a tempo scaduto Bruno di testa mette la palla alle spalle dell’estremo difensore genoano che, nell’occasione, non era piazzato in maniera impeccabile.




Continua a leggere: Genoa - Valencia 1-2: rossoblu fuori dall'Europa League, puniti da Bruno e Villa
Successo travolgente per il Genoa nel derby della Lanterna. Gli uomini di Gasperini piegano i rivali per la terza volta consecutiva, accorciando ad un solo punto il divario in classifica. 3-0 il risultato finale al termine di una sfida infuocata con ben tre espulsioni, due da parte blucerchiata e una tra i genoani. (Video) Questi ultimi entrano in campo subito più determinati sbloccando dopo solo dieci minuti con un calcio di rigore assegnato dal direttore di gara per un fallo su Palacio e trasformato da Milanetto. La reazione della Sampdoria è poca cosa e anzi è il Genoa a sfiorare in almeno due occasioni il raddoppio, prima costringendo Ziegler ad un goffo rinvio che finisce sul palo, poi cogliendo una traversa con Biava.
Lo stesso esterno rischia poi di mettere in difficoltà i suoi facendosi espellere ingenuamente al termine della prima frazione per un evitabile fallo di mano, ma nella ripresa la musica non cambia e dopo otto minuti Rossi, rimasto solo a tu per tu con Castellazzi lo trafigge imparabilmente. Del Neri corre ai ripari buttando nella mischia Pozzi, Tissone e Accardi per Padalino, Poli e Mannini, ma la situazione si complica ulteriormente quando Rossi si fa cacciare anch’egli per somma di ammonizioni, ristabilendo la parità numerica. Poi il colpo del definitivo ko, con un’altro penalty assegnato per fallo di Ziegler ai danni di Papasthatopoulos e messo a segno da Palladino che nell’esultanza irride i tifosi della curva avversaria, scatenando così la loro ira.
Continua a leggere: Video: Highlights Genoa - Fiorentina 2-1
Grande prova di forza dell’Inter sul campo del Genoa nonostante le assenze di giocatori chiave negli schemi di Mourinho come Eto’o, Milito e Thiago Motta. Alla vigilia i tifosi delle squadre avversarie speravano di sfruttare un passo falso dei narazzurri che invece hanno annichilito i genoani. Mourinho coglie così l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e manda un messaggio chiaro nei confronti della critica che lo aveva punzecchiato dopo la sconfitta contro la Sampdoria, e dopo il pareggio in Champions League contro il Rubin Kazan: «Forse qualcuno ora è un po’ triste che fa fatica a parlare bene di noi». (Le Foto della partita - Il Video)
In modo particolare Mourinho ce l’ha con gli opinionisti di Sky, che secondo lui sono stati tra i più severi nei confronti della sua squadra e per questo non le manda a dire a Massimo Mauro: «Tu sei uno di quelli che fa fatica a parlare bene di noi». L’Inter e il suo allenatore non temono nessuno, e hanno tutti i motivi per pensarla così visto che le avversarie faticano decisamente a tenere il ritmo dei nerazzurri: «Non temo nessuno in particolare. Preferisco essere davanti. Siamo solo in ottobre, manca tanto. Io guardo solo a me stesso. Non mi interessa né della Juve né della Roma. Penso solo all’Inter. Sono tante le squadre che giocano bene».
Continua a leggere: Genoa - Inter 0-5, Mourinho: "Qualcuno ora sarà un pò triste"