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Grosseto, Camilli silura Viviani: 32esimo esonero in 12 anni di presidenza

pubblicato da vieni_127


Il sottoscritto ha sempre seguito le vicende di Piero Camilli, di lui più che della squadra di cui è proprietario, perché un presidente del genere è davvero unico nel panorama mondiale: basta spulciare il nostro archivio dei post in cui si parla di lui, per capire subito che il patron del Grosseto è un mangia-allenatori con la m maiuscola, il più esigente e pazzoide presidente della serie cadetta, da far impallidire Maurizio Zamparini, suo omologo in Serie A. Quando le agenzie battono la notizia di un esonero a Grosseto, ormai neanche ci si fa più caso: così dopo il 2-0 del Bentegodi contro il Verona anche il buon Fabio Viviani ha provato sulla sua pelle l’ebbrezza di un benservito dall’inguaribile Camilli.

La stagione per i maremmani era cominciata sotto la guida di Guido Ugolotti, un onesto score di 4 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte; l’ultima a Sassuolo la decisiva per scegliere di allontanarlo e al suo posto chiamare Giuseppe Giannini. L’ex principe di Roma ha allenato i biancorossi per sei sabati vincendo tre partite in trasferta e perdendone tre in casa: le sue dimissioni sono maturate in diretta tv, a rapporti comunque incrinati, dopo la vittoria di Pescara. Ecco quindi Fabio Viviani: 1 vittoria, 4 pareggi e 2 sconfitte, tanti saluti e posto di nuovo a Ugolotti (i ritorni, specialità della casa camilliana come accaduto ad esempio a Gustinetti e Allegri). Si realizza così il 33esimo avvicendamento da quando Camilli è a capo del Grosseto (dal 2000), per un totale di 26 allenatori (più di due all’anno).

A margine del solito comunicato, ha parlato il direttore sportivo del club spiegando le ragioni dell’ennesimo esonero: “Mi dispiace umanamente visto il rapporto che ho personalmente con Viviani. Purtroppo, si sa, nel calcio contano i risultati e questi non sono arrivati. Ora voltiamo pagina. Perchè Ugolotti? Analizzando tutto quanto fatto fin qui, abbiamo deciso di tornare indietro e riaffidare a lui la squadra” ha rivelato Nicola Salerno, prodigatosi in questo mercato di gennaio per puntellare la rosa con innesti di qualità (l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ai play-off, distanti a oggi 5 punti). Jadid, Calderoni, Simone Esposito, Curiale, Sciacca, Keko, Misuraca e il portiere Viotti, otto nuovi volti per tentare lo sprint decisivo; sabato al Carlo Zecchini arriva la Sampdoria: che un ko possa far saltare nuovamente Ugolotti?

Foto | © TMNews

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Sorpresa a Grosseto: Giuseppe Giannini annuncia le sue dimissioni in diretta tv

pubblicato da Skalka

giuseppe giannini

Giuseppe Giannini stupisce tutti e annuncia le sue dimissioni, da stasera non è più l’allenatore del Grosseto. Il Principe ha scelto i microfoni di Mediaset Premium per comunicare la sua decisione, lo fa in diretta tv lasciando perplessi tutti i presenti in studio che all’inizio hanno anche pensato di aver frainteso. Le motivazioni dell’allenatore non sono state chiare, ha detto di aver avuto il massimo supporto dal club e dai suoi giocatori ma se l’è presa, pur non specificando i destinatari delle sue accuse, con chi ha giudicato il suo lavoro partita dopo partita e non sul lungo corso. Sicuramente nelle prossime ore se ne saprà di più. Dietro la poca chiarezza delle spiegazioni di Giannini è sembrato che ci fosse qualcosa di più, ma per ora il tecnico ha scelto di non rivelare quelle che potrebbero essere le reali motivazioni.

La clamorosa decisione arriva dopo l’importante vittoria contro il quotato Pescara di Zeman, il Grosseto ha avuto la meglio sugli abruzzesi rimontando all’Adriatico l’1-0 iniziale e andando a vincere 2-1 (video) con le reti di Alfageme e Sforzini. L’allenatore romano ha spiegato che anche in caso di sconfitta avrebbe comunque rassegnato le dimissioni e che la sua decisione è irrevocabile. Finisce così la sua avventura in Maremma a poco più di un mese dal suo insediamento, il 30 ottobre aveva assunto l’incarico in sostituzione dell’esonerato Guido Ugolotti, lascia il Grosseto all’ottavo posto in classifica. Maggiori notizie sulle cause della sua scelta e sul futuro della panchina grossetana sicuramente arriveranno nelle prossime ore: alcune fonti parlano di screzi con il vulcanico presidente Camilli, intanto per il futuro si sono fatti i nomi Viviani e Cuccureddu.

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Gallipoli, si dimette Giannini: "Siamo costretti a pagarci i pasti delle trasferte"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Giuseppe Giannini lascia definitivamente il Gallipoli. L’ex giocatore della Roma, ora allenatore, che abbandona la guida del Gallipoli Calcio insieme al suo secondo Corti, al preparatore dei portieri Carafa e al preparatore atletico Mandarino, ha spiegato i motivi della sua decisione nel pomeriggio. In un’affollata conferenza stampa Giannini ha motivato le sue dimissioni irrevocabili. “Purtroppo è accaduto quello che non speravamo accadesse: ieri sera abbiamo avuto la conferma che la società non potrà garantire determinate cose (gli stipendi di novembre-dicembre, da saldare entro il 31 marzo, ndr)”.

“Il presidente D’Odorico ed il direttore generale Iodice incontrando la squadra hanno finalmente esternato la realtà: non ci sono soldi per andare avanti. I ragazzi hanno preso atto di tutto ciò, ma è un colpo che hanno accusato. Nelle loro parole, nei loro atteggiamenti, anche nelle lacrime di più di qualcuno, ho capito che era finito il mio lavoro di allenatore. Quello che ho visto e sentito ieri sera non mi era mai capito in 30 anni di calcio. Sono rimasto colpito sul piano umano e toccato sotto il profilo della sensibilità: in quel momento ho capito che andare avanti era davvero molto difficile”.

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Serie B: la Triestina si affida ad Arrigoni, a Gallipoli è ancora caos ma Giannini torna sui suoi passi

pubblicato da vieni_127


No, non si può ancora parlare di “pericolo rientrato” in casa Gallipoli: d’accordo, Daniele D’Odorico ha chiesto pubblicamente scusa e ha promesso di ottemperare ai suoi obblighi monetari con i calciatori (ma anche l’ex presidente gallipolino Vincenzo Barba chiede ancora soldi mai avuti). E va da sé, non può che essere una bella notizia il fatto che Giuseppe Giannini sia tornato sui suoi passi dopo la burrasca di lunedì sera, ritirando le dimissioni e rimanendo alla guida del club salentino. Già, ma ancora qualcosa che non torna c’è: violando il silenzio stampa voluto dalla società, ieri Alessandro Grandoni ha letto un comunicato dei giocatori svelando a stampa e tifosi le condizioni incredibili in cui versa la società.

Questo per spiegare anche quei 40 secondi di protesta iniziali, calciatori immobili spalle alla tribuna: “Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, fermiamo la situazione e cerchiamo, per quanto possibile, di risolverla. Il signor D’Odorico ci ha accusato di aver protestato perché istigati da Giannini. Ebbene, questa notizia è assolutamente falsa, il destinatario era lo stesso D’Odorico. Al Delta di San Donato (impianto presso cui la squadra si allenava nella parte iniziale di stagione, ndr) abbiamo notato gravi carenze organizzative. Abbiamo addirittura provveduto, di tasca nostra, ad acquistare mensole e mettere a punto l’impianto di riscaldamento“.

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"Terremoto" a Gallipoli: Giannini si dimette e i calciatori protestano

pubblicato da vieni_127


Può una banalissima Gallipoli-Grosseto, posticipo del 24° turno di Serie B giocata in un anonimo 8 febbraio, diventare fonte di discussioni a livello nazionale? Sì, perché la gara di ieri sera ha avuto dell’incredibile, facendo emergere i problemi che attanagliano una piazza, quella gallipolina, che si trascinano ormai dal luglio scorso. Andiamo con ordine e spiegamo l’escalation di una situazione paradossale. Il Gallipoli ottiene una storica promozione in Serie B al termine di un campionato esaltante: siamo a giugno e nella cittadina salentina si sogna alla grande; artefice del miracolo il presidente Vincenzo Barba, personalità del luogo che una volta in cadetteria si accorge di non avere abbastanza fondi per sostenere la squadra.

Cerca acquirenti, il tempo stringe, propone una cessione a costo zero ai tifosi, intanto però garantisce l’iscrizione del Gallipoli al campionato pur non avendo praticamente una squadra. In Coppa Italia a Lumezzane è 0-6, ad agosto finalmente trova il compratore: si chiama Daniele D’Odorico, imprenditore friulano che subito riconferma Giuseppe Giannini sulla panchina dei giallorossi; poi si scatena sul mercato riuscendo ad allestire una rosa dignitosa in una settimana. All’esordio in B è 1-1 contro l’Ascoli, i tifosi però ingoiano il boccone amaro di doversi trasferire al Via del Mare di Lecce perché il Bianco non è a norma.

Incredbilmente la squadra viaggia, sconfitte e vittorie, il necessario per tenersi sempre fuori dalla zona retrocessione; merito del cuore dei giocatori, dell’ex Principe di Roma sulla panchina e dei supporters, sempre caldi e vicini alla squadra. Ma qualcosa che non va si percepisce già nel mercato di gennaio: tante transazioni, ma anche le dolorose cessioni di Di Gennaro e Ginestra a Verona e Crotone. E un malumore crescente per via di stipendi non pagati. Ieri l’exploit: al fischio d’avvio della gara per 40 secondi i giocatori di casa rimangono immobili dando le spalle, tutti, alla dirigenza (con la complicità del Grosseto che non inferisce). E’ una protesta, per via degli stipendi e non solo.

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Rivoluzione allenatori in Serie B: da Pane a Serena fino a Checco Moriero

pubblicato da vieni_127

Tempo di grandi manovre sulle panchine di Serie B: si attendono le ultime due promozioni dalla Prima Divisione, ma in ogni modo il mondo della cadetteria è in fermento e molte società hanno già annunciato il nuovo allenatore, in alcuni casi con incredibili colpi di scena. Per esempio la vicenda di Vicenza, a cui ha fatto poi il pari l’Empoli: i berici avevano confermato Gregucci che però ha lasciato i biancorossi per allenare in A, all’Atalanta, e così la società veneta alla fine ha affidato l’incarico di allenatore a Rolando Maran, brillante condottiero della Triestina nella stagione appena conclusa. Ma anche a Empoli, come si diceva, hanno voluto fare le cose in modo “particolare“.

Il giorno prima il presidente Corsi aveva confermato Baldini, nel giro di poche ore ha annunciato invece l’acquisto di Salvatore Campilongo, napoletano coach sfortunato quest’anno col suo Avellino. Il Piacenza ha salutato Stefano Pioli che s’è spostato di pochi chilometri: l’ex Modena e Salernitana sarà di casa a Sassuolo. Mentre l’Ascoli ha ringraziato Colomba ma ha scelto l’ex empolese Alessandro Pane per la prossima annata: ha ottime referenze come allenatore della Reggiana, autrice di un bel campionato in Lega Pro. E ancora il Mantova che dopo questa tribolante stagione ha scelto Michele Serena, ex interista con esperienze da allenatore al Venezia.

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Gallipoli e Cesena promosse in Serie B

pubblicato da vieni_127


Ieri la Prima Divisione ha chiuso i battenti, almeno per quanto riguarda la stagione regolare, regalando verdetti pesanti: ad esempio le due promosse dirette in Serie B che rispondono al nome di Gallipoli, per il girone B, e Cesena, per quello A. Partiamo nel raccontare la favola della squadra della città salentina, che in 5 anni è passata dall’Eccellenza alla serie cadetta grazie al presidente Vincenzo Barba. Sarà la prima volta che una squadra salentina, ad esclusione del capoluogo Lecce, sarà così in alto nel calcio professionistico: non può che essere motivo di grandissimo orgoglio per la gente di Gallipoli che hanno seguito questa stagione trionfale con passione e tanta tensione per l’aspra lotta con Arezzo, Crotone e Benevento.

Ieri sul sintetico del Bianco e sotto gli occhi di 7000 tifosi bardati di giallorosso, il Gallipoli di mister Giuseppe Giannini (già, proprio lui, il Principe di Roma) ha battuto il Real Marcianise, squadra che ormai non aveva nulla da dire ma che comunque non si è limitata a fare la comparsa. In vantaggio di due gol con Mounard e Ginestra (il bomber della squadra con 16 reti, assistito nella rete ieri da Di Gennaro, che chiude a quota 13 gol), Innocenti aveva accorciato le distanze prima del 3-1 di Molinari e del definitivo 3-2 firmato anche da Innocenti (l’attaccante della squadra casertana ha chiuso, anch’egli, con 16 gol). Poi è scoppiata la festa incredibile.

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Il bidone della settimana - Renato Portaluppi (Guaporé, 9 settembre 1962)

pubblicato da Antonio D'Avanzo

“Più che i terzini, dovranno essere le loro mogli a stare attente a me”. Renato Portaluppi, in arte Gaucho o anche il Pube de oro è stato di parola. Per la disperazione dei tifosi romanisti (e per la gioia di più di una donzella), la parentesi in giallorosso del brasiliano passò alla storia del calcio. E non certo per i goal che si contarono con il contagocce (0 in campionato su 23 presenze, 3 in coppa Italia e 1 in coppa Uefa) ma piuttosto per un’aureola da playboy sfacciato che pochi altri giocatori hanno cavalcato. Quella frase fu più di un bigliettino da visita, fu un avvertimento e una sentenza.

I vizi, le tentazioni e le fantasie (erotiche e non calcistiche) di Renato Portaluppi aumentarono a dismisura appena conobbe il vorticoso giro del lussurioso Diego Armando Maradona, che a quei tempi inaugurò la peggiore stagione della sua vita non calcistica. A Renato non gli parve vero e il prosieguo della stagione fu un trascinarsi stancamente addosso l’ormai indesiderato ruolo di calciatore.

La curva Sud esplose in una contestazione goliardica: “A’ Renato ridacce Cochi!” fu il geniale messaggio lanciato dai tifosi romanisti. E’ probabile che Renato in quel momento pensò a Cochi come ad una delle sue conquiste al femminile di cui non ricordava il nome. E pensare che il compianto Barone, Niels Liedholm azzardò un paragone con Ruud Gullit prima del suo arrivo nella capitale nella stagione 1988/89 (l’unica alla Roma dell’attaccante brasiliano).

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