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Juve, Krasic non molla e ribadisce: "Non sono in forma ma confido nel futuro"

pubblicato da vieni_127


Milos Krasic e la Juve, una storia d’amore con tutti i crismi del caso: lui che ammiccava alla Vecchia Signora da tempo, lei che cedeva alle lusinghe e faceva carte false per averlo, lui che ricambiava raggiungendola con un velivolo privato, lei che godeva delle sue sgroppate, del suo cuore, dei suoi gol. Poi però Bologna e una simulazione non vista da De Marco, il serbo che ci rimaneva male e si smarriva, la Juve che non trovava il bandolo, settimo posto, via Delneri, il nuovo stadio, una nuova stagione, il futuro. Con l’erede di Pavel Nedved, numero 27 sulle spalle, con tutta la fiducia del nuovo tecnico: Conte valuta, pondera e fa di testa sua, Krasic c’è, almeno sulla distinta consegnata all’arbitro prima della partita.

Partite grigie, forma scadente, i dribbling un ricordo, l’ala destra che tutti amavano appena dodici mesi fa pareva un pulcino spaurito, smarrito. Così contro la Fiorentina l’ex capitano bianconero, ora condottiero della barca, lo tiene fuori, ma non in panchina. In tribuna. Il finimondo, ma solo sulla carta stampata: Marotta spegne sul nascere ogni principio d’incendio, skysports.com ci riprova intervistando proprio Krasic che risponde da ragazzo che sa cosa vuol dire giocare a pallone, che sa cosa vuol dire combattere, lui che a Novi Sad si è visto piovere in testa delle bombe. Non di mercato, come quello che lo vogliono accostato al Borussia Dortmund e al Manchester United. Quelle vere.

“Tutte queste voci di mercato non hanno alcun senso e per questo non voglio perderci tempo. Manchester United e Borussia Dortmund mi vogliono? Entrambi sono due grandi club, ma non so nulla, così come il mio procuratore. E anche se fosse vero, per me non cambierebbe la situazione visto che voglio restare alla Juventus. Al momento è tutto ok, certo se la situazione dovesse ripetersi ogni week end comincerei a preoccuparmi. La Juve è un grande club, ha tante alternative in ogni posizione del campo e chi non lo capisce è destinato ad una sconfitta personale. Accetto la decisione di Conte come qualcosa di normale, lui vuole far giocare tutti. Al momento non sono in forma ma sono sicuro che in futuro mi sarà data una nuova opportunità”.

E che altro avrebbe potuto dire il buon Milos? Sì è vero, gioco male e per questo cambio aria? No, Krasic non molla, rilancia, lavora. Lo sa bene il suo agente Vlado Borozan:

“Ogni settimana mi vengono chieste considerazioni sulla cessione di Krasic. Quello di cui ha bisogno il ragazzo è soltanto un po’ di pace. Conte con la Fiorentina ha fatto una scelta tattica. Quello che possiamo fare per ora è aspettare e vedere come si evolverà la situazione”.

Ovvio, se Krasic dovesse scomparire dai radar di Antonio Conte allora avrebbe senso pensare a una sua cessione: ma siamo così sicuri che l’esterno ex CSKA sia diventato a un tratto un brocco? Diamo tempo al tempo, e come ha detto Borozan lasciamolo un po’ in pace. Capito, Tuttosport?

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Marotta annuncia: "Giovinco tornerà alla Juventus"

pubblicato da Celephais


In un’intervista rilasciata oggi, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, manifesta la sua intenzione di riportare in bianconero il fantasista Sebastian Giovinco, protagonista di uno straordinario inizio si stagione con la maglia del Parma, compagine alla quale era stato ceduto in comproprietà alcuni mesi fa. A proposito del giocatore, negli ultimi tempi convocato anche dal c.t. Cesare Prandelli in maglia azzurra, il dirigente dei torinesi ha detto:

“Quando un giocatore è in Nazionale, di conseguenza è un giocatore da Juventus. La nostra scelta di cederlo in comproprietà è da considerare provvisoria”.

Marotta prosegue poi ribadendo gli obiettivi dei suoi e parlando del momento non molto brillante del serbo Milos Krasic:

“Siamo tutti uniti verso un pensiero positivo. Siamo da scudetto? Sicuramente lotteremo, vogliamo vincere e lotteremo per vincere. Dobbiamo dare il massimo. Krasic in crisi? Normale che i giocatori abbiamo momenti positivi e momenti negativi. Krasic in questo momento non è nelle migliori condizioni, ma Conte lo aiuterà nelle sue lacune”.

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I turchi comprano al mercatino Juve: offerte per Ziegler, Amauri e Toni

pubblicato da Cesare Rinaldi

amauri

Giuseppe Marotta ha ancora tre giorni per provare a sfoltire la rosa, per piazzare quei giocatori che non rientrano nel progetto di Antonio Conte, in particolare Reto Ziegler e Amauri. Il mercato turco sarà infatti aperto fino al 5 settembre, e proprio dalla Turchia sono arrivate delle offerte sul tavolo del direttore generale. Il terzino svizzero sembra ormai essersi convinto a lasciare Torino e pare abbia accettato il Fenerbahce, nonostante sul club penda la scure della retrocessione per lo scandalo calcioscommesse.

Il giocatore arrivato a parametro zero dalla Sampdoria quando ancora in panchina c’era Delneri si è trovato ai margini della rosa con il nuovo allenatore juventino. All’inizio sembrava convinto nel voler provare a far tornare sui suoi passi Conte, ora pare invece pronto ad accettare il trasferimento. La formula della cessione è quella del prestito oneroso, nella casse della Juventus entrerebbe un milione di euro. L’ufficializzazione potrebbe arrivare lunedì, intanto Fabio Grosso è tornato ad allenarsi in gruppo.

Allo stesso tempo sembra si stia sbloccando anche la situazione di Amauri: dopo il duro attacco subito da Marotta l’italobrasiliano potrebbe accettare di lasciare Torino. Il Trabzonspor, che parteciperà alla prossima Champions League in virtù dell’esclusione proprio del Fenerbahce, ha formulato un’offerta e chissà che non sia quella giusta per convincere l’ex Palermo a fare le valigie, di fronte alla prospettiva di una stagione da separato in casa. Il reparto offensivo potrebbe essere sfoltito ulteriormente con la partenza di Luca Toni, il centravanti campione del mondo interessa a Galatasaray e Fenerbahce. Lunedì sera si capirà se tutte queste trattative saranno andate in porto.

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Juve, è scontro con Amauri: bordata di Marotta, replica l'agente

pubblicato da vieni_127


Può un giocatore che guadagna, al netto, 3,8 milioni all’anno (4,2 secondo la Gazzetta) passare il tempo tra allenamenti settimanali e tribuna domenicale? Amauri può, resta da capire quanto l’italo-brasiliano sia orgoglioso o quanto, invece, sia un parassita. Noi ci esimiamo dall’esprimere un giudizio che in entrambi i casi sarebbe fuori luogo (in fondo, cosa ne sappiamo noi comuni mortali?), ma è bene riportare lo scambio di battute a distanza tra Giuseppe Marotta, ds juventino che ha tentato di piazzare in tutti i modi l’attaccante, e Giampiero Pocetta, agente del calciatore. Cominciamo dai fatti: Amauri, fuori rosa da luglio alla Juve, non riesce a trovare squadra. Turchia e Italia, alla fine è stato il Marsiglia a fare la proposta più concreta. Così i bianconeri hanno trattato: buonuscita all’ex palermitano di 3,2 milioni lordi, contratto triennale dei francesi da 2,5 milioni, totale (per lui) di 10 milioni di euro netti. Offerta rifiutata.

Così Marotta tira le orecchie al separato in casa juventino:

“È un caso che deve fare riflettere anche in sede di rinnovo del contratto con l’Aic. Il giocatore ha un contratto di 3,8 milioni netti e il Marsiglia gli aveva proposto il prolungamento del contratto di un anno anche attraverso un contributo della Juventus, ma il giocatore ha rifiutato. Davanti a una situazione del genere; bisogna fare una riflessione altrimenti le società rischiano di rimanere ingabbiate”.

Non ci sta Amauri, ma a farne le veci è il procuratore Pocetta:

“Si sta strumentalizzando Amauri. Ogni giocatore ha il diritto di accettare o meno un trasferimento. Il giocatore ha preso atto delle offerte che c’erano, ringraziando tutti quanti, ma ha deciso di rimanere alla Juventus. Strumentalizzare la posizione di Amauri è poco elegante. Ogni giocatore ha il diritto di allenarsi, di fare le sue scelte. In questo momento credo ci sia bisogno di collaborazione tra società e calciatori, fare muro contro muro, come sul contratto, non serve a nessuno. Cercherà di dimostrare alla Juve e all’allenatore di essere all’altezza. È molto orgoglioso, se ne avesse fatto una questione economica avrebbe accettato altre offerte. Ha preso una decisione sua personale”.

Chissà che alla base del rifiuto ad approdare alla corte di Didier Deschamps non ci sia l’invivibilità di Marsiglia città.

Juve, il nodo difesa: per Marotta va bene così ma c'è un caso Ziegler

pubblicato da vieni_127


Con 47 gol subiti in 38 giornate, l’anno scorso la Juve non si è distinta per la difesa imperforabile: il doppio delle reti subite dal Milan campione d’Italia, più di quante ne incassarono squadre come Chievo o Fiorentina. In molti si aspettavano un intervento deciso e risolutore della dirigenza juventina in questa sessione di mercato ma alla fine il reparto arretrato è stato l’unico a rimanere intatto: di fatto è andato via solo Grygera, mentre tra i nuovi arrivi si segnalano i terzini Lichtsteiner e Ziegler. Niente centrale dunque, anche se il colosso brasiliano Rhodolfo è stato opzionato per gennaio. Giuseppe Marotta, sentito dalla Gazzetta dello Sport, non si fascia la testa:

“Non c’erano, nell’immediato, opportunità all’altezza della Juventus, abbiamo quindi preferito restare con i nostri campioni: Chiellini, Bonucci, Barzagli e Sorensen danno ampio affidamento, sia qualitativamente sia numericamente. Non abbiamo le coppe…”.

Pensiero per certi versi condivisibile, se non fosse che sul filo di lana il buon Marotta in realtà non aveva preferito “restare con i suoi campioni“: saltati i vari Lugano, Alex e Bruno Alves, ieri la Juve si era fiondata su Bocchetti, Gastaldello e addirittura Andreolli! Non un esempio di programmazione, come confermato dal caso Ziegler. Lo svizzero, arrivato a giugno a parametro zero, pare sia già ai margini del progetto tattico di Antonio Conte: possibile che non possa fare al caso del tecnico bianconero quando sulla sinistra l’alternativa è De Ceglie? Perché Motta, che pure ha ampiamente deluso, gode invece dei soliti crediti infiniti? L’ex sampdoriano, ora in ritiro con la sua Nazionale, ha spiegato i motivi del suo rifiuto al Trabzonspor e, in generale, cosa sta accadendo:

“Ho parlato col mister e mi ha fatto capire dall’inizio che non conta su di me perchè ha altre idee. Quando ho firmato per la Juve c’era ancora Del Neri e insieme a Marotta, che mi conosceva ai tempi della Samp, mi ha voluto in bianconero. Io sono andato lì (alla Juve ndr) per giocare e non per guardare gli altri giocare, poi ho parlato con altre squadre che mi volevano prima che andassi alla Juve ma avevano già trovato un altro terzino. A questo punto ho deciso di rimanere e dare il massimo, ho sempre dato tutto e sono convinto che posso convincere Conte. L’ipotesi Trabzonspor era una possibilità, non ho mai parlato con la squadra turca, ma poi ho parlato con Hitzfeld (l’attuale ct della Svizzera ndr) e mi ha sconsigliato di andare in Turchia. Avevo la possibilità di andare in altre squadre, giocare la Champions League anche con altre squadre che mi volevano ma ora sono alla Juve come seconda scelta. Ora sono in nazionale e sono concentrato qui”.

Toccherà a Conte prendere in mano la situazione e lavorare alacremente: sulle dinamiche difensive, sul reintegro di un ottimo giocatore quale è Reto Ziegler.

Rummenigge attacca Vidal e la Juve, la risposta affidata a Marotta

pubblicato da Cesare Rinaldi

karl-heinz rummenigge

Karl-Heinz Rummenigge, presidente del Consiglio di Vigilanza del Bayern Monaco, riprende la polemica iniziata qualche giorno fa dal presidente del club bavarese Uli Hoeness, l’argomento è sempre lo stesso: il trasferimento di Arturo Vidal alla Juventus. I tedeschi erano molto interessati a questo giocatore e a quanto pare avevano raggiunto un accordo di massima con il suo agente. Poi nella trattativa si sono inseriti i bianconeri e, come sappiamo, il cileno è sbarcato a Torino, firmando un contratto che lo legherà alla vecchia signora per cinque anni.

Hoeness alla Bild aveva attaccato duramente Fernando Felicevich, procuratore di Vidal, arrivando a dire che comunque non aveva ai avuto grossa fiducia in lui in quanto sudamericano. In un’intervista pubblicata oggi da Kicker, l’ex attaccante dell’Inter rincara la dose estendendo la sua offensiva anche alla società di Corso Galileo Ferraris:

“Aveva promesso ripetutamente al presidente che avrebbe firmato con noi, ora vediamo che valore hanno le sue promesse. Se il giocatore avesse mantenuto la sua parola e se avesse mostrato carattere, se fosse un uomo con una morale, allora sarebbe arrivato da noi. Ora Vidal gioca in un club che è come lui, basta guardare la storia giudiziaria della Juventus o, al massimo, i suoi ultimi risultati sportivi”.

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Ufficiale: Antonio Conte è il nuovo allenatore della Juventus

pubblicato da Cesare Rinaldi

antonio conte

Dopo anni di corteggiamento Antonio Conte e la Juventus finalmente si sono presi. L’allenatore fresco di promozione con il Siena ha firmato oggi a Torino un contratto biennale che lo legherà al club di Corso Galileo Ferraris fino al 30 giugno 2013. Subito dopo la firma il tecnico, in compagnia di Giuseppe Marotta, ha incontrato i giornalisti nella sua prima conferenza stampa da bianconero. La nuova stagione della Juve comincia ufficialmente oggi, già nel pomeriggio ci sarà il primo summit tecnico, a cui parteciperanno anche Paratici e Nedved, per definire le strategie di mercato per poter costruire una squadra adatta alle caratteristiche di gioco del leccese.

Ovviamente la parole di presentazione di Marotta sono state di grande stima per il nuovo arrivato, come accade in genere in queste circostanze:

“Dopo aver indossato la maglia e la fascia di capitano della Juventus e aver vinto tanto Antonio Conte è tornato qui. Alle sue qualità di vincente in questi anni ha abbinato anche altre qualità importanti che abbiamo, ad esempio, ammirato a Siena. Risultati abbinati al bel gioco. Per questo noi siamo tutti felici, speriamo che attraverso lui si possa riscrivere una pagina importante. Ha fatto cose importanti da allenatore e sono certo che le rifarà da allenatore”.

Poi è toccato direttamente a Conte che ha preso la parola per raccontare la Juve che ha in mente. Le parole d’ordine sono le stesse di quando lottava a centrocampo e cioè sacrificio e voglia di vincere:

“Ringrazio la proprietà che ha pensato al sottoscritto per iniziare un nuovo ciclo. Allenare una grande squadra come la Juventus è motivo di grande soddisfazione. Penso di essere integralista sui principi di gioco non sul modulo, ho idee e principi che si evolvono di anno in anno. L’obiettivo principale è tornare a essere protagonisti, la storia della Juventus dice questo. Dobbiamo farlo attraverso lavoro e sacrificio, bisogna portare la Juventus dove merita”.

L’allenatore poi ha gettato acqua sul fuoco anche in merito al piccolo caso che si è sollevato in questi giorni intorno a Claudio Marchisio. Il centrocampista, con un messaggio su Facebook, aveva manifestato un po’ di disagio e subito si erano scatenate voci di mercato che lo volevano ora all’Inter, ora a un passo dal Manchester United:

“Marchisio e Pirlo possono coesistere? I grandi calciatori trovano sempre spazio col sottoscritto. Sono due calciatori che giocano in Nazionale, hanno carisma e personalità. Contentissimo di averli a disposizione. Non è importante come si parte, l’importante è come si arriva. Penso sia stato il momento giusto per arrivare qui. Non ho sentito nessun giocatore per una questione di correttezza, l’ufficializzazione c’è stata solo oggi. Del Piero e Buffon devono rappresentare un valore aggiunto, sanno cosa significa vincere e cosa devono fare per vincere”.

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Beppe Marotta ottimista: "La Juve ha ancora il suo fascino"

pubblicato da Cesare Rinaldi

giuseppe marotta

La Juventus si è congedata dai palcoscenici europei con la vittoria nell’amichevole contro il Manchester United, adesso i bianconeri sono attesi da un anno di purgatorio senza coppe. La società è però già al lavoro per costruire la squadra della prossima stagione, quella che i tifosi sperano riuscirà a riscattare le delusioni di questi due ultimi anni sciagurati. Il mercato è già cominciato, ieri è stato annunciato l’ingaggio di Pirlo, mentre Ziegler è a Torino oggi per sostenere le visite mediche. Lunedì prossimo dovrebbe essere il giorno dell’ufficializzazione di Antonio Conte, l’allenatore del Siena sta già lavorando alla relazione da presentare a Marotta circa la rosa attuale dei bianconeri, con le indicazioni su chi trattenere e chi vendere.

Nonostante i problemi in Corso Galileo Ferraris non si è perso l’ottimismo, almeno così sembra dalle parole dello stesso Marotta che in un’intervista ha fatto una chiara disamina della stagione appena conclusasi per poi affrontare il tema del mercato di quest’estate. Secondo il Direttore Generale la mancata qualificazione per le coppe europee non ha intaccato il fascino della Vecchia Signora che resterebbe una meta ambita per i grandi campioni:

“Tutti i grandi calciatori che abbiamo sondato hanno dato la propria disponibilità a trasferirsi a Torino, anche se non andremo in Champions League. Il problema è trattare con le società che ne detengono il cartellino: hanno tutti valutazioni altissime”.

La nuova Juve che verrà, anche secondo Beppe Marotta, risponderà all’identikit tracciato da Antonio Conte, dovrà essere una squadra di carattere, dovrà quindi riacquistare quelle qualità che l’hanno resa famosa nel mondo:

“Servono motivazioni nuove perché non deve più ripetersi che la squadra subisca certe rimonte. Non va bene essere tra le squadre meno sconfitte se troppi pareggi ti impediscono di scalare la classifica. Rivogliamo la Juve d’un tempo, quella che mi ha ben descritto di recente Franco Causio: una Juve che se segna in casa l’1-0 ha già vinto, in quello stesso istante, la partita”.

Il dirigente appare fiducioso, anche perché quest’anno c’è la possibilità di pianificare con maggiore calma il futuro, possibilità non avuta dodici mesi fa visto dal momento che si decise di cambiare tutto in fretta e furia con i preliminari di Europa League che incombevano. Marotta però non rinnega il lavoro svolto in questo suo primo anno:

“L’estate scorsa avevamo a disposizione due strade: aggiungere due buoni giocatori alla squadra o fare una rivoluzione. Abbiamo scelto la seconda e sono sicuro che sia stata la scelta giusta e la rifarei. Se compri quattordici giocatori è inevitabile non azzeccarli tutti, ma quello serviva era mettere una base e l’abbiamo fatto: sei o sette di quegli acquisti formeranno negli anni lo zoccolo duro della squadra. E quella base la stiamo allargando con qualche svincolato: così avanzeremo i soldi per gli acquisti importanti. L’anno scorso arrivammo un po’ lunghi, tanti affari erano già impostati e noi avevamo fretta perché c’erano i preliminari di Europa League. Ora possiamo pianificare”.

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Marotta conferma: "Conte sarà il prossimo allenatore della Juventus"

pubblicato da Celephais


Arriva praticamente l’ufficialità che il prossimo allenatore della Juventus sarà l’ex capitano bianconero Antonio Conte. Dopo l’annuncio di Gigi Delneri, che in una conferenza stampa tenuta sabato scorso aveva annunciato la decisione del club torinese di sostituirlo al termine della stagione, arriva la conferma da parte del direttore generale Beppe Marotta. Il dirigente, intervistato nel dopopartita di ieri da Sky Sport 24 ha infatti dichiarato:

“Conte? Lo ufficializzeremo sicuramente nei prossimi giorni, nelle prossime settimane. È evidente che in questo momento dobbiamo condividere con Delneri questa amarezza per questa scelta direi molto dolorosa da parte nostra, ma questo fa un po’ parte di questo calcio un po’ vituperato.”

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Marotta realista: "Per la Champions sarà molto dura"

pubblicato da Celephais


Nonostante la rocambolesca vittoria di ieri contro il Genoa abbia riacceso qualche flebile speranza in casa bianconera, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, non sembra credere molto nelle possibilità dei suoi di riuscire a riacciuffare il quarto posto in classifica (attualmente distante sei punti) che consentirebbe agli uomini di Delneri di qualificarsi per il turno preliminare di Champions League. Queste le sue parole nell’intervista rilasciata questa mattina a Radio Anch’io Sport:

“Bisogna essere realisti, perchè il distacco tra noi e la zona Champions è tanto, sei punti sono molti. Ma abbiamo il dovere di crederci. E comunque abbiamo dimostrato di saper reagire. La pressione che c’è intorno alla Juve è forte: il tifoso è abituato a vedere la sua squadra vincere, in questi quattro anni dopo Calciopoli il credito si è un pò consumato, e ogni domenica bisogna fare certe partite per dimostrare qual’è la maglia che si indossa. C’è anche la componente di fortuna che gioca in favore di uno o degli altri: il Napoli non ha avuto infortuni, noi tanti, del resto il calcio è molto esasperato sul piano agonistico e i problemi muscolari e traumatici sono all’ordine del giorno. E di questo va tenuto conto con una rosa numerosa.”

L’ex dirigente sampdoriano interviene poi sul caso Buffon-Storari:

“Non esiste nulla, Gigi è il portiere titolare della Juve: la scorsa estate abbiamo dovuto ingaggiare un altro bravo portiere come Storari, poi Buffon è rientrato dall’infortunio, e nella gara con la Roma i medici non hanno reso disponibile Buffon. E comunque mi è difficile pensare che una società come la Roma che deve ancora trovare una sua struttura possa aver intavolato un discorso sui giocatori del futuro: con noi sicuramente non lo ha fatto.”

Marotta conclude con un’attestato di stima nei confronti del tecnico Gigi Delneri:

“I nostri tifosi sono esigenti, perchè la Juve ha sempre abituato a partite di alto livello e ha raggiunto obiettivi importanti: in questi anni non abbiamo regalato molto e il credito si sta esaurendo. Delneri ha fatto un grande lavoro su una squadra che deve crescere: lo stesso Napoli che viaggia a velocità stratosferica è stata costruita col tempo. Ci vuole pazienza. Non è detto poi che con i soldi si ottengono i risultati sperati. In questo campionato sono stati cambiati tantissimi allenatori: noi siamo stati criticati perchè non avevamo cambiato il nostro quando le cose non stavano andando. Poi abbiamo recuperato, anche se quella attuale non è la posizione che avremmo voluto. Ma Delneri ha dovuto fare i conti con una rosa decimata, noi abbiamo utilizzato 35 giocatori per via dei tanti infortuni. Siamo una delle poche squadre che pur non avendo un ruolino di marcia eccellente non ha cambiato il suo allenatore.”

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