
In questi giorni si parla molto del mercato del Napoli: Mazzarri chiede acquisti per la prossima stagione, De Laurentiis tranquillizza l’ambiente dicendo che arriveranno grandi nomi, di fatto è ancora tutto fermo a parte il difensore argentino Federico Fernandez. Paiono sfumati Inler (in pole ora c’è la Juve) e Trezeguet (ammaliato dalle sirene americane, leggasi New York Red Bulls), mentre ha del clamoroso il mancato arrivo in azzurro dell’attaccante sloveno Tim Matavz.
Dopo la vittoria col Bologna al Dall’Ara, fu lo stesso De Laurentiis ad annunciare il buon esito della trattativa, tanto che il ragazzo già parlava da “napoletano“; ieri però il curioso annuncio del Groningen, squadra in cui milita il giocatore, che ha di fatto ufficializzato il nulla di fatto, aggiungendo che Matavz vestirà la maglio biancoverde degli olandesi anche nella prossima stagione. Il sentore è che in queste prime, cruciali, battute di mercato, il Napoli stia giocando al risparmio e non è chiaro quanto possa essere utile questa tattica.
Nusret Jashari, intermediario nella trattativa tra il Napoli e il Groningen, ha cercato di spiegare così l’accaduto: “Ho letto anche io le parole di Nijland (ds del club, ndr) sul sito ufficiale del Groningen. Non so che dire: a gennaio era tutto fatto con il Napoli, poi per motivi burocratici l’affare è slittato. In questi mesi alcune persone si sono inserite nel normale svolgimento della trattativa, cambiando le carte in tavola. Il Napoli non ha accettato i parametri della nuova trattativa. Sono davvero dispiaciuto, nei prossimi giorni spero di parlare con i dirigenti del Groningen per capire cosa è successo“.
Peccato, è davvero un ottimo giocatore e non sarebbe stato male vederlo nel nostro campionato.

Sembrava essere un colpo di mercato scontato quello che prevedeva il passaggio di Gokhan Inler dall’Udinese al Napoli. Lo svizzero è stato vicinissimo agli azzurri già l’estate scorsa ed anche nel mercato di gennaio c’è stato più di un semplice contatto tra le due dirigenze sempre in merito alla situazione del centrocampista. Quando poi il 17 Aprile scorso Inler segnò un gol da cineteca al San Paolo e non esultò, tutti hanno immaginato una rapida conclusione della trattativa a fine campionato.
Invece proprio sul finire della stagione sono incominciati i primi problemi quando De Laurentiis ha rilasciato un’intervista nella quale giudicava troppo oneroso il costo previsto per il cartellino (tra i 12 ed i 14 milioni di euro) per un calciatore di 27 anni che ha indispettivo molto il giocatore. Da lì in poi Inler ed il suo procuratore hanno iniziato a guardarsi intorno ed hanno incontrato l’apprezzamento della Juventus. Adesso i bianconeri si sono anche messi a fare le cose sul serio arrivando a proporre un contratto di 4 anni a 2,1 mln a stagione più premi.
Secondo Gianluca Di Marzio, il noto esperto di calciomercato di Sky Sport molto vicino alle questioni napoletane, l’offerta della Juventus è stata già accettata dal giocatore perché nettamente superiore a quella del Napoli ed ora i bianconeri dovranno solo pareggiare l’offerta fatta dal Napoli ai friulani per concludere l’affare. Dopo Pirlo, la Juve sta per fare il suo secondo colpo di centrocampo che inevitabilmente, considerato anche il recente rinnovo di Marchisio ed il possibile arrivo a parametro zero di Pazienza, allontana sempre di più l’ipotesi di un riscatto di Aquilani dal Liverpool ed apre le porte ad una cessione di Felipe Melo in vista della prossima stagione.

Il Napoli insegue Gokhan Inler da diverse sessioni di mercato, le due società si sono incontrate più volte per cercare un’intesa ma poi l’affare è sempre sfumato. In molti però davano per certo il trasferimento dello svizzero all’ombra del Vesuvio alla fine della stagione, pare infatti che alla fine l’accordo si sia trovato, i campani verserebbero nelle casse friulane 11 milioni di euro più Denis. La telenovella potrebbe così finalmente trovare il suo epilogo, a rovinare tutto però ci ha pensato Dino Lamberti che con una sua dichiarazione a Il Mattino ha di fatto completamente escluso il trasferimento al Napoli del suo assistito:
“Mi dispiace molto per Pozzo e De Laurentiis, se hanno siglato un’intesa hanno perso tempo, io ho raggiunto un accordo con un altro club italiano. Juventus? Non confermo niente, ma è vero che è tutto fatto e ho anche il gradimento del giocatore. Il Napoli ha fatto tardi, anche se viene ora non se ne fa nulla. Non è una questione di soldi. De Laurentiis ha parlato con Pozzo? Spero che lo abbiano fatto per Sanchez o Denis perchè Inler al Napoli non va”.
Parole che sicuramente gelano i tifosi azzurri, mentre invece potrebbero far gioire quelli di un’altra compagine. Già ma chi potrebbe essere questo misterioso club italiano? Secondo i soliti ben informati le sirene che hanno corteggiato con successo Inler sono torinesi, sarebbe quindi proprio la Juventus la futura squadra del centrocampista elvetico, con buona pace di Napoli e Bayer Leverkusen, le due squadre che più avevano corteggiato il calciatore. Tuttosport addirittura si sbilancia parlando delle cifre che hanno portato all’accordo, si parla di 2,7 milioni all’anno, e Marotta potrebbe concludere con Pozzo in occasione dell’incontro previsto a breve in cui si dovranno discutere le situazioni di Pepe e Motta.
A lasciare accesa la speranza del Napoli giungono le parole di Fabrizio Larini, Direttore Sportivo dell’Udinese, che si dice sorpreso dalle parole dell’agente di Inler e conferma che le due società erano ormai vicine all’intesa:
“Si sa che in una trattativa bisogna essere d’accordo, ci dev’essere anche la volontà del giocatore altrimenti il tutto risulta incompleto. In questo momento il virgolettato di Lamberti mi coglie impreparato, non so a cosa si riferisce il procuratore. Parleremo con lui e il ragazzo per capire, in ogni caso servono tutte e tre le componenti, non basta l’accordo prospettato, devono sentire noi. Napoli? Stavamo parlandoci, anche perché l’interesse c’è da molto tempo”.

Impazzisce Udine e il Friuli e si rifà in parte della delusione del giorno precedente quando il Giro d’Italia s’era visto cancellare salita e discesa del Monte Crostis. Giocatori con al seguito mogli e figli, ma anche allenatore e dirigenza, sul rettangolo verde dell’impianto friulano è scoppiata la festa a fine gara, durata poi fino a notte fonda: l’Udinese, partita con 4 sconfitte di fila, è in Champions League, un traguardo molto importante celebrato anche con succulenti balli in cui il sempre pacato Guidolin ha dato il meglio di sé. Tra un abbraccio e un altro anche il tempo per rispondere alle domande dei giornalisti; il tecnico dei bianconeri non sta nella pelle:
“Abbiamo dovuto soffrire fino in fondo. Quando Totò ha sbagliato il rigore ho temuto che il destino avesse deciso diversamente. Alla fine è stata una grande gioia e ringrazio tutti quanti, società, giocatori, tifosi e sopratutto la mia famiglia. Voglio godermela fino in fondo e so che sarà una lunga notte. Potrà succedere che qualcuno partirà verso un grande club, ma la società non ha necessità di vendere e smobilitare. Vogliamo essere pronti per i preliminari di Champions League e continuare a giocare un buon calcio anche nella prossima stagione. Sono contento che si parli di Isla, è un ragazzo che dà spinta ed equilibro alla squadra, è uno dei giocatori più importanti di questa squadre. E’ stato il motore della nostra rimonta così come Armero, che ci ha permesso di giocare stabilmente a tre dietro, senza rischiare troppo”.
Se la gode, giustamente, anche il patron Giampaolo Pozzo:
“Festeggio i 25 anni di presidenza questa serata con un preliminare che è un grande risultato per una società come la nostra. E’ stata una grande stagione in cui siamo partiti male, ma abbiamo fatto una grande rimonta divertendoci. Avremmo potuto fare anche meglio, ma abbiamo avuto un periodo di stop in cui tutto ci girava male. Vogliamo mantenere la squadra, e siamo tranquilli perchè le grandi hanno indetto l’embargo. Faremo di tutto per cercare di tenere i big, anche se sappiamo che sarà impossibili tenerli tutti, ma faremo come sempre del nostro meglio per poterli sostituire. Vogliamo mantenere lo zoccolo duro per affrontare la prossima stagione”.
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Il procuratore del centrocampista svizzero di origine turche ha rilasciato un intervista in esclusiva ad Udineseblog. Secondo Dino Lamberti, così si chiama l’agente di Inler, il centrocampista dell’Udinese non avrebbe per nulla apprezzato le parole del presidente De Laurentiis di qualche settimana fa. Il massimo dirigente azzurro commentando la richiesta di almeno 15 milioni da parte dell’Udinese per il cartellino del giocatore, si era lamentato dicendo che comprandolo a quelle cifre non sarebbe riuscito poi a rivenderlo senza perderci tra qualche anno. Secondo Lamberti queste parole avrebbero fatto passare al giocatore la voglia di andare al Napoli:
“Partiamo dal fatto che Gokhan è un campione e che di certo non lascerebbe Udine per soldi. E’ un giocatore che ambisce ad una grande squadra, vuole giocare la Champions e io, come suo amico e procuratore, spero che il suo sogno si concretizzi. In questo momento mi cercano in molti, soprattutto dalla Russia. Ci sono squadre disposte a pagare anche la clausola rescissoria oltre che ad offrire ingaggi incredibili. Ma lui non è interessato ai soldi, lui ama il calcio e vuole solo giocare in un club importante e serio. Io ero andato a Napoli e mi sono confuso tra la gente, chiedendo a sconosciuti il parere su Gokhan. Ho appurato che lo vogliono davvero e che già gli sono affezionati. Ma sinceramente le dichiarazioni del presidente De Laurentiis sono state offensive e hanno fatto passare la voglia a Gokhan di andare là. A parte il valore del giocatore, non si può pensare a rivenderlo prima ancora di averlo comperato parlando poi di una cessione molto in là nel tempo. Mi viene da pensare che De Laurentiis non si sia informato bene su chi è Gokhan perchè non ha capito nulla di lui. Non voglio permettermi di giudicare De Laurentiis, perchè nemmeno lo conosco. Credo però che non meriti il giocatore. In quanto alla società Napoli, però, devo dire che è molto corretta perchè ha instaurato un dialogo in primis con l’Udinese”.
Secondo l’agente sul giocatore ci sarebbero altre società importanti come il “Borussia Dortmund, il Bayern Monaco e la Juventus” e per questo motivo De Laurentiis per aggiudicarsi le prestazioni di Inler dovrà spingersi ben oltre i 10 mln: “Se vuoi un campione, lo devi pagare. Per 12,5 non si fa nulla. Come ho detto, ci sono squadre che hanno offerto molto di più e per le quali Inler è seriamente il primo della lista. Società convinte perchè hanno seguito il giocatore, lo hanno valutato attentamente. Ma a Gokhan non interessano i soldi, lui vuole andare in una società seria che lotti per traguardi importanti e che creda fermamente in lui“.
Fonte: Udineseblog

L’Udinese sbanca Napoli, il sogno del popolo partenopeo si infrange contro il passato e il futuro, da un lato il mai troppo rimpianto Denis, dall’altro il probabile prossimo mediano, Inler. Pur senza Sanchez e Di Natale, i friulani hanno fatto il colpaccio vincendo dopo 10 anni al San Paolo e interrompendo una striscia di 12 partite consecutive a punti del Napoli, tra le mura amiche. Serata da incubo? Macché, il pubblico del San Paolo ha comunque applaudito i propri beniamini e anche Mazzarri, ai microfoni dei giornalisti, accetta il ko con filosofia:
“Bellissimo l’applauso dei tifosi a fine partita: questo dimostra la grande maturità e la crescita di questa piazza, che devo ringraziare. Questa squadra ha fatto cose meravigliose quest’anno. Non so cosa sia scattato oggi nella testa dei giocatori: io sapevo che l’Udinese, nonostante le assenze, non avrebbe modificato l’atteggiamento, forse l’unico appunto che posso fare ai ragazzi è di aver creato di più e concretizzato di meno. Champions sicura? Si è fatta sotto la Lazio e anche l’Udinese, dobbiamo stare attenti perché sarebbe un peccato non farcela dopo tutto quello che abbiamo fatto”.
Il Milan è a un tiro di schioppo dallo scudetto, questo passo falso proietta il Napoli in un finale di campionato dove importante sarà non perdere la testa, per non perdere la Champions League. Lazio e Udinese tallonano, il sogno tricolore è ormai svanito:
“Tre sconfitte in casa? Sì, sono tante, ma si può anche dire che abbiamo fatto tante vittorie esterne. Però, partiamo dall’inizio, qui nessuno ha mai parlato di scudetto, si è parlato di crescita, perché lo scudetto è una cosa che deve maturare con una squadra che cresce. Noi abbiamo fatto in un anno e quattro mesi una crescita vertiginosa. Rispetto al girone d’andata, ad oggi, dopo aver perso con l’Udinese, abbiamo cinque punti in più del girone d’andata. Vuol dire che questa squadra sta facendo delle cose straordinarie. Non scordiamoci quello che si è detto questa estate, quando è partito il campionato”.
La scorsa stagione, in casa Udinese, non è stata propriamente esaltante: a parte il titolo di capocannoniere conquistato da Antonio Di Natale, per la squadra quindicesimo posto raggiunto sul filo di lana, eliminazione in semifinale di Coppa Italia e due avvicendamenti di allenatori, con Pasquale Marino rimpiazzato da Gianni De Biasi, prima di esser chiamato per la parte finale di campionato. Giampaolo Pozzo, storico patron dei friulani, quest’anno ha effettuato alcune operazioni per cercare di puntellare la squadra: via il buon Marino, panchina affidata a Francesco Guidolin, di stanza al Friuli già qualche anno fa. Via anche il ds Sergio Gasparin, accasatosi alla Sampdoria, al suo posto Fabrizio Larini. E poi tanti saluti a Gaetano D’Agostino e Simone Pepe, rispettivamente venduti alla Fiorentina e alla Juventus.
“La squadra è competitiva per fare bene nel prossimo campionato e quindi riscattare la stagione scorsa, la peggiore degli ultimi anni. Dopo quelle di Pepe e di D’Agostino non ci saranno altre partenze tra i big e Antonio Candreva (al rientro dal prestito a Livorno e Juve, ndr) non si muoverà dato che piace a Francesco Guidolin. A noi servono solamente alcuni ritocchi, ma se non dovesse arrivare alcun giocatore saremmo egualmente a posto” ha asserito sicuro Pozzo. Poi ha continuato soffermandosi sui singoli: “Sanchez vorrebbe il Manchester United? Anch’io vorrei essere il numero uno della Fiat. La verità è che non esiste alcuna trattativa, Sanchez è e rimarrà dell’Udinese, anzi, non esistono le condizioni per eventuali altre cessioni, ad esempio Inler. Ora stiamo valutando il da farsi con l’allenatore, abbiamo tempo fino a fine agosto per eventuali acquisti“.
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Doveva accadere prima o poi: la Svizzera subisce un gol in una fase finale dei Mondiali dopo più di 500 minuti di imbattibilità e con la rete incassata arriva anche la sconfitta, un 1-0 che pare risultato striminzito per il Cile ma che in realtà è stato meritatissimo dai ragazzi di Marcelo Bielsa. Anzi, la squadra sudamericana è stata sprecona all’inverosimile, mangiandosi tanti gol soprattutto con Sanchez e Paredes, salvo poi tremare letteralmente al 90° quando Derdyiok calcia una specie di rigore in movimento clamorosamente fuori, alla destra di Bravo. Certo che sulla partita ha pesato, forse in maniera determinante, la condotta dell’arbitro saudita Al Ghamdi, direttore di gara pignolo e dal cartellino facile.
Episodio campale, quindi, l’espulsione al 31° del primo tempo dell’ex laziale Valon Behrami, reo di aver colpito un avversario con una gomitata; in realtà il fischietto è stato fin troppo fiscale, al massimo il centrocampista di origine kosovare meritava un giallo. Tant’è, dopo una mezz’ora bruttina e contraddistinta da qualche fallo e da molti gialli, dal momento in cui la Svizzera è rimasta in inferiorità numerica il Cile ci ha creduto con convinzione e se n’è accorto anche il ct degli elvetici Ottmar Hitzfeld che ha richiamato in panchina il capitano e bomber Frei per coprirsi con Barnetta. E’ nel secondo tempo, però, che il Cile straripa e contenerlo diventa via via sempre più difficile per Gritching e compagni.
Le immagini di Cile - Svizzera 1-0



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E sono nove: tante le partecipazioni ai Mondiali, con la prossima, della Svizzera. Un bottino niente male per uno staterello neutrale come quello della Confederazione Elvetica, nel quale si è sempre giocato un discreto calcio soprattutto quando orchestrato da tecnici importanti. E’ il caso di Ottmar Hitzfeld, ex vincitore della Champions League con Borussia Dortmund e Bayern Monaco, che da quando ha preso le redini della Nazionale rossocrociata se l’è cavata niente male. Aveva l’obiettivo di condurre la squadra al secondo mondiale di fila, missione riuscita: 4 anni fa in Germania sfortunata eliminazione contro l’Ucraina, erano gli ottavi di finale e non subirono neanche un gol in 390 minuti.
La Svizzera non è mai andata oltre la top-eight, ossia i quarti di finale (l’ultima volta, comunque, nel 1954); questa volta l’entusiasmo è davvero tanto intorno a questa squadra anche se gli ottavi di finale, secondo pronostico, dovrebbero riservarle il Brasile. Niente paura, comunque, il mix di gioventù ed esperienza saprà cavar fuori dai 23 della rosa le giuste motivazioni per non lasciare nulla di intentato. Ovviamente le speranze maggiori sono riposte nell’attaccante Frei, capitano trentenne del Basilea che agli scorsi Europei casalinghi si infortunò alla prima partita: dipenderà da lui e dal compagno Streller la prolificità offensiva di una squadra magnifica in difesa, ma problematica in fase realizzativa
Solo Hakan Yakin ha più gettoni di presenza del compagno, ma in ogni modo spulciando la selezione scelta da Hitzfeld, si notano un sacco di buoni giocatori. Blaise N’Kufo ha vinto lo scudetto da protagonista in Olanda col Twente, i vari Barnetta, Fernandes e Senderos sono ormai giocatori internazionali stanziatisi all’estero, così come il portiere del Wolfsburg Benaglio o l’ex Verona ora agli Hammers Valon Behrami. Presenti anche quattro “italiani“: da Lichtsteiner della Lazio a Inler dell’Udinese, in più i sampdoriani Ziegler e Padalino. E non dimentichiamo Derdiyok: l’eterna promessa del calcio elvetico che a 22 anni può ancora dimostrare tanto.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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Partita discreta andata in scena questo pomeriggio al Friuli di Udine dove i bianconeri di casa ospitavano la lanciatissima Roma di Claudio Ranieri per cercare di ribaltare lo 0-2 patito più di due mesi fa nella capitale. Tanti i pensieri in seno ai giallorossi, che sono a 360 minuti dallo scudetto ma che non avevano nessuna intenzione di denigrare la trasferta friulana; per i ragazzi di Marino, invece, l’opportunità di riscattare una stagione con più ombre che luci: in un sol colpo finale di Coppa con possibilità di vincerla e accesso all’Europa League. Tanta la generosità di Di Natale e soci, ma alla fine il fortino romanista regge, nonostante gli ospiti abbiano finito in 10 per il doppio giallo inflitto a Cassetti.
Segna Sanchez a dieci minuti dal termine irrompendo dalla destra e infilando Julio Sergio sul primo palo, dopo il gol dell’illusione dei padroni di casa l’incredibile forcing finale, aiutato anche dal rosso a Cassetti pochi attimi dopo l’1-0 per una trattenuta meritevole del secondo cartellino giallo. E così legno di Inler nel recupero, e ancora due tentativi di Corradi (fuori di poco, parata di Julio Sergio), oltre a innumerevoli cross e presenza pressoché costante dei bianconeri nella metà campo avversaria. Forse troppo tardivo l’assalto all’arma bianca dell’undici udinese, con un primo tempo ordinato ma poco graffiante e una ripresa più vivace con diverse occasioni ma solo una clamorosa (errore di Di Natale che cicca a tu per tu col portiere).