
Udinese-Tottenham: in altri tempi, in Friuli avrebbero tremato al solo sentir nominare una squadra inglese, ricca di tradizione, per quanto quasi mai affermatasi ad altissimi livelli. Oggi però saranno gli inglesi ad aver paura, dal basso dell’ultimo posto che gli Spurs occupano in Premier League. I bianconeri friuliani, al contrario, vivono un momento di grazia, occupando la seconda posizione in Serie A, dietro solo all’imprendibile Inter.
La chiave per aprire la porta della difesa inglese nella prima gara del Gruppo B della fase a gironi della Coppa Uefa, saranno presumibilmente affidate a Floro Flores e Sanchez ai quali potrebbe essere affiancato uno tra Di Natale e Quagliarella, nell’ottica di un turnover non esasperato. Inutile dire che il tecnico Marino, proclama prudenza, diffidando della crisi degli Hotspurs:
“Questa squadra è dotata di tanta personalità, è stata costruita per vincere e solo per motivi legati a episodi non sta andando bene. Noi non ci crediamo e quindi dobbiamo comunque temerla. Non dovremo giocare come contro il Borussia perché quando noi siamo lenti diventiamo prevedibili e quindi andiamo in sofferenza. Invece dovremo giocare in velocità e ripartire subito”.
Continua a leggere: Coppa Uefa, l'Udinese ospita il Tottenham; Sampdoria a Belgrado

Non ci sono pericoli per i rossoneri. Dalla Seconda Urna è uscita la squadra più abbordabile, gli olandesi dell’Heerenveen e da lì, il sorteggio è stato in discesa: scampato il pericolo Manchester City, nel Gruppo E, gli altri avversari del Milan saranno i portoghesi del Braga, gli inglesi del Portsmouth e i tedeschi del Wolsfburg di Andrea Barzagli e Zaccardo.
Più complicata, ma non impossibile la situazione per Sampdoria e friulani. I blucerchiati sono stati sorteggiati nel Gruppo C, insieme ai temibili iberici del Siviglia, i tedeschi dello Stoccarda, il Partizan Belgrado e i belgi dello Standard Liegi.
Per l’Udinese invece esame d’inglese con il Tottenham, di russo con Spartak Mosca, di croato con la Dinamo Zagabria e di olandese con il NEC Nijmegen nel Gruppo D. Di seguito tutti i gironi.
Vi proponiamo la sintesi della risicata vittoria del Brasile sul Belgio nella prima gara del Gruppo C del Torneo Olimpico di calcio. Dopo il salto, le immagini del secondo tempo.

Non ha di certo impressionato il Brasile del fuoriquota e capitano Ronaldinho, del conteso Diego e dell’astro nascente Pato. All’esordio dei Giochi Olimpici, i verdeoro che, per bocca di Dinho, equiparano, per importanza, l’oro olimpico al titolo mondiale, faticano oltre ogni previsione per aver la meglio del modesto ma coriaceo Belgio.
La prima partita del Gruppo C, vede infatti, le due squadre equivalersi, con i rossoneri assolutamente impalpabili e gli europei combattivi quasi oltre il limite. Il Belgio resiste alla sterile supremazia sudamericana e anzi, va vicino al clamoroso vantaggio con Fellaini che sfiora il palo.
Un po’ più vivace la ripresa, dove Pato riesce a sfiorare il vantaggio in un paio di occasioni prima che l’equilibrio si spezzi a motivo dell’espulsione del belga Kompany al 72esimo che, lasciando i suoi in dieci, spiana la strada alla Selecao che va in vantaggio con Hernanes sei minuti dopo.
Continua a leggere: Olimpiadi: un deludente Brasile supera il Belgio 1-0

La paura ormai è passata, per fortuna Panucci non ha dovuto salutare il gruppo azzurro e sarà disponibile contro l’Olanda, allarme rientrato. Solo un piccolo fastidio durante l’allenamento ha fatto fermare l’esperto difensore che ha dichiarato: “Ho sentito un dolorino al ginocchio e mi sono voluto fermare, tutto per precauzione. Sto bene, mi fa male solo un po ma per lunedì sarò sicuramente a disposizione”. Quindi buone notizie, confortanti per il gruppo che continua il suo lavoro in vista dell’esordio e questa volta a porte chiuse.
Ieri gli azzurri di Donadoni si sono trincerati e hanno svolto tutto il lavoro evitando sguardi indiscreti di possibili 007 olandesi. Un’ora di lavoro tattico con partitella finale sotto la pioggia, che ormai è la compagna fissa di questa avventura austriaca. Poche sono le sorprese nella futura formazione, Panucci che sembrava favorito sulla destra verrà sostituito da Zambrotta che quindi lascerà la sinistra a Fabio Grosso, centrali Materazzi-Barzagli. A centrocampo Gattuso e Pirlo sono gli intoccabili per il ct che per il terzo posto sulla mediana forse preferirà Daniele De Rossi a Massimo Ambrosini.
Continua a leggere: Italia, la vigilia presenta poche sorprese
La sconfitta mondiale ancora brucia negli occhi e nei cuori francesi e soprattutto in quelli del ct transalpino Raymond Domenech. Persona di grande carattere, sicuro di se, tanto da essersi conquistato antipatie dentro e fuori la sua natia patria. Era un arcigno difensore del Lione e per caricarsi aveva uno strano rituale: “Quando giocavo con il Lione il derby con l’AS Saint-Etienne, mi piaceva riscaldarmi da solo vicino ai tifosi che mi fischiavano. Mi avvicinavo ai cartelloni pubblicitari e loro mi fischiavano semrpe di più. Ne avevo bisogno”. Forse questo spiega molte cose. Le convocazioni non sono state scontate: a Mexes è stato preferito Boumsong e a David Trezeguet è stato preferito Gomis, per non parlare di Flamini che è nel gruppo ma solo per le paure riguardo la salute di Vieira.
La strada verso l’europeo svizzero-austriaco è stata un po movimentata a causa delle due sconfitte rimediate con la nazionale scozzese, così i galletti hanno concluso al secondo posto dietro i campioni del mondo dell’Italia. La Francia ha partecipato a tutti i campionati continentali finora disputati ospitando addirittura il primo, a quattro squadre, nel 1960. I blues hanno vinto due volte l’europeo, nel 1984, al Parco dei Principi e nel 2000 in Olanda proprio contro i nostri azzurri. La nazionale è nutrita ancora da alcuni pezzi del double mondiale-europeo di fine millennio ma ha saputo ringiovanirsi con le nuove stelle, fenomeni che tutti i grandi club hanno e vorrebbero avere, parliamo di Ribery, Nasri e Benzema. (Fotogallery)
Continua a leggere: Speciale Euro2008: Francia, il dente avvelenato cerca la vittoria continentale
Era il 1988, in maglia orange numero 12 c’era il centravanti più forte del mondo, Marco Van Basten che in finale contro la Russia siglò uno dei gol più belli di sempre sancendo la meritata vittoria della nazionale Olandese. Sono passati 20 anni e il cigno di Utrecht ora siede in panchina per guidare un gruppo di ragazzi alla vittoria finale. Ha sdoganato lo storico 4-3-3 del calcio totale per adottare un più solido 4-4-2, lo stesso modulo che il ct Michels tirò fuori nell’88 dopo la prima partita persa.
I tulipani nella loro storia hanno vinto il trofeo una sola volta ma hanno disputato quattro semifinali nel 2004, 2000, 1992, 1976 e un altro quarto di finale nel 1996, non hanno partecipato solo all’edizione del 1960. Fino al termine delle qualificazioni per Euro 2008, l’Olanda ha giocato 117 partite nei Campionati Europei, di queste ne ha vinte 72, pareggiate 22 e perse 23, con 241 gol realizzati e 91 subiti. Dopo l’edizione del 2004, usciti in semifinale contro il Portogallo, Dick Advocaat lascia la panchina a Marco Van Basten che fino ad allora aveva allenato solo le giovanili dell’Ajax, molti si lamentano ma la squadra colleziona 15 vittorie consecutive, filotto interrotto dall’Italia di Lippi nel 2005, 3-1 ad Amsterdam.
La strada per arrivare a Euro 2008 è stata agevole, qualificati con un turno di anticipo e purtroppo finiti secondi alle spalle della Romania a causa dell’ultima partita persa contro la Bielorussia. La squadra è giovane e ha nel suo organico molti dei campioni europei under 21 del 2006 e 2007, una politica ben precisa per mister Van Basten: “abbiamo molti giocatori con grandi qualità offensive ed è un lusso, ma la maggior parte di loro è giovane e deve maturare. Con più esperienza, potremo conquistare uno dei trofei maggiori”. (Fotogallery)
Continua a leggere: Speciale Euro2008: Olanda, con Van Basten per ripetere la magia del 1988
Eccovi il video con i gol delle due amichevoli giocate ieri dalle avversarie più quotate del durissimo Gruppo C di Euro 2008 nel quale gli azzurri sono stati inseriti. Stiamo parlando della sconfitta della Francia a Maiorca, in terra spagnola, e della bella vittoria dell’Olanda di Van Basten in trasferta in Croazia. Risultati che hanno un valore relativo, come relativo è il valore della sconfitta della terza avvesaria dell’Italia, la Romania, che ha perso 1 a 0 contro Israele.
Vale comunque la pena di dare un’occhiata alla partita degli uomini di Domenech, non apparsi in buona forma e privati del pareggio da un errore clamoroso di Henry sotto porta, e alla larga vittoria dell’Olanda che capitalizza al meglio le dormite della difesa croata.

Missione impossibile per Lazio che questa sera chiuderà il Gruppo C della Champions League, facendo visita al Real Madrid nella tana del Santiago Bernabeu. Ci vuole un miracolo perchè i capitolini possano continuare la loro avventura nella massima competizione europea: bisogna battere le merengues a domicilio e tifare Olympiacos. Infatti il Werder Brema, che può ancora dire la sua, non deve vincere in Grecia.
La partita dell’andata all’Olimpico lascia aperto qualche spiraglio: i bancoazzurri giocarono una gran partita mettendo alla frusta i ben più titolati avversati che, alla fine però, imposero il 2-2. Non si può può mai dire. L’ultima trasferta nella capitale spagnola della Lazio si chiuse con la vittoria di misura dei Galacticos per 3-2 con calcio di rigore decisivo trasformato da Luis Figo. Anche allora, a Roma, fu 2-2.

Dopo la goleada del secondo turno con la quale ha sommerso gli svedesi del’Elfsborg, torna in campo questa sera la Fiorentina formato europeo, per il terzo turno del Gruppo C di Coppa UEFA. La trasferta é di quelle impegnative, ad Atene, nel solito infuocato catino dell’AEK. La formazione greca ha giocato solo una gara, paraggiandola 1-1 in terra di Svezia.
Arriva in un momento delicato la sfida inedita tra gialloneri e viola, a pochi giorni dalla dolorosa scomparsa della signora Manuela Prandelli, moglie dell’allenatore italiano. Condizione questa, che potrebbe anche produrre una spinta decisiva verso la qualificazione: i quattro punti messi in cascina nelle prime due apparizioni infatti, consentirebbero alla squadra dei Della Valle di qualificarsi già stasera in caso di conquista dei tre punti.
Il sito UEFA ricorda come l’AEK vanti ben 16 precedenti europei contro avversarie italiane, collezionando appena due vittorie, cinque pareggi e nove sconfitte. In casa gli ellenici hanno ottenuto due vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. L’ultimo precedente, fiore all’occhiello della formazione ellenica, risale alla fase a gironi della scorsa Champions League, il successo interno per 1-0 su quelli che sarebbero poi stati i Campioni d’Europa del Milan.
Continua a leggere: Coppa UEFA: Fiorentina in campo per la qualificazione e per Prandelli