
Oggi Hernan Crespo ha messo la parola fine alla sua avventura calcistica in Italia e ha salutato Parma e il Parma, la squadra che lo portò nel nostro Paese e l’ultima della quale ad oggi ha indossato la maglia. Dopo 4 stagioni dal ‘96 al 2000 e gli ultimi due anni tra le fila dei ducali, alla fine Valdanito saluta tutti con 199 presenze in biancoscudato e 94 gol, tanta roba per poter dire addio senza commuoversi un pochino e ricevere i convinti applausi della platea presenze alla sua conferenza stampa: “Per me non è facile spiegare perché io oggi metto un punto finale alla mia avventura a Parma ed al calcio giocato ad alti livelli dopo 19 anni. Sono triste, avrei preferito non farlo e non spiegare le mie decisioni, sono uno che va al sodo… Però è un atto dovuto, lo faccio verso i tifosi del Parma“.
E passa dunque a spiegare i motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione:
“Oggi la squadra naviga in acque tranquille e questi sei mesi hanno dimostrato che non è un’utopia farlo senza Crespo. Vado via tranquillo, consapevole di non far parte del progetto tecnico ma vado via sereno perché il Parma è in salute. Io adesso ho altre opzioni, ma non ho cambiato e non ho fatto questa rescissione per andare altrove. Ho avuto tante proposte, ora come lo scorso anno, ma a gennaio facevo parte del progetto tecnico del Parma. Idem a giugno, ma adesso non è così”.
Senza polemiche, senza rimpianti, alla fine era giusto così. Ora però si aprono nuovi scenari per un giocatore che a 36 anni e mezzo ancora si sente in grado di fare gol:
“Lascio senza niente in mano. Ho l’India, la Cina, il Qatar, l’America. Ma non c’è niente di fatto, ascolterò perché voglio continuare a divertirmi ed a giocare a calcio. Ho chiuso la mia carriera a Parma, ad alti livelli, poi accetterò una di queste possibilità per divertirmi dentro il campo di gioco. Non mi piaceva l’idea di diventare un peso, so cosa significa Crespo tra panchina e tribuna e siccome voglio lasciare la società tranquilla, me ne vado. Non è divertente stare in panchina ed in tribuna, per questo ho preso autonomamente questa decisione, anche se non è facile dopo 19 anni di carriera da professionista”.
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L’India è uno dei paesi del mondo economicamente più in crescita: patiti per lo più di cricket, nella più importante penisola del continente asiatico il calcio non aveva mai attecchito. Ma ora qualcosa è cambiato e ieri a Calcutta è stato presentato il campionato del West Bengala che avrà sei squadre, in ognuna delle quali ci sarà un allenatore di fama internazionale e un calciatore altrettanto famoso. Tra questi Fabio Cannavaro che ha annunciato sul suo profilo twitter: “Di nuovo in campo with the Indian Football Association, West Bengal“. Seconda avventura esotica per l’ex capitano della Nazionale che a luglio scorso aveva deciso di appendere gli scarpini al chiodo.
Insieme allo stopper napoletano ci saranno Fernando Morientes (Spagna), Jay Jay Okocha (Nigeria), Robert Pires (Francia), Robbie Fowler (Inghilterra) e Hernan Crespo (Argentina), mentre gli allenatori saranno Peter Reid (Inghilterra), John Barnes (Inghilterra), Samson Siasia (Nigeria), Marco Etcheverry (Bolivia), Colin Todd (Inghilterra), Teitur Thodarson (Islanda) e Milos Rus (Slovacchia). Il torneo comincerà il 25 febbraio e dovrebbe terminare per la metà di aprile. Questo è quanto si sa secondo la Gazzetta dello Sport, nei prossimi giorni indubbiamente avremo maggiori ragguagli e soddisfaremo la curiosità verso questo nuovo curioso campionato.

Bella partita al Tardini di Parma dove ieri sera i padroni di casa allenati da Marino hanno affrontato la Fiorentina di Mihajlovic, gara secca degli ottavi di finale di Coppa Italia, l’unica delle otto sfide in programma disputatasi nel 2010. Ebbene, dopo 90 minuti intensi e con non poche occasioni, ci vogliono i tempi supplementari per decretare il vincitore con l’apparente messa in ghiaccio del match ad opera di Santana, in gol al 112°.
Partita finita? Neanche per sogno, perché Crespo è giocatore tosto e ultimamente è pure in grande forma; Valdanito prima pareggia i conti (erano passati appena 3 minuti) sfruttando al meglio un assist al bacio di Lucarelli, poi porta in vantaggio i ducali al 118° con un tap-in letale su corta respinta di Avramov. E’ un momento d’oro per l’argentino che nell’ultimo mese ha segnato a raffica e ha regalato punti pesanti alla sua squadra del cuore.
Eppure la Fiorentina non aveva demeritato, anzi forse ai punti i toscani avrebbero vinto. A parte un primo tempo grigio in cui comunque Giovinco da una parte e Babacar dall’altro avevano colpito i legni, nella ripresa si è erto a protagonista Pavarini che ha negato il gol in più di una occasione ai vari Marchionni, Cerci e Babacar. Poi è entrato Crespo al posto di Bojinov, reti bianche al 90° e tempi supplementari; gol argentini, con l’illusione viola e la gioia crociata. Ai quarti il Parma affronterà una tra Chievo e Palermo.
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Abbuffata di gol al Giuseppe Meazza, nulla di meglio per l’anticipo prandiale di questa 14esima giornata: dopo un mese di digiuno tra le mura amiche l’Inter torna a brindare coi tre punti e lo fa al termine di un match, quello contro il Parma, che spettacolare è forse dir poco. Che strano il calcio, senza il bomber principe Samuel Eto’o la sgangherata banda di Benitez impallina Mirante per ben cinque volte, e senza scomodare i sostituti del camerunense: ci pensa Stankovic a fare la parte del goleador consumato infilando una tripletta memorabile. Insieme a lui Cambiasso e, nella ripresa, Thiago Motta che riassapora il campo e, pochi minuti dopo, anche il gol. Onore e merito al Parma e ad Hernan Crespo: due gol, un palo e un’altra occasionissima su cui bravissimo è stato Castellazzi, gli emiliani devono fare i conti con un reparto arretrato ballerino e con la sfortuna.
Il primo tempo regala cinque gol ed occasioni a iosa, con tutti e 22 i protagonisti in campo che non lesinano energia; il primo squillo è degli ospiti che passano in vantaggio con un gol di rapina dell’ex Crespo, abilissimo a tagliare sul primo palo e a battere Castellazzi con un tocco raffinato. L’Inter è in bambola, Giovinco sfiora il raddoppio, ma Biabiany, guarda caso un altro ex, la prende per mano e dalle sue sgroppate nasce il pari e poi il sorpasso: l’esecutore materiale e Stankovic che batte Mirante con due tiri da fuori deviati entrambi da Lucarelli prima e da Antonelli poi, con Mirante incolpevole. Poi il tris di Cambiasso: corner, spizza di testa proprio Biabiany, i giocatori parmensi fanno le belle statuine e il Chucu sigla il secondo gol personale in cinque giorni. Match che si riapre poco dopo, ancora grazie a Crespo, tiro chirurgico che finisce alle spalle di Castellazzi.
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Come ovvio, gli ultimi giorni della finestra di mercato invernale sono pieni di colpi di scena. All’Ata Quark Hotel di Milano anche oggi roventi trattative, colpi di scena e transazioni andate in porto. Una delle più clamorose riguarda Hernan Crespo che dopo solo sei mesi lascia il Genoa e si accasa al Parma, squadra e città che lo videro protagonisti per quattro anni sul finire del millennio; Ghirardi piazza sicuramente un colpo niente male, ma rinuncia a Nicola Amoruso che invece passa all’Atalanta. Gli orobici sono molto attivi: vicini Marc André Zoro dal Benfica (molto gradito da Mutti che lo ebbe alle sue dipendenze a Messina) e Sergio Volpi dalla Reggina, a questo punto pare molto probabile un addio di Robert Acquafresca, infelice fino ad ora la sua esperienza a Bergamo.
La Fiorentina scandaglia il mercato delle punte, ha chiesto Rocchi alla Lazio e Tavano al Livorno. I labronici dal canto loro, pur non intenzionati a cedere il loro fantasista, si assicurano le prestazioni di Davide Di Gennaro in prestito dal Milan. E’ vivo anche il Siena del presidente Mezzaroma: dal Panathinaikos giunge nella città del Palio il greco Alexandros Tziolis, già difensore della Nazionale ellenica. Di contro ceduto in prestito Gael Genevier al Torino (e si tratta per Reginaldo). Attaccanti che fanno le valigie: Stefano Okaka lascia la Roma e si accasa al Fulham, anche se domenica farà la sua ultima apparizione in giallorosso (per questa stagione). E ancora il Bari, che manda in Serie B due sue punte: Rej Volpato va a finire al Gallipoli, Giuseppe Greco al Cesena.
Alla vigilia di Juventus - Roma di sabato prossimo, Claudio Ranieri ha più di un motivo per sorridere. La sua squadra continua a vincere e, complice anche il periodo negativo della Juve, vola in terza posizione in attesa del posticipo di stasera che se dovesse vedere il Napoli vincitore a Palermo lo vedrebbe sopravanzare i giallorossi di un punto. La giornata trionfale della Roma passa alla storia anche per le prime reti di Luca Toni, l’attaccante sigla una doppietta e manda un messaggio a chi lo dava per finito, di Simone Perrotta il gol che sblocca il risultato. Il Genoa conferma le sue difficoltà in trasferta, Gasperini dovrà lavorare molto per risolvere i problemi della sua squadra (Il Video di Roma - Genoa 3-0 - Il Tabellino di Roma - Genoa 3-0).
La Roma guidata dal capitano Simone Perrotta, in assenza di Totti e De Rossi, scende in campo decisa a cercare la vittoria per continuare la sua rincorsa verso le posizioni di classifica che contano. La partita è subito avvincente con i padroni di casa che cercano di sfruttare le fasce per mettere in difficoltà il Genoa. La prime occasioni sono tinte di giallorosso, prima Perrotta chiama al miracolo Amelia, poi Toni manda fuori di testa in maniera abbastanza banale. I rossoblu rispondono con un tiro dalla distanza di Suazo. Poco per impensierire la squadra di Ranieri che al 17′ passa in vantaggio, Pizarro scodella sul secondo palo un interessante pallone su cui interviene Juan che prova la conclusione, Amelia respinge ma può poco sul successivo intervento di piatto di Perrotta.





Ogni anno che finisce, è tempo di bilanci; se a finire è però un decennio, per di più il primo del terzo millennio, allora la cosa si fa ancora più gustosa e succulenta. Insomma, questi benedetti Anni Zero stanno per andare in archivio: cosa ci hanno lasciato in consegna? Di tutto di più, in ogni ambito dello scibile. Ma è di calcio che questo blog parla ed è di calcio che ora andremo a parlare: attraverso diverse categorie, ci divertiremo a stabilire i “campioni” di questo primo decennio del 2000. Dalla partita al simbolo, dal giocatore alla squadra; iniziamo col calcio internazionale: siete pronti? Allora via… e buona lettura! (Partecipa al Sondaggio)
L’anno: ci sono anni in cui le regole del calcio paiono sovvertirsi, non esistono pronostici e i più audaci scommettitori si arricchiscono. Nel 2004 fu l’anno di due Nazioni, sorprendentemente: in Champions League trionfò il Porto di José Mourinho, già vincitore della Coppa Uefa l’anno prima, dopo una finale inedita contro il Monaco di Didier Deschamps. Sembrava che le stranezze si dovessero fermare a questo verdetto, ma negli Europei, in Portogallo guarda caso, accadde un avvenimento ancora più incredibile: in una finale inimmaginabile tra lusitani e Grecia, la nazionale ellenica trionfò nella massima competizione continentale. A un mese dalle Olimpiadi di Atene. Portogallo e Grecia: le due sorelle più povere dell’Europa dell’Euro, in un anno vinsero e ospitarono avvenimenti incredibili.
La squadra di club: non si tratta di fare classifiche o meri conti matematici; ci sono squadre che hanno vinto di più, forse meglio, ma costretti a scegliere la regina degli Anni Zero allora la scelta non può cadere che sul Real Madrid. In dieci anni ha fatto parlare di sé come nessun altra compagine nel resto del pianeta: subito due Champions all’attivo, poi acquisti milionari: da Zidane a Ronaldo, da Owen a Beckham. E nella seconda metà la colonia olandese più Cannavaro, fino ad arrivare ai botti di questa estate coi vara Kakà, Cristiano Ronaldo e Benzema. I galacticos, così sono stati soprannominati, passati attraverso allenatori controversi e presidenti spendaccioni, tra vittorie in Liga all’ultimo minuto e figuracce storiche in Europa: due lustri da protagonisti, nel bene e nel male.
Il calciatore: non facile indicare un campione che ha infuocato la passione dei tifosi per così tanto tempo. Alcuni si sono spenti a metà decennio (Ronaldo, Zidane), mentre altri stavano esplodendo (Rooney, C.Ronaldo, Messi): chi allora eleggere a giocatore simbolo di questi Anni Zero? Beh, alla fine la scelta ricade sul dentone brasiliano, al secolo Ronaldinho. Da Parigi a Barcellona, fino a Milano, un Mondiale (vinto col Brasile) da buon protagonista in Corea e Giappone, quindi Coppa Campioni al Camp Nou e Pallone d’Oro. E quando la sua fama stava per avvertire un calo forse fisiologico, la mezza rinascita col Milan, tra spot controversi e gol comunque molto importanti (uno su tutti, quello nel derby contro l’Inter vinto 1-0 dai rossoneri). Sì, non ci sono dubbi, è lui il giocatore simbolo del decennio che sta per andare in soffitta.




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Video Youtube: Sintesi, Gol ed Interviste di Genoa - Valencia 1-2 di Europa League 17 Dicembre 2009. Grifoni eliminati.




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Il Genoa scendeva in campo con un solo risultato utile a disposizione, a meno di un clamoroso scivolone del Lille, la vittoria. Due indecisione nei due finali di tempo costano la qualificazione ai liguri. Il Valencia è passato in vantaggio allo scadere della prima frazione di gioco con un gol di Bruno. La reazione del Grifone è stata buona, sono bastati infatti sei minuti per trovare il pareggio nella ripresa grazie all’argentino Crespo. Il seguente assalto però non ha prodotto i frutti sperati, David Villa ha poi fallito un calcio di rigore, ma si è fatto perdonare a tempo scaduto quando a porta vuota ha siglato il gol della definitiva vittoria.
Al fischio di inizio gli spagnoli si presentano con David Villa unica punta, forti anche dei due risultati a disposizione. Questa disposizione tattica però non li limita affatto, sono infatti protagonisti di una partenza decisa e autoritaria. Il Genoa paga l’assenza di Milanetto a centrocampo, infortunatosi nel riscaldamento, e non riesce a giocare come spesso lo abbiamo visto fare, la manovra è lenta e impacciata. Così le occasioni più pericolose sono di marca iberica, Joaquin divora un gol già fatto trovandosi tutto solo davanti a Scarpi. Intanto Palladino deve lasciare il campo per un problema al ginocchio sinistro. Nel finale di tempo i padroni di casa crescono, un pallonetto di Crespo va fuori di poco. Nel loro momento migliore arriva però la beffa: a tempo scaduto Bruno di testa mette la palla alle spalle dell’estremo difensore genoano che, nell’occasione, non era piazzato in maniera impeccabile.




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La Cronaca della partita. Le Foto della partita.
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