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Lazio, clamoroso Edy Reja: il tecnico annuncia le sue dimissioni e non parte per Madrid

pubblicato da Skalka

edy reja

Aggiornamento: Secondo le ultime indiscrezioni Edy Reja parte comunque per Madrid, un segno di rispetto per i suoi giocatori. È in corso un summit a Formello per valutare la situazione, pare probabile che comunque domani per l’allenatore sarà l’ultima panchina.

A pochi minuti dalla partenza per Madrid in casa Lazio scoppia la bomba Edy Reja: il tecnico goriziano non partirà con la squadra, si è dimesso dall’incarico di allenatore dei biancocelesti e lo ha comunicato alla società con fax. La notizia giunge inaspettata alla vigilia dell’importante partita del Vicente Calderon dove i capitolini dovranno provare a ribaltare l’1-3 subito all’Olimpico. La rottura è arrivata in seguito al vertice tenutosi ieri a Formello tra l’allenatore, il Direttore Sportivo Igli Tare e il presidente Claudio Lotito, incontro che doveva servire a discutere del difficile momento della squadra, nonché a placare le rimostranze dello stesso Reja che più volte si era mostrato scontento del mercato di gennaio. A Madrid la squadra sarà guidata da Alberto Bollini, mentre il duo composto da Crialesi e Simone Inzaghi dovrebbe traghettarla poi fino a fine stagione.

Non è la prima volta in questa stagione che Reja rassegna le dimissioni, questa volta però lo strappo non sembra essere destinato ad essere ricucito. La società non ha ancora espresso la sua posizione, ma un comunicato è atteso a breve. Intanto a commento di questa inaspettata notizia ci sono le parole di Sergio Cragnotti raggiunto dalla redazione di Tutto Mercato Web, l’ex patron biancoceleste si è detto sorpreso, anche alla luce della classifica della Lazio, e ha espresso fortissima preoccupazione: “Credo che sia la decisione sbagliata per la Lazio, non è sconfitta e non vedo perché debba fare certi drammi. Avrà le sue ragioni, ma credo che sia assurdo dimettersi adesso con una classifica buona. Sarebbero discorsi da fare a fine anno, occorreva buon senso da parte di tutti, non conosco i retroscena. Sono cose da discutere a tavolino, non era il momento per discutere di certe divergenze”.

Nelle prossime ore si conosceranno ulteriori dettagli sulla vicenda, importante sarà la risposta di Claudio Lotito alla mossa del suo allenatore. Di certo c’è soltanto il fatto che la Lazio si appresta a scendere in campo contro l’Atletico Madrid in condizioni psicologiche non certo ottimali: per superare il turno Klose e compagni avevano bisogno di un’impresa, adesso tutto sembra maledettamente più difficile. Evidentemente gli ultimi risultati non esaltanti, con la sconfitta di Palermo a fare da punta dell’iceberg, hanno lasciato segni molto più profondi di quanto fosse lecito immaginare.

Foto | © TMNews

Stampa inglese dopo Napoli-Chelsea 3-1: "Banco di guerra!" | Foto

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Un’altra pesante sconfitta per le squadre inglesi in terra italiana, dopo lo 0-4 subito dall’Arsenal a San Siro, contro il Milan. Sette gol segnati dalle formazioni italiane contro solo uno subito, quello di Mata dal Napoli. Sembrano lontani i tempi in cui le formazioni del nostro paese, in Champions League, faticavano e raccoglievano solo delusioni contro quelle d’oltremanica. Ma è ancora presto, troppo presto, per fare conclusioni affrettate, soprattutto per quanto riguarda il Napoli che al ritorno allo Stamford Bridge dovrà contenere gli assalti dei Blues.

I tabloid e le testate giornalistiche inglesi, oltre a fare i complimenti ai partenopei, si sono concentrati quasi tutte sulla frattura, che appare insanabile dopo la sconfitta del San Paolo, tra Villas Boas e i giocatori del Chelsea. Il Sun, con il consueto gioco di parole, ha titolato con un “Panchina di guerra” (bench in italiano vuol dire sia banco che panchina), altri, come il Daily Star, parlano del tecnico portoghese come di una scommessa che si sta ritorcendo contro il Chelsea.

Foto | I Titoli della stampa inglese dopo Napoli-Chelsea 3-1
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Le migliori foto di Napoli-Chelsea 3-1
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Napoli - Chelsea 3-1: le parole di Lavezzi e De Laurentiis dopo il trionfo azzurro

pubblicato da vieni_127


Il Napoli abbatte il Chelsea. Un 3-1 che forse sta anche stretto ai partenopei, in brillantissima condizione atletica, lucidi e cinici, che hanno annichilito i blues che pure ce l’hanno messa tutta per rendere più morbida la sconfitta, in vista del ritorno allo Stamford Bridge fra 15 giorni. Il protagonista assoluto della magica notte del San Paolo? Senza dubbio Ezequiel Lavezzi, il vero valore aggiunto e imprevedibile di questa formazione, giocatore formidabile capace di sparigliare le difese avversarie anche se poco lucido sotto porta; questa sera invece due gol, i primi in Champions League per il Pocho, giocate importanti e qualche errore sotto porta. Ma come mai fa bene le cose difficili e altre volte sbaglia quelle apparentemente più semplici? “Non lo so! Sinceramente, quello che ho sbagliato forse l’ho visto troppo facile, ho calciato malissimo. La prima cosa che ho fatto male, secondo me, è lo stop” ha risposto a Sky il Pocho, che però ha fatto tutto il resto benissimo. E con lui i suoi compagni:

“Per fortuna ho fatto gol, ma l’importante è la vittoria della squadra: siamo stati beccati nel nostro momento migliore ma abbiamo reagito bene. Frustaluppi porta fortuna in panchina? Secondo me Mazzarri non deve più venire… Mi aspettavo una vittoria della squadra. Ero fiducioso di poter ottenere questa vittoria, per fortuna ci siamo riusciti, che è la cosa più importante, e lo abbiamo fatto anche con una bella differenza di reti. Ringrazio i tifosi per il favoloso sostegno, ora andiamo a Londra umili: faremo la nostra partita come sempre, non siamo ancora passati.“

Ottima la prestazione dell’argentino, impeccabile la preparazione tattica della squadra, evidentemente ben concentrata a seguire i dettami impartiti dallo squalificato Walter Mazzarri:

“Il mister ci ha detto che dovevamo dare una grande mano in fase difensiva. Oggi tutti quanti dovevano mettersi a disposizione della squadra, era la cosa più importante, penso che l’abbiamo fatto e che la squadra abbia fatto un bel lavoro. Per fortuna abbiamo fatto subito gol, è stata una cosa importante, la squadra non è stata nervosa in quel momento. Per il gol del Chelsea, siamo stati un po’ sfortunati perché fino a quel momento la partita l’abbiamo fatta noi. Se lo avessimo evitato sarebbe stato meglio”.

Poi c’è Aurelio De Laurentiis, il presidente. Oggi ha incassato un bel po’ di euro sonanti (vuoi per l’incasso al botteghino, vuoi per il premio vittoria dall’Uefa), ma di sicuro per il magnate cinematografico la cosa più importante è stata vincere per continuare a sognare, e con lui la squadra e la città tutta. E’ quanto ha dichiarato ai microfoni di Mediaset Premium:

Le migliori foto di Napoli-Chelsea 3-1
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Agnelli: "Abete commenta solo le parole di Conte, è inopportuno..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Tutto è nato dalle parole di Antonio Conte che aveva invitato a “guardare indietro“, per trovare la causa dei rigori non assegnati alla Juventus: “Dico che non voglio favori, ma non voglio nemmeno questo ostracismo: è impossibile che dopo 22 giornate in testa alla serie A non c’è una squadra, fino alla Lega Pro, che abbia meno rigori di noi? Perchè non ce li fischiano? È il segreto di Pulcinella. Siamo trattati in maniera diversa rispetto alle altre 19 squadre e per uno sportivo come me è difficile dirlo, mi addolora“, disse il tecnico bianconero qualche giorno fa.

Giancarlo Abete, presidente della Figc, è intervenuto sulla questione degli arbitri giudicano “forti” le frasi di Conte:

“Le parole di Conte sono state abbastanza forti, anche se lui stesso ha evidenziato che fa parte del calcio rappresentare situazioni meritevoli di attenzione. C’è un problema di fondo ed è l’impostazione di Nicchi e Braschi di far ruotare gli arbitri per far sì che non dirigano uno stesso club per più di un tot di partite, perché non è pensabile che alcuni abbiano solo arbitri internazionali. Gli arbitri ruotano e si può avere la concezione di essere diretti da un arbitro più o meno esperto, tenendo così i venti club nella stessa situazione”.

Per Abete tirare in ballo in continuazione Calciopoli non è un problema:

“Il riferimento a Calciopoli da parte di Conte non mi ha dato fastidio. E’ una realtà esistente nel calcio italiano che in me evoca solo amarezza per il periodo di commissariamento della federazione. E poi sono abituato a sentire evocare Calciopoli: mi rimane un ricordo tranquillo, non è una novità. Fatti così importanti e traumatici ci accompagnano per molti anni e hanno prodotto danni anche al nostro ranking”.

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Il Real nega lo stadio: "Al Bernabeu niente finale di Coppa del Re"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


La storica rivalità tra i due club, tra le due scuole di pensiero calcistico, è nota a tutti. Fino al punto di negare l’utilizzo del proprio stadio per la finale di una coppa nazionale. Non è naturalmente questa la versione ufficiale del diniego con cui il Real Madrid impedisce di giocare al Santiago Bernabeu una finale di Coppa del Re tra Barcellona e Athletic Bilbao, ma è una delle motivazioni tirate in ballo da alcuni media spagnoli, a maggior ragione quelli catalani. Marca parla di lavori da effettuare al Santiago Bernabeu e il portavoce della Federazione Spagnola, George Carter, ne ha preso atto, aggiungendo seccato: “Sembra che siano stati programmati da mesi…

Tuttavia il rifiuto del Real Madrid non è piaciuto perché, oltre ai comprensibili “pensieri maligni” sulla possibilità di impedire agli odiati blaugrana di festeggiare nello stadio dei blancos un altro trofeo, c’è anche una questione istituzionale di mezzo. Secondo alcuni giornali spagnoli il rifiuto del club madridista costituisce uno ’sgarbo’ alla Corona, dato che la Coppa è dedicata a re Juan Carlos e che lo stesso sovrano consegnerà il trofeo al vincitore della finale.

Il portavoce della Rfef, Jorge Carretero, ha confermato oggi che il Bernabeu è stato scartato e che la finale, in programma il 20 o il 25 maggio, si terrà al Mestalla di Valencia o al Vicente Calderon di Madrid, lo stadio dell’Atlético. Laconico il commento del tecnico del Barcellona, Pep Guardiola: “Se non ci vogliono, non andiamo: giocheremo la finale dove vogliono riceverci”.

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Allegri dopo Cesena-Milan 1-3: "Muntari è un ottimo acquisto"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Il Milan risponde con autorità alla Juventus battendo un Cesena piuttosto carente e ancora frastornato dalla rimonta subita contro la Lazio, e si riporta in testa alla classifica. I rossoneri scoprono una gradita sorpresa dal cilindro del calciomercato di gennaio e il suo nome è Sulley Muntari. Il ghanese è stato uno dei migliori in campo al Manuzzi ed ha trovato anche un gol, di rapina, con il quale il Milan si è portato in vantaggio. A fine partita, dai microfoni di Sky Sport, Allegri ringrazia pubblicamente la società per l’acquisto e si augura di avere a disposizione Ibrahimovic nella sfida-scudetto contro la Juve:

“Emanuelson è un buon giocatore, con grandi doti tecniche. Oggi ha fatto la sua migliore prestazione, ma siccome non da nell’occhio viene un po’ bistrattato dalla critica. Muntari? La società ha fatto un ottimo acquisto. Abbiamo colto l’opportunità visto che all’Inter non lo tenevano in considerazione. Sapevamo che poteva farci comodo per la sua forza e la sua determinazione. Meglio che Ibra giochi, ma aspetto con serenità la decisione del giudice sportivo. Sarà la sfida che varrà il campionato e spero di giocarmela con più giocatori possibili a disposizione”.”.

Difficile la situazione del Cesena, ma Arrigoni non si tira indietro. Il tecnico dei romagnoli pronostica il Milan vincente a fine campionato:

“Abbiamo giocato due tempi diversi: nel primo siamo stati sempre in balia del Milan, hanno avuto molte occasioni e non siamo riusciti ad arginarli. Nel secondo la gara è stata diversa, ma recuperare il distacco a una squadra come i rossoneri è molto difficile. Rimanere a -7 dopo le ultime partite era importante, non lo è stato per merito nostro ma per le altre gare, ma adesso abbiamo partite più alla nostra portata. Classifica pesa sul piano psicologico? Mi vien da ridere, siamo stati ultimi per 19 giornate, ci siamo abituati, dobbiamo pensare a gara dopo gara. Lo dico da inizio campionato e lo ripeto ora: per me il Milan vincerà il campionato: hanno un tasso tecnico superiore a tutte le altre, Juve compresa. Sono semplicemente più forti”.

Cesena-Milan 1-3 | Le Foto | 19/02/2012
Cesena-Milan 1-3 | Le Foto | 19/02/2012Cesena-Milan 1-3 | Le Foto | 19/02/2012Cesena-Milan 1-3 | Le Foto | 19/02/2012Cesena-Milan 1-3 | Le Foto | 19/02/2012
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Ranieri: "Chiediamo scusa, ma non mi dimetto"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


L’Inter è in crisi. Non c’è nulla da salvare nelle ultime prestazioni offerte dai nerazzurri e i due capitomboli casalinghi confermano che squadra, società e tecnico sembrano allo sbando totale. La zona Champions League si allontana di domenica in domenica e di questo passo l’Inter rischia anche di perdere il treno europeo “di consolazione”, l’Europa League. Moratti ha abbandonato la tribuna a metà secondo tempo, segno tangibile che la pazienza del presidente nerazzurro si sta esaurendo. A fine partita, dai microfoni di Sky Sport, Ranieri prova a non perdersi d’animo:

“Dobbiamo chiedere scusa al presidente e ai tifosi. Fino al 2-0 hanno provato a incitarci, poi giustamente sul 3-0 ci hanno fischiato. In un minuto abbiamo preso due gol quando prima eravamo stati noi a sfiorarlo. Giochiamo con un peso di 10 chili addosso. Mi aspettavo una partita difficile, ma così no. No, siamo uniti nel voler trovare la soluzione. Dobbiamo parlarci, analizzare bene tutto, al primo errore subiamo gol. Avevamo trovato un equilibrio e una compattezza tattica eccezionale, e invece poi l’abbiamo persa. Troveremo la soluzione più idonea”.

A livello tattico Ranieri ammette che qualcosa non quadra:

“Ho fatto questi cambi perché la partita diceva che c’erano da fare alcuni accorgimenti per aiutare la squadra. Quando ci sono questi errori è difficile porre rimedio a errori così che solitamente non si fanno. Non è la prima volta, è successo anche con il Novara. Così non riesci a risollevarti, quindi dobbiamo parlarci bene e vedere cosa fare. Devo cercare di aggiustare un po’ tutta la squadra e rivedere alcune cose. I cambi tattici? Quando vedi la squadra in difficoltà, provi ad aiutarla come puoi. Vedevo che Forlan poteva dare una mano più centralmente, fin quando ce l’ha fatta l’ho tenuto lì e poi l’ho sostituito con un centrocampista più fresco. Lo so che stavo perdendo 2-0, ma mettendo subito un’altra punta non ce l’avremmo fatta. Adesso pensiamo alla Champions League, parleremo e troveremo la soluzione più adatta”.

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Udinese: Pozzo richiama il pubblico e la società l'Ansa

pubblicato da vieni_127


Dopo lo 0-0 interno contro il Paok Salonicco nell’andata dei sedicesimi di Europa League, si fa sentire l’Udinese e non contro gli avversari, gli arbitri o chicchessia. Lo sfogo del club friulano è indirizzato contro i propri tifosi e contro la nota Agenzia di Comunicazione Ansa che questo pomeriggio ha pubblicato un articolo quantomeno controverso. Ma partiamo dalla polemica che Gianpaolo Pozzo, settantenne patron del club udinese, ha imbastito contro i supporters locali, dichiarazioni riportate proprio dall’Ansa; a Pozzo non è piaciuto il Friuli semi-deserto con seimila tifosi di casa e altrettanto giunti dalla Grecia ammonendo la gente del posto che “continuando in questa maniera, si corre il serio rischio di andare incontro allo stesso declino visto a Trieste“.

Certo il clima e i prezzi, associati a stadi non proprio confortevoli (il Friuli non lo è) non consentono una presa di posizione a favore del dirigente dei bianconeri (in altre parole, alle 21 di un giovedì sera contro avversari sconosciuti e con la diretta tv in chiaro è plausibile disertare lo stadio se questo non è propriamente confortevole e accedervi non costa poi così poco). Ma a tenere molto più banco quest’oggi è stato il comunicato apparso sul sito della società friulana che ha risposto, secondo il nostro modo di vedere a ragione, all’Ansa che nel primo pomeriggio aveva pubblicato un articolo molto sorprendente. Il corrispondente da Udine dell’Agenzia aveva commentato il pari a reti bianche della squadra di Guidolin contro il Paok con toni alquanto gratuiti. Eccone alcuni stralci:

“Senza Totò Di Natale e Isla l’Udinese è un’ altra squadra. Una formazione assolutamente normale, da metà classifica. Lo si è concretamente visto nella gara di andata dei sedicesimi di Europa League, ieri sera, contro il modesto Paok di Salonicco. Floro Flores impreciso ed evanescente, Armero senza le caratteristiche del trequartista, Abdi sfortunato ma leggero, Fabbrini ancora ‘mezzo giocatore’: si è concretizzato, insomma, il problema della formazione di Guidolin, che è, principalmente, l’assenza di rincalzi di qualità. Che purtroppo il mercato di gennaio non ha sanato, a causa di una scelta societaria troppo concentrata sul business e troppo poco incline alle ‘passioni’ dei tifosi, che avrebbero voluto maggiore convinzione da parte dei Pozzo nel recitare finalmente un ruolo di primissimo piano nel panorama calcistico nazionale e internazionale. […] Va tuttavia ammesso che in questi mesi questa Udinese ha fatto cose straordinarie. Nessuno alla vigilia del torneo avrebbe scommesso su tale rendimento. Ma proprio per questo i deboli investimenti di quest’anno della società fanno ancora più rabbia”.

L’Udinese Calcio si è sentita in dovere di diramare un comunicato di risposta che, ripetiamo, a nostro avviso è risultato provvidenziale e lecito. Di seguito il testo completo:

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Titoli stampa inglese dopo Milan-Arsenal 4-0: "Umiliati" | Foto

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Un coro unanime quello delle testate giornalistiche d’Inghilterra dopo la debacle dell’Arsenal a San Siro. La sconfitta ha lasciato il segno anche nei titoli scelti dai media, forse sorpresi anche loro dalla valanga di gol provenienti dall’Italia che si è abbattuta su una squadra inglese. “Umiliati” sentenzia il Sun che con il solito gioco di parole evidenzia di rosso le lettere “Mil”. Molti riportano le parole di Arsene Wenger che ha parlato di “partita scioccante”, mentre per il Guardian la difesa dell’Arsenal è già “tutta al mare”.

Per il punteggio è una vittoria storica che rilancia, almeno momentaneamente, la Serie A italiana e ridimensiona la Premier League. Ma di strada da fare per riguadagnare punti nel Ranking Uefa ce n’è ancora molta. Tra qualche ora, ad esempio, tocca a Lazio e Udinese in Europa League, un torneo negli ultimi tempi snobbato dalle squadre italiane, ma ugualmente importante ai fini del Ranking.

Foto Titoli stampa inglese dopo Milan-Arsenal 4-0:
Foto Titoli stampa inglese dopo Milan-Arsenal 4-0: Foto Titoli stampa inglese dopo Milan-Arsenal 4-0: Foto Titoli stampa inglese dopo Milan-Arsenal 4-0: Foto Titoli stampa inglese dopo Milan-Arsenal 4-0:

Milan-Arsenal 4-0 | Le Foto | 15/02/2012
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Lega Pro, la storia del Trapani di mister Boscaglia: in quattro anni dall'Eccellenza a un passo dalla Serie B

pubblicato da vieni_127


Sognare si può. E si può farlo anche nella Sicilia che non si chiama Catania o Palermo, le cui squadre di calcio catalizzano da anni ormai l’attenzione degli appassionati pallonari dell’Isola; a tenere banco in questi giorni è infatti un altro derby siculo, quello tra Trapani e Siracusa che ogni domenica seguiamo anche su questo blog: i granata della costa ovest sono primi con 6 punti di distacco rispetti ai corregionali, di blu vestiti e di stanza dall’altro versante, la costa est. Ma se il Siracusa bazzica tra terza e quarta serie da tempo con discreti risultati (e con ambizioni dichiarate), il Trapani è una mezza Cenerentola di questa Prima Divisione della Lega Pro, una squadra che appena quattro anni fa calcava i polverosi campi di Eccellenza.

Nel 2007-08, infatti, sotto la guida dell’ex Reggina, Parma e Ancona Tarcisio Catanese, il Trapani (tra l’altro sorto dalle ceneri di un club fallito a inizio millennio) riuscì a salire in Serie D grazie alla vittoria dei play-off nazionali e l’anno successivo consolidò la sua presenza in quinta serie con un 13esimo posto senza né infamia né onore. Poi nell’estate del 2009, appena due anni e mezzo fa, l’intuizione del presidente (dal 2005) Vittorio Morace, armatore napoletano ultrasettantenne detto “Il Comandante“: ebbene, fu acquistato un giovane e sconosciuto allenatore allora 41enne, tale Roberto Boscaglia di Gela che aveva vinto un paio di campionati di Eccellenza con l’Alcamo e la Nissa. Affidatogli pieni poteri tecnici e decisionali, sotto la guida di Boscaglia il Trapani ha iniziato a volare.

Nel 2010 conclude al 2° posto nel Girone I di Serie D ma viene ripescato in Seconda Divisione, facendo così l’ingresso nel calcio professionistico; squadra che vince non si cambia, l’avventura continua in quarta serie dove l’anno scorso ben figurò arrivando sino ai play-off (secondo posto in classifica dietro il Latina): e al Provinciale i granata si conquistarono la Prima Divisione battendo il Neapolis e l’Avellino, quest’ultimi per 3-1 dopo i tempi supplementari (era finita 2-1 per gli irpini all’andata) il 12 giugno scorso. Dunque comincia il nuovo campionato in una serie che non vedeva la formazione trapanese dal 1997; e cosa ti combina la solita banda terribile al comando di Roberto Boscaglia? Primato e fuga nel Girone B, la Serie B si avvicina e non è più solo un sogno.

Dopo tre vittorie di fila all’esordio, qualche battuta d’arresto qua e là, poi dopo il 2-1 subito al Rocco di Trieste, il Trapani ha cominciato a macinare vittorie e punti, non fermandosi più: otto vittorie di fila, l’ultima contro lo Spezia per 1-0 (rete del tedesco Salvatore Gambino, per lui anche uno scudetto col Borussia Dortmund nel 2002), complice la penalizzazione del Siracusa di Sottil (-5 punti) ora i granata veleggiano nei piani altissimi della classifica. Merito di Boscaglia e i suoi ragazzi, da Madonia al succitato Gambino, da capitan Filippi al rigorista Barraco, col pizzico di esperienza necessaria fornita dal palermitano ex Salernitana, Catania e Reggina Giacomo Tedesco. Ma cosa ne pensa di tutto questo clamore e questo entusiasmo dei tifosi trapanese mister Boscaglia? Così parlava prima della gara di domenica scorsa contro lo Spezia:

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