Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Dopo il fischio finale di Milan - Juventus (Video) Ibrahimovic ha colpito Marco Storari con uno schiaffo. Questa volta l’attaccante rossonero sembra davvero indifendibile considerato che solo domenica scorsa contro il Napoli è stato espulso per aver rifilato un ceffone ad Aronica. Tutto l’ambiente del Milan ha cercato di difenderlo in questi giorni, per proteggerlo ed evitare che il singolo episodio venisse ingigantito da media ed avversari. L’ingenuità di domenica gli è costata 3 turni di squalifica in campionato, salvo sconti del giudice sportivo dopo il ricorso; alla luce di quanto è successo questa sera sarà difficile per i legali del Milan sostenere davanti al giudice che lo svedese non è recidivo.
Giorgio Chiellini, che ha assistito all’episodio, ha invocato la prova tv:
“Con me niente ma con Storari è successa la stessa cosa di Aronica, spero che qualcuno abbia visto con le immagini. Ci sta quando si è nervosi però è anche giusto che chi sbagli sia punito. Non uccide le persone ma il gesto è lo stesso di domenica. Non so perchè sia successo dato che stavamo solo discutendo…”.
Milan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconera




Foto - Lo schiaffo di Ibrahimovic ad Aronica
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Si complica la posizione del Bari e di Andrea Masiello nella vicenda del calcioscommesse. Il gip di Cremona, Guido Salvini, nel provvedimento che ha scarcerato l’aiuto infermiere Angelo Iacovelli (arrestato quattro giorni fa) giudica la versione fornita da Masiello “reticente e giustificatoria” e aggiunge che con le dichiarazioni di Iacovelli “è stato così acquisito un quadro più chiaro del carattere decisamente reticente e giustificatorio della versione fornita da Masiello, e da altri giocatori“. L’unico ruolo di Iacovelli, dunque, era quello del tramite con gli zingari, “un soggetto minore e subordinato“, afferma Salvini.
Iacovelli, assistito dal suo avvocato Andrea Melpignano, era stato ascoltato per più di quattro ore ieri da Salvini ed ha raccontato gli attriti nello spogliatoio del Bari lo scorso anno, un luogo completamente infiltrato dagli scommettitori. Secondo la procura di Cremona, inoltre, “una consistente parte della squadra del Bari’’ aveva ‘’sistematici rapporti’’ con il gruppo degli zingari, capeggiato da Amir Gegic. Oltre alle quattro partite del Bari della scorsa stagione sotto osservazione e ritenute “anomale” (Milan-Bari, ma per questo match Iacovelli ha escluso un “taroccamento”, Bari-Sampdoria, Bari-Roma e Palermo-Bari) ci sarebbe anche Bologna-Bari 0-4, una partita che implicherebbe un coinvolgimento anche della squadra emiliana.
Repubblica cita un altro aneddoto, raccontato da Iacovelli, che riguarda il derby con il Lecce: “Io ero a una comunione non so, però quell’autogol di Andrea mi è sembrato davvero strano…“. Nello spogliatoio tutti sapevano tutto, tanto che durante una cena nel ristorante “Ai 2 Ghiottoni”, presenti anche le mogli, Almiron sbottò contro una parte della squadra: “Siete solo dei mercenari venduti!“, disse, e la vicenda finì quasi a rissa.

Ieri mattina presso il tribunale penale di Napoli sono state depositate le motivazioni della sentenza del processo Calciopoli che l’8 Novembre scorso ha visto condannare Luciano Moggi ed altri 15 imputati. Sfogliando le 561 pagine redatte dal collegio giudicante, presieduto da Maria Teresa Casoria, si possono cogliere alcuni spunti interessanti che meritano un’attenta riflessione. Nel decreto è spiegato il perché sia stata emessa una condanna per frode sportiva ed associazione per delinquere nonostante nel corso della fase dibattimentale siano state smentite molte delle teorie accusatorie dei Pm.
“…trattandosi di reato di tentativo (la frode sportiva ndr.) questo non ha la necessità della conferma, che il dibattimento in verità non ha dato, del procurato effetto di alterazione del risultato finale del campionato di calcio 2004/2005 a beneficio di questo o quel contendente”.
Per giudicare Luciano Moggi colpevole, come il resto degli imputati, è bastato individuare il “tentativo” di frode sportiva, anche se questa poi nella fattispecie non si è mai concretizzata perché “il risultato finale del campionato di calcio non è stato alterato“. Il reato è configurabile secondo i giudici nel comportamento di Moggi che era mirato ad influenzare il lavoro dei designatori e degli arbitri.
“Il continuo e prolungato chiacchierare… che effettivamente può configurare la trasmissione del messaggio potenzialmente idoneo a spingere i designatori, e talora anche gli arbitri, a muoversi in determinale direzioni piuttosto che in altre… esistenza di un quadro sociale delle condotte indicativo di una generalizzata tendenza a conquistare il rapporto amichevole, in funzione del suggerimento, con designatori e arbitri, che pero’ non e’ di per se idoneo, ad avviso del collegio, a precludere il giudizio sui reati”.
In buona sostanza anche se Moggi aveva un comportamento simile a quello di dirigenti di altre società di calcio, questo non fa cambiare il giudizio sul modo di operare dell’ex Dg della Juventus. Concetto che viene rafforzato dall’intimo convincimento dei giudici, che hanno ritenuto credibile l’ipotesi dei magistrati secondo la quale Moggi avrebbe distribuito schede straniere ad arbitri e designatori. Circostanza smentita da tutti gli imputati fatto salvo Paolo Bergamo che ha ammesso fin dal primo momento di aver ricevuto una scheda “protetta” da Moggi che però, secondo i due, sarebbe stata utilizzata con finalità diverse da quelle che ipotizzate dai Pm.
“…sono sufficienti le parole pronunciate nelle conversazioni intercettate nel cumulo con il contatto telefonico ammantato di clandestinità rappresentato dall’uso vicendevole delle schede straniere”.
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A partire da venerdì 3 febbraio sono stati messi in vendita i biglietti per assistere alla partita tra Napoli e Chelsea, andata degli ottavi di finale di Champions League che avrà luogo allo Stadio San Paolo martedì 21 febbraio alle 20.45; fino ad oggi, lunedì 6 febbraio, la prevendita è stata riservata agli abbonati, da domani invece sarà aperta a tutti. Questa la notizia, e non ci sarebbe niente da dire se non che i prezzi stabiliti dalla SSC Napoli hanno fatto strabuzzare e non poco gli occhi ai sempre appassionati tifosi partenopei: si parte dai 30 euro per una curva (senza riduzioni di sorta), per arrivare ai 250 della Tribuna d’Onore, con nel mezzo varie fasce di prezzo (80 euro la Tribuna Laterale 1° anello, 100 euro i Distinti, 120 e 180 euro rispettivamente la Tribuna Nisida e quella Posillipo).
Non ci vuole un occhio particolarmente avvezzo alle questioni economiche per notare come i tagliandi sono davvero cari, tanto che molti tifosi napoletani hanno iniziato a mugugnare, quindi tramite internet a organizzarsi per far sentire la propria voce, creando anche un gruppo Facebook ad hoc: “Napoli vs Chelsea: diserta lo stadio“. Radio Marte, la radio ufficiale del club campano, ha raccolto i mugugni del web e ha semplicemente invitato i tifosi più dispiaciuti a non acquistare il biglietto se fossero stati contrari ai prezzi alti. Non proprio un modo per avallare il dialogo, tanto che il popolo del web ha scritto una lettera aperta, inviata poi a vari organi di stampa, per esporre il motivo della loro protesta. Qui potete leggere il testo completo, noi ne riportiamo alcuni passaggi:
“Dopo aver preso visione dei costi dei tagliandi valevoli per la partita di Champions League Napoli-Chelsea, siamo rimasti indignati contro una speculazione assurda e ingiustificata nei confronti non solo del tifoso, ma del napoletano in quanto cittadino. A nostro avviso ogni persona deve avere la possibilità di poter accedere al S.Paolo in occasione di qualsiasi partita e purtroppo le curve non bastano per tutti coloro che vogliono supportare i propri beniamini, pur non disponendo di salari molto consistenti. Un settore come quello dei distinti, non certo d’élite, dove spesso e volentieri si è costretti a vedere la partita in piedi, dove padri di famiglia vorrebbero portare i loro figli a godersi un po’ di calcio, non può avere un prezzo d’ingresso così alto. Un lavoratore che guadagna 1200 euro al mese, con famiglia e fitto da pagare, non può esser messo in condizione di spendere 1/10 del suo stipendio per un ottavo di finale in uno stadio fatiscente”.
Il problema infatti non è tanto (ma anche!) un mero problema di prezzo, quanto di servizi, e il San Paolo non offre certo quei comfort tali da giustificare un esborso da 100 euro per un biglietto nei distinti:
“Parliamo di un impianto non certo così all’avanguardia, che si è costretti a raggiungere tre, quattro o anche cinque ore prima di una partita pur di trovare un posto a sedere e non ritrovarsi nella parte laterale del proprio settore. Già, perché lo stadio non prevedere una distinzione tra aree dello stesso settore e dunque puoi capitare in un area laterale pur pagando lo stesso prezzo di un’area centrale e per di più, qualora non trovassi il ticket per la parte superiore, non ti rimane altra scelta che prendere l’inferiore, pagando lo stesso costo del settore superiore. Quindi un tifoso potrebbe acquistare un tagliando per i distinti e ritrovarsi nell’area laterale del settore inferiore pagando lo stesso prezzo di chi ha acquistato il tagliando per l’area centrale del settore superiore.
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Come accadde a marzo dell’anno scorso, Zlatan Ibrahimovic si è fatto espellere per un gesto violento nei confronti di un avversario. Nella passata stagione toccò a Marco Rossi prendersi un pugno nello stomaco, mentre questa volta il malcapitato è Salvatore Aronica che comunque non è esente da colpe. Il difensore del Napoli stava discutendo animatamente con Antonio Nocerino dopo uno scontro in area di rigore, Ibrahimovic è arrivato per “difendere” il compagno ed ha mollato un ceffone in faccia al napoletano che a sua volta ha tentato di replicare, ma ha colpito Nocerino che si trovava in mezzo.
Il calciatore del Napoli se l’è cavata senza nessuna sanzione, mentre Ibrahimovic è stato espulso dall’arbitro. Adesso lo svedese rischia di mettere in grossa difficoltà la sua squadra, come già fece nella passata stagione in due occasioni; oltre a quella sopracitata, Ibrahimovic si fece espellere contro la Fiorentina nel mese di aprile per aver insultato il guardalinee. Il Milan nelle prossime tre partite giocherà in trasferta contro l’Udinese, ancora in trasferta con il Cesena ed infine in casa contro la Juventus il 26 febbraio prossimo.
Adriano Galliani ha abbandonato lo stadio subito dopo il fischio finale, fermandosi a parlare solo ai microfoni di Milan Channel. L’amministratore delegato rossonero ha già messo le “mani avanti” escludendo che per lo svedese possa essere riconosciuta la condotta violenta, auspicando così di non poter contare sullo svedese “solo” nelle prossime due partite:
”Leggo opinioni catastrofiche ma non c’e’ stata nessuna violenza. Credo dunque che Ibrahimovic non potra’ avere piu’ di due giornate. Il gesto di Aronica su Nocerino? Io l’ho visto, l’arbitro no”.
Le Foto di Milan - Napoli 0-0: espulso Ibrahimovic
Foto - Lo schiaffo di Ibrahimovic ad Aronica
Continua a leggere: Espulsione Ibrahimovic: forse salta la Juve, rischia tre giornate di squalifica

Nuovi importanti sviluppi dell’inchiesta denominata ‘Last Bet’ che la Procura di Cremona sta conducendo sul calcioscommesse. Dopo le notizie filtrate ieri pomeriggio stanotte la polizia ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del portiere del Piacenza Mario Cassano e di Angelo Iacovelli, persona vicina agli ambienti del Bari. Il portiere del Piacenza Mario Cassano è accusato di aver alterato quattro partite della sua squadra nei campionati di serie B 2010-2011 e 2008-2009. Le gare sotto accusa sono Piacenza-Albinoleffe, Atalanta-Piacenza (quella in cui disse a Cristiano Doni dove tirare il rigore, secondo quanto ha riferito lo stesso ex capitano neroazzurro, ndr), Siena-Piacenza della scorsa stagione e Piacenza-Mantova del campionato 2008-2009.
Gli investigatori della polizia e la procura di Cremona avrebbero accertato che Cassano sarebbe stato corrotto più volte per falsare i risultati degli incontri su cui l’organizzazione criminale avrebbe scommesso ingenti somme di denaro. Inoltre, secondo i riscontri degli inquirenti, quattro partite del Bari della scorsa stagione sarebbero state manipolate. Si tratta di Milan-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Roma e Palermo-Bari.
Gli incontri si sono giocati tra marzo e maggio 2011. Le indagini hanno accertato che Iacovelli, 44 anni, sarebbe stato l’ “anello di collegamento” tra i referenti balcanici dell’organizzazione (Hristyian Ilievski e Almir Gegic, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare e tutt’ora latitanti) e i calciatori del Bari. Questi ultimi sarebbero stati avvicinati negli alberghi durante i ritiri pre-partita, in modo da definire gli accordi finalizzati ad alterare le partite del campionato di A.
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Aggiornamento delle 15.50: Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha disposto che la gara si giochi domenica 5 febbraio alle 15.00. La Lega Calcio ha avallato la disposizione, pare dunque certo che Roma-Inter sia posticipata di 24 ore.
Aggiornamento delle 15:40: In realtà Claudio Ranieri, che doveva partire dalla Malpensa insieme alla squadra alle 14.30, ha già ordinato il rompete le righe dando appuntamento ai giocatori per domani mattina alla Pinetina per l’allenamento usuale. Lo si apprende dal sito ufficiale nerazzurro.
Aggiornamento delle 15:20: Il Prefetto di Roma sta valutando la possibilità di far disputare la partita tra giallorossi e Inter domenica pomeriggio alle 15. Si attendono sviluppi sulla vicenda.
La neve continua ad imperversare su tutta l’Italia avendo fatto capolino quest’oggi, con tutta la sua imponenza, anche a Roma. Il sindaco della Gianni Alemanno, che già aveva ordinato la chiusura delle scuole, questa mattina si era detto ottimista sul regolare svolgimento della partita in programma sabato alle 15 allo Stadio Olimpico, ma il tavolo tecnico composto da Prefettura, Questura e Protezione Civile ha decretato il rinvio della gara per i soliti problemi.
Pare infatti una filastrocca trita e ritrita: non è un problema di terreno di gioco che fin da ieri era stato protetto coi teloni, quanto piuttosto degli spalti e delle vie d’accesso all’impianto, innevate e gelate e non abbastanza sicure per garantire la completa incolumità dei tifosi. Da segnalare che è la prima partita rinviata che coinvolge una squadra impegnata in Champions League, anche se entrambe le formazioni sono state eliminate la settimana scorsa dalla Coppa Italia.
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A furia di metter asterischi, il Catania rischia di fare da spettatore in questo campionato di Serie A: alla società etnea mancano minuti da giocare in casa contro la Roma, la trasferta di Siena saltata mercoledì scorso e ora è ufficiale che non giocherà neanche al Manuzzi di Cesena domani. Dalla cittadina romagnola hanno fatto sapere sin da oggi che la partita, che già era stata anticipata dalle 18 alle 15, non potrà avere luogo a causa delle copiose nevicate che hanno sommerso l’impianto sportivo (viene da pensare al povero Montella e ai suoi ragazzi lontani dalla Sicilia ma impossibilitati a giocare). E in Serie B la situazione, come ovvio, è ugualmente ingarbugliata.
Già martedì scorso furono rinviate Sampdoria-Empoli e Modela-Albinoleffe, per il turno in programma tra domani e lunedì nuovi stravolgimenti. Innanzitutto i posticipi verranno anticipati a domenica alle 15 (si tratta di Brescia-Torino e Vicenza-Cittadella. Già si sa invece che non si giocherà a Modena dove domani avrebbero dovuto sfidarsi Sassuolo e Ascoli, il Braglia come martedì scorso non è agibile e non può ospitare nessun evento sportivo. Ma non finisce qua perché ci sono grandi probabilità che rimarrà chiuso anche il Barbetti di Gubbio dove dovrebbe arrivare il Modena e l’Azzurri d’Italia di Bergamo, in cui è in programma Albinoleffe e Varese.
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La notizia ufficiale, e quella che in fin dei conti parrebbe contare, è che a causa della neve è saltata la quarta partita della 21esima giornata di Serie A, il match dell’Azzurri d’Italia di Bergamo tra Atalanta e Genoa. Bene, inutile parlare sempre delle stesse cose circa il calendario e la situazione degli stadi italiani (nell’articolo di Skalka la questione è ampiamente trattata), quanto piuttosto raccontare ai lettori di calcioblog in che maniera assurda si sia arrivati a prendere questa decisione. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo questa storia con dovizia di cronaca.
Allo stadio di Bergamo, così come in tutto il capoluogo lombardo, nevica ad un’ora dalla partita tra orobici e Genoa, gara il cui fischio d’inizio del signor Gava era fissato per le ore 18. I tifosi, nonostante il tempo, raggiungono l’impianto così come le squadre; la situazione del manto erboso pare accettabile (è dotato del sistema a serpentina di riscaldamento), i giocatori cominciano a riscaldarsi. Alle 17 e 46 i giocatori rientrano negli spogliatoi, mentre i cancelli di ingresso allo stadio vengono inspiegabilmente chiusi a chi ancora doveva entrare (come a dire, per motivi di sicurezza chi è dentro è dentro).
Intanto i giocatori si fanno la doccia, non ci sono le condizioni per cominciare. Dopo venti minuti però il dietrofront: viene dato l’ordine agli atleti di indossare nuovamente maglie e pantaloncini, ai tifosi che non erano riusciti a raggiungere gli spalti vengono riaperti i cancelli, intanto la neve continua a scendere copiosa. Gli addetti al campo spazzano la neve, Gava confida a Sky che alle 18 e 30 dovrebbe fischiare l’inizio, Stendardo dell’Atalanta confida a Sky che si comincia alle 19. I giocatori, dopo il nuovo riscaldamento ritornano negli spogliatoi convinti di giocare, la bufera però si intensifica.
I tifosi, quelli che ci sono perché lo stadio non è proprio pienissimo, intanto aspettano che i ventidue escano dal tunnel degli spogliatoi, in realtà esce solo Frey, portiere del Genoa, che ad ampi gesti fa capire che non si gioca. Due minuti dopo, sono le 18.30 lo speaker dello stadio annuncia ufficialmente che la partita è rinviata a data da destinarsi “per le difficili condizioni del campo e per l’incolumità dei tifosi sugli spalti“, decisione presa dal GOS (Gruppo Operativo per la Sicurezza). Dopo l’ok del Prefetto, le rassicurazioni di Gava, il pubblico già sugli spalti, all’improvviso viene tutto rimandato: ha un senso?
Le foto dello Stadio Azzurri d’Italia di Bergamo innevato




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Nessun particolare “botto” ultramilionario nell’ultimo giorno di calciomercato. Il Milan, dopo aver ufficializzato l’acquisto di Maxi Lopez, ha bussato alla porta dei cugini ed ha ottenuto il prestito di Muntari, l’Inter pesca Palombo dalla Sampdoria, ma soprattutto Guarin dal Porto e saluta Thiago Motta che vola a Parigi. La Juve, dopo Borriello e Caceres, ingaggia Padoin e cede Pazienza all’Udinese, la Lazio fallisce l’obiettivo Honda e si consola con Candreva. La Roma si libera degli stipendi di Pizarro e Borriello e accoglie Marquinho e infine il Napoli che preferisce sfoltire la rosa dopo l’acquisto di Vargas. Tutte le trattative ufficiali nell’elenco sottostante.
ATALANTA
Acquisti: Stendardo (d, Lazio), Carrozza (c, Varese), Cazzola (c, Juve Stabia)
Cessioni: Pettinari (c, Varese), Ardemagni (a, Modena), Padoin (c, Juventus).
BOLOGNA
Acquisti: Rubin (d, Parma), Sorensen (d, Juventus), Belfodil (a, Lione)
Cessioni: Coda (a, Siracusa), Gavilan (a, Piacenza).
CAGLIARI
Acquisti: Dessena (c, Sampdoria), Bovi (c, Reggiana), Pinilla (a, Palermo).
Cessioni: Burrai (c, Latina), Magliocchetti (Reggiana), Biondini (c, Genoa).
CATANIA
Acquisti: Motta (d, Juventus), Carrizo (p, Lazio), Ebagua (a, Torino), Seymour (c, Genoa)
Cessioni: Keko (Grosseto), Sciacca (Grosseto), Andujar (p, Estudiantes), Ledesma (c, Boca), Maxi Lopez (a, Milan), Delvecchio (c, Lecce), Alvarez (c, Saragozza), Donnaruma (C, Lanciano)
CESENA
Acquisti: Moras (Swansea), Pudil (d, Genk), Iaquinta (a, Juventus), Santana (c, Napoli), Del Nero (c, Lazio).
Cessioni: Mezacolli (a, Alaves), Riski (c, Honefoss), Ricci (d, Spezia), Eder (a, Sampdoria), Candreva (c, Lazio), Bogdani (a, Siena). Ghezzal (a, Levante)
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