4 Giugno 2011 - Nuova giornata di incontri di qualificazione a Euro 2012. Grande equilibrio nel Girone B, dove comanda un trio composto da Irlanda, Russia e Slovacchia, tutte vittoriose nelle loro sfide di stasera. Nel Girone F, la Grecia batte Malta e si porta da sola al comando, con un punto di vantaggio sulla coppia formata da Croazia e Israele, vittorioso anch’esso sulla Lettonia. Il Montenegro non approfitta del mezzo passo falso dell’Inghilterra contro la Svizzera, facendosi imporre il pari casalingo dalla Bulgaria: slavi e britannici guidano dunque appaiate la classifica del Girone G. Lotta a tre anche nel Girone H, dove il Portogallo vince di misura lo scontro diretto con la Norvegia e la Danimarca passa nettamente in Islanda.
Girone B
Macedonia - Irlanda 0-2
Russia - Armenia 3-1
Slovacchia - Andorra 1-0
Irlanda 13
Russia 13
Slovacchia 13
Armenia 8
Macedonia 4
Andorra 0
Girone F
Grecia - Malta 3-1
Lettonia - Israele 1-2
Grecia 14
Croazia 13
Israele 13
Georgia 9
Lettonia 4
Malta 0
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Nemo propheta in patria: così dicevano dalle parti di Roma duemila anni fa, la saggezza dei latini non passa di moda e vale ancora nel 2011. Chiedetelo a Claudio Ranieri, romano di Roma, che ha provato a fare grandi i giallorossi, la squadra per cui aveva sempre fatto il tifo, presa per i capelli dopo un avvio sciagurato un anno e mezzo fa e portata a un passo dallo scudetto. Pareva un altro finale, finalmente un profeta a casa sua, poi implacabile è iniziato il declino di don Claudio, tra sconfitte, musi lunghi, la barca che inesorabile andava sempre più a picco. Le dimissioni. Ne ha viste tante Ranieri, non si fa certo attanagliare dalla depressione, guarda avanti, fiero. E parla senza peli sulla lingua:
“Alla Roma, quest’anno, ero diventato l’unico parafulmine. Ora ci sono loro, la squadra, a dover dimostrare tutto. Quest’anno sono prevalsi gli interessi personali su quelli della squadra: quando parlavamo nello spogliatoio, tutti d’accordo che ci dovesse essere turn over. Poi in campo alcuni giocatori quando sono stati sostituiti… Anche ora che non ci sono più io, però, qualcuno in panchina dovrà andare”.
Se ne è andato nella sua casa di Londra, a vedere un po’ di calcio british:
“Nel calcio c’è il Paradiso e c’è l’Inferno, uno può scegliere dove stare tra i due. In Italia, rispetto all’Inghilterra, è l’Inferno. Io voglio allenare ancora, l’Inghilterra mi affascina, ma mi piace anche il campionato italiano”.
Ammette che forse avrebbe dovuto lasciare già a giugno (perché poi?), ma non ci crede che i suoi ragazzi gli abbiano “giocato contro“:
“Ci sono giocatori che con un allenatore danno il 110 per cento, e con un altro non entrano in sintonia. Certo: sono dell’idea che un buon allenatore debba sapere sfruttare al meglio le caratteristiche di ciascun giocatore. Però, quando ero giocatore io, mi sforzavo di capire cosa voleva il mio tecnico… Non ero un campione e il mio motto era ‘non mollare mai’. E’ un po’ lo spirito del calcio inglese, i giocatori sono leoni e li devi frenare. Ecco, per quest’anno di Roma sono dispiaciuto perché non tutti i giocatori hanno avuto questo spirito”.
Oltre a Italia e Germania, che hanno concluso il loro incontro sul punteggio di 1-1, sono scese in campo per questa tornata di amichevoli internazionali quasi tutte le grandi del panorama mondiale. Insieme al match tra azzurri e tedeschi, la sfida più attesa era quella dello Stade de France tra i padroni di casa della Francia e il Brasile. I galletti si sono imposti a sorpresa con il punteggio di 1-0, grazie ad una rete di Benzema. Sugli scudi però soprattutto il romanista Menez e l’ex milanista Gourcuff, protagonisti di una prova maiuscola. Tra i sudamericani deludenti i rossoneri Pato e Robinho, addirittura espulso il laziale Hernanes, prodottosi in un pericoloso “colpo da kung fu” sull’autore del gol decisivo.
A Ginevra, davanti a più di trentamila spettatori, l’Argentina ha invece battuto per 2-1 il Portogallo, in un incontro attesa soprattutto per la sfida tra le due stelle Messi e Cristiano Ronaldo. Entrambi i giocatori non hanno tradito le aspettative, regalando grandi giocate e segnando un gol a testa; l’altra rete per l’Albiceleste è stata messa a segno da Di Maria. Bene anche l’Inghilterra di Fabio Capello, vittoriosa con lo stesso punteggio sulla Danimarca. Vittoria sofferta per i Campioni del Mondo della Spagna, che sono passati solo a quattro minuti dal termine contro una rocciosa Colombia. Tutto facile per l’Olanda nella quale ha brillato in particolare l’interista Sneijder.
Girone A
Azerbaijan - Turchia 1-0
Belgio - Austria 4-4
Kazakistan - Germania 0-3
Armenia - Andorra 4-0
Germania 12
Austria 7
Turchia 6
Belgio 4
Azerbaijan 3
Kazakistan 0
Girone B
Macedonia - Russia 0-1
Slovacchia - Irlanda 1-1
Russia 9
Irlanda 7
Armenia 7
Slovacchia 7
Macedonia 4
Andorra 0
Seconda giornata dei gironi di qualificazione a Euro 2012. Oltre al facile successo dell’Italia sui dilettanti delle Far Oer, vittorie schiaccianti anche per Germania (6-1 all’Azerbaigian) e Svezia (6-0 a San Marino con doppietta di Ibrahimovic). Successo convincente per l’Inghilterra, che in Svizzera vince 3-1 una sfida importante sbloccata dal chiacchieratissimo, per via della sue scappatelle extraconiugali, Wayne Rooney.
Si riscatta la Francia, vittoriosa 2-0 nella temuta trasferta in Bosnia con le reti di Benzema e Malouda. Colpaccio della Slovacchia in Russia, mentre la Turchia di Guus Hiddink passa solo nel finale contro il Belgio. Clamorosi ko per Portogallo e Repubblica Ceca, non brilla nemmeno la Serbia, stoppata dai “cugini” della Slovenia. Bene l’Irlanda del Trap e l’Olanda, vittoriosa con una doppietta di uno scatenato Huntelaar.

Si sono pungolati, fuori e dentro il campo, Mourinho e Ancelotti non si sono mai andati a genio, l’un l’altro. Eppure il tecnico di Reggiolo è tipo che difficilmente si può voler male: picche, lo Special One portoghese prima lo punzecchiava da allenatore del Milan, poi anche da trainer del Chelsea, “accusandolo” per così dire di scopiazzare pedissequamente tecniche e modi di allenamento che aveva portato a Stamford Bridge proprio il lusitano. Ora però c’è la pace: no, amici mai, ma rispetto sì. Lo rivela proprio Ancelotti: “Prima dell’andata di Champions tra Inter e Chelsea abbiamo chiamato una tregua. Ci siamo incontrati in un corridoio di San Siro e abbiamo fatto un patto: ‘niente più battibecchi, niente più polemiche’“.
Il brizzolato “mister” di Reggiolo ha ammesso che l’archivio del collega per gli allenamenti gli è stato utile più di una volta (”per cui merita totale e profonda attenzione“), rivelando poi che i suoi “sentimenti” nei confrondi dell’attuale guida del Real Madrid sono mutati da quando ha cambiato aria, traslocando a Londra. “Quando ho vinto la Premier League, mi ha scritto in un sms ‘Champagne’. Quando lui ha vinto lo scudetto in Italia, gli ho risposto ‘Champagne. Ma non troppo’. Non penso che saremo mai amici ma ora tra di noi c’è un sincero e reciproco rispetto“, anche se poi Carletto ha ammesso che ancora ripensa con rimpianto alla sconfitta proprio contro l’Inter in Champions. Precisando: contro l’Inter, non contro Mourinho.
Anche il tecnico di Setubal ha parlato in questi giorni, anch’egli tirando in ballo Ancelotti; Mou ha dichiarato infatti di avere tre obiettivi: vincere col Portogallo, conquistare la Champions con tre club diversi (impresa riuscita a nessuno, a quota due il defunto Ernst Happel e il tedesco Ottmar Hitzfeld) e portare a casa i tre campionati più prestigiosi d’Europa: “In questo momento, Fabio Capello ha vinto quello italiano e spagnolo; Carlo Ancelotti ha vinto quello inglese e l’italiano, e io, l’inglese e l’italiano. Capello, se non torna in un club, come dice lui, non ci riuscirà. Ci siamo solo io e Carlo, e non so se squesto sia tra gli obiettivi di Carlo“.
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Oltre all’Italia, vittoriosa in maniera assai sofferta sul terreno dell’Estonia, in campo tutte le altre big d’Europa in questa prima giornata dei gironi di qualificazione a Euro 2012. Riparte malissimo la Francia, beffata in casa nei minuti finali dalla modesta Bielorussia. Facili invece le vittorie dell’Inghilterra di Fabio Capello, trascinata da una tripletta di uno scatenato Defoe contro la Bulgaria, e dei Campioni del Mondo della Spagna, anch’essi protagonisti di un poker in Liechtenstein, impreziosito da una doppietta di Torres.
Più sofferto il successo della Germania, che si affida come spesso accade al veterano Klose per piegare il Belgio. Tutto facile per l’Olanda a San Marino, dove brilla l’ex milanista Huntelaar con tre marcature. Vittoria di misura per l’Irlanda di Trapattoni, mentre devono accontentarsi del pari Grecia, Scozia e Romania. Tre punti per Turchia, Russia, Svezia, Norvegia, Croazia e per la Slovacchia giustiziera degli Azzurri in Sudafrica. Incredibile 4-4 tra Portogallo e Cipro, realtà calcistica in prepotente ascesa negli ultimi anni.

Bella soddisfazione per il fischietto 39enne (compirà gli anni il 14 luglio, tre giorni dopo la finale del Mondiale) Howard Webb: la Fifa ha infatti scelto l’inglese per arbitrare la finalissima in programma il prossimo 11 luglio a Johannesburg, la vibrante sfida tra Olanda e Spagna. La vita è proprio bella, avrà pensato il britannico, che in due anni è riuscito a passare dalle classiche stalle alle stelle più luminose: promettente anche allora, nonostante questo durante gli scorsi Europei in Austria e Svizzera fu mandato a casa dopo la fase a gironi per un controverso arbitraggio della partita tra austriaci e Polonia.
In realtà il discusso rigore assegnato ai padroni di casa al 90° si rivelò esserci, mentre il gol dei polacchi nel primo tempo era in netto fuorigioco (ma a sbagliare fu il suo assistente): ricevette minacce di morte dal popolo polacco, con dichiarazioni assurde anche da parte del primo ministro. Tutta la sua vicenda è fedelmente riportata nel film-documentario “Kill the referee“, lungometraggio spassoso in cui si fa la conoscenza di questo ragazzone del nord dell’Inghilterra. Dopo quell’episodio Webb non si è demoralizzato e quest’anno ha già avuto l’onore di dirigere (magistralmente) la finale di Champions tra Inter e Bayern Monaco.
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La prima, la Spagna, è Campione d’Europa in carica, fa un possesso palla che definire perfetto è forse poco, ha giocatori che sono ad un passo dal diventare leggendari ed ha una voglia matta di scrivere per la prima volta il suo nome in calce alla Coppa del Mondo. La seconda, la Germania, ai Mondiali non ha mai perso contro gli iberici (due successi e un pari) ma deve riscattare il ko nella finale di Euro 2008, ha un mix di giovani e meno giovani (ma che comunque ancora dovranno aspettare un bel po’ per diventare 30enni) che hanno saputo proporre un calcio veloce e accattivante, ha disputato almeno i quarti di finale dal 1954, in semifinale in 12 dei 17 Mondiali disputati e già Campione per ben tre volte.
Le premesse sono da urlo per una partita non solo per palati fini, ma per tutti gli appassionati, anche minimi, di questo meraviglioso sport chiamato calcio. Questa sera a Durban andrà in scena la seconda semifinale di questi frizzanti campionati del mondo africani, una partita che decreterà la seconda finalista del torneo dopo il pass staccato ieri sera dall’Olanda. Tensione, ma neanche poi così tanta: la Spagna ha esperienza da vendere e partite del genere, sebbene non proprio queste, le hanno più o meno giocate tutti; la Germania ha l’incoscienza dei venti anni e ha vinto, con questo gruppo, tutte le competizioni intercontinentali giovanili. I giocatori sono pronto per battagliarsi in campo, Vicente Del Bosque e Joaquim Löw dalle panchine.




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La Fifa oggi ha reso noto il nome degli arbitri che rimangono a disposizione in Sudafrica per arbitrare le partite dei quarti di finale, quelle delle semifinali e le due finali. Un nugolo di fischietti, troppi per le partite rimaste, ma necessari a seconda di quali Nazionali andranno avanti nella competizione; accanto alle giacchette nere che proseguono la loro avventura, ce ne sono degli altri che invece oggi hanno dovuto fare le valigie: i nomi più clamorosi, tra possibili direttori di gara per la finalissima dell’11 luglio, sono quelli di Jorge Larrionda, Roberto Rosetti e Massimo Busacca. L’uruguaiano paga come ovvio la non convalidazione del gol di Frank Lampard durante Germania-Inghilterra.
Per l’italiano invece fatale l’assegnazione della rete di Carlos Tevez, in netto fuorigioco, durante Argentina-Messico. Per il fischietto ticinese, infine, indigesta la partita tra i padroni di casa del Sudafrica e l’Uruguay: in quell’occasione Busacca assegnò un rigore alla Celeste con annessa espulsione al portiere di casa, episodio che nasceva da un’azione in cui l’uruguagio Suarez partiva in posizione irregolare. Furenti le proteste del ct dei Bafana Bafana Carlos Parreira, sia per l’offside non fischiato che per l’eccessiva severità e nell’assegnazione del penalty e nel cartellino rosso. Di seguito l’elenco degli arbitri che invece rimangono in pista, rappresentanti di tutti i continenti.
Le Foto di Argentina - Messico 3-1: errore di Rosetti



Il gol fantasma di Lampard in Germania - Inghiliterra



Le foto di Sudafrica - Uruguay 0-3




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