
Tra i 20 milioni di spettatore che hanno seguito il monologo di Roberto Benigni dal palco dell’Ariston c’era anche Gianluigi Buffon, anche lui come tanti altri italiani hanno apprezzato la lezione che l’attore ha voluto dare a proposito del nostro bistrattato inno nazionale. Il portiere della nazionale, ai microfoni dell’Ansa, ha voluto ringraziare personalmente il toscano per le parole spese in questo particolare momento della nostra storia nazionale, in cui non ci si riesce ad accordare nemmeno su un giorno di festa per ricordare l’unità del paese.
Buffon è rimasto incollato alla tv per tutto il tempo in cui Benigni ha imperversato sul palco della città dei fiori e si augura che come lui abbiano fatto tanti altri connazionali: “Spero l’abbiano visto in tanti, potrebbe essere servito a destarsi e a darci quella piccola scossa necessaria a tirar fuori l’orgoglio necessario quando si mette in dubbio la nostra unità e la nostra identità di italiani”. Per il capitano della nazionale, abituato a cantare l’inno in giro per il mondo, la lezione è stata utile anche per chiarire alcuni aspetti del testo, a dimostrazione che non solo i politici spesso fraintendono il significato di quelle parole:
“La lezione di ieri mi ha migliorato, anche io credevo che quello ’schiava di Roma’ si riferisse all’Italia, e tutte le volte che lo cantavo in nazionale mi rimaneva una perplessità: Benigni ci ha spiegato che a esser schiava è la Vittoria, un concetto molto bello”.
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Il CT della nazionale Marcello Lippi si sottopone al fuoco di fila delle domande di Klaus Davi nel corso di una puntata di KlausCondicio, la trasmissione sul web del celebre massmediologo, e ne vengono fuori risposte decisamente sorprendenti. Lippi, dopo essere entrato in rotta di collisione con José Mourinho per il suo pronostico sull’esito del campionato, ha evidentemente sempre meno timore a schierarsi su temi piuttosto controversi. Così scopriamo in un colpo solo due cose, la prima è che il CT è un elettore del Partito Democratico, la seconda è che non approva la Tessera del Tifoso del Ministro Maroni.
Le primarie sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Ignazio Marino l’ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni, che rimane una grande risorsa.
Quindi non solo Lippi dichiara la sua affezione al PD, ma indirettamente fa capire per quale candidato esprimerà la sua preferenza. Il selezionatore della Nazionale Italiana censura anche la Tessera del Tifoso, dal 1 gennaio prossimo obbligatoria per poter andare a seguire la propria squadra in trasferta. Secondo Lippi questo strumento “sembra una schedatura“.

Se sul campo i verdeoro non hanno faticato a imporsi sulla nazionale venezuelana, ben diversa è stata l’esperienza fuori dal campo durante tutte le 24 ore di permanenza sul suolo del presidente Chavez. Un clima ostile ha caratterizzato l’accoglienza dei brasiliani, in qualche modo si può dire che i padroni di casa abbiano fatto di tutto per vincere la partita. A partire dal viaggio per raggiungere la cittadina di San Cristobal, terribile e faticoso, già si poteva intuire che le ore successive non sarebbero state affatto semplici.
La nazionale brasiliana è stata alloggiata in un albergo che definire una catapecchia è un eufemismo e durante tutta la notte, con la complicità dello staff della struttura, il sonno dei pentacampioni è stato disturbato dallo sfrecciare e dallo strombazzare di automobili e motociclette. Ma il peggio doveva ancora venire. Il clima che i tifosi ospiti hanno trovato allo stadio non è stato per niente amichevole: i tifosi brasiliani che avevano seguito la Seleçao sono stati costretti con la forza ad ammainare le loro bandiere e a togliere le loro magliette.
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