
Bella soddisfazione per il fischietto 39enne (compirà gli anni il 14 luglio, tre giorni dopo la finale del Mondiale) Howard Webb: la Fifa ha infatti scelto l’inglese per arbitrare la finalissima in programma il prossimo 11 luglio a Johannesburg, la vibrante sfida tra Olanda e Spagna. La vita è proprio bella, avrà pensato il britannico, che in due anni è riuscito a passare dalle classiche stalle alle stelle più luminose: promettente anche allora, nonostante questo durante gli scorsi Europei in Austria e Svizzera fu mandato a casa dopo la fase a gironi per un controverso arbitraggio della partita tra austriaci e Polonia.
In realtà il discusso rigore assegnato ai padroni di casa al 90° si rivelò esserci, mentre il gol dei polacchi nel primo tempo era in netto fuorigioco (ma a sbagliare fu il suo assistente): ricevette minacce di morte dal popolo polacco, con dichiarazioni assurde anche da parte del primo ministro. Tutta la sua vicenda è fedelmente riportata nel film-documentario “Kill the referee“, lungometraggio spassoso in cui si fa la conoscenza di questo ragazzone del nord dell’Inghilterra. Dopo quell’episodio Webb non si è demoralizzato e quest’anno ha già avuto l’onore di dirigere (magistralmente) la finale di Champions tra Inter e Bayern Monaco.
Continua a leggere: Mondiali, la finale Olanda - Spagna assegnata all'inglese Howard Webb

In attesa della super semifinale di mercoledì prossimo tra Spagna e Germania, i tedeschi scrivono fiumi di parole a mezzo stampa e la trepidazione si commista a un ottimismo che pare possa servire, da solo, per arrivare all’agognato quarto titolo a venti anni di distanza. Si snocciolano statistiche come quella che vuole la Germania sempre tra le top-eight dal 1954 a oggi, o anche quella che invece recità così: teutonici in semifinale in 12 delle 17 edizioni dei Mondiali. Un record. Mancherà lo squalificato Thomas Muller, l’unica pecca per un undici che pare perfetto, in grado di infilare tre poker su cinque partite giocate, al suo posto molto probabile l’inserimento di Piotr Trochowski.
“Non sarà della partita l’anima del nuovo calcio tedesco, ma non è un problema perché sono tutti bravi come lui” scrive il Tegespiegel. La Bild sente direttamente l’allenatore Löw, preparatissimo tecnico che da giocatore faceva l’attaccante prevalentemente nel Friburgo e che invece da mister ha vinto qualcosina solo nel calcio austriaco: “La squadra ha dimostrato la volontà di diventare campione del mondo, adesso siamo tra i quattro più bravi del mondo, adesso abbiamo la possibilità di fare ancora qualcosa di grande. La nostra valutazione è chiara: possiamo diventare campioni del mondo soltanto se giochiamo un calcio offensivo e mettere in difficoltà i nostri avversari. Non si può più vincere giocando come l’Italia nel 2006 cioè in modo difensivo, aspettando soltanto un gol decisivo“.
Dopo la gioia immensa del 2006, nel 2010 è il turno della rabbia e della delusione per i tifosi italiani. In molti, quasi tutti, erano parecchio scettici alla vigilia di questo mondiale considerati i molti giocatori in età avanzata e le esclusioni eccellenti di calciatori come Cassano e Balotelli. Nonostante questo era però difficile prefigurarsi un’eliminazione così scottante nel girone come ultimi in classifica, senza riuscire a vincere una sola partita e senza aver visto neanche qualche minuto di bel gioco in tre partite.
L’Italia dei “vecchietti” torna a casa con la coda tra le gambe.












Continua a leggere: Azzurri eliminati, la delusione dei tifosi italiani
L’Italia è stata eliminata dalla Coppa del Mondo nel modo più umiliante della storia. Mai agli azzurri era capitato di abbandonare la più grande competizione calcistica senza vincere neanche una partita e la situazione è ancora più grave considerato il girone più che abbordabile degli azzurri. Al fischio finale grande sconforto per gli azzurri ed in particolare per Fabio Quagliarella che ha pianto dopo aver riacceso le speranze degli italiani nel finale della partita.
Questa scena ha ricordato molto quella vista ad Euro 2004 quando Antonio Cassano, escluso da Lippi in questo Mondiale, pianse alla fine di Italia - Bulgaria dopo aver segnato al 90′ il gol del definitivo 2-1. In quel caso ci condannò la differenza reti e lo studiato pareggio per 2-2 tra Svezia e Danimarca, mentre questa volta è stata solo l’Italia l’artefice del proprio nefasto destino.




Continua a leggere: L'Italia fuori, Quagliarella scoppia in lacrime come Cassano
Le Pagelle di Slovacchia - Italia 3-2:
Marchetti 6 - Incolpevole sulle prime due reti, un po’ in ritardo sul terzo gol. Un paio di buone parate, ma non è certo Buffon.
Zambrotta 4,5 - Si sveglia nei dieci minuti finali, dopo una partita giocata praticamente camminando.
Cannavaro 4 - Nervoso nel primo tempo quando l’arbitro lo grazia, inguardabile nella ripresa.
Chiellini 4,5 - Fino alla seconda rete il meno peggio della difesa, poi naufraga insieme agli altri.
Criscito 4 - Un fantasma.
Gattuso 4 - Doveva essere l’uomo della svolta a centrocampo, prestazione impalpabile e in linea con la deludente stagione disputata.
De Rossi 4,5 - Era stato il migliore degli azzurri nei primi due incontri, oggi partita sottotono con molti errori anche per lui.
Montolivo 4 - Vedi Criscito.
Pepe 4 - Mai un cross azzeccato, mai un’accelerazione, e alla fine si mangia il gol del possibile 3-3. I tifosi della Juventus stanno già tremando.
Iaquinta 5 - Si sacrifica molto al servizio della squadra, ma è sempre poco lucido.
Di Natale 6 - Sufficienza risicata. Qualche bella giocata di prima e il merito di trovarsi al posto giusto nel momento giusto sul gol dell’1-2.





Altre sedici partite e finalmente qualcosa di buono si è visto; dopo la prima e alquanto deludente giornata di questi primi Mondiali africani, dopo i secondi 90 minuti per le 32 compagini impegnate lo spettacolo è iniziato a venir fuori e con esso numeri, statistiche e verdetti che riempono le pagine dei giornali e le bocche dei clienti mattutini dei bar. Iniziamo dalle cosiddette sentenze, quelle inappellabili: Olanda e Brasile sono le due uniche squadre ufficialmente qualificate per il prossimo turno, un piede e tre quarti anche per Argentina e Portogallo, non appare difficile completare l’opera per il Paraguay, il Messico e l’Uruguay. Fuori invece in maniera definitiva solo Camerun e Corea del Nord, praticamente in “stato vegetativo” alcune selezioni come Honduras, Costa d’Avorio e Australia.
Quarantadue i gol segnati nella seconda tornata, quasi il doppio della prima, più tiri, più azioni spettacolari, i cannonieri si sono svegliati: doppiette per i vari attaccanti della Liga, da Villa a Forlan fino a Fabiano, per non parlare di un altro aspirante pichichi come Higuain addirittura di tripletta contro la Corea del Sud. Due le reti anche per Tiago, Gyan ed Elano. Imbattute le difese di Uruguay, Cile, Portogallo e Olanda, polveri ancora bagnate per Francia, Honduras e Algeria. Diverse le partite divertenti negli ultimi sei giorni: roboante il 7-0 del Portogallo alla povera Corea del Nord, spettacolare il 2-1 di forza della Danimarca ai danni del Camerun, ma godibile anche il 3-1 brasiliano contro gli elefanti ivoriani e il 4-1 argentino ai danni della Corea del Sud.
Tante le espulsioni, qualche rigore, la Fifa ha comunque asserito che fino ad oggi gli arbitri impegnati nella rassegna se la stanno cavando bene: di certo il gol annullato ad Adu sul finire di Stati Uniti - Slovenia 2-2 (sarebbe stata la rete della vittoria per gli americani) è stato incredibile (nessuno sa cosa è successo), così come non è sembrato uniforme il giudizio a seconda della nazionalità delle giacchette nere: l’arabico arbitro di Cile - Svizzera è stato severissimo, il guatemalteco di Italia - Nuova Zelanda fin troppo indulgente nei confronti di Fallon e dei suoi gomiti larghi. E ora una breve dissertazione sulle compagini che fin qui hanno deluso, e non poco, e quelle che invece hanno sorpreso alla luce dei 180 minuti giocati.
Le Foto delle Sexy Tifose di Sudafrica 2010








Continua a leggere: Mondiali 2010, completata la seconda giornata: il punto
Video: Italia - Nuova Zelanda 1-1 - 20 Giugno - Mondiali 2010 Highlights HD

Altra delusione, altro pareggio, l’Italia può dare addio alla possibilità di arrivare prima nel girone (infilandosi nella parte del tabellone teoricamente più semplice) e dovrà assolutamente vincere con la Slovacchia per passare il turno. Poco gioco, poca convinzione, contro una Nuova Zelanda poco più che ordinata e con solo tanta grinta dalla sua. Dopo cinque minuti Smeltz ci punisce: calcio di punizione, con poca reattività interviene Cannavaro dopo il pallone prolungato da Reid e l’attaccante Kiwi supera Marchetti. Sarebbe fuorigioco, il guardalinee non lo segnala.
L’Italia è frastornata, Montolivo (una partita giocata sotto ritmo con poca lucidità ed efficacia) trova un bel tiro, ma la palla si stampa sul palo. Il mezzo favore arbitrale arriva anche al contrario per il pari dell’Italia: trattenuta su De Rossi che si lascia un po’ andare. Rigore e Iaquinta batte Paston. Da lì in avanti è un assedio sterile degli azzurri nonostante i tanti cambi di Lippi che evidentemente è consapevole delle difficoltà della sua squadra. Nell’intervallo dentro Di Natale e Camoranesi per un irriconoscibile Gilardino e il solito generoso (ma impalpabile) Pepe.




Continua a leggere: Video: Italia - Nuova Zelanda 1-1 - 20 Giugno - Mondiali 2010 Highlights HD
Aggiornamento: (La Cronaca della partita - Le pagelle - Il Video)
Lippi non si è mai voluto sbottonare alla vigilia di un incontro importante e la partita di oggi contro gli All white non fa difetto rispetto alla sua tradizione: «Di modifiche alla nostra formazione non parlo, non riduciamo tutto a un modulo e a una scelta di nomi». L’Italia dovrà a tutti i costi battere i neozelandesi, ma per farlo ci sarà bisogno di fare gol e la nazionale vista contro il Paraguay ha dimostrato diversi limiti in fase offensiva.
Ad ogni modo Lippi crede molto nella sua squadra che ha visto in crescita in quest’ultima settimana: «Rispetto all’esordio siamo più sciolti, cresciuti sul piano psicologico e fisico: in sostanza siamo pronti. È ovviamente una gara che dobbiamo vincere se vogliamo andare avanti. La squadra è cresciuta sotto tanti aspetti è stata una settimana di lavoro molto positiva. Siamo davvero pronti, ma senza fare proclami perché proprio non è il caso».









Continua a leggere: L'italia oggi contro la Nuova Zelanda, è l'ora di vincere

Diciannovesimo Mondiale di Calcio, primo nel continente africano: che ne è stato di questa fase finale dopo che tutte e 32 le nazionali impegnate hanno affrontato il loro primo incontro? Presto per tracciare bilanci e azzardare opinioni più o meno definitive, comunque una prima indicazione si è avuta sul Mondiale che è e che, presumibilmente, sarà. In 16 partite fin qui disputate appena 25 gol, uno ogni 57 minuti, praticamente la miseria di 1,5 a partita con due soli match terminati con un “over” (3 o più gol, termine noto agli scommettitori) e altrettanti a reti bianche.
Contraddistinto prima del via dagli infortuni eccellenti e con un nugolo di favorite che per un motivo o per l’altro non convincevano del tutto, i primi 90 minuti di ogni selezione impegnata hanno fornito spunti interessanti. Delle big ha perso solo la Spagna, evidenziando la cronica difficoltà ad emergere nella rassegna intercontinentale più importante; pareggi deludenti per gioco e occasioni da gol create per l’Italia, il Portogallo e la Francia. Da rivedere anche l’Inghilterra, alle prese col solito problema degli estremi difensori. Hanno vinto solo la Germania, l’Olanda, il Brasile e l’Argentina.
Sia i tedeschi che i cugini olandesi sono giovani e con poca esperienza: mix perfetto per non steccare la prima, ma altrettanto intuibile un tonfo improvviso quando le partite saranno ad eliminazione diretta. E poi l’Australia ha mostrato limiti inimmaginabili (avversaria dei teutonici), la Danimarca è crollata per uno sfortunato autogol. L’Argentina: forse la più infarcita di stelle, ma con un allenatore che tatticamente è quanto meno imprevedibile. E il Brasile che stiracchia un 2-1 con la Corea del Nord dimostra che il calcio è cambiato: i verdeoro hanno star in porta e in difesa, ma il calcio bailado latita.
Continua a leggere: Mondiali 2010, completata la prima giornata: il punto
Video Mondiali 2010: Spagna - Svizzera 0-1 - 16 Giugno - Highlights HD
Cadono anche i campioni d’Europa, chi si aspettava che la Spagna potesse riscattare le prove grigie offerte dalle big deve ricredersi. Gli iberici hanno trovato sulla loro strada una Svizzera solidissima, gli elvetici non subirono nemmeno un gol quattro anni fa in Germania, furono eliminati ai rigori dall’Ucraina, e continuano così la loro striscia positiva. La vittoria sugli spagnoli ha anche un sapore speciale poiché vendica l’eliminazione subita nel 1994 agli ottavi di finale. Il gol vittoria è di Gelson Fernandes che ha saputo sfruttare il gran caos creato da Iker Casillas e dai suoi compagni di reparto, la squadra di Ottmar Hitzfeld ha poi legittimato il successo colpendo un palo con Eren Derdiyok. Un legno a tabellino anche per la Spagna, una conclusione Xabi Alonso si è stampata sulla traversa. (Clicca qui per leggere la Cronaca Completa)
Le migliori immagini di Spagna - Svizzera 0-1




Continua a leggere: Video Mondiali 2010: Spagna - Svizzera 0-1 - 16 Giugno - Highlights HD