
Nuove inquietanti rivelazioni, anche oggi il nuovo enigmatico filone di calciopoli si arricchisce di intercettazioni e personaggi che parevano messi in soffita da quasi un lustro. In attesa della campale udienza del 13 aprile prossimo, ormai quotidianamente si scoprono nuovi altarini, come ad esempio la passione della famiglia Bergamo, all’epoca designatore arbitrale, per il rossonero milanista. Ecco ciò che evince da una chiacchierata con Galliani a poco più di una settimana di Milan-Juve 0-1 (sfida scudetto del 2005) e all’indomani di Lecce-Milan 2-2.
Bergamo: «Pronto?».
Galliani: «Sono Galliani, buongiorno».
Bergamo: «Buongiorno dottore come va?».
Galliani: «L’ho cercata molte volte ieri sera ma era sempre occupato».
Bergamo: «Non mi sono ancora ripreso dall’altra domenica (8 maggio 2005 Milan-Juventus 0-1, gol di Trezeguet). E questo purtroppo è stato un trauma che in famiglia ha lasciato il segno. Pensavamo tutto…».
Galliani: «Anche noi, anche noi».
Bergamo: «Pensavamo tutto fuori che quello, se andava male, male, male potevamo pareggiare ma insomma».
Galliani: «E pareggiando avremmo vinto anche a Lecce (finì 2 a 2) perché non avremmo mollato, perché se avessimo pareggiato con la Juve rimanevamo in testa alla classifica e a Lecce vincevamo di sicuro perché la partita era abbordabile».
Bergamo: «Ma può darsi che Ancelotti si sia fidato troppo dei suoi uomini non ha considerato che Seedorf e Pirlo non stavano troppo bene».
Galliani: «Da oggi parte l’operazione Istanbul… domenica brutto».
Bergamo: «Ecco, Lecce. Quando un presidente di una società (Semeraro ndr) si permette di dare una responsabilità ad un arbitro per le intemperanze dei tifosi e le reazioni dei giocatori».
Galliani: «Ma poi urla e grida negli spogliatoio, nell’intervallo una vergogna (nell’intervallo padre e figlio vengono aggrediti con insulti ndr)».
Bergamo: «Sì, Trefoloni me ne ha parlato ma poi la Domenica Sportiva dove si è detto di tutto e di più».

Ogni giorno il nuovo filone di Calciopoli, ormai pare si possa chiamare così, si arricchisce di nuove intercettazioni che quattro anni fa rimasero misteriosamente sepolte. Di seguito alcune “chiacchierate” tra l’onnipresente Paolo Bergamo e rappresentanti di Inter e Milan, le squadre che dopo il terremoto del 2006 riuscirono a vincere rispettivamente scudetto e Champions League. Questa la telefonata tra Giacinto Facchetti il giorno 9 gennaio 2005, durante la più prossima vigilia di Inter-Sampdoria, gara arbitrata da Bertini e finita 3-2 per i nerazzurri con una tripla rimonta negli ultimi 10 minuti.
Facchetti: «Pronto Paolo sono Facchetti»
Bergamo: «Buongiorno Giacinto»
Facchetti: «Sto andando allo stadio l’ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L’ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri»
Bergamo: «Vedrai che sarà una bella partita»
Facchetti: «Va bene»
Bergamo: «Viene predisposto (Bertini ndr) a fare una bella partita»
Facchetti: «Si si, va bene»
Bergamo: «È una sfida che vedrai la vinciamo insieme»
Facchetti: «Volevo solo dirti che l’ho fatto» (riferendosi al fatto che ha parlato alla squadra per non tenere un atteggiamento sbagliato nei confronti di Bertini ndr)
Bergamo: «Vedrai che le cose andranno per il verso giusto poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati, fa morale…».
Classica partita da prima della classe in un uggioso pomeriggio al Meazza: l’Inter vince senza troppi complimenti prendendo a pallonate il Bologna la cui tattica ultra difensiva, che ha fatto guadagnare al suo tecnico Franco Colomba addirittura il prolungamento del contratto, non è servita a nulla. Anzi, se non fosse stato per Emiliano Viviano che ha compiuto dei veri e propri miracoli il risultato sarebbe stato ancora più rotondo: tant’è, il 3-0 è un risultato di tutto rispetto, anche e soprattutto leggendo il nome dei marcatori. Doppietta di Thiago Motta, il brasiliano non timbrava il cartellino in campionato dal 29 agosto nel derby contro il Milan, e rete del momentaneo 2-0 di Mario Balotelli, abile a sfruttare un assist da urlo di Milito (Tabellino Inter - Bologna 3-0).
Praticamente otto difensori per i felsinei, l’Inter risponde con un tridente orfano di Eto’o e Sneijder, ma col reintegrato, e vogliosissimo, Balotelli. Tra i nerazzurri non c’è Zanetti, out dopo più di 130 partite consecutive in campionato, al suo posto si rivede Santon. All’inizio, nelle primissime battute, gli ospiti paiono poter fare uno scherzetto ai ben più quotati avversari di casa, Adailton si muove tra le linee bene (e colpisce un legno su calcio da fermo) e Di Vaio cerca contropiede e profondità; nel momento in cui l’Inter prende però il pallino del gioco, allora per gli emiliani è notte fonda. Inizia un tutti contro Viviano, che si esalta e dimostra di essere un portiere molto molto bravo; Milito e Balotelli dialogano alla grande, ma quando il palo, quando l’estremo difensore avversario, quando l’imprecisione, il risultato non si sblocca.
Dal possibile sorpasso milanista all’allungo che potrebbe rivelarsi decisivo: l’Inter approfitta del passo falso del Milan in quel di Parma e porta nuovamente a quattro le lunghezze di distanza dalle inseguitrici; probabilmente la sfida di sabato prossimo contro la Roma all’Olimpico riaprirà il campionato o ne metterà definitivamente la parola fine. Contro il Livorno è apparso tutto facile: risultato rotondo, classico testacoda finito come da pronostico e tre punti messi in saccoccia senza troppi complimenti. In rete un redivivo Samuel Eto’o, finalmente in doppia cifra in Serie A, e ciliegina sulla torta per Maicon, autore di una prestazione più che sufficiente dopo varie prove opache.
Fa turn-over Mourinho che schiera una coppia difensiva quasi inedita con Materazzi e Cordoba, ridà fiducia a un Chivu munito di casco e a gran sorpresa piazza Quaresma in avanti; Cosmi se la gioca ma mette Lucarelli in panca dando una chance a Danilevicius supportato da Di Gennaro e facendo esordire l’austriaco Prutsch. Non un gran match al Meazza nelle prime battute, l’Inter è svogliata e il Livorno non pare approfittarne; Julio Cesar ha il suo da fare per sventare i ficcanti assalti ospiti, ma il brasiliano se la cava con la classe usuale che lo contraddistingue. Anche Quaresma è caldo, ma Rubinho non si lascia intimorire e risponde al portoghese con un volo sul suo palo. Poi accende la luce Thiago Motta, Eto’o è vigile e per i labronici è notte fonda.
Le Foto di Inter - Livorno 3-0
Continua a leggere: Inter - Livorno 3-0: tutto facile per i nerazzurri, allungo importante in vetta

Mario Yepes al Milan? Praticamente cosa fatta. Nella giornata di oggi avverrà l’incontro decisivo tra le parti, ma niente lascia presagire un naufragio di una semplice trattativa: l’arcigno difensore colombiano è in scadenza di contratto col Chievo Verona (era arrivato nel 2008 dopo quattro anni al Paris Saint Germain e aveva posto la firma su un contratto biennale) e nonostante Campedelli, patron dei clivensi, gli abbia proposto un prolungamento, le disponibilità economiche dei rossoneri superano di gran lunga quelle dei veneti. Così al giocatore è stato offerto un contratto per due stagioni con l’opzione per la terza, il tutto per un milione di euro netto all’anno.
Un bel passo in avanti per questo stopper internazionale, che in seno ai Mussi Volanti percepisce 550 mila euro. Ma non è solo una questione economica, quanto anche affettiva: da quando Yepes si è trasferito in Italia, la moglie e i figli lo hanno seguito ma non a Verona, bensì a Milano per permettere ai piccoli di casa Yepes di frequentare una scuola madre lingua francese. Nel capoluogo lombardo prezioso e determinante l’aiuto di Ivan Ramiro Cordoba, connazionale e grande amico di Yepes che avrebbe molto piacere a vivere nella stessa città del collega. Ricordiamo che il difensore di Calì ha di recente spento 34 candeline, ma è fisicamente integro e in Italia ha sbagliato pochissimo.
Le migliori immagini di Mario Yepes




Continua a leggere: Milan, è già mercato: praticamente fatta per il difensore del Chievo Mario Yepes
Le genovesi non segnano a San Siro contro l’Inter, ma neanche subiscono: terzo 0-0 in quattro partite per i nerazzurri, così come la Samp qualche sabato fa, anche il Genoa esce imbattuto dall’impianto milanese strappando un prezioso punto alla corazzata di Mourinho. Partita per niente bella, contraddistinta dall’abulia interista e dalla poca voglia di credere davvero nella vittoria da parte degli ospiti; ne esce fuori uno spot per la noia fino a dieci minuti dalla fine, quando i padroni di casa, complici anche le solite sostituzioni a trazione anteriore del portoghese, hanno creato l’assalto finale (non facendo comunque lavorare molto Amelia). Migliore in campo Salvatore Bocchetti: il difensore genoano che in questa stagione non sta brillando particolarmente, è stato praticamente perfetto, annullando il grande ex Milito. Gasperini conosce bene l’argentino, il bomber dell’Inter non ha avuto vita facile (Tabellino e pagelle di Inter - Genoa 0-0 - Le foto di Inter - Genoa 0-0).
E’ un’Inter che lascia attoniti quella che si presenta sul freddo terreno di gioco del Meazza: ha motivazioni e nomi per cercare di infilzare quanto prima la banda di Gasperini ma, di fatto, non lo fa. Nei primi quarantacinque minuti di partita tira verso la porta di Amelia una sola volta, e succede al 40° quando da distanza siderale Stankovic cerca di sorprendere il portiere avversario: parata facile sul suo tiro in fin dei conti centrale. Balotelli è svogliato, Muntari sbaglia tutti i palloni che tocca e anche Sneijder e Milito (garanzie assolute) latitano. E il Genoa? Non ha fatto di meglio per sciogliere gli infreddoliti cuori dei tanti tifosi giunti dalla Liguria: partita ordinata in difesa, buon pressing e sprazzi di gioco sulle fasce, ma Suazo è un’ombra e Sculli non è al meglio. Anche gli ospiti arrivano alla conclusione una sola volta: è Mesto a metter paura a Julio Cesar, il bolide del laterale genoano è però preda dell’impeccabile portiere brasiliano.
Le migliori foto di Inter-Genoa 0-0




Continua a leggere: Inter - Genoa 0-0: i nerazzurri si svegliano alla fine, niente fuga
Campionato riaperto? I sei punti rosicchiati in appena tre giornate dalla Roma di Ranieri all’Inter inducevano a pensare di sì; cinque le lunghezze che dividono giallorossi e nerazzurri, potenzialmente una in meno quelle che invece distanziano il Milan all’undici di Mourinho. Numeri che fanno ben sperare l’Italia calcistica non interista. Ma oggi il famoso Giudice Sportivo Giampaolo Tosel ha confermato i timori del popolo interista e i sogni dei cuginastri e dei capitolini: la Beneamata dovrà fare a meno del suo condottiero, l’allenatore José Mourinho, per ben tre turni. Siederà sulla panchina dell’Inter lo Special Two, cioè il vice Beppe Baresi: nelle due trasferte a Udine e Catania e nell’impegno casalingo contro il Genoa.
Quarantamila euro di multa e la squalifica per tre turni così giustificati da Tosel: “Per avere, nel corso della gara contestato ripetutamente l’operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando, al 35° del primo tempo ed al 10° del secondo tempo, “le manette”, con i polsi incrociati e le braccia rivolte verso il pubblico e verso le telecamere presenti ai bordi del campo; per avere inoltre, nell’intervallo, nel sottopassaggio che adduce agli spogliatoi, rivolto all’Arbitro ed agli Assistenti espressioni ingiuriose; per avere, infine, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale, collocatisi nei pressi delle panchine di entrambe le squadre; infrazioni rilevate dai collaboratori della Procura federale; con recidiva specifica reiterata“. Ma non è tutto.








Niente da fare, neanche il Cagliari della Panchina d’Oro Massimiliano Allegri è riuscito a fermare la corazzata Inter, ormai a un passo dal quinto scudetto consecutivo: muscolare e tecnica, la squadra nerazzurra anche oggi si è confermata completissima, seppur senza Sneijder. Ma quel tridente con Pandev poco dietro a Milito e Eto’o è da mettere i brividi a chiunque e la difesa dei sardi, organizzata ma vittima di una certa inesperienza, non è riuscita a reggere l’urto. Ancora in gol Pandev, poi raddoppio di Samuel, chiude i gioco il Principe: è un’Inter formato Champions, anche se il Cagliari recrimina per un gol annullato a Matri ingiustamente. Poteva cambiare qualcosa (gli ospiti perdevano 2-0), ma molto probabilmente non sarebbe andata diversamente da così: tre punti, gli ennesimi, a José Mourinho (Il Tabellino di Inter - Cagliari 3-0 - Le Foto di Inter - Cagliari 3-0 - Il Video di Inter - Cagliari 3-0).
Alla vigilia ci si aspettava una bella gara, effettivamente sin dall’inizio l’intensità del match ha deliziato i tanti spettatori presenti al Meazza; importante l’assenza di Cossu per il Cagliari, apparentemente anche quella dello squalificato Sneijder per l’Inter, anche se i nerazzurri hanno sopperito alla mancanza dell’olandese con la solita cinica solidità. Muscoli e classe, il primo gol arriva anche grazie alla fortuna: discesa straripante di Zanetti sulla destra, palla al centro e carambola con lo sfortunato Canini che dà l’assist a Pandev, freddo a battere l’esordiente Agazzi a tu per tu (terzo gol in cinque gare per il macedone). Il 2-0 è tutto argentino: angolo battuto da Cambiasso, svetta su tutti Samuel che raddoppia. Gli ospiti non si demoralizzano, anzi sono vivi: prima Julio Cesar è strepitoso sui vari tentativi di Conti e Nené, poi ci si mette l’arbitro.




Continua a leggere: Inter - Cagliari 3-0: troppo forti i nerazzurri, i sardi si piegano al Meazza
Video: Youtube Sintesi e Gol di Chievo - Inter 0-1 del 6 Gennaio 2010 Serie A

La Galleria Fotografica di Chievo - Inter 0-1




Continua a leggere: Video: Gol e Highlights di Chievo - Inter 0-1 del 6 gennaio 2010
L’Inter apre il 2010 con una insolita partita a ora di pranzo: l’ultima del 2009, la prima del nuovo anno, la squadra nerazzurra ricomincia da dove aveva lasciato. Vittoria, zero gol subiti, uno fatto: contro la Lazio fu Eto’o, al Bentegodi di Verona contro il Chievo ci ha pensato Mario Balotelli. Partita non eccelsa anche a causa di un terreno di gioco disastrato, i ventidue in campo non hanno comunque lesinato impegno e non sono mancate, alla fine dei 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro Pierpaoli, le polemiche. Sia nel primo tempo, che all’ultimo minuto utile, i padroni di casa hanno richiesto un calcio di rigore, invano; anzi subito dopo il primo dei due episodi l’Inter è partita in contropiede e ha siglato il gol vittoria (Tabellino e Pagelle di Chievo - Inter 0-1 - Foto di Chievo - Inter 0-1 - Video di Chievo - Inter 0-1).
Esordisce Pandev, Arnautovic va in panchina (e poi farà anch’egli il suo debutto in maglia nerazzurra), si rivede Vieira in centrocampo, al centro della difesa ecco Cordoba. Di Carlo propone il solito 4-4-2 arcigno, a centrocampo ci sono Bentivoglio al posto di Pinzi e il biondo Rigoni, in difesa spazio a Mandelli al posto del titolare Morero. Il Chievo parte forte, almeno nelle intenzioni, gli ospiti controllano e solo Pellissier mette davvero in apprensione gli avversari; al 12° subito l’episodio chiave del match: Cordoba atterra Pellissier, per l’arbitro non è rigore, riparte l’Inter, palla a Sneijder che passa a Balotelli, tiro di SuperMario e respinta di Sorrentino, ancora tiro e questa volta è gol. Proteste furenti dei mussi volanti, ma tant’è, Inter in vantaggio.




Continua a leggere: Chievo - Inter 0-1: decide Balotelli ma i clivensi recriminano