Infuocate polemiche nel dopopartita della sfida di San Siro tra Inter e Napoli, vinta dai partenopei con il netto punteggio di 3-0. Il tecnico nerazzurro, Claudio Ranieri, attacca duramente il direttore di gara Gianluca Rocchi, protagonista di almeno un paio di clamorosi errori che hanno danneggiato i milanesi:
“Rocchi? Inadeguato alla gara. E’ stato un primo tempo bellissimo, Rocchi ha ammonito subito Obi a centrocampo per un fallo dove aveva preso la palla, poi ha concesso un rigore che non c’era. Ha voluto rovinare la partita. Peccato, avevamo disputato un bel primo tempo da parte nostra, il Napoli stava dietro e ripartiva. Rocchi ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, peccato perché i miei ragazzi non lo meritavano. L’epulsione? A Rocchi ho detto prego Dio che tu abbia ragione, lui mi ha espulso perché ha detto che ho protestato troppo platealmente. Ha sbagliato con me come ha sbagliato con Obi”.
Duro anche l’estremo difensore nerazzurro Julio Cesar:
“L’arbitro ha sbagliato davvero troppo. Io non mi lamento mai degli arbitri ma oggi è stata una cosa vergognosa. Non c’era rigore, poi c’era Campagnaro entrato in area, non si può così, bisognava ripetere. La mia ammonizione? Ero arrabbiato perché veniamo penalizzati noi portieri e la mia squadra. Davvero peccato perché era una bella atmosfera, una bella partita, con un primo tempo bellissimo ma lui ha distrutto tutto. L’ammonizione su Obi era ridicola. Obi è forte, sta crescendo, mi spiace per lui. Deve alzare la testa e guardare avanti, non ha fatto sbagli stasera. Penso che l’arbitro Rocchi andando a casa veda che non è stata una serata positiva per lui. Grazie ai tifosi per come ci hanno sostenuto”.




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Leonardo lontano dall’Inter? Fino a due giorni fa pareva fantascienza, oggi sono più le probabilità che il brasiliano si accasi al Paris Saint Germain che rimanga sulla panchina dei nerazzurri. Eh già, perché le velleità di Araujo non sono mai state quelle di allenare, ma a lui piace scovare talenti, fare il mercato, dirigere un club, e i parigini della nuova proprietà qatariota gli consentirebbe di avere grandi ambizioni. Oltre che la possibilità di tornare nell’amata Parigi, città ai margini del calcio che conta da almeno 15 anni, città che lui stesso visse da giocatore quando era il fantasista proprio del club parigino. Si parla di 150 milioni da spendere nei primi tre anni, non una grande somma, abbastanza per fare un progetto e iniziare a vincere in Francia.
Ma se Massimo Moratti ieri aveva smentito la “bomba” messa lì dalla Gazzetta dello Sport, il petroliere oggi apre alla possibilità di un divorzio consensuale col sudamericano, almeno a sentire le sue parole odierne: “Leonardo ha una grande opportunità, cercheremo una soluzione che accontenti lui e la società. Ha fatto l’allenatore con tanta buona volontà e passione, ma non è certo la sua aspirazione per il futuro. Conviene che segua la sua aspirazione e che noi cerchiamo un nuovo allenatore. Spiazzato? Non è stata una brutta sorpresa, mi aveva già avvertito per tempo. È stato correttissimo. Comunque può anche darsi che Leonardo cambi idea e che così facciamo anche noi“.
E allora trovano riscontro anche le voci di un Marcelo Bielsa vicino a diventare il nuovo allenatore dell’Inter. D’altra parte gli indizi che portano al Loco argentino sono più di uno: il fatto che già il suo nome era spuntato dopo la volontà di rompere con Benitez nel dicembre scorso, i suoi trascorsi alla guida della Seleccion con alcuni giocatori di spicco della rosa nerazzurra (da Zanetti a Cambiasso, fino a Samuel, ma non dimentichiamoci di Milito), la sua eccentricità che spesso ha combaciato con un calcio frizzante e senza eguali. A Moratti infatti stuzzica il 3-3-1-3 di bielsana memoria, col quale ha stupito il mondo con l’Argentina (ma dopo l’esperienza sfortunata in Giappone e Corea) e col Cile. Ancora Moratti sull’eventualità: “Credo ci sia stato un primo contatto con Bielsa, anche se non mio“. Attendiamo sviluppi.

Violeta Bonazzola, madre del capitano dell’Inter Javier Zanetti, è morta nel sonno colpita da un infarto. La notizia è stata resa nota attraverso il sito ufficiale della squadra nerazzurra. L’F.C. Internazionale ha diramato un comunicato ieri sera:
“È improvvisamente mancata la mamma di Javier Zanetti, Violeta Bonazzola. A Javier, al suo papà e alla loro famiglia il fortissimo abbraccio del presidente Massimo Moratti, di Leonardo, dei compagni di squadra, dello staff nerazzurro e di tutta F.C. Internazionale”.
Zanetti è subito volato in Argentina e, nel frattempo, migliaia di tifosi hanno scritto parole di conforto su facebook e su altri siti web per il capitano nerazzurro. L’argentino, oggi, ha voluto ringraziare l’Inter e tutte le persone che hanno espresso cordoglio per la morte improvvisa della madre:
“Mia mamma non c’è più, è un momento di grande tristezza, ma voglio dire al mio Presidente, Massimo Moratti, a Leonardo, ai miei compagni e a tutte le persone che sono con me all’Inter che sentirli così vicini a me e alla mia famiglia è stato di grande conforto.
Li ringrazio di cuore, e voglio dire grazie anche ai tifosi che stanno partecipando al mio dolore così sinceramente, e a tutti coloro, anche al di fuori del mondo nerazzurro, che mi hanno mandato parole di conforto. Oggi, più che mai, sono grato dell’affetto che mi circonda. È un bene prezioso, che contraccambio”.

Bellissima finale quella giocata ieri sera tra Inter e Palermo: nella bellissima cornice dell’Olimpico di Roma, alla fine i nerazzurri hanno conquistato la loro settima Coppa Italia, assicurandosi anche un succulento derby in quel di Pechino il prossimo 6 agosto per la Supercoppa Italiana. Furioso e poco diplomatico il numero uno dei rosanero Maurizio Zamparini, soddisfatti invece i protagonisti dell’ennesimo successo interista; partiamo dal presidente Massimo Moratti:
“Mini-triplete un cavolo. Una delle tre vittorie di quest’anno è il campionato del mondo, lo voglio ricordare: io firmo tutti gli anni, per un triplete così… Il Palermo ha giocato bene, è stata una finale stupenda, faccio i complimenti alla squadra rosanero. Non era facile superarli, hanno mostrato una difesa molto forte”.
Primo titolo da allenatore per Leonardo, anch’egli visibilmente felice:
“E’ un’enorme soddisfazione al termine di un’annata diversa, con tanti cambiamenti. Sono successe tante cose. Chiudere l’ultima partita con Materazzi e Zanetti che alzano i due trofei è davvero una cosa bella. Palermitani e interisti sono stati straordinari, hanno riempito l’Olimpico. Vincere è la cosa più bella. Cosa serve a questa squadra per il futuro? La stessa voglia di vincere. E questo gruppo ce l’ha sempre. Portiamo a casa un grande risultato. Con i tre titoli abbiamo mostrato una continuità che poche altre squadre hanno”.
E nell’euforia generale Samuel Eto’o e Diego Milito hanno giurato fedeltà all’Inter, mentre Javier Zanetti alla 1003esima partita da professionista ha alzato al cielo ancora un coppa: “L’Inter è la mia famiglia, sono troppo innamorato dell’Inter. Queste gioie non si dimenticano. Ho giocato tantissime partite con questa maglia, voglio farlo ancora per dimostrare di essere utile. Questa vittoria è la dimostrazione che non siamo stanchi di vincere, questo è il nostro terzo trofeo stagionale“. Singolare, infine, il ragionamento di Marco Materazzi: “Abbiamo vinto nello stadio dove ha vinto il Milan, almeno l’abbiamo ripulito con un po’ del nostro orgoglio“.

Il giorno dopo l’eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League, Massimo Moratti, attraverso il sito ufficiale dell’Inter, ha voluto ringraziare la sua squadra per tutte le emozioni provate nelle ultime stagioni: “Vorrei oggi ringraziare la mia squadra, tutti i giocatori che negli ultimi anni, e anche nell’attuale, hanno portato a tutti i tifosi interisti, me compreso, tanta gioia e i successi dei quali siamo e saremo sempre orgogliosi. Nella certezza di ritrovare la forza e la qualità che conosciamo per raggiungere i prestigiosi obiettivi che ci attendono anche quest’anno, sono convinto che, insieme ai tifosi, l’allenatore e la squadra sapranno regalarci ancora altre soddisfazioni“.
Anche il capitano Javier Zanetti ha voluto difendere la squadra da chi oggi sta parlando di un ciclo finito per questa Inter: «Lasciamo che dicano queste cose, noi andiamo avanti siamo usciti da una competizione importante che abbiamo vinto l’anno scorso, però mancano sei giornate di campionato e la semifinale di Coppa Italia. Per lo scudetto non dipende solo da noi perché anche fare il massimo può non bastare. Comunque dobbiamo dare il 100% nelle partite che restano e poi vediamo cosa accade. Senz’altro non è tutto da buttare, chi pensa così sbaglia abbiamo vinto una supercoppa italiana e un mondiale per club poi è cambiato l’allenatore, ritengono che Leonardo stia facendo un gradissimo lavoro».
Adesso l’Inter dovrà concentrarsi sul finale di stagione perché la semifinale di Coppa Italia è ancora lì da giocare e pure in campionato, con l’ausilio di un po’ di fortuna, ci sono ancora i margini per poter lottare fino alla fine con Milan e Napoli. Zanetti è concentrato e non teme la stanchezza: «La benzina si trova è vero che abbiamo fatto uno sforzo tremendo da gennaio in poi per tornare in corsa e magari lo stiamo pagando, però non è un alibi. Siamo amareggiati ma nessuno può mettere in discussione il valore di questo gruppo».
Alla vigilia del ritorno dei quarti di finale di Champions League, nel quale l’Inter cercherà l’impresa, mai riuscita a nessuno finora, di recuperare in trasferta la sconfitta per 5-2 subita una settimana fa tra le mura amiche, l’allenatore dei nerazzurri Leonardo ha dichiarato nella conferenza stampa di quale ora fa di credere nella possibilità di una grande prova da parte dei suoi:
“Non credo nei miracoli ma nei risultati sportivi, perché nella gara di andata è successo qualcosa di strano e poi dobbiamo essere noi a creare qualcosa di affascinante. Noi non crediamo solo nel passaggio del turno ma nell’idea di fare una grande prestazione, la cosa importante sarà avere equilibrio anche se si cerca un risultato ampio, però bisogna davvero cercare la grande prestazione per arrivare al grande risultato. È importante avere tutta la rosa a disposizione: torna Lucio, non ci sarà Chivu per squalifica, ma siamo quasi al completo.”
Il tecnico brasiliano ha aggiunto poi:
“Credo che nel gruppo ci sia lucidità, ognuno ha vissuto le sue rimonte, nel calcio e nella vita. C’è la voglia di dimostrare che quello che è successo a San Siro è fuori dal nostro andamento, dalle nostre corde. Stanno tutti abbastanza bene, la condizione generale è buona, ma poi ovviamente ci sarà da valutare alcuni problemini di singoli giocatori. Abbiamo ancora un giorno di tempo e un giorno a questi livello è tantissimo. Dove finisce la tattica e dove inizia la parte psicologica? È chiaro che l’interpretazione psicologica è importante, è un gioco fra noi che dobbiamo vincere e loro che devono giocare per non prendere quattro gol. Siamo consapevoli delle difficoltà ma non abbiamo nulla da perdere e non dimentichiamo che, all’andata, in tutti gli episodi a loro favorevoli noi siamo stati anche molto sfortunati. Che cosa dirò ai ragazzi? Non posso anticipare nulla, le cose nascono lì, non si preparano. Faremo invece una preparazione tecnica importante, poi quello che dirò verrà in modo naturale, al momento di parlare ai calciatori. Se noi pensiamo, concretamente nel calcio può succedere tutto, la squadra è consapevole, sarà una sfida molto affascinante.”
Dello stesso parere anche il capitano Javier Zanetti che ha commentato:
“In 90 minuti possono succedere tante cose e possono bastare per compiere una grande impresa. Siamo consapevoli di quanto sia difficile ma domani sera dobbiamo tirare fuori il carattere, non commettere errori e creare le situazioni giuste per poter segnare tanti gol.”

Brutta grana per Leonardo a poco più di un’ora dal fischio d’inizio di Bayern Monaco - Inter, l’attesissimo ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Javier Zanetti, il capitano nerazzurro, non sarà della partita e non siederà nemmeno in panchina. La sua presenza era prevista a centrocampo, ma un attacco d’influenza non gli consentirà di essere presente. Leonardo è quindi obbligato a rischiare Thiago Motta e Cambiasso insieme, nonostante nessuno dei due giocatori offra in partenza garanzie sui 90 minuti.
La formazione dell’Inter all’Allianz Arena sarà dunque questa: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Ranocchia, Chivu; Stankovic, Thiago Motta, Cambiasso, Sneijder; Pandev, Eto’o.
Van Gaal risponde con la stessa formazione che gli ha consentito di vincere nella gara d’andata, unica eccezione il reparto difensivo centrale che perde Tymoshchuk, Badstuber e vede il ritorno di Van Buyten e di Breno, già subentrato nella sfida di San Siro. Questo l’undici del Bayern Monaco: Kraft; Lahm, Van Buyten, Breno, Pranjic; Schweinsteiger, Robben, Luiz Gustavo, Muller, Ribery; Gomez.

Questa sera andrà in scena un amichevole molto molto gustosa, cioè quella tra Argentina e Portogallo a Ginevra. Ci sarà anche Javier Pastore, talentuoso numero 27 del Palermo, a quota 9 gol e di recente legato ancor più saldamente alla società rosanero con un contratto che scadrà fra 4 anni; in Inghilterra, patria di scommettitori e allibratori, si può puntare sul suo più prossimo futuro: quota più bassa la permanenza in Sicilia per un altro anno, ma al secondo posto ecco la Juve, nonostante i continui sondaggi di Real Madrid e Barcellona. Come mai?
Un’intervista rilasciata dal Flaco alla Gazzetta dello Sport rivela quanto e perché l’argentino preferisca i colori bianconeri a qualsiasi altri: “Tutti sanno che ho un contratto fino al 2015 e chi sfoglia la margherita può essere solo Zamparini, ma è chiaro che se ci saranno le condizioni giuste sono pronto a partire. Di certo mi piacerebbe una squadra dove ci sia spazio per me, al Real e al Barcellona guadagnerei molti soldi, ma non avrei la sicurezza del posto da titolare. La Juve? Perché no… Fra l’altro la mia famiglia è originaria di Volvera, un paese alle porte di Torino sulla strada che porta a Pinerolo. A Cordoba, dove sono nato, siamo in tanti di origine piemontese“.
Poi aggiunge: “La mia priorità sarà sempre giocare, e quindi opto per la Juve. Ripeto, in squadre come Barcellona o Real adesso mi toccherebbero molte panchine, e questo non mi va. Ne riparleremo magari quando avrò 28 anni…“. E se tre indizi fanno una prova, sentite cosa pensa più nei dettagli della Vecchia Signora e dell’imminente sfida contro l’Inter:
“Ho molti amici all’Inter, a cominciare da capitan Zanetti, sempre prodigo di consigli, e da Cambiasso. Però non mi dispiacerebbe se vincesse la Juve, una squadra che ha acquistato fra estate e inverno tanti nuovi giocatori e che si sta riassestando. Una squadra un po’ come il Palermo: in grado di battere chiunque sfoderando una gran partita, ma poi capace di perdere anche due gare di fila”.
Un complimento, più o meno.
Il commissario tecnico dell’Argentina, Sergio Batista, ha diramato la lista dei giocatori convocati per l’amichevole del 9 febbraio a Ginevra contro il Portogallo. Tra i giocatori che militano nella Serie A italiana figurano Mariano Andujar del Catania, gli interisti Zanetti, Cambiasso e Milito, Javier Pastore del Palermo, Burdisso della Roma, Sosa e Lavezzi del Napoli.
PORTIERI: Sergio Romero (AZ Alkmar), Mariano Andújar (Catania).
DIFENSORI: Javier Zanetti (Inter), Pablo Zabaleta (Manchester City), Nicolás Pareja (Spartak Mosca), Nicolás Burdisso (Roma), Ezequiel Garay (Real Madrid), Marcos Rojo (Spartak Mosca), Nicolás Otamendi (Porto), Gabriel Milito (Barcellona).
CENTROCAMPISTI: Esteban Cambiasso (Inter), Fernando Gago (Real Madrid), Lucas Biglia (Anderletch), José Sosa (Napoli), Ángel Di María (Real Madrid), Enzo Pérez (Estudiantes), Javier Mascherano (Barcellona), Ever Banega (Valencia), Javier Pastore (Palermo).
ATTACCANTI: Lionel Messi (Barcellona), Ezequiel Lavezzi (Napoli), Diego Milito (Inter), Nicolás Gaitán (Benfica), Juan Manual Martínez (Vélez).

Domenica prossima la partita a ora di pranzo proporrà una succulenta Cagliari - Inter; tuttavia a sette giorni di distanza già si sa che due possibili protagonisti rimarranno fermi ai box per degli infortuni accorsi durante l’amichevole di Tokyo tra Giappone e Argentina: sia Diego Milito che Esteban Cambiasso hanno lasciato il terreno di gioco nel corso del primo tempo. L’attaccante al 32° toccandosi l’adduttore della coscia destra, il mediano a ridosso del duplice fischio di fine tempo sempre per problemi di natura muscolare. “Lo staff medico dell’Inter ha già preso contatto con i calciatori, che hanno riferito di aver accusato entrambi problemi muscolari: saranno valutati nei prossimi giorni” ha fatto sapere la società meneghina.
Ovviamente è difficile fare pronostici circa la prognosi, ma alcuni indizi ci sono, a partire da quanto apparso sul sito ufficiale di Cambiasso in cui addirittura non si esclude uno strappo muscolare: in tal caso l’argentino dovrebbe star fermo almeno per due mesi saltando anche il Mondiale per Club in cui sarà impegnato l’Inter a dicembre. Su Milito invece c’è cauto ottimismo e si azzarda un recupero per la sfida di Champions contro il Tottenham; in ogni modo col Cagliari Eto’o tornerà prima punta con Coutinho, Biabiany e Pandev a contendersi due maglie per affiancare il camerunense. Per la sostituzione di Cambiasso, invece, è pronto al rientro Zanetti che pare aver totalmente recuperato dopo la botta al torace ricevuta a Palermo.