
Brutta storia riguardante il difensore della Roma Juan: nella notte tra giovedì e venerdì alcuni malviventi, con molta probabilità stranieri, si sono introdotti nella lussuosa villa del brasiliano a due passi da Ostia, trafugando un notevole bottino pari a circa 40mila euro tra gioielli ed orologi di valore. Il giocatore, attualmente out per infortunio, per fortuna al momento del misfatto non si trovava nella sua abitazione anche se inavvertitamente non aveva attivato l’allarme protettivo, cosicché i ladri hanno potuto raggiungere l’interno della villa senza molti problemi attraverso una finestra, per poi scappare indisturbati (anche se sono stati notati da un vicino di casa che ha dato l’allarme).
Appena un mese fa fu Edinson Cavani a subire un simile “trattamento” quando era in Uruguay per gli impegni con la Nazionale; ma rimanendo nella capitale è da sottolineare come sono ormai tantissimi i casi del genere che riguardano i calciatori giallorossi: tutti ricorderanno la doppia disavventura occorsa a Philippe Mexes (furto in casa con tanto di moglie e figli e, due anni prima, furto dell’automobile con all’interno la figlioletta), ma anche a Del Vecchio, l’ex difensore Nela e, appena un anno fa, Jeremy Menez. E’ curioso come tutti questi furti siano avvenuti nella zona di Roma Sud, nel triangolo Palocco-Infernetto-Torrino.
Nel gruppo F dell’Europa League il Paris Saint Germain si sbarazza facilmente del Salisburgo. Il club di Pastore e del ds Leonardo segna subito con Nenè al 15’ e raddoppia con Bodmer al 44’ (grandissima conclusione al volo). Il 3-0 lo firma l’ex romanista Jeremy Menez prima dell’inutile gol della bandiera di Sekgya all’87.
Nel gruppo I, oltre alla vittoria dell’Udinese, c’è da registrare l’affermazione dell’Atletico Madrid che supera gli scozzesi del Celtic Glasgow al Vicente Calderon per 2-0. Falcao, dopo soli tre minuti, facilita il compito dei colchoneros prima del raddoppio, al 68′, dell’ex juventino Diego che batte il portiere avversario con un preciso interno destro.
Continua a leggere: Video - PSG-Salisburgo 3-1 e Atletico Madrid-Celtic Glasgow 2-0
Javier Pastore è un ragazzo felice: questa sera l’argentino ha siglato il suo primo gol con la maglia del Paris Saint Germain, la rete che ha steso il Brest (in cui gioca, da titolare, Jonathan Zebina) arrivata a metà ripresa; poi, a fine partita, ha avuto la bella notizia della vittoria della sua vecchia squadra, il Palermo, ai danni dell’Inter. Inizia a girare come deve il Psg di Kombouare; la squadra parigina, assemblata abbastanza in fretta da Leonardo, fa progressi grazie ai suoi nuovi costosi acquisti: e così stasera la rete della vittoria è nata proprio sulla costosissima asse Menez - Pastore, col primo che è sgusciato in velocità sulla sinistra e il secondo che l’ha messa dentro raccogliendo un suo preciso passaggio. Terza vittoria di fila per il Psg e 10 punti in classifica, terzo posto a due lunghezze dalla capolista Montpellier.
Seconda partita, prima da titolare, e Javier Pastore conquista i tifosi del Paris Saint Germain: squadra in crescita, è vero, che dopo lo scivolone all’esordio ha collezionato sette punti in tre partite; tuttavia l’1-3 sul campo del Tolosa, risultato maturato questo pomeriggio, è merito per gran parte dell’ex palermitano. Pur non andando in gol (ma andandoci vicino), l’argentino ha sfornato due assist al bacio per i gol di Gameiro ed Erding, prima della ciliegina sulla torta finale firmata Menez (ben servito dallo stesso Erding); il Tolosa aveva chiuso il primo tempo in vantaggio grazie al giovane Capoué.

Il Qatar, nella persona di Tamim bin Hamad Al Thani (a capo del QIA, Qatar Investment Autorithy), sbarca a Parigi e sono scintille. Se un altro Al Thani, tale Abdullah, si è preso il Malaga ma non sta riuscendo a farlo decollare (ma tempo al tempo), dalle parti della Tour Eiffel si pensa in grande, sin da subito. Il primo indizio? Di punto in bianco Leonardo ha salutato l’Inter di Moratti: troppo allettante tornare nella città e nella squadra che lo lanciò in Europa quale calciatore (ma era stato già al Valencia), dietro a una scrivania ma con un bel gruzzolo da spendere per arrivare ai vertici del calcio mondiale. E in fondo il PSG non è una squadretta da niente: a parte la città in cui si trova, Parigi, città tra le più belle al mondo, questo club ha vinto due campionati francesi, una dozzina di coppe e coppette nazionali, ma anche una Coppa delle Coppe (con finale l’anno successivo contro il Barça di Ronaldo) e un Intertoto (vabè, fa curriculum - contro il Brescia tra l’altro).
Insomma, i presupposti ci sono tutti per investire, divertirsi e avere un ritorno di immagine: primo colpo, come detto, il buon vecchio Leonardo, seconda mossa Carletto Ancelotti (per buona pace di Antoine Kombouaré, l’allenatore di fatto dei parigini con un contratto fino al 2013). E convincere il disoccupato più ricco di Reggiolo non sarà difficile: basterà fargli attraversare la Manica, dargli la guida dei migliori ristoranti della Ville Lumiere e coinvolgerlo nell’allestimento di una squadra che punterà a vincere, prima in Francia e poi in Europa. E così si aprirà l’era degli italiani di Francia: in passato ricordiamo Marco Simone proprio al PSG, ma anche Di Vaio e Vieri al Monaco, oltre a Guidolin, alla guida sempre dei monegaschi. Il prossimo potrà essere invece Marco Borriello: primo tassello di una campagna acquisti che si preannuncia pepata. O, se non altro, volenterosa.
La parola d’ordine di Al Thani è: rivoluzione. Leonardo, avvistato in Qatar proprio per prendere appunti in questo senso, s’è studiato per benino la rosa della squadra e alla fine pare non ci sia nessun inamovibile. Alt, fermi tutti, tre ci sono: ovviamente l’enfant prodige del calcio francese, il difensore classe ‘90 Mamadou Sakho (già capitano della squadra con più di 150 presenze, oltre a sette gettoni anche in Nazionale maggiore), il centrocampista Clément Chantome (un ‘87 con all’attivo già 200 presenze in maglia rossoblu) e l’esterno alto Nené, non più giovanissimo ma sempre prezioso. Per il resto tutti sulla graticola, e una volta ufficializzato l’arrivo sia di Leonardo che di Ancelotti, allora si farà sul serio: i nomi per il momento sono pochi; oltre a Borriello si pensa a un ritorno in patria di Menez, mentre tra i giocatori di Ligue 1 piacciono Dimitri Payet e Blaise Matouidi. Ovvio che le idee siano poche e confuse: il 30 giugno però la squadra inizia la preparazione estiva, altri 12 giorni e avremo un quadro più chiaro della situazione.

Il calciomercato del Milan: ecco la rubrica del 15 giugno con tutte le notizie, notiziuole, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di mercato del Milan. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Adriano Galliani
A margine della riunione di Lega, l’amministratore delegato rossonero risponde alle domande dei cronisti circa il mercato milanista: “Su Thiago Silva non sono caduto dalla sedia, quando ho letto che lo cerca il Barcellona: d’altronde è il più forte difensore del Mondo, ed è normale che sia corteggiato dalla squadra più forte del mondo. Avevo previsto tutto già mesi fa, quando gli ho fatto prolungare fino al 2016. Bosco Leite ieri in Via Turati? Non abbiamo parlato di Kakà, ma per la rescissione del contratto di Digao per il quale manca solo la firma, ma abbiamo raggiunto l’accordo per rescinderlo. Kakà? Non torna al 100%: nemmeno in prestito, perché il problema sarebbe comunque l’ingaggio”. Più specificatamente: “Se arriverà il Mr.X, arriverà a fine agosto, negli ultimi giorni di mercato. E sarà uno solo. Borriello? Lo riscatterà di sicuro la Roma. Ganso? Non andrò a vederlo, in Libertadores, perché non giocherà“.
Stephan El Shaarawy
Clamorosa svolta per quanto concerne il futuro del Piccolo Faraone: secondo l’esperto di mercato di Sky Gianluca Di Marzo nel corso di vertice di mercato di ieri, si sono gettate solide basi per l’arrivo a Milanello dell’italo-egiziano. Si parla di comproprietà col Genoa fissata a circa 6/7 milioni di euro, d’altra parte a Via Turati è stato avvistato anche l’agente del giocatore Roberto La Florio. Nonostante oggi Galliani ha sostanzialmente glissato (”Mi fa piacere che sia un tifoso del Milan. Vedremo se ci sarà un futuro“), la notizia bomba è che El Shaarawy potrebbe vestire il rossonero già nella prossima stagione. Nell’ampio discorso col Genoa è stato inserito anche Merkel, l’anno venturo in rossoblu.
Antonio Cassano
Fantantonio via da Milano con destinazione Firenze? Non ditelo al suo agente Giuseppe Bozzo che spedisce al mittente, chiunque esso sia, questa eventualità: “Antonio sta benissimo al Milan e le voci sulla Fiorentina sono dei chiacchiericci che sono venuti fuori dopo delle battute nello spogliatoio della Nazionale” le parole, chiare, del procuratore di Cassano a Sportialia.
Jeremy Menez
Quale il futuro dello scorbutico francese? “Leggo continuamente del Milan, ma la realtà è che non c’è nessuna trattativa. La priorità è parlare con la nuova proprietà e la Roma non ci ha ancora chiamato per dirci se vuole rinnovare il contratto, tenerlo così o cederlo. Questa situazione di stallo credo che dipenda dal fatto che la Roma deve sentire cosa ne pensa il nuovo allenatore Luis Enrique, dopo ci convocheranno. La certezza è che Jeremy ha ancora un anno di contratto con i giallorossi” ha detto Alain Migliaccio. Lo riporta gazzetta.it.
Il calciomercato della Roma: eccovi la rubrica del 7 giugno con tutte le notizie, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di trattative di mercato della Roma. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Jeremy Menez
Secondo quando riporta Sportmediaset ci sarebbe un accordo per il passaggio del francese ai rossoneri in cambio di dieci milioni di euro. (Sportmediaset)
Gaston Ramirez
Asta con l’Inter per il giovane centrcampista mancino del Bologna, per il quale i felsinei avrebbero fissato il prezzo ad almeno nove milioni di euro. (Sky Sport)
Leonardo Bonucci
Smentito dall’agente del giocatore, Davide Torchia, un possibile interessamento per lo juventino, nei giorni scorsi accostato anche ad alcune squadre inglesi. (Calciomercatoweb.it)
Andrea Masiello
Lo stesso Torchia afferma anche che non c’è stata nessuna richiesta da parte dei giallorossi per il centrale difensivo del Bari. (Calciomercatoweb.it)
Continua a leggere: Calciomercato Roma: tutte le notizie e le voci di oggi - 7 Giugno 2011

Alla fine Jeremy Menez non ce l’ha fatta più a restare in silenzio e si è deciso a raccontare la sua verità ai taccuini di France Football. Il francese è stato protagonista di un’ottima stagione, almeno fino ai primi mesi del 2011, poi un’involuzione che lo ha portato a vedere il campo sempre più di rado. Il crollo delle sue prestazioni è coinciso in qualche modo con il cambio in panchina della Roma, l’attaccante non ha stabilito un buon feeling con Vincenzo Montella e riconosce che questa può essere stata una delle cause delle sue pessime prove:
“Fino a marzo sono stato veramente bene. Dopo… Io sono una persona che ha bisogno di sentire la fiducia dell’allenatore per potermi esprimere al meglio, per questo le cose sono andate come sappiamo. Sono stato deluso dalla partenza di Ranieri, dopo le cose non sono andate come avrei voluto e come credo che sarebbero dovute andare. Non mi sono sentito troppo sostenuto, ma non c’è problema. Resta ancora una settimana di campionato, non ho molta voglia di parlare di questo anche perché non servirebbe a un granché”.
L’ex aeroplanino, parlando del momento difficile del transalpino, ha spiegato di aver provato a metterlo nelle condizioni di rendere al meglio. Il giocatore non sembra essere della stessa opinione:
“Ma non si tratta di mettere un giocatore in campo e dire: ‘L’ho fatto giocare’. Se ha detto questo e lo pensa, tanto meglio per lui. Non ho voglia di entrare in una sorta di piccola guerra, non serve a niente e non mi interessa. A quanto pare sono diventato la principale attrazione e ogni settimana se ne parla. Anche questo mi ha deluso”.
Menez dimostra però maturità quando ammette che sarebbe ingiusto addossare tutte le colpe al nuovo allenatore e con lucidità riconosce anche quelli che sono stati i suoi errori, molti comunque derivanti dall’addio di Claudio Ranieri, con il quale era riuscito ad instaurare un ottimo rapporto professionale e personale:
“Ma anche io ho le mie colpe. Io sono molto influenzato dal tipo di rapporto. Con Ranieri c’era un rapporto diretto. Discutevamo tranquillamente, mi diceva quello che si aspettava da me e basta. Quest’estate mi aveva fatto capire che aveva intenzione di farmi giocare. Mi ha aiutato molto e io ho l’ho ripagato. E con Montella? No, con lui no. Si parla lo stesso, lo rispetto per l’allenatore che è. Ma è così, ci sono allenatori che hanno più affinità con un giocare e viceversa”.
Continua a leggere: Jeremy Menez ha nostalgia del passato: "Con Ranieri si stava meglio..."

“Da quando c’è il nuovo allenatore gioco di meno. Manca un mese e mezzo alla fine della stagione. Continuerò a lavorare come ho sempre fatto, poi si vedrà…”. Jeremy Menez, che nelle ultime due giornate, compresa la partita odierna di Firenze, è stato però schierato titolare da Montella (con risultati deludenti), si è confessato al quotidiano francese L’Equipe e ha spiegato il suo personale momento no:
“Non nascondo di essere rimasto molto sorpreso dal fatto che mi sono ritrovato improvvisamente in panchina, ho fatto fatica ad accettarlo. Sono rimasto deluso da alcune persone qui, non capisco le scelte del mister ma le rispetto e le accetto“. Menez dice di non aver ricevuto delle spiegazioni chiare e oneste da Montella:
“Ho sentito che il suo discorso non era sincero, che non corrispondeva alla realtà. Mi è stato detto che c’erano delle cose che non potevo fare, che non si poteva giocare coi tre attaccanti. Tuttavia, dall’inizio della stagione, ho giocato in diversi ruoli e ho sempre partecipato ai compiti difensivi. Avrei preferito più franchezza“. Il francese continua:
“Non vorrei dire che si è rotto qualcosa, ma quando si sta in posto da tre anni, e capitano questo genere di cose, è frustrante. Dall’inizio dell’anno ho ricoperto diversi ruoli, non è stato facile ma mi sono sempre sacrificato. A Roma, gli stessi tifosi non capiscono perchè non gioco… Se mi hanno mancato di rispetto? No, non sono nessuno per dire questo. Però è una situazione frustrante“. Non è da escludere un addio alla Roma:
Continua a leggere: Menez: "Con Montella gioco meno, a fine stagione potrei andar via"

Strana squadra la Roma e il suo spogliatoio: dà come l’impressione di essere una nicchia ristretta, quasi chiusa, in cui i senatori hanno una grandissima voce in capitolo. Questa estate, come non accadeva da tempo, il mercato giallorosso si è mosso; va bene i parametri zero ma nella Capitale sono arrivati i fratelli Burdisso, e poi Castellini, quindi Simplicio e in attacco due nomi altisonanti come Borriello e Adriano. Tanto materiale nuovo per mister Ranieri che tuttavia sta faticando non poco a far integrare i nuovi al meglio, come scaturito dalle ultime indiscrezioni provenienti da Trigoria. Per carità, nessun caso, ma comunque segnali di minima insofferenza che se non sedati sul nascere potranno diventare patate bollenti in futuro; come accennato nel titolo, stiamo parlando proprio delle bocche di fuoco offensive, Marco Borriello e l’Imperatore Adriano.
Il centravanti napoletano fino ad ora ha convinto sul campo, pur non essendo titolare inamovibile dello scacchiere del tecnico testaccino; nove gol di cui otto all’Olimpico (e sotto la Sud), tanto sudore e abnegazione che a onor del vero non è mai stata caratteristica carente dell’ex milanista. Però pare che qualcosa non torni al calduccio dello spogliatoio, con Daniele De Rossi che pare abbia già battibeccato non poco col nuovo compagno che solo tre mesi fa aveva accolto con un pittoresco sms: “Annamo a vince“. L’accusa mossa a Borriello è che critichi un po’ troppo i colleghi sul rettangolo verde, quando non gli viene passata la palla o quando viene fatto male; a questo si aggiungono le reazioni del giocatore catturate dalle telecamere al secondo e terzo gol del Palermo (un gesticolare inopinabile come a dire, “andiamo bene!“) e i mugugni dopo la sostituzione di Napoli o il non impiego dal primo minuto a Torino contro la Juve.
Continua a leggere: Roma, lo spogliatoio scricchiola: i malumori di Borriello e Adriano