Il rigore che calciò John Terry nella maledetta (per il Chelsea) finale di Champions League contro il Manchester United aveva sicuramente un peso diverso e fu visto da milioni di telespettatori. Ma a livello di esecuzione Jay Rodriguez non è stato da meno. L’attaccante del Burnley, squadra che milita nella Championship inglese, è stato ripreso dai tifosi del Nottingham Forest durante l’esecuzione del calcio di rigore.
Il Nottingham non se la passa per niente bene in classifica essendo penultimo. Tuttavia nella partita persa 2-0 (dopo la figuraccia Rodriguez si è comunque rifatto segnando un gol) contro il Burnley i tifosi della squadra di casa si sono divertiti almeno per qualche minuto ridendo a crepapelle e prendendo per i fondelli il povero Rodriguez, riprendendo con un telefonino tutta l’azione.

Luis Suarez paga caramente gli insulti razzisti verso Patrice Evra, la Premier League ha infatti deciso di usare il pugno duro nei confronti dell’uruguayano: sono ben otto le giornate di squalifiche inflitte all’attaccante che si trova così costretto a saltare un bel pezzo di stagione, dovrebbe poter rientrare soltanto il prossimo 17 marzo in occasione della sfida casalinga contro il Queens Park Rangers, sempre che il Liverpool non decida di fare ricorso, in quel caso il periodo di sospensione inizierebbe soltanto dopo l’esito dell’appello. Oltre alle otto giornate di squalifica il calciatore dovrà anche pagare una multa di 40 mila sterline, comunque poca roba per gente che di sterline ne prende più di 100 mila a settimana.
Di sicuro la notizia non farà piacere ai Reds che si trovano a dover rinunciare a quello che è forse il loro giocatore più rappresentativo per un periodo di tempo molto lungo, ma è giusto che la federazione continui con fermezza il percorso intrapreso contro il razzismo. D’altra parte non è la prima volta che Suarez si ritrova a fare i conti con sanzioni di tale portata: soltanto un anno fa, quando ancora vestiva la maglia dell’Ajax, fu squalificato per sette turni, in quel caso si rese colpevole di un morso sulla spalla di un avversario, si trattava di Otman Bakkal del Psv Eindhoven. Giova ricordare che in quella circostanza il club di appartenenza di Suarez, l’Ajax appunto, non solo decise di non presentare ricorso ma decise di sospendere spontaneamente il suo tesserato per due turni.
A questo punto la squalifica di Suarez non può non far tremare il Chelsea e John Terry, anche il capitano dei Blues infatti è stato accusato di aver rivolto insulti razzisti ad un avversario nel corso di una partita. Era il 30 ottobre scorso quando il difensore si è reso protagonista di un acceso diverbio con Anton Ferdinand, fratello di Rio, e secondo la testimonianza del giocatore del Queens Park Rangers anche in quel caso si sono sprecati gli epiteti riferiti al suo colore della pelle. La Football Association sta indagando anche su questo caso, se dovesse ritenere colpevole il nazionale inglese la punizione sarà sicuramente altrettanto esemplare. Sarebbero guai per Villas Boas, ma l’atteggiamento della federazione inglese nella lotta al razzismo è sicuramente da applaudire, sperando si dimostri nel frattempo anche efficace.

In queste ultime settimane la Premier League si è trovata di fronte ad alcuni sconcertanti episodi di razzismo che hanno fatto risvegliare il timore di cattive abitudini che sembravano ormai superate. Il caso che sicuramente ha fatto più scalpore è quello che ha visto come protagonista John Terry, il difensore del Chelsea e della nazionale avrebbe apostrofato Anton Ferdinand, fratello di Rio, con insulti a sfondo razziale. Il giocatore ha negato con decisione, lo stesso non ha fatto il difensore del Queens Park Rangers e la FA ha aperto un’inchiesta per appurare quello che davvero è accaduto in campo. Se venissero confermate le accuse Terry, oltre ad una pesante sanzione, rischierebbe quasi sicuramente di perdere nuovamente, e questa volta definitivamente, la fascia di capitano.
A peggiorare la situazione alcuni commenti a sostegno del capitano dei Blues via Twitter, a gettare acqua sul fuoco ci ha provato Villas Boas che ha difeso il suo giocatore:
“È stato solo un fraintendimento quello che è accaduto domenica. Credo che sia una situazione molto gonfiata dalla stampa e un caso che mi costringe a ricordare a tutti voi che John Terry è un giocatore che rappresenta il suo paese a livello internazionale con la maglia della nazionale. Un uomo come lui dovrebbe avere maggiore supporto da parte della sua nazione. Non si merita di avere una reputazione basata solo sulle speculazioni dei media”.
Intanto il Chelsea ha vietato qualsiasi domanda sull’argomento nella conferenza stampa del lunedì, formalmente a causa dell’inchiesta aperta dalla federazione. La storia è molto simile a quella che ha visto coinvolto qualche settimana fa Suarez: l’attaccante del Liverpool è stato protagonista di un violento scambio di insulti con il difensore del Manchester United Evra. Dalle accuse del giocatore dei Red Devils anche in questo caso è partita l’indagine ufficiale della FA.
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Il Manchester United non conosce ostacoli, travolge anche il Chelsea e coglie la quinta vittoria su cinque partite giocate, conquistando così il primo posto solitario della Premier League. Al di là del 3-1 finale la partita però sarà ricordata per il curioso errore di Wayne Rooney dagli undici metri. L’attaccante dei Red Devils, quando la partita vedeva già lo United lanciato verso la vittoria, spara alle stelle un calcio di rigore a causa di un brutto scivolone al momento dell’impatto con il pallone.
Cose che capitano, fortunatamente l’errore non ha nemmeno influito sulla giornata trionfale della squadra di Sir Alex Ferguson. Colpisce però il fatto che l’incidente a Rooney sia accorso proprio contro il Chelsea e sotto gli occhi di John Terry, l’uomo che, per colpa di uno scivolone simile, passò dalla possibilità di alzare da capitano la Champions League alla delusione della sconfitta proprio contro l’undici di Manchester. Simpatico anche lo scambio di battute tra Rooney e il difensore dei Blues a commentare l’episodio.
Le immagini del rigore sbagliato da Rooney contro il Chelsea





L’Inghilterra martedì prossimo affronterà a Wembley i cugini del Galles; la recente vittoria in terra bulgara per 0-3 ha avvicinato la squadra di Fabio Capello agli Europei del 2012, ma Oltremanica la stampa si occupa del tecnico italiano che contro la Bulgaria ha “osato” mettere fuori due colonne come Rio Ferdinand e Frank Lampard. Una scelta apparentemente inconcepibile per i sudditi di Sua Maestà, ma il ct di Pieris non si fa certo intimorire dall’opinione pubblica:
“Lampard è uno dei migliori centrocampisti di cui dispone l’Inghilterra, ma come ct devo scegliere i giocatori, non il nome. Le prime due partite di Lampard non sono state buone, Barry invece è in grande forma. Frank comunque fa parte di questa squadra, è un professionista e sono sicuro che potrà capire le mie scelte”.
Contro la Bulgaria, come detto, ha giocato Gary Cahill (ottimo difensore del Bolton) al fianco di Terry e la scelta ha dato ragione a Capello in quanto Cahill è pure andato in gol; a centrocampo invece spazio a Gareth Barry del Manchester City e a Scott Parker, ex West Ham di recente acquistato dal Tottenham. Questo modo di fare da parte di Capello ha impressionato anche il capitano dei Tre Leoni, per l’appunto John Terry:
“Tutti possiamo finire in panchina, me compreso. Lui non guarda in faccia nessuno: il modo in cui l’allenatore ha lasciato fuori Ferdinand ha spiazzato tutti noi. Quello che sta creando Capello è la competizione sul campo di allenamento. La cosa positiva è che i più giovani arrivati in Nazionale hanno portato molto entusiasmo; loro sono una parte importante del gruppo e del futuro dell’Inghilterra. Siamo tutti uniti per vincere l’Europeo”.

La FIFA e la FIFPro, l’associazione mondiale dei calciatori, hanno presentato la lista dei 55 calciatori tra cui sarà scelta il miglior 11 del 2010. I 50.000 calciatori iscritti al sindacato mondiale sceglieranno tra questi la miglior squadra dell’anno, preoccupandosi di indicare sulla loro scheda il nome di un portiere, di quattro difensori, di tre centrocampisti e di tre attaccanti. Quella di quest’anno sarà la sesta edizione del premio introdotto nel 2005, l’anno scorso l’undici era così composto: Casillas; Alves, Terry, Vidic, Evra; Gerrard, Iniesta, Xavi Hernandez, Cristiano Ronaldo; Torres, Messi.
Si conferma il declino del nostro calcio, sono soltanto tre i nostri connazionali inseriti in nomination, si tratta di Gianluigi Buffon, Alessandro Nesta e Andrea Pirlo. La nazione più rappresentata è, com’era facile prevedere, la Spagna campione del Mondo, sono ben 10 i calciatori, seguita dal Brasile a quota 9, dall’Argentina a 8 e dall’Inghilterra con 6 candidati. Lo stesso trend si riscontra anche nelle statistiche per campionato d’appartenenza: la Liga fa incetta di 18 nomination, segue la Premier League con 17, terza la nostra Serie A con 15 nomi. Prima di presentarvi la lista completa una piccola curiosità: John Terry è l’unico calciatore ad aver fatto parte di tutti gli undici ideali da quando è stato istituito il premio. Provate anche voi a scegliere la vostra squadra ideale.
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La carriera di Michael Ballack sembra ormai destinata ad avviarsi al tramonto. Gli ultimi mesi non sono stati da incorniciare per quello che possiamo definire ormai l’ex capitano della Germania, il centrocampista ha saltato il mondiale per infortunio e ha dovuto ammirare in tv una delle migliori nazionali tedesche di sempre, come per confermare la sua fama di porta sfortuna. Poi l’addio al Chelsea con l’approdo al Bayer Leverkusen, squadra che lo aveva lanciato, per provare a risalire la china, l’esito di questo ritorno alle origini è tutto da verificare. Intanto uno scandalo sexy è pronto a scoppiare, anzi già fa parlare molto i tedeschi che commentano indignati lo scoop della Bild.
Proprio come il suo ex compagno di Stamford Bridge, John Terry, è stato protagonista di una tresca con la moglie di un suo ex compagno al Bayern Monaco, Christian Lell, che dopo una stagione disastrosa si è trasferito nel retrocesso Hertha Berlino. Pare che proprio le scappatelle di Daniela Aumann, moglie del difensore laterale, siano state una delle cause principali delle sue prestazioni che lo hanno portato infine a cercare il rilancio in Bundescliga 2: “Adesso con Daniela va bene, ma Ballack ha fatto la sua parte nei miei guai. Non voglio parlare di uno che entra nella vita degli altri e fa danni con tanta leggerezza”.
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Novanta minuti di passione per conquistare i tanto agognati ottavi di finale, alla fine però l’Inghilterra di Fabio Capello riesce a centrare l’obiettivo. Gli inglesi battono di misura la Slovenia grazie ad un gol di Jermain Defoe al 23′, nel corso della partita provano a legittimare il risultato senza però riuscirvi. Sfortunato Wayne Rooney nella ripresa quando vede una sua conclusione stamparsi sul palo, l’Inghilterra può anche lamentare un gol annullato allo stesso Defoe ma la posizione di fuorigioco contestata a Rooney sembra esserci. La Slovenia ha provato a raddrizzare la partita, riuscendo anche in alcuni casi a far spaventare l’avversario, ma il gol non è arrivato. A partita finita arriva anche la doccia fredda della vittoria degli USA contro l’Algeria grazie ad un gol di Landon Donovan nei minuti di recupero, per gli sloveni significa la fine del sogno mondiale.
Fabio Capello si affida al fidato 4-4-2 per questo delicato incontro da dentro o fuori con Defoe a fianco di Rooney, tra i pali confermato l’esperto David James. I primi minuti degli inglesi sono caratterizzati dalla paura, la squadra sembra non riuscire ad affondare il colpo, col passate del tempo però cresce il ritmo e la pressione sulla difesa slovena. Il risultatosi sblocca al 23′ quando James Milner mette in area piccola un preciso cross sul quale arriva prima di tutti Defoe. Nei minuti successivi, sull’onda dell’entusiasmo, la nazionale dei Tre Leoni potrebbe raddoppiare prima con Lampard, il centrocampista del Chelsea spara alto, poi con Defoe e Gerrard, ma Handanovic compie un doppio miracolo che consente ai suoi di tornare negli spogliatoi con il minimo scarto.
Le foto di Slovenia - Inghilterra 0-1




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Scricchiolii nel gruppo della nazionale inglese. O meglio, scricchiolii tra Fabio Capello e il gruppo. Il sergente di ferro si sta facendo sfuggire di mano la situazione, almeno questa è l’impressione. La prima gara con il pareggio beffa con gli USA causato dalla papera di Green, poi la disastrosa gara con l’Algeria che ha lasciato Don Fabio molto perplesso sull’impegno dei suoi 11. Le polemiche in patria, con i giornali che hanno aggredito Rooney (nervoso con i tifosi che fischiavano) e lo stesso Capello invitato ad iniziare “guadagnarsi lo stipendio” in fretta.
Nella conferenza stampa di un paio di giorni fa era intervenuto John Terry, l’ex capitano (a cui fu tolta la fascia per la brutta storia della relazione con la fidanzata di Bridge, Vanessa Perroncel) aveva parlato di “fiducia di Capello“, ma aveva anche fatto cenno alla sua preferenza per una formazione titolare con Joe Cole, suo compagno di squadra nel Chelsea, da inserire nella terza gara dal girone.
Capello non aveva reagito, almeno fino a stasera, quando un’intervista esclusiva all’ITV (il network privato che segue i Mondiali insieme alla BBC) ha parlato di “grave errore di Terry“. Il ct italiano “non si spiega” perché l’ex capitano non sia andato a parlarne con lui invece di comunicare la sua preferenza in conferenza stampa. Cresce la tensione, nuvoli neri si addensano all’orizzonte della nazionale britannica, proprio mentre la Federazione ha fatto trapelare la notizia di “aspettarsi le dimissioni” di Capello in caso di precoce eliminazione.

A Phokeng ancora per qualche giorno, poi sarà l’ora di tornarsene in Inghilterra: è l’amara realtà di Rio Ferdinand, atterrato in Sudafrica sognando di alzare la Coppa del Mondo da capitano dell’Inghilterra (l’ambito trofeo manca da 44 anni) e invece relegato a bordo campo con le stampelle a veder allenarsi i suoi compagni. Tutti, non chi lo sostituirà al centro della difesa insieme a John Terry; eh già, perché Ledley King non si allena mai con gli altri calciatori del gruppo, né in Nazionale tantomeno col Tottenham, squadra di cui è bandiera da innumerevoli stagioni (per la precisione da 12 anni, esordì appena 18enne con gli Hotspurs).
Lo scontro tra Heskey e Ferdinand ha provocato, dunque, un paio di effetti a catena: fascia di capitano a Steven Gerrard e chiavi della difesa affidate a questo ragazzone di trenta anni che ha ritrovato la maglia della Nazionale dopo tre anni, esordendo nel 2002 e partecipando anche agli Europei due anni più tardi. Va bene, ma come mai non svolge la preparazione insieme ai compagni? “Le ginocchia di Ledley non hanno più nemmeno un frammento di cartilagine, niente di niente, solo osso contro osso” ha asserito il suo allenatore al Tottenham, ossia Harry Redknapp. Con i londinesi cinque giorni di palestra, fisioterapia e lavoro personale e mirato, e solo una partitina leggera prima del match al sabato.
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