
Come valutare la prima stagione di José Mourinho al Real Madrid? Difficile dirlo: va bene la vittoria in Coppa del Re dopo anni e anni di digiuno, ma in campionato è arrivato secondo (e senza appello!) mentre in Champions è con un piede e mezzo fuori, nonostante una semifinale dalle parti del Bernabeu non la vedevano da più di un lustro. Insomma, luci e ombre, ma oltre ai meri risultati sportivi spicca un atteggiamento, quello dello Special One, sopra le righe, un ciclone che ha devastato anche i caldi spiriti calcistici degli spagnoli (dopo aver fatto lo stesso con portoghesi, inglesi e italiani).
Polemiche, critiche, guerre, attacchi agli arbitri, agli avversari, ai propri giocatori e addirittura ai propri dirigenti: Mou non si è fatto mancare niente durante il suo primo anno di esperienza nella capitale spagnola. Un atteggiamento spavaldo apprezzato (poco) da alcuni tifosi delle merengues, molto (più) criticato, e non solo dai rivali dei blancos. Il casino mediatico che ha sollevato il lusitano non ha scomposto più di tanto l’attuale presidente del Real Florentino Perez; tuttavia l’ex numero uno madridista, nonché grande tifoso, Ramon Calderon non usa mezzi termini e attacca apertamente l’attuale tecnico dei galacticos:
“Le sue parole sono state vergognose. Non è adatto ad allenare il Real, il suo stile non piace a nessuno. Non è un caso che il d.g. (Valdano, ndr) non abbia raccomandato il suo arrivo un anno fa, tutti sapevano di questo personaggio così fuori dalle righe, e dal momento in cui Valdano è stato messo in disparte la situazione è degenerata, Mourinho è praticamente come il proprietario del Real Madrid, sono tutti suoi subordinati. A mio avviso è impossibile che questa situazione finisca bene, credo sia assolutamente impossibile. Il Real è più grande di arbitri, o sfortuna, o dell’Unicef o di qualsiasi altra cosa”.
L’ennesima spintarella a Mourinho: lui ha assicurato che la stagione prossima sarà ancora lì, al posto che compete all’allenatore del Real Madrid; chissà, però, se ai piani alti intendono riconfermarlo.

José Mourinho pare già stufo della sua avventura al Real Madrid: bisogna però andarci coi piedi di piombo e non fidarsi ciecamente delle indiscrezioni spifferate da As; certo è che ieri, dopo la vittoria del derby contro l’Atletico in Coppa del Re, il lusitano non le ha mandate a dire e anche un semplice “no comment” è più rivelatore di mille parole. Innanzitutto lo Special One precisa: “Il mondo è pieno di rumors, e pochi rumors sono veri“. Giusto per chiarire, perché solo un paio di giorni fa il succitato quotidiano sportivo spagnolo l’aveva sparata grossa in prima pagina: Mou via dal Real a fine stagione, destinazione Manchester (City o United) o addirittura Milano (Inter, ovviamente). Ma quanto c’è di vero?
“L’importante è come ci si sente a fine stagione. Se sono tutti contenti, si continua, altrimenti si vedrà. Avere il contratto per un anno o per 10 è esattamente lo stesso. L’importante è essere contenti. Resto fino a fine stagione, poi vediamo” ha asserito il tecnico portoghese ai microfoni dei cronisti nella pancia del Vicente Calderon. Sembra chiaro che il buon vecchio José non se la stia passando benissimo nella capitale spagnola: sommerso da domande e polemiche a ogni piè sospinto, col Barça che non gliene perdona una, soprattutto con una dirigenza che non lo asseconda.
Perché è questo il vero nodo della questione, più di qualunque altro; Mourinho va d’accordo coi giocatori, o almeno con la maggior parte di essi, e coi tifosi (benché abbia sempre ammesso che gli mancano quelli interisti e l’atmosfera del San Siro), il boccone che ha difficoltà a mandar giù ha volto e nome di Jorge Valdano. Solo un mese fa Mourinho aveva attaccato il direttore generale madridista dopo la partita di Siviglia: “Sono stanco di dover difendere la mia squadra al posto di altri. Voglio che siano i miei dirigenti a difendere la squadra, solo che loro preferiscono nascondersi dietro all’allenatore che ci mette sempre la faccia“.
E ieri quando gli è stato chiesto se poteva confermare le frizioni con Valdano, anziché smentire Mourinho si è trincerato dietro un “no comment” molto poco sibillino. A differenza invece di quanto dichiarato dall’argentino che sia prima del match che dopo aveva categoricamente affermato che lui e l’allenatore dei blancos andavano d’accordo: “Ho zero problemi con lui” le testuali parole. Sarà, intanto a Madrid sponda Real non arriva l’attaccante richiesto dall’allenatore per sostituire l’acciaccato Higuain, con Perez e sottoposti che cincischiano. Dunque situazione precaria, e Mou che non eccelle in diplomazia non fa niente per distendere i torni.
Giornata commovente al Santiago Bernabeu dove quest’oggi s’è tenuta la conferenza stampa d’addio di Guti, centrocampista spagnolo che saluta il Real Madrid dopo 541 partite ufficiali e 77 gol: prima che iniziasse i saluti di commiato, Jorge Valdano ha portato in bella mostra le 15 coppe vinte con la camiseta blanca, con la proiezione di un filmato toccante celebrante il giocatore. Poi la parola a lui: “Voglio soltanto dire grazie al Real Madrid perché qui ho vissuto momenti stupendi e altri complicati. Sono cresciuto qui. Sono arrivato a 9 anni e me ne vado a 33. Il totale fa 24 anni, di cui 15 in prima squadra. Continuerò a giocare, ma il mio cuore sarà sempre qui. Una volta che avrò appeso gli scarpini al chiodo, mi piacerebbe tornare“.
Non ha svelato esplicitamente il nome della sua nuova squadra, ma fonti vicine al calciatore hanno assicurato che vestirà il bianconero del Besiktas: pronto per lui un biennale a 3,5 milioni all’anno, col suo ex allenatore Bernd Schuster pronto ad accoglierlo a braccia aperte. E’ la seconda partenza di lusso della squadra madrilena, stravolta almeno in parte dall’arrivo di José Mourinho: per l’intransigente tecnico lusitano non c’era posto per questo 33enne, esattamente come per Raul, anche per lui 33 primavere e un futuro imminente in Germania. Due autentiche bandiere che non avrebbero accettato il ruolo di comprimari dopo anni di trionfi da protagonista.
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Florentino Perez ha aperto ufficialmente la caccia al nuovo tecnico che il prossimo anno allenerà il Real Madrid. La precoce e traumatizzante eliminazione dalla Champions League ha accelerato i tempi per il nuovo corso madrileno e la fiducia per l’attuale tecnico, Pellegrini, è ai minimi storici. A nulla servirà riuscire a vincere la Liga perché Perez vuole un allenatore di grido e i nomi sono sempre gli stessi: Capello, Mourinho, Ancelotti, Benitez. In pole sembrano esserci proprio Don Fabio e Josè Mourinho. Per il tecnico friulano si tratterebbe di un ritorno di fiamma nella “sua” Madrid e i ricordi indelebili lasciati nella capitale spagnola rappresentano un invidibile bigliettino da visita.
Più difficile l’ipotesi Mourinho. Al curriculum del portoghese manca solamente una importante partecipazione nel campionato spagnolo, dopo aver vinto in quello inglese e nella serie A. “Il mio futuro consiste nel fare del mio meglio fino al termine della stagione, poi si vedrà. Il mio contratto è semplice, ho altri tre anni con una clausola che mi consente di andare via quando voglio“, ha rivelato il portoghese al termine di Chelsea-Inter. Una sorta di avviso a Florentino Perez: Mourinho affermò, qualche mese fa, che chi allena il Real Madrid è l’uomo più felice del mondo.

Duecentocinquantaquattro (254) milioni di euro spesi parevano una garanzia certa per non steccare per la sesta stagione di fila l’ingresso ai quarti di finale (i quarti, mica la finale!!!) di Champions League: Florentino Perez aveva predisposto tutto per far sì che il suo Real Madrid si giocasse la finale di maggio di Champions League dopo tanti anni di assenza dalle partite primaverili in Europa. Per di più quest’anno la coppa dalle grandi orecchie verrà assegnata proprio al Bernabeu, per la prima volta di sabato: i tifosi delle merengues pregustavano già quella serata calda per inneggiare ai loro nuovi idoli. Che in una serata di inizio marzo sono già diventati flop. Ancora un’eliminazione, un qualcosa che brucia tantissimo viste le premesse e l’epilogo sperato.
Passa il modesto Lione, in Ligue 1 addirittura dietro a una neopromossa come il Montpellier (va bene che la squadra del sud della Francia è prima insieme al Bordeaux); i francesi avevano ceduto Karim Benzema ai blancos quest’estate, uno dei tanti colpi messi a segno dalla società reale. E proprio l’attaccante è uno dei deludenti: appena 5 gol in Liga, per lui si parla già di cambiare aria con Milan e Inter che assistono interessate all’affondamento della corazzata. E poi c’è Kakà: altro flop di cui si è parlato tanto, ieri sostituito e polemico tramite twitter (anche se poi il messaggio scritto dalla moglie contro Pellegrini è stato subito rimosso). L’allenatore di questa accozzaglia si chiama, per l’appunto, Manuel Pellegrini: nella capitale iberica lo danno già per spacciato, Jorge Valdano lo difende.




I tifosi del Real Madrid sono stufi, non il è caso di Manuel Pellegrini, allenatore cileno, che ancora predica pazienza: la sconfitta del Real Madrid, 4-0 per opera dell’Alcorcon, non ha scalfito l’autostima dell’ex allenatore del Villarreal, convinto com’è della forza della squadra. Passi l’assenza di Cristiano Ronaldo, ma il pesante ko in Coppa di Lega, unita alla debacle interna contro il Milan in Champions League, hanno fatto alzare i malumori nella capitale spagnola e il conduttore sudamericano è già sulla “lista nera” di Florentino Perez. Va bene, ma chi al suo posto? I nomi come ovvio si sprecano. Un sondaggio sul prestigioso quotidiano Marca ha proclamato come mister delle merenguers Michael Laudrup, già tecnico dell’Alaves. (La Galleria Fotografica di Roberto Mancini)
Dopo di lui il Campione d’Europa Luis Aragones, ma anche Jorge Valdano: la situazione è incerta, d’altra parte Pellegrini è sicuro che i suoi ragazzi rifileranno cinque gol ai rivali dell’Alcorcon e batteranno il Milan a San Siro. Fatto sta che il cileno è in bilico e nonostante gli auguri di un Ronaldo titolare o di una squadra in campo con la cattiveria necessaria, contro gli avversari di Serie C i bianchi di Madrid si giocheranno una fetta di credibilità. La tensione nella capitale spagnola è piuttosto alta. Tra tanti nomi per la successione di Pellegrini, ecco due italiani: meno quotato Luciano Spalletti, più chanche per Roberto Mancini, in pensione dorata da un anno e mezzo e che ha da poco rescisso il contratto che lo legava all’Inter.
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È battaglia tra Real Madrid e Manchester United, Karim Benzema è un obiettivo comune delle due società e ogni giorno spunta una voce nuova a proposito del suo futuro e puntualmente quella del giorno precedente viene contraddetta. Ieri il suo compagno di squadra al Lione, Miralem Pjanic, in un intervista rilasciata al sito bosniaco sportsport.ba aveva dato praticamente per sicuro il suo trasferimento in Inghilterra. Il centrocampista bosniaco era stato prodigo di dettagli rivelando che il club inglese avrebbe versato nelle casse dei francesi 45 milioni di euro, era ormai soltanto una questione di giorni.
Oggi però attraverso la stampa spagnola si apprende che anche il Real Madrid sarebbe vicino all’acquisto di Benzema. I Blancos di Florentino Perez avrebbero portato a 35 milioni di euro la loro offerta dopo che già ne erano stati offerti 32 nei giorni scorsi e la cifra è ormai molto vicina alle richieste del Lione. Secondo Marca l’annuncio ufficiale dovrebbe addirittura arrivare nelle prossime ore. Evidentemente a fare la differenza sul piatto della bilancia sarà la cifra offerta all’attaccante, considerate le leggi fiscali spagnole il Real Madrid può facilmente risultare più competitivo e allettante del Manchester United.
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