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Emergenza Inter: Julio Cesar rischia di saltare il mondiale per club

pubblicato da Cesare Rinaldi

julio cesar

Continua l’emergenza infortuni in casa Inter, se Rafa Benitez può rallegrarsi per i prossimi recuperi di Thiago Motta e Muntari, allo stesso tempo non può che non preoccuparsi per il suo portiere numero uno. Julio Cesar si era infortunato lo scorso 29 ottobre durante Genoa - Inter e si pensava ad un infortunio non tanto grave, tanto da lasciare ipotizzare un rientro abbastanza rapido. A dimostrazione di ciò il brasiliano era addirittura tornato a sedere in panchina del derby perso con il Milan.

Il giocatore però sente ancora dolore al suo bicipite femorale ed inizia a palesarsi la possibilità di una diagnosi sbagliata. Pare infatti che non si sia trattato di un semplice stiramento, ma di un ben più fastidioso strappo muscolare. Se questa ipotesi dovesse trovare conferme dagli esami strumentali a cui sarà sottoposto il portiere nei prossimi giorni, potrebbe allungarsi sensibilmente il tempo di recupero. Ovviamente il pensiero va subito al prossimo mondiale per club, obbiettivo primario per l’Inter, che si terrà ad Abu Dhabi dal prossimo 8 dicembre fino al 18 dello stesso mese.

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L'amaro ritorno a casa del Brasile: le lacrime di Julio Cesar, gli insulti a Melo e intanto Dunga non è più il ct

pubblicato da vieni_127


Sessantaquattro anni dopo lo sciagurato, se non infausto, Mondiale del 1950 il Brasile fra 48 mesi avrà l’occasione di prendersi una bella rivincita: nel 1950 i campionati del mondo giocati tra le mura amiche furono fallimentari per la vittoria finale dell’Uruguay, nel 2014 l’opportunità di cancellare definitivamente quella delusione che neanche il tempo ha saputo mandar via. Già, ma per arrivarci bisognava che l’antipasto sudafricano fosse stato sfruttato a puntino, invece i verdeoro tornano a casa con mille punti interrogativi, con più di qualche crepa da riparare e soprattutto senza un allenatore.

Da ieri, infatti, Carlos Dunga non è più il ct della Seleçao; l’ex giocatore di Fiorentina e Pescara non ha tutte le colpe, ma di certo più di una responsabilità come lui stesso ha ammesso: dopo l’illusione della scorsa Confederations Cup, pensava che riproporre lo stesso gruppo fosse stato abbastanza per arrivare quanto meno tra le top four. E invece insistere su giocatori come Melo, Fabiano o Kakà, ampiamente deludenti coi loro club, e tenere fuori l’idolo locale Neymar (e che dire di Pato e Gamso?) alla fine forse ha pesato, senza contare che l’ormai ex selezionatore non ha saputo inculcare la giusta mentalità, gestendo le energie nervose dei suoi ragazzi molto molto male.


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Brasile - Cile 3-0: Juan, Luis Fabiano e Robinho, verdeoro...fabulosi

pubblicato da Antonio D'Avanzo


E’ un Brasile che fa paura quello visto stasera. La nazionale allenata da Carlos Dunga avvisa le altre pretendenti al titolo e ne rifila 3 al Cile in scioltezza. I cileni, privi di tre titolari (di cui due difensori centrali), come di consueto in questa competizione, sono scesi in campo senza timori reverenziali non rinunciando al proprio gioco. Ma stavolta l’avversario si chiamava Brasile e la squadra di Bielsa è stata punita alle prime disattenzioni difensive. Si è discusso a lungo di un Brasile “europeo”, molto ordinato tatticamente da Dunga e difensivamente impenetrabile; in realtà si tratta di una formazione che sembra aver trovato il giusto connubio tra ordine e innata capacità tecnica dei suoi interpreti.

Parte bene il Cile che nei primi 20 minuti imbriglia i cinque volte campioni del mondo. Al 20esimo uno scambio tra Sanchez e Suazo mette paura all’ermetica difesa verdeoro. Poi, lentamente, esce il Brasile. Al 25esimo una punizione di Maicon battuta verso il centro dell’area di rigore, costringe Fuentes a mandare in calcio d’angolo. Il simpatico Cile è solo un fuoco di paglia, perché, come solo una grande squadra sa fare, arriva al 34esimo il goal che spezza gli equilibri: angolo di Maicon dalla destra, Juan salta imperioso nella carente (in statura e fisico) difesa cilena e segna di testa mettendo la palla sotto alla traversa. Per il letale raddoppio basta attendere tre minuti: Kakà pesca Luis Fabiano al 37esimo in area di rigore, l’attaccante è freddissimo nei pressi della porta.

Le Foto di Brasile - Cile 3-0
Foto Brasile - Cile 3-0: Juan, Luis Fabiano e Robinho, verdeoro...fabulosiFoto Brasile - Cile 3-0: Juan, Luis Fabiano e Robinho, verdeoro...fabulosiFoto Brasile - Cile 3-0: Juan, Luis Fabiano e Robinho, verdeoro...fabulosiFoto Brasile - Cile 3-0: Juan, Luis Fabiano e Robinho, verdeoro...fabulosi

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Portogallo - Brasile 0-0: reti bianche a Durban, passano entrambe come da pronostico

pubblicato da vieni_127


Gruppo G, quello meno incerto degli otto: Brasile e Portogallo dopo le precedenti due uscite giocavano solo per definire la loro posizione, chi sarebbe arrivato primo e chi secondo; ai lusitani occorreva vincere per scavalcare i cugini sudamericani, alla fine ne esce fuori un pareggio senza gol che qualifica i verdeoro in vetta al raggruppamento con sette punti e gli europei dietro con punti cinque. Secondo pari per 0-0 per Cristiano Ronaldo e compagni che confermano di avere una difesa più che buona e un cinismo, marchio di fabbrica della gestione Queiroz, che non ricordavamo appartenere a questa selezione. Il Brasile si conferma squadra solida, poca samba e molto pragmatismo.

I due tecnici, a dire il vero, hanno messo in campo undici competitivi e le squadre sul terreno di gioco hanno cercato di vincere; la Seleçao con un possesso palla tanto arzigogolato quanto, in molte occasioni, sterile, il Portogallo affidandosi alla velocità di capitan Ronaldo e all’ottima verve dei vari Danny, Raul Meireles e Tiago, anche oggi positivo. Primo tempo nervoso, un sacco di cartellini gialli e occasioni vere alla spicciolata: è il Brasile la squadra più pericolosa con Nilmar (palo) e Dani Alves, mira poco precisa e comunque non tantissimo lavoro per Eduardo. Nella ripresa invece nettamente più Portogallo, con Meireles che ha avuto sui piedi la palla più ghiotta per segnare. Sul finale grande Eduardo su un tiro di Ramires deviato.


Le migliori foto di Portogallo - Brasile 0-0
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Valzer di portieri in serie A: Amelia verso il Milan con Storari alla Juventus, Castellazzi all'Inter

pubblicato da Celephais


Grandi manovre sul fronte dei portieri per il principali club della serie A. Sarebbe infatti in dirittura d’arrivo la trattativa tra Milan e Juventus per portare l’ex sampdoriano Marco Storari in maglia bianconera. I rossoneri, proprietari del cartellino del giocatore, chiederebbero circa quattro milioni e mezzo di euro per dare il via libera per l’approdo dello stesso alla corte di Del Neri. Storari potrebbe addirittura “scavalcare” il collega Manninger ed iniziare la stagione come portiere titolare, consentendo a Buffon il recupero completo dai suoi acciacchi fisici, che quasi sicuramente lo costringeranno ad andare sotto i ferri al termine del Mondiale.

Con il denaro ricavato dall’operazione, i rossoneri sembrano intenzionati a portare a San Siro il genoano Marco Amelia, estremo difensore da anni considerato come uno dei più dotati del panorama italiano, ma che finora ha sempre fallito quando si trattava di fare il salto di qualità per dare la svolta alla propria carriera. Al suo posto sotto la Lanterna, arriverà probabilmente Stefano Sorrentino, proveniente dal Chievo. Sempre dal capoluogo ligure, questa volta sponda blucerchiata, arriva la notizia del passaggio di Luca Castellazzi all’Inter, dove andrà a fare il vice di Julio Cesar. Il portiere, che ha firmato un contratto fino al 2012, ha commentato così il suo passaggio ai campioni d’Europa:


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Mondiali 2010, Brasile - Corea del Nord 2-1: Maicon sblocca, Elano raddoppia, ma i verdeoro non convincono

pubblicato da vieni_127


Va bene, tre punti, ma che il Brasile vincesse con un solo gol di scarto contro la Corea del Nord (e per di più subendo una rete) era pronostico difficilmente fattibile anche dal più audace degli scommettitori: nel freddo di Johannesburg, i cinque volte campioni del mondo faticano non poco a trovare gli spiragli giusti tra le fitte maglie messe su dal tecnico degli asiatici Kim Jong-Hun e nella prima frazione devono accontentarsi di una impietosa statistica che recitava zero tiri verso la porta difesa da Ry Myong-Guk. Nella ripresa piglio aggressivo e i pur volenterosi nordcoreani hanno dovuto abdicare: merito del gol bellissimo del primo giocatore militante in Serie A (ancora per quanto?) a segnare in questo Mondiale ossia Maicon, poi del raddoppio di Elano. Ma gloria per Ju-Yun Nam, in gol allo scadere.

E’ che la Corea del Nord ha impostato la partita con dieci, se non undici, giocatori dietro la linea della palla costringendo i ben più titolati brasiliani a trovare soluzioni alternative: ma se il fosforo del centrocampo sudamericano è affidato a un appannato Kakà e al solito evanescente Felipe Melo, allora tutto diventa più difficile. Gli asiatici sono anche veloci e nelle ripartenze mettono in affanno Lucio e soci, ma a dir la verità fin dal primo tempo Robinho sembra in palla, molto più di un Fabiano impalpabile. Insomma, primi quarantacinque minuti non bellissimi, anzi decisamente deludenti dal punto di vista brasileiro, con tanti applausi all’arcigna banda nordcoreana. Nella ripresa però Carlos Dunga striglia i suoi e quando tornano sul terreno di gioco la musica pare cambiare.

Le Foto di Brasile - Corea del Nord 2-1

Le Foto di Brasile - Corea del Nord 2-1Le Foto di Brasile - Corea del Nord 2-1Le Foto di Brasile - Corea del Nord 2-1Le Foto di Brasile - Corea del Nord 2-1

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Mondiali 2010 - La scheda del Brasile

pubblicato da vieni_127


Ecco una delle favorite dei prossimi mondiali di calcio, il Brasile del ct Carlos Dunga. N el parlare dei verdeoro non si può prescindere da alcune statistiche che collocano questa selezione sul trono più importante del mondo del calcio: il Brasile è l’unica squadra ad aver partecipato ad ogni edizione della fasi finali di un Mondiale e unica ad averlo vinto cinque volte in tutti i continenti dove si è giocato (nessun altra Nazionale è riuscita a trionfare fuori dai propri confini continentali). Ma la Seleçao detiene anche un record “negativo”: delle otto squadre ad aver alzato la Coppa del Mondo, il Brasile è l’unica a non esser riuscita a farlo tra le mura amiche.

La squadra è forte, la storia è leggenda, ma mai dare nulla per scontato e occhio alle stecche che sono sempre dietro l’angolo. Lo sa bene Dunga che non ha assecondato la volontà popolare e ha scelto i suoi 23 uomini più fidati, infischiandone della critiche: fuori Ronaldinho, Pato, Diego e Adriano, dentro giocatori che hanno giocato poco (Julio Baptista) o male (Felipe Melo), con i brasiliani che poco conoscono Grafite e gli avrebbero preferito l’astro nascente Neymar. Tant’è, Dunga ha le spalle larghe e ha asserito che i giocatori chiamati sono quelli che meglio ritiene opportuni per il suo progetto. Cioè meno calcio bailado e più pragmatismo.

Parlare della rosa brasileira è forse inutile, ma brevemente facciamolo lo stesso. In porta un esausto Julio Cesar cercherà di coronare questa fantastica stagione disputando un mondiale degno della sua bravura, insieme a lui i compagni interisti Maicon e Lucio, entrambi sicuri di un posto da titolare in difesa; Luisao e Alves gli altri due del quartetto. Per il centrocampo c’è più bagarre, anche se difficilmente Dunga rinuncerà al suo pupillo Felipe Melo che l’anno scorso in Sudafrica si esaltò e giocò benissimo. Poi Kakà, Elano, Robinho, tutti grandi giocatori che tenteranno di mettere in condizione di far gol Luis Fabiano: è lui l’attaccante principe della Seleçao.

Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica

Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale
Soccer City, Johannesburg (capienza 94.700 persone)Ellis Park Stadium, Johannesburg (capienza 61.000 persone)Kings Park Stadium, Durban (capienza 70.000 persone)Greenpoint Stadium, Città del Capo (capienza 70.000 persone)

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Mondiali, Julio Cesar se la prende col pallone: "Jabulani orribile"

pubblicato da vieni_127


Dopo l’Australia, ecco il Brasile. Ieri la Nazionale verdeoro è stata la seconda Selezione ad atterrare in terra sudafricana, un arrivo che aveva mobilitato un sacco di tifosi e curiosi assiepati nella zona riservata agli arrivi dell’aeroporto di Johannesburg. I pentacampeao però sono sgattaiolati da una uscita alternativa e hanno così raggiunto l’albergo di Randburg nel completo anonimato; oggi poi il primo allenamento della Seleçao con tanta di taccuini aperti e penne affilate dei giornalisti che a fine seduta hanno chiesto lumi a Julio Cesar (è permesso vedere gli allenamenti delle squadre, secondo direttive Fifa).

Il portiere dell’Inter ci è andato giù pesante, dato che per la prima volta ha potuto provare il tanto rinomato pallone dell’Adidas creato apposta per i Mondiali, Jabulani il suo nome. “È orribile, da far paura. Sembra uno di quei palloni a buon mercato che si comprano al supermercato. Quello che tutti vogliono vedere sono i gol, e chi ne fa le spese sono i portieri: certo nessuno ci ha obbligati a scegliere questa professione” ha detto il numero uno brasiliano, riferendosi alla leggerezza della sfera che cambia traiettoria in un baleno. La presentazione del pallone avvenne il 4 dicembre scorso durante il sorteggio per i gironi.

Le Foto del Pallone Jabulani dei Mondiali
Le Foto del Pallone dei MondialiLe Foto del Pallone dei MondialiLe Foto del Pallone dei MondialiLe Foto del Pallone dei Mondiali

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Siena - Inter 0-1: Milito, ancora e sempre lui, per lo scudetto interista

pubblicato da vieni_127


L’Inter è campione d’Italia per la 18esima volta (17 sul campo) dopo la striminzita ma preziosissima vittoria ai danni di un già retrocesso Siena: decide un gol del solito Diego Milito, il Principe nerazzurro che mette l’ennesimo sigillo sulla stagione dell’Inter. Dopo un primo tempo a reti bianche, è all’inizio della ripresa che si sblocca il match con la rete numero 22 del centravanti, esattamente come la cifra che l’argentino ha stampata sulla sua schiena; una marcatura fondamentale nell’economia della partita, perché i bianconeri di casa erano compatti e tignosi, con un Curci in ottima forma e gli ospiti comunque abbastanza tesi. Non serve dunque a nulla la vittoria romanista a Verona, nessuna sorpresa nel 38esimo turno di Serie A: il tricolore è ancora a Milano, sponda interista (Tabellino di Siena - Inter 0-1).

Mourinho non rinuncia alla truppa di titolari, schierando Balotelli al posto di Pandev e non rischiando Lucio, in campo Materazzi. Il Siena fa la sua onesta partita, d’altra parte motivazioni a parte sono pur sempre quasi 50 i punti che dividono le due squadre: in altri termini, l’Inter è più forte e non c’è bisogno di fare tante chiacchiere per intuire che sarà una giornata di sofferenza per Curci. Ma il ragazzo è romanista, come lui Rosi, e poi c’è il presidente Mezzaroma, insomma la voglia di far bene non manca; ma come detto sono gli ospiti a mettere più convinti il piede sull’acceleratore anche se la prima vera occasione è per Ekdal che spara fuori a tu per tu con Julio Cesar. Poi è assedio Inter con Milito che impensierisce più volte il portiere avversario.

Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito
Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito

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Sud Africa 2010: i convocati del Brasile, Dunga esclude Ronaldinho, Pato e Adriano

pubblicato da Gabriele Capasso


I convocati del Brasile per i Mondiali in Sud Africa sono già pronti. Niente stage, niente 30 nomi stile italiano, direttamente i 23 giocatori che, fatti salvi gli infortuni, si giocheranno la massima competizione calcistica mondiale fra qualche settimana. Il Ct Dunga aveva l’imbarazzo della scelta e, si può tranquillamente affermare, non ha guardato in faccia a nessuno proponendo esclusioni eccellenti: i milanisti Ronaldinho e Pato, il deludente juventino Diego, gli astri nascenti Neymar e Paulo Henrique del Santos, ma soprattutto l’Imperatore Adriano che rimane a casa viste le turbolenze nel suo comportamento anche al Flamengo.

Sono 8 gli “italiani”, compreso quel Felipe Melo colonna della nazionale nella Confederations Cup dello scorso anno, ma decisamente sottotono nella Juventus di questa stagione. Fatta eccezione per il blaugrana Daniel Alves sarà una difesa composta da brasiliani che militano nel nostro campionato con i tre interisti, Julio Cesar, Maicon e Lucio, insieme al romanista Juan o all’alternativa rappresentata dal rossonero Thiago Silva.

A centrocampo c’è anche Julio Baptista, un fantasma o poco più nella Roma di Claudio Ranieri, e l’ex milanista Kakà (anche lui a dir poco appannato nella prima stagione a Madrid). Sono ben due i brasiliani provenienti dal Wolfsburg, Josué in mezzo al campo e Grafite in attacco mentre le altre tre punte di ruolo sono Luis Fabiano, Nilmar e Robinho.

Cosa ne pensate? Dunga, che è costretto a recitare il ruolo di grande favorito, ha fatto le scelte giuste?

Dopo il continua la lista completa.

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