Seconda vittoria consecutiva per la Lazio che aggancia l’Udinese e stacca la zona caldissima della classifica. Solo l’Atalanta resiste e rimane a quattro punti da romani e friulani; sembrano ormai tagliate fuori da una possibile salvezza Siena e Livorno. La Lazio batte i toscani meritando la vittoria al termine di una prova finalmente convincente anche dal punto di vista del gioco della squadra di Reja. Il vantaggio biancoceleste arriva al 6′: Mauri crossa in area, Lichtsteiner anticipa Del Grosso e beffa Curci. Al 9′ il portiere in uscita chiude lo specchio della porta a Mauri. Il Siena prova timidamente a reagire ma sono tanti i passaggi sbagliati. Al 14′ Rocchi tira debole, al quarto d’ora alta la conclusione da lontano di Kolarov. Al 17′ il tiro di Maccarone non crea problemi a Muslera in uscita. (Video) (Tabellino)
Al 19′ Stendardo anticipa Larrondo di testa. Grandissima parata di Curci al 22′: il Siena perde palla a centrocampo, la sfera finisca sui piedi di Zarate che tira potente. Al minuto successivo di pochissimo fuori la conclusione di Rocchi. E’ ancora Curci a fermare la conclusione di Rocchi al 30esimo minuto. Ad inizio ripresa il Siena prova a fare la partita: Larrondo al 14′ approfitta di un disimpegno avversario, Stendardo lo chiude in angolo. Al 20′ Muslera para il colpo di testa di Calaiò. Entra Cruz che in dieci secondi trva il goal del 2-0, in rovesciata. Poi la cannonata da lontano di Maccarone è altissima sopra la traversa. Bravissimo Curci alla mezz’ora a deviare in corner la conclusione di Mauri. Facile la parata di Muslera sul colpo di testa di Larrondo. Al 36′ Odibe devia in angolo il pallonetto di Rocchi. Finisce con gli infruttuosi tentativi di Vergassola e Maccarone allo scadere.
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Noia e sbadigli nel pur caloroso San Paolo di Napoli: partita densa di significati alla vigilia, al fischio finale di Saccani l’impressione è che Napoli-Lazio non passerà alla storia del nostro campionato. Dopo il ritiro imposto da Claudio Lotito, i biancocelesti volevano smuovere morale e classifica nella trasferta napoletana, i padroni di casa invece cercavano i tre punti per agganciare la Fiorentina, sentire profumo d’Europa e sfatare un paio di tabù (da 13 anni il Napoli non batte la Lazio in casa e Mazzarri, in carriera, non ha mai battuto Ballardini). Finisce 0-0, un tempo per parte ma occasioni da gol ridotte al lumicino; pareggio giusto, punto che smuove la classifica delle due squadre ma che lascia l’amaro in bocca ai 50mila presenti a Fuorigrotta (Tabellino - Le foto di Napoli - Lazio 0-0 - Il Video di Napoli - Lazio 0-0).
Solita difesa a tre per il Napoli di Mazzarri, due cursori rispondenti al nome di Maggio e Zuniga, Hamsik dietro Quagliarella e Lavezzi; risponde Ballardini reinserendo Stendardo in difesa (risolti i suoi problemi con la società), dentro Cruz al posto di Rocchi che nella sfida dell’anno passato siglò la doppietta decisiva. Dopo le prime, inevitabili fasi di studio, la prima opportunità, più o meno ghiotta, capita sui piedi di Maggio che a tu per tu con Muslera si fa respingere il tiro dall’estremo difensore uruguaiano; poi crescono gli ospiti che tuttavia non riescono a impensierire più di tanto De Sanctis, sicuro anche in occasione della punizione di Kolarov dalla lunghissima distanza.




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La Lazio non vince in campionato dalla fine di agosto e naviga in acque pericolosissime in classifica. L’illusoria vittoria casalinga di metà ottobre, contro il Villareal, non ha dato la scossa sperata nemmeno nel girone di Europa League: i biancocelesti sono crollati due settimane più tardi in casa degli spagnoli, rendendo complicatissima la qualificazione. Un bilancio finora deprimente per una squadra che tra maggio e agosto è riuscita ad alzare due trofei. Non è sbagliato considerare come una delle cause di questo tracollo la deficitaria campagna acquisti intrapresa da Lotito che ha sicuramente contribuito all’indebolimento della rosa.
Tralasciando le particolarità e le diversità dei singoli casi, è indubbio che perdere in un sol colpo Pandev, Ledesma, Rozenhal e De Silvestri impone, quantomeno, operazioni oculate e sensate di mercato per la loro sostituzione. Nulla di tutto ciò è successo e Lotito, meritevole per aver fatto quadrare in questi anni i disastratissimi conti della società, riuscendo ad ottenere un mix di austerità e buoni risultati sportivi, ma ormai sempre più schiavo del suo personaggio, ha pensato bene di azzardare nozze con i fichi secchi, riabilitando in toto Baronio, Dabo e Cribari (più un ormai logoro Siviglia, un impacciato Diakitè e un Cruz a corto di fiato perché privo di preparazione estiva nelle gambe).
Sotto il diluvio di Roma la Lazio e il Milan si sfidano con l’obiettivo comunque della vittoria, padroni di casa sono in crisi profonda mentre la squadra di Leonardo deve provare a restare in scia di Inter e Juventus. La partita non è vivacissima ma comunque emozionante, i tre punti alla fine li conquistano i rossoneri grazie alle reti brasiliane di Thiago Silva e Pato. Inutile il gol del 2-1 siglato in avvio di ripresa dai biancocelesti grazie ad una deviazione sfortunata dello stesso Thiago Silva su conclusione di Zarate. Per la squadra di Lotito arriva la quinta sconfitta di questa stagione, la seconda in quattro giorni dopo il tonfo di coppa con il Villareal (La Fotogallery di Lazio - Milan 1-2 - Il Video di Lazio - Milan 1-2).
Ballardini per provare ad allontanare questo periodo di crisi si affida alla coppia d’attacco composta da Rocchi e Zarate, dietro le due punte si piazza invece Matuzalem. Il centrocampo, solido, è composto da Brocchi, Mauri e Baronio, tra i pali c’è Muslera con la solita difesa a quattro a sua protezione. Leonardo risponde con Borriello dal primo minuto che vince il ballottaggio con Inzaghi, al suo fianco Pato, ad ispirare Ronaldinho. A centrocampo troviamo Ambrosini è affiancato da Pirlo e Seedorf, difesa a quattro con Thiago Silva e Nesta centrali, Oddo e Zambrotta coprono le fasce.
Il primo brivido della giornata lo provano i milanisti, dopo due minuti Rocchi si presenta al cospetto di Dida ma la sua conclusione tocca l’esterno della rete. Il Milan tiene in mano il gioco, la Lazio si affida alle ripartenze ma la difesa rossonera concede davvero poco, allora i padroni di casa ci provano dalla distanza, è il caso di Brocchi che tenta da 25 metri, il suo destro va a lato. La squadra di Leonardo dimostra di essere pericolosissima quando parte in avanti, il vantaggio arriva al 21′, Pirlo scodella una palla in area su calcio di punizione, Thiago Silva anticipa tutti di testa e sigla il vantaggio.
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Nel prossimo turno di campionato ci sarà in calendario Genoa-Inter, ed Hernan Crespo è pronto a segnare e ad esultare contro la sua ex squadra, nonostante i successi e le soddisfazioni vissute nella Milano nerazzurra. L’attaccante argentino decide quindi di non allinearsi alla moda in voga negli ultimi anni nel calcio italiano, per la quale se un calciatore segna ad una sua ex squadra preferisce non festeggiare il gol: «Mi piacerebbe segnare, ma non vado alla ricerca di una vendetta perché all’Inter sono rimasto legato. Come ho fatto quando con la maglia nerazzurra ho segnato contro il Parma. Festeggerei in maniera composta perché non farlo vorrebbe dire mancare di rispetto ai miei nuovi tifosi. Sono state quattro stagioni fantastiche e mi tengo stretti i bei momenti vissuti, l’aver fatto parte di un gruppo unito, il fantastico rapporto con i dirigenti e la tifoseria». (La Gallery Fotografica di Hernan Crespo)
Se all’ambiente nerazzurro e ai suoi tifosi è rimasto legato, non dimostra certo di esserlo al suo vecchio allenatore Mourinho. Nella scorsa stagione l’allenatore lusitano ha concesso poco spazio ad Hernan, escludendolo anche dalla lista dei giocatori impiegabili in Champions League. Tra i due i rapporti non sono mai stati idilliaci neanche al Chelsea e la storia si è confermata all’Inter: «La scorsa stagione è stata dura, molto dura, a causa delle decisioni prese dalla società e dallo staff tecnico. Restare fuori sia ad agosto sia a gennaio dalla lista Champions mi ha fatto male. Ho accettato con professionalità perché fa parte del mio lavoro, ma non è stato bello. Con Mourinho non è successo niente di particolare. L’allenatore ha fatto le sue scelte e le ho rispettate anche se avevo idee diverse».
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José Mourinho ha motivi per essere soddisfatto, l’Inter ha centrato la vittoria con il Parma pur non esprimendo un gran gioco, ma mostrando quelle qualità di cui ha più bisogno: la forza dei suoi bomber. Samuel Eto’o, definito in settimana dallo Special One “il miglior attaccante del mondo“, sblocca il risultato nella ripresa con un gol stupendo. Milito chiude la pratica nel recupero con un esecuzione da vero rapace dell’area di rigore.
Tieni ovviamente banco la sfida a distanza con la Juventus di Ciro Ferrara che dopo 3 gare, nonostante la doppia trasferta a Roma, è riuscita a far segnare 9 punti. La polemica sulla gara di ieri, secondo Il Corriere dello Sport “uno scandalo” per via del fallo accordato alla Juventus qualche secondo prima che Mauri mettesse la palla in rete nel recupero del primo tempo, sembra raggiungere anche Milano. Nel pre-partita con il Parma Mourinho commenta: “Ho visto la partita di ieri fino al gol annullato“, come volesse sottintendere che da quel momento in poi “non c’era nulla da vedere”.
A bocce ferme, e con i tre punti conquistati, torna però sulla questione e corregge il tiro: “Ho visto fin lì perché poi sono andato a cena, c’erano i calamari che mi aspettavano. La prossima volta dirò di aver visto fino al 30esimo, fino a fine primo tempo, così è più chiaro.” Insomma, seppure con la giustificazione che Mourinho è spesso polemico sugli arbitraggi (dell’Inter e dei suoi avversari), avevamo un po’ tutti capito male pensando che Mou volesse lanciare l’ennesima stilettata nei confronti della Juve.
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Filotto: doppia trasferta romana e sei punti per la Juve di Ciro Ferrara che ha iniziato come meglio non poteva, 9 punti su 9 in questo avvio di campionato. Il tecnico napoletano non conosce altro risultato se non la vittoria, anche stasera contro una tignosa Lazio messa in campo superbamente da Davide Ballardini. Alla fine poteva finire in qualunque modo, nei fatti i bianconeri hanno di nuovo espugnato l’Olimpico di Roma con uno 0-2 da grandissima squadra, un risultato maturato nella ripresa grazie alla realizzazioni di Martin Caceres e David Trezeguet. (Video Lazio - Juventus 0-2)
Eppure Diego, il grande atteso di questa sera, è dovuto uscire dal campo anzitempo per un infortunio muscolare; al suo posto un redivivo Sebastian Giovinco, che pure ha fatto il suo subentrando sullo 0-0 e ha confermato di essere un giocatore di gran classe. I capitolini, comunque, possono essere soddisfatti nonostante i zero punti conquistati: un po’ di rammarico per il gol annullato a Mauri (presunto fallo di Cruz su Legrottaglie), qualche buona occasione con Kolarov e Cruz, per il resto aggressività, palleggio abbozzato e prova sufficiente, probabilmente abbastanza per strappare un punto. Non con questa Juve.
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La sfida al vertice tra la Lazio di Davide Ballardini e la Juventus di Ciro Ferrara in questi giorni è stata anche la sfida a distanza tra i due giocatori più rappresentativi delle due formazioni. Il duello tra il biancoceleste Mauro Zarate e il bianconero Diego avrebbe dovuto infiammare la notte dell’Olimpico e invece all’improvviso è arrivata la notizia che l’attaccante argentino con buona probabilità non prenderà parte all’incontro, lo staff medico laziale ha consigliato all’allenatore un riposo precauzionale per il giocatore.
Durante l’allenamento di ieri il l’argentino ha regolarmente disputato la partitella insieme agli altri compagni, il tecnico lo ha schierato nella formazione dei titolari. Insomma l’ottimismo sembrava prevalere, poi in serata la doccia fredda: il giocatore ha quasi recuperato dal risentimento muscolare all’inguine rimediato contro il Saragozza ma i sanitari di Formello consigliano di non rischiare il suo impiego, vista la natura dell’infortunio il rischio di una ricaduta è alto.
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