
La Juve continua a non perdere, ma di contro la Roma conferma i progressi mostrati negli ultimi tempi: all’Olimpico di Torino finisce 1-1 tra la quinta e la sesta forza del campionato, una partita spigolosa e non eccelsa in cui il pareggio probabilmente è risultato il punteggio più giusto. Dopo tre vittorie consecutive la truppa di Ranieri non va oltre il pari in terra piemontese, poche recriminazioni per i capitolini che hanno sì giocato un match a viso aperto ma che per via degli episodi potevano pure tornare nel Lazio con le pive nel sacco; più o meno lo stesso discorso può farsi per i padroni di casa, volenterosi ma mai realmente pericolosi. Succede tutto nel primo tempo: bianconeri avanti con Iaquinta, pareggia su rigore capitan Totti.
Avvio contratto, buone trame da ambo le parti ma fondamentalmente buon palleggio e tanta voglia di non farsi male; le occasioni non mancano, anche se alla spicciolata: per i padroni di casa è Iaquinta a sfiorare la marcatura con un Julio Sergio puntuale, ma anche Quagliarella con una deviazione di testa mancata e Melo, il cui tiro al volo risulta alto sopra la traversa; pericolosa anche la Roma, l’occasione migliore per Menez il cui tiro a giro e ben deviato da Storari. Poi i gol: il vantaggio juventino è firmato Iaquinta, bravissimo a girare al volo su cross di Aquilani. Poi un rigore dubbio di Mexes per intervento di Chiellini, Rizzoli compensa allo scadere per un fallo di mani di Pepe su punizione a tempo abbondantemente scaduto. Batte Totti ed è pareggio.
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Alla Roma non basta la vittoria sul Chievo per aggiudicarsi il titolo di campione d’Italia, la contemporanea vittoria dell’Inter a Siena rende vano il successo giallorosso. La squadra di Claudio Ranieri gioca al Bentegodi una buona partita e chiude i giochi già nei primi 45 minuto, andando al riposo sul risultato di 2-0. Il vantaggio porta la firma di Mirko Vucinic che infila Squizzi con un destro secco e preciso; il raddoppio allo scadere della prima frazione di gioco grazie ad un destro dalla lunga distanza di Daniele De Rossi, un gol spettacolare. La Roma chiude a 80 punti, due di distanza dalla vetta, ma abbastanza per considerare ottima la stagione disputata (Tabellino - Highlights).
I capitolini ci mettono un po’ a trovare il ritmo giusto, forse per colpa della tensione, forse anche grazie per meriti del Chievo che comunque è disposto in campo con molto ordine. Nei primi venti minuti succede poco e niente, per provare il primo brivido bisogna arrivare al 22′ quando Totti, servito da Perrotta, vede il suo destro infrangersi sul palo alla sinistra del portiere clivense. Nei minuti successivi il capitano giallorosso ha almeno un altro paio di occasioni, ma Squizzi è bravo a proteggere la sua porta, ed è incisivo anche su un destro di Vucinic qualche minuto più tardi.
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Dopo le mille polemiche che hanno travolto Francesco Totti in seguito al fallo su Balotelli, l’Olimpico si è stretto intorno al suo capitano. La risposta del giocatore è stata da campione, il numero 10 ha infatti siglato una doppietta risolvendo la sfida contro il Cagliari che si era messa davvero male per i giallorossi. I sardi sono infatti riusciti a passare in vantaggio grazie ad un calcio di punizione di Lazzari, ma Totti, su azione prima e su rigore poi, ha ribaltato il risultato permettendo alla Roma di continuare a sperare fino all’ultima giornata (Tabellino - Video).
Il primo tempo è tutto all’insegna della squadra allenata da Claudio Ranieri, alla fine dei primi 45 minuti si conteranno una decina di conclusioni in porta ma i giallorossi non riescono a trovare il colpo del vantaggio, mentre dal San Siro non arrivano notizie confortanti. A superare Marchetti ci provano un po’ tutti, da Totti a Toni, da De Rossi a Menez, ma la sfortuna sembra essere la protagonista di giornata, la Roma sbatte due volte sul palo, in apertura con il capitano e nel finale di tempo con Motta. Luca Toni lamenta la mancata assegnazione di un calcio di rigore, mentre Totti chiede l’intervento dell’arbitro per un tocco di mano.
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Partita discreta andata in scena questo pomeriggio al Friuli di Udine dove i bianconeri di casa ospitavano la lanciatissima Roma di Claudio Ranieri per cercare di ribaltare lo 0-2 patito più di due mesi fa nella capitale. Tanti i pensieri in seno ai giallorossi, che sono a 360 minuti dallo scudetto ma che non avevano nessuna intenzione di denigrare la trasferta friulana; per i ragazzi di Marino, invece, l’opportunità di riscattare una stagione con più ombre che luci: in un sol colpo finale di Coppa con possibilità di vincerla e accesso all’Europa League. Tanta la generosità di Di Natale e soci, ma alla fine il fortino romanista regge, nonostante gli ospiti abbiano finito in 10 per il doppio giallo inflitto a Cassetti.
Segna Sanchez a dieci minuti dal termine irrompendo dalla destra e infilando Julio Sergio sul primo palo, dopo il gol dell’illusione dei padroni di casa l’incredibile forcing finale, aiutato anche dal rosso a Cassetti pochi attimi dopo l’1-0 per una trattenuta meritevole del secondo cartellino giallo. E così legno di Inler nel recupero, e ancora due tentativi di Corradi (fuori di poco, parata di Julio Sergio), oltre a innumerevoli cross e presenza pressoché costante dei bianconeri nella metà campo avversaria. Forse troppo tardivo l’assalto all’arma bianca dell’undici udinese, con un primo tempo ordinato ma poco graffiante e una ripresa più vivace con diverse occasioni ma solo una clamorosa (errore di Di Natale che cicca a tu per tu col portiere).
La Roma dopo la vittoria nello scontro diretto ha l’obbligo morale di continuare l’inseguimento alla capolista Inter. Il Bari non è certo l’avversario più abbordabile, i pugliesi in casa hanno sempre sfoderato ottime prestazioni. I giallorossi partono bene, si fanno vedere dalla parti di Gillet fin dai primi minuti e al 19′ passano con Vucinic. L’azione che porta al gol il montenegrino è di fattura pregevolissima, gli interpreti sono De Rossi, Totti e Toni. Il Bari prova a riagguantare il pareggio, soprattutto nelle ultime fasi della gara ma la difesa romanista regge, missione compiuta e l’inseguimento continua. (Tabellino - Video)
Finalmente la Roma ritrova il capitano Francesco Totti fin dal primo minuto, la sua presenza potrà essere di grande importanza in queste ultime fasi del campionato. La squadra allenata da Claudio Ranieri parte a testa bassa, il peso offensivo dei giallorossi è notevole. Ci provano Luca Toni di testa e Daniele De Rossi della distanza senza fortuna, i pugliesi rispondono con Barreto e Alvarez stoppati dai difensori avversari. La Roma è padrona del centrocampo e forte di questa superiorità territoriale trova il vantaggio grazie ad una verticalizzazione che vede come suo terminale Vucinic, abile ad insaccare alle spalle di Gillet.
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La Roma supera anche lo scoglio Udinese, i giallorossi hanno sofferto più del previsto per avere la meglio della squadra di Marino. Passano in vantaggio con Luca Toni e si portano addirittura sul 2-0 grazie a Mirko Vucinic, la squadra di Ranieri subisce però la rimonta dei friulani grazie alla doppietta di Antonio Di Natale che sale a quota 21 marcature in campionato. La partita viene reindirizzata sul binario giusto, da punto di vista romanista, proprio dal montenegrino Vucinic che riesce prima a riportare in vantaggio la sua squadra dagli undici metri, poi a chiudere definitivamente i conti con il suo terzo gol di serata. Per lui si tratta della prima tripletta con la maglia della Roma, la seconda in Serie A, in precedenza era riuscito nell’impresa vestendo la casacca del Lecce in una partita contro la Lazio (Tabellino - Video).
Claudio Ranieri deve fare a meno di molte pedine importanti, mancano infatti, oltre a Totti, gli squalificati De Rossi, Taddei, Pizarro e Mexes. Dal primo minuto si vede in campo la coppia d’attacco composta da Toni e Vucinic, con il supporto di Menez alle loro spalle. Pasquale Marino come al solito opta per il tridente, insieme a Di Natale e a Floro Flores in campo c’è Sanchez. I bianconeri partono subito forte e provano a fare la partita, Pasquale impegna con un tiro dalla distanza Julio Sergio, dall’altro lato è Vucinic a sondare i riflessi di Handanovic. Dopo un quarto d’ora di gioco sono però i padroni di casa a passare, Toni addomestica una palla al limite dell’area, si gira e di destro trova l’angolo alla destra del portiere friulano.
Neanche l’ottimo Palermo ammirato in queste ultime settimane è riuscito a fermare la Roma di Claudio Ranieri. I giallorossi non si fermano più, sono 14 i risultati utili consecutivi, il successo sui siciliani è il sesto di fila, numeri assolutamente impressionanti. Il re della serata è stato Matteo Brighi, suo il gol del vantaggio nel primo tempo ottenuto anche grazie ad una sfortunata deviazione di Bovo. Il centrocampista mette la firma anche sul terzo gol frutto di una bella conclusione di destro da fuori area. In gol anche Julio Baptista che sigla il 2-0. Nel finale il Palermo accorcia le distanze grazie ad un rigore trasformato da Fabrizio Miccoli concesso per atterramento di Pastore, ma ci pensa John Arne Riise a mettere la parola fine alla partita con il quarto gol romanista (Il tabellino di Roma - Palermo 4-1).
Il risultato finale è però abbastanza bugiardo, il Palermo per lunghi tratti della gara ha dominato sulla Roma che ha avuto il merito di reggere l’urto nei momenti di difficoltà grazie soprattutto alle parate di Julio Sergio e di essere cinica nello sfruttare ogni occasione favorevole. Francesco Totti recupera e scende in campo dal primo minuto ma la sua prova non è particolarmente brillante, il capitano rimedia anche un giallo che gli costerà la squalifica. Il primo tempo è un monologo rosanero, Cavani e Miccoli martellano la difesa giallorossa, l’estremo difensore brasiliano para tutto il parabile. Il vantaggio arriva poco dopo la mezz’ora, angolo di Totti e conclusione di destro di Brighi, Sirigu è sulla traiettoria ma viene ingannato da una sciagurata deviazione di Bovo. Si torna negli spogliatoi sul risultato di 1-0.




Numeri da scudetto, in casa Roma si mangiano le mani per quelle due sconfitte in avvio e quell’appannamento sul finire di ottobre (tre ko in tre partite); per il resto questa Roma targata Ranieri va forte e le cifre parlano da sole: settima vittoria di fila in casa, dodici risultati utili consecutivi e dodicesimo punto nelle ultime quattro gare. Senza dimenticare la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia. Oggi 2-1 al povero Siena, squadra contro la quale aveva esordito Ranieri a settembre, battendola al Franchi con lo stesso risultato; partita tignosa risolta solo allo scadere da una perla del giovane Stefano Okaka, domani a Londra per il prestito di sei mesi al Fulham. Hodgson lo voleva già per il week-end, veto dell’allenatore capitolino viste le assenze dei vari Vucinic, Menez, Totti e Toni. Gol per Riise, momento d’oro il suo, pareggio momentaneo di Vergassola. Curci da otto in pagella (Tabellino di Roma - Siena 2-1 - Foto di Roma - Siena 2-1 - Video di Roma - Siena 2-1).
Il rammarico per i bianconeri allenati da Alberto Malesani è sempre lo stesso: i toscani giocano in maniera quasi commovente, hanno la forza e le capacità per tirarsi su, ma alla fine capitolano all’ultimo, come contro l’Inter. A dire il vero, però, nella prima frazione non hanno fatto molto per impensierire Julio Sergio. La Roma ha aggredito il Siena con determinazione, dote che ormai questa squadra possiede nel suo dna. Vicinissimi al gol Baptista e Juan, nella stessa azione in cui Curci si supera e Malagò salva sulla linea, poi ancora rete sfiorata, questa volta da Riise. Il norvegese, match winner a Torino otto giorni fa, si riscatta dopo poco: cross di Motta dalla destra, spizza di testa Perrotta e tiro al volo di sinistro dell’ex Liverpool. Gol bellissimo. Il Siena non c’è, ma basta uno squillo e la partita si riapre: tiro di Jajalo, non trattiene Julio Sergio, tap-in vincente di Vergassola.




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Alla vigilia di Juventus - Roma di sabato prossimo, Claudio Ranieri ha più di un motivo per sorridere. La sua squadra continua a vincere e, complice anche il periodo negativo della Juve, vola in terza posizione in attesa del posticipo di stasera che se dovesse vedere il Napoli vincitore a Palermo lo vedrebbe sopravanzare i giallorossi di un punto. La giornata trionfale della Roma passa alla storia anche per le prime reti di Luca Toni, l’attaccante sigla una doppietta e manda un messaggio a chi lo dava per finito, di Simone Perrotta il gol che sblocca il risultato. Il Genoa conferma le sue difficoltà in trasferta, Gasperini dovrà lavorare molto per risolvere i problemi della sua squadra (Il Video di Roma - Genoa 3-0 - Il Tabellino di Roma - Genoa 3-0).
La Roma guidata dal capitano Simone Perrotta, in assenza di Totti e De Rossi, scende in campo decisa a cercare la vittoria per continuare la sua rincorsa verso le posizioni di classifica che contano. La partita è subito avvincente con i padroni di casa che cercano di sfruttare le fasce per mettere in difficoltà il Genoa. La prime occasioni sono tinte di giallorosso, prima Perrotta chiama al miracolo Amelia, poi Toni manda fuori di testa in maniera abbastanza banale. I rossoblu rispondono con un tiro dalla distanza di Suazo. Poco per impensierire la squadra di Ranieri che al 17′ passa in vantaggio, Pizarro scodella sul secondo palo un interessante pallone su cui interviene Juan che prova la conclusione, Amelia respinge ma può poco sul successivo intervento di piatto di Perrotta.




Video Youtube: Sintesi e Gol di Cagliari - Roma 2-2 del 6 Gennaio 2010 Serie A





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