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Tutti gli articoli con tag juve

Trofeo Tim 2010: Vince l'Inter, benino il Milan e male la Juve

pubblicato da Panda


L’Inter ha vinto il suo sesto Trofeo Tim nell’anniversario della decima edizione, superando abbastanza facilmente la concorrenza di Milan e Juventus. Nella prima partita con in campo Inter e Juve, i nerazzurri si sono imposti 1-0 grazie ad un gol splendido di Sneijder. Nel secondo match tra Milan e Juventus i tempi regolamentari si sono chiusi sul punteggio di 1-1 con i gol di Ronaldinho e Diego. Decisivi gli errori di Pepe ed Amauri dal dischetto che hanno così consegnato la vittoria ai rossoneri. Nel terzo e decisivo match tra Milan ed Inter, i nerazzurri hanno vinto il derby 3-2 ai rigori. La Classifica finale recita Inter 5 punti, Milan 3 e Juventus 1.


- Prima Partita: INTER - JUVE 1-0 (Video)

Rete: 26′ Sneijder

Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Lucio, Chivu; Cambiasso, Nwankwo; Pandev, Sneijder, Obinna; Eto’o. A disp: Castellazzi, Orlandoni, Cordoba, Samuel, Benedetti, Natalino, Biraghi, Stankovic, Mancini, Milito, Obi, Biabiany, Coutinho.

Juventus (4-4-2): Manninger; Grygera (37′ Motta), Bonucci, Chiellini, De Ceglie; Pepe, Sissoko, Felipe Melo, Lanzafame; Del Piero, Trezeguet. A disp: Storari, Motta, Legrottaglie, Martinez, Marchisio, Diego, Amauri, Costantino, Ferrero.

Inter - Juventus 1-0, gran gol di Sneijder

Inter - Juventus 1-0, gran gol di SneijderInter - Juventus 1-0, gran gol di SneijderInter - Juventus 1-0, gran gol di SneijderInter - Juventus 1-0, gran gol di Sneijder

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Genoa, Sculli uomo mercato: c'è la Juve, ma è l'Inter in pole

pubblicato da vieni_127


Chi l’avrebbe mai detto che Peppino Sculli sarebbe diventato uomo mercato: il 29enne di Locri dopo una decina di anni in bilico tra la Juve e una marea di altre società (dal Modena al Chievo, dal Brescia al Crotone, senza dimenticare Messina), alla fine nel 2007 è diventato per intero un giocatore del Genoa. Già, solo il Grifone ha saputo credere realmente in lui: non solo come calciatore, anche come uomo, visto che la società rossoblu lo ha aspettato dopo 8 mesi di squalifica per una presunta combine quando militava nel Crotone (in una gara contro un’altra sua ex squadra, il Messina). Dal 2007 Enrico Preziosi lo ha voluto tutto per sé, il centrocampista ha ripagato la fiducia.

Così dopo tre stagioni in massima serie ad altissimo livello (più di 100 partite e 18 gol, ma reti anche in Coppa), ora il nome di Sculli inizia a circolare sulle agende dei direttori sportivi: ma sì, è un giocatore duttile che non lesina l’utilizzo del terzo e quarto polmone, ha un buon fiuto del gol, piedi niente male e generosità a iosa. Insomma, ad avercene interpreti del genere nel calcio di oggi, fatto di corsa e coralità. Così la scorsa settimana, sentito l’interesse genoano per Giovinco, la Juve l’ha buttata lì: la Formica Atomica sotto la Lanterna, va bene, ma in cambio proprio Sculli. Preziosi laconico: “Se lo accettassi avrei qualcosa da farmi registrare. Invece credo che il cervello mi funzioni ancora bene. Se Sculli andrà via, di certo non andrà via per Giovinco, questo scambio è una baggianata“.

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Barça, Marquez rescinde: New York e Juve in pole-position per il messicano

pubblicato da vieni_127


In carriera ha vinto tutto con le squadre di club, sia al Monaco che al Barcellona: Rafa Marquez è ancora relativamente giovane, 31 le sue primavere, e non vuole continuare a vedere i compagni giocare dalla panchina. Dopo sette anni in seno al club catalano, dove ha messo in bacheca anche una sfilza di trofei internazionali, vuole ritornare in pista da protagonista e per questo oggi ha rescisso il suo contratto coi blaugrana: aveva rinnovato fino al 2012, ma le garanzie di un posto da titolare Guardiola non poteva garantirglielo. Così oggi ha annunciato il suo addio alla Catalogna.

Barcellona è stata la tappa migliore della mia carriera, ho vinto tutto il possibile, mi sono tolto parecchie soddisfazioni ma adesso ho capito che era giunto il momento di lasciare la squadra. Il motivo va ricercato nel fatto che nella passata stagione ho giocato poco. Sarei anche potuto rimanere qui ma sono sempre stato un tipo ambizioso, vorrei giocare con una certa continuità e mister Guardiola mi ha dato l’opportunità di scegliere. Non conosco ancora la mia prossima destinazione, sto valutando le proposte ricevute” ha detto il messicano, di recente anche in gol con la sua Nazionale ai Mondiali.

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Werder Brema, Mesut Ozil ufficialmente in vendita: futuro Real?

pubblicato da vieni_127


Dopo due anni spesi a Brema, pare già finita l’avventura col Werder per il talentuoso centrocampista Mesut Ozil: in seguito all’ottimo Mondiale disputato in Sudafrica (il coronamento di una stagione vissuta comunque da protagonista anche con la maglia verde della sua squadra di club) le pretendenti del giocatore di origine turche si sono fatte sentire, anche se c’era da capire se il Werder avesse voluto privarsene. Oggi il direttore sportivo della squadra, Klaus Allofs (noto ai più per il suo ruolo nella trattativa che ha portato Diego alla Juve), ha fatto sapere che Ozil è praticamente sul mercato:

“In caso di offerte concrete rifletteremo sull’eventualità di una partenza. Ma per il momento non è questo il caso. Il giocatore non ha rinnovato il contratto, speravamo di arrivare ad un accordo nei primi giorni del Mondiale, ma non abbiamo trovato una soluzione. Avevamo le nostre idee, ma la strada non si è completata”.

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Mercato, ora si scatenano le aste per gli assi della Germania

pubblicato da vieni_127


Ieri la Germania è uscita sconfitta nella seconda semifinale dei Mondiali, una inzuccata poderosa di Carles Puyol ha estromesso la banda terribile guidata da Joaquim Löw, un nugolo di frizzanti giovanotti estenuato a Durban dal possesso palla sfinente della Spagna, capace di imbrigliare la preda per poi colpirla sugli sviluppi di un calcio da fermo. Tant’è, anche il ct tedesco ha ammesso che gli avversari hanno meritato il successo, rimane l’amarezza e un campionato giocato comunque a livelli più che buoni, con alcune stelline che si sono messe in vetrina ammaliando allenatori e dirigenti di mezza Europa.

Ma siamo sicuri che le sirene tentatrici proveniente da Spagna, Inghilterra e Italia faranno davvero gola? Eh già, perché i 23 teutonici della spedizione sudafricana provengono tutti dalla Bundesliga, un campionato in netta ascesa, con stadi moderni e stracolmi, livello tattico e tecnico sempre maggiore e stress ridotto al lumicino. Quanto converrebbe alle nuove star del pallone mondiale accecarsi coi riflettori dell’ansia che una stagione in Liga o in Serie A saprebbero accendere? Magari per soldi, o per fare nuove esperienze, di certo è controtendente la scelta di Simon Kjaer, o forse è quella giusta.



Le Foto di Germania - Spagna 0-1
Le Foto di Germani - Spagna 0-1Le Foto di Germani - Spagna 0-1Le Foto di Germani - Spagna 0-1Le Foto di Germani - Spagna 0-1

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L'amaro ritorno a casa del Brasile: le lacrime di Julio Cesar, gli insulti a Melo e intanto Dunga non è più il ct

pubblicato da vieni_127


Sessantaquattro anni dopo lo sciagurato, se non infausto, Mondiale del 1950 il Brasile fra 48 mesi avrà l’occasione di prendersi una bella rivincita: nel 1950 i campionati del mondo giocati tra le mura amiche furono fallimentari per la vittoria finale dell’Uruguay, nel 2014 l’opportunità di cancellare definitivamente quella delusione che neanche il tempo ha saputo mandar via. Già, ma per arrivarci bisognava che l’antipasto sudafricano fosse stato sfruttato a puntino, invece i verdeoro tornano a casa con mille punti interrogativi, con più di qualche crepa da riparare e soprattutto senza un allenatore.

Da ieri, infatti, Carlos Dunga non è più il ct della Seleçao; l’ex giocatore di Fiorentina e Pescara non ha tutte le colpe, ma di certo più di una responsabilità come lui stesso ha ammesso: dopo l’illusione della scorsa Confederations Cup, pensava che riproporre lo stesso gruppo fosse stato abbastanza per arrivare quanto meno tra le top four. E invece insistere su giocatori come Melo, Fabiano o Kakà, ampiamente deludenti coi loro club, e tenere fuori l’idolo locale Neymar (e che dire di Pato e Gamso?) alla fine forse ha pesato, senza contare che l’ormai ex selezionatore non ha saputo inculcare la giusta mentalità, gestendo le energie nervose dei suoi ragazzi molto molto male.


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Cannavaro si presenta all'Al-Ahli: "Qui non per soldi"

pubblicato da vieni_127


A parte Marcos Assunçao, ex centrocampista della Roma dalla punizione velenosa, nell’Al-Ahli giocatori di rilievo non se ne sono mai visti; così l’arrivo di un Pallone d’Oro relativamente recente come Fabio Cannavaro ha portato grande entusiasmo a Dubai dove ieri mattina lo stopper napoletano si è presentato alla stampa. Il luogo ove l’ex juventino ha cominciato la sua nuova e stravagante avventura si chiama Mina el Salam, imponente albergo superlussuoso, e per la sua prima uscita mancava il presidente dei biancorossi ossia lo sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum; un suo delegato, Ahmad Khalifa Hammad, ha informato i presenti che secondo lo sceiccoquesto evento è fra i tre più importanti del Paese perché siamo in una data storica e inizia una nuova era nel calcio“.

Negli Emirati Arabi Uniti, e più in particolare in seno al’Al-Ahli, la voglia di calcio è grande e non sono esclusi altri colpi per puntellare la squadra; c’è chi vocifera addirittura di Rino Gattuso, di certo c’è l’indimenticato ex Gunners David O’Leary è proprio da ieri il nuovo allenatore del club, anche questo un affare niente male visto che l’irlandese è stato per anni il vice di Arsene Wenger all’Arsenal. Insomma, da ieri è iniziata l’affascinante avventura nella penisola arabica per Cannavaro e famiglia, e lui era emozionato ed elegantissimo: “Non è una scelta di natura economica ma familiare. Qui non c’è la pressione del campionato italiano e, inoltre, posso mettere la mia esperienza al servizio dei giovani“.


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Italia eliminata, il fallimento di Lippi e il fantasma di calciopoli

pubblicato da vieni_127


Berlino, nove luglio duemilasei: l’Italia allenata da Marcello Lippi è campione del mondo 24 anni dopo il trionfo di Madrid. Il tecnico viareggino è sul tetto del mondo, la gioia dei suoi 23 gladiatori si trasferisce sulle smorfie gioiose di 56 milioni di italiani, è l’apoteosi del calcio italiano. Quattro anno fa all’Olympiastadion nella capitale tedesca fu il canto del cigno di un nugolo di giocatori sagacemente plasmati dal tecnico viareggino, fortunato all’occorrenza ma anche abile scacchista quando si trattava di aggiustare l’alchimia di squadra a partita in corsa. Sì, fu bello, siamo stati per quattro anni i più forti, fosse solo perché gli ultimi ad alzare la Coppa del Mondo.

Johannesburg, ventiquattro giugno duemiladieci: stesso allenatore, molti degli stessi giocatori, il fallimento è totale. Senza gioco e senza idee, senza orgoglio e senza fiato, l’Italia esce mestamente al primo turno dei mondiali africani arrivando ultima nel girone più facile degli otto. Ultimi! Prima di noi il Paraguay, e poi la Slovacchia, finanche la Nuova Zelanda. Il naufragio di un calcio che in Italia è dominata dalla squadra più internazionale del mondo, uno scempio immondo le cui radici sono disseminate qua e là, dall’immediato post-mondiale 2006, passando per l’Europeo austro-elvetico, e ancora la scorsa Confederations Cup e le amichevoli di qualche mese fa.



Le foto di Slovacchia - Italia 3-2

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Palermo, scaramucce verbali tra Miccoli e Toni

pubblicato da vieni_127


A Palermo già lo chiamano Mister 12 milioni, si tratta del capitano della squadra rosanero Fabrizio Miccoli che in settimana ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che ha rifiutato l’offerta del Birmingham per rimanere in Sicilia. Gli inglesi, che militano in Premier League, avevano proposto al salentino un contratto quadriennale a 3 milioni di euro netti a stagione, molti soldi, ma lui dopo aver parlato con la famiglia e col presidente palermitano Maurizio Zamparini alla fine ha scelto di rimanere in Italia. Nel corso dell’annuncio dato alla stampa, il Romario del Salento si è lasciato scappare una frase sibillina: “Io non sono come gli altri” e nel capoluogo siculo sono sicuri il riferimento sia a Luca Toni e ad Amauri.

Entrambi attaccanti ed amati dal pubblico del Barbera, entrambi lasciarono la città per andare rispettivamente a Firenze e Torino (sponda juventina), guadagnando anche più soldi. Oggi Luca Toni, che di recente ha rescisso col Bayern Monaco e l’anno prossimo vestirà la maglia del Genoa, ha risposto a Miccoli mostrandosi abbastanza seccato per la stoccata riservatagli dal giocatore palermitano: “Non so se Miccoli con questa dichiarazione si riferisse a me, ma se cosi fosse allora mi dispiacerebbe molto, perché ha giudicato senza sapere come in effetti sono andate allora le cose tra me ed il Palermo” ha esordito il bomber emiliano, che ha rilasciato queste dichiarazioni alla testata giornalistica sportiva reterete24.


La fotogallery di Luca Tony
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Inter, Rafa Benitez si presenta: "Nessuna rivoluzione, qui per continuare a vincere"

pubblicato da vieni_127


E arrivò anche il giorno di Rafael Benitez ad Appiano Gentile, allenatore numero enne della gestione Massimo Moratti: come ormai tutti sanno il tecnico spagnolo è il nuovo condottiero dell’Inter e se da un lato prende in gestione una schiera di giocatori molto forti (per cui il suo non sarà un lavoro difficilissimo), dall’altro deve confrontarsi con una stagione quasi perfetta e con lo spettro di José Mourinho, un tale portoghese che dalle parti di Milano ha ancora orde di spasimanti innamorati persi di lui. Insomma, la presentazione dell’ex allenatore di Valencia e Liverpool ha avuto un’importanza relativa, ma tanta era la curiosità per vedere l’approccio del nuovo trainer nerazzurro con la stampa e con i riferimenti al più recente passato.

Esordisce mescolando spagnolo e italiano, non ha preparato frasi ad effetto di mourinhana memoria (”Non sono un pirla“), risponde con garbo alle domande dei giornalisti non lesinando in alcuni frangenti battute di spirito. Insomma, assodato che “sono qui per vincere” e che “non so se sono un pirla, ma di certo mi reputo intelligente“, si passa a parlare seriamente di futuro: “No, non mi riconosco come anti-Mourinho. Lui ha fatto un grande lavoro qui, io sono diverso e voglio fare il mio lavoro. Dopo la grande annata abbiamo la possibilità di vincere sei trofei e ci proveremo. Non c’è molto tempo per preparare le Supercoppe in agosto ma abbiamo esperienza e possiamo farlo. Questi sono i primi obiettivi, alla Champions League penseremo più avanti. Se ho parlato con Mourinho? No, siamo entrambi molto occupati“.

Le immagini della presentazione del nuovo allenatore dell’Inter Rafa Benitez
Le immagini della presentazione del nuovo allenatore dell'Inter Rafa BenitezLe immagini della presentazione del nuovo allenatore dell'Inter Rafa BenitezLe immagini della presentazione del nuovo allenatore dell'Inter Rafa BenitezLe immagini della presentazione del nuovo allenatore dell'Inter Rafa Benitez

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