
Il CT della nazionale Marcello Lippi si sottopone al fuoco di fila delle domande di Klaus Davi nel corso di una puntata di KlausCondicio, la trasmissione sul web del celebre massmediologo, e ne vengono fuori risposte decisamente sorprendenti. Lippi, dopo essere entrato in rotta di collisione con José Mourinho per il suo pronostico sull’esito del campionato, ha evidentemente sempre meno timore a schierarsi su temi piuttosto controversi. Così scopriamo in un colpo solo due cose, la prima è che il CT è un elettore del Partito Democratico, la seconda è che non approva la Tessera del Tifoso del Ministro Maroni.
Le primarie sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Ignazio Marino l’ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni, che rimane una grande risorsa.
Quindi non solo Lippi dichiara la sua affezione al PD, ma indirettamente fa capire per quale candidato esprimerà la sua preferenza. Il selezionatore della Nazionale Italiana censura anche la Tessera del Tifoso, dal 1 gennaio prossimo obbligatoria per poter andare a seguire la propria squadra in trasferta. Secondo Lippi questo strumento “sembra una schedatura“.

“Posso tranquillamente affermare che, nelle società dove sono stato, non ne ho mai avuti, mai”. Come abbia fatto a conoscere a fondo gli orientamenti sessuali delle centinaia di giocatori transitati nelle società dove ha lavorato resta un mistero. Immediata la replica dell’Arcigay:
Dichiarazioni ridicole e offensive, sono tanti i giocatori professionisti omosessuali. Non è possibile contarli perché nascondono la loro sessualità solo per un discorso commerciale di immagine, da ‘bello da vetrina’ da vendere. Ricordiamo a Moggi, e a tutti quelli che la pensano come lui che sono tante le stelle dello sport che orgogliosamente si dichiarano gay e lesbiche.
Ma ce n’è un po’ per tutti, Luciano Moggi non si ferma ai gay. In un’intervista condotta da Klaus Davi per «KlausCondicio», il contenitore di approfondimento in rete, prende di mira la sinistra italiana, Ilaria D’Amico, Urbano Cairo, i calciatori e le veline. Ancora Moggi sui gay:
Non so se i calciatori siano contrari ai gay in squadra, io sicuramente lo sono. Non avrei mai voluto un giocatore omosessuale. E anche oggi non lo prenderei. Supposto che dovessi sbagliare e ne scoprissi uno, farebbe prima ad andare che a venire. Sono un pò all’antica, ma conosco l’ambiente del calcio e, al suo interno, non può vivere uno che è gay. Un omosessuale non può fare il mestiere del calciatore. Nel calcio non ci sono gay, nè tra i calciatori né tra i dirigenti..