
Il Psg vuole assolutamente regalare un paio di giocatori ad Ancelotti per aiutarlo a vincere la Ligue 1 e la Coppa di Francia. Il primo obiettivo resta Thiago Motta dell’Inter che per ora dovrebbe restare in nerazzurro, almeno fino al termine della stagione. Claudio Ranieri non vuole cedere il giocatore perché conta molto sul contributo dell’italo-brasiliano. Intanto però la società continua a lavorare su una possibile alternativa; se dovessero riuscire ad individuarla tutto sarebbe ancora possibile anche perché la proposta del club parigino sembra essere più alta di 10 milioni come è stato riportato su molti giornali.
Il primo nome in lista è quello di Fredy Guarin che è stato molto vicino alla Juventus, ma ora dopo l’arrivo di Caceres in bianconero ha perso la possibilità di giocare nella squadra di Antonio Conte fino a giugno. Oggi il Dg del Psg Leonardo ha rilasciato una breve dichiarazione sull’argomento: “A noi Thiago Motta piace, ma l’Inter vuole tenerlo ancora e per qualche giorno bisognerà aspettare“. Prima ha detto che l’Inter vuole tenerlo e poi che bisogna aspettare qualche giorno. La situazione è chiara. Se l’Inter trova un sostituto all’altezza, e Guarin è il candidato ideale, Thiago Motta si trasferirà al Psg.
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Duro attacco di Alessandro Canovi, agente di Thiago Motta, all’Inter. Il procuratore dell’Italo-brasiliano oggi è stato intervistato per commentare e spiegare le parole di ieri sera del centrocampista nerazzurro sul palco degli Oscar del Calcio. Canovi ha puntato il dito contro l’Inter, che avrebbe spinto il suo assistito a guardarsi intorno quando l’estate scorsa i dirigenti della società di Moratti non vollero sedersi al tavolo delle trattative per discutere il rinnovo del contratto in scadenza nel 2013. Proprio per questo motivo Thiago Motta non ha potuto che apprezzare l’offerta di 3 anni e mezzo di contratto arrivatagli da Leonardo da ben 4,5 milioni di euro a stagione anche se Canovi ha smentito queste cifre riportate sui giornali:
“Motta ha ancora un anno e mezzo di contratto con l’Inter. Naturalmente se ci fosse stato lo scorso anno il rinnovo, come da noi richiesto lo scorso giugno, adesso la situazione sarebbe completamente diversa. All’Inter Thiago si è sempre trovato molto bene, ha vinto tantissimo, è stato tra i grandi protagonisti del Triplete, ma la società non ci ha mai parlato di un rinnovo del contratto. Dunque decide l’Inter. Se trovano l’accordo con i francesi per vendere Motta ci informeranno. A quel punto valuteremo la proposta economica di Leonardo. Per ora non abbiamo avuto contatti diretti con i dirigenti francesi e non abbiamo parlato di soldi. Le cifre pubblicate dai giornali non hanno riscontri reali”.
Evidentemente adesso Thiago Motta e Canovi vogliono capire quanto la società ritenga importante l’italo-brasiliano nei progetti futuri. In altre parole il centrocampista resterebbe solo se ci fosse la possibilità di un rinnovo con l’Inter, altrimenti preferirebbe sposare un nuovo progetto tecnico interessante come quello del Psg:
“La società nerazzurra ci ha informato di un’offerta importante da parte del Psg. Noi siamo alla finestra. Solo dopo le decisione dell’Inter comunicheremo la nostra posizione. Sicuramente l’interessamento di personaggi come Ancelotti e Leonardo non può che far piacere a Thiago ma noi non abbiamo nessuna trattativa economica in corso con il Psg”.
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Trovano una parziale conferma le voci circolate negli ultimi giorni, in particolare sui tabloid inglesi, di un possibile arrivo a gennaio dell’ex Milan, Real Madrid e Manchester United, David Beckham, fresco vincitore della Major League Soccer americana con la maglia dei Los Angeles Galaxy, ai francesi del Paris Saint Germain, diventati una delle grandi protagoniste del calciomercato europeo dopo il passaggio della società, avvenuto nella scorsa estate, ad una cordata di facoltosissimi investitori del Qatar.
Il direttore sportivo dei francesi Leonardo, ha infatti confessato in un’intervista rilasciata oggi al Sun che “le porte sono aperte” e che “la sua esperienza e la sua personalità ci possono solo essere d’aiuto” aggiungendo di essere già alla ricerca di una soluzione “che sia adeguata per lui e per noi”. Il centrocampista ambirebbe infatti ad una sistemazione più “visibile” nella speranza di una chiamata in nazionale per le prossime Olimpiadi in programma a Londra nel 2012. Sempre secondo il quotidiano britannico, l’alternativa ai francesi sarebbe un club di seconda fascia della Premier League.

Quella che all’inizio sembrava solo una suggestiva ipotesi di mercato, pare possa realizzarsi e diventare realtà: David Beckham, stella dei Los Angeles Galaxy, al Paris Saint Germain. Non è una bufala, ma il risultato di un certosino lavoro effettuato dal dirigente dei parigini Leonardo, che ha puntato l’inglese pochi giorni fa e mettendo sul piatto l’offerta giusta ha finito con l’accontentarlo. “Mi serve, però, un appartamento bello e particolarmente spazioso” una delle richieste del centrocampista, chiaramente soddisfatta dalla dirigenza francese.
Sono anche emersi particolari sul contratto: lo Spice Boy si legherà al Psg per 18 mesi dal prossimo gennaio per una cifra intorno ai 5 milioni di euro (in realtà c’è chi dice 4 ma una parte degli introiti deriverà oltre che dalle prestazioni, anche dei diritti d’immagine tra cui quelli televisivi in vendita nei paesi asiatici). Ma cosa ne pensa il diretto interessato? A Canal+ Beckham è tutto fuorché sibillino:
“Mi affascina l’idea di andare a giocare in Francia, il progetto di Leonardo è molto interessante. Lo conosco bene e sono contento che mi voglia, ma per adesso sono ancora un giocatore dei Los Angeles Galaxy. Deciderò cosa fare insieme alla mia famiglia”.
Di certo dopo la poco modaiola Manchester, ma con le esperienze nelle super fashion Los Angeles e Milano non dispiacerà alla signora Beckham, o Victoria Adams che dir si voglia, aggiungere ai luoghi di residenza la città di Parigi, altra gotha del pret-à-porter mondiale.
Javier Pastore è un ragazzo felice: questa sera l’argentino ha siglato il suo primo gol con la maglia del Paris Saint Germain, la rete che ha steso il Brest (in cui gioca, da titolare, Jonathan Zebina) arrivata a metà ripresa; poi, a fine partita, ha avuto la bella notizia della vittoria della sua vecchia squadra, il Palermo, ai danni dell’Inter. Inizia a girare come deve il Psg di Kombouare; la squadra parigina, assemblata abbastanza in fretta da Leonardo, fa progressi grazie ai suoi nuovi costosi acquisti: e così stasera la rete della vittoria è nata proprio sulla costosissima asse Menez - Pastore, col primo che è sgusciato in velocità sulla sinistra e il secondo che l’ha messa dentro raccogliendo un suo preciso passaggio. Terza vittoria di fila per il Psg e 10 punti in classifica, terzo posto a due lunghezze dalla capolista Montpellier.
Il Lorient sbanca il Parco dei Principi come del resto accaduto in quattro delle ultime sette occasioni: le sconfitte del Paris Saint Germain, nonostante l’anno scorso non sia stato poi così malvagio, negli ultimi tempi non facevano più notizia. Il brutto ko all’esordio dell’altro ieri fa invece specie, non fosse altro che i parigini sono stata la squadra europea che ha speso di più per il mercato (più di 80 milioni di euro e non è ancora finita). Poco male, la stecca in avvio può capitare: la partita di sabato sera verrà comunque ricordata, e non per il gol di Quercia, l’unico e quello decisivo, al 28° del primo tempo.
Prima del match è stato infatti presentato l’acquisto più costoso, quel Javier Pastore che per strapparlo al Palermo è costato alla dirigenza qatariota qualcosa come 42 milioni di euro. Ovazione del pubblico, emozione del Flaco, soddisfazione dell’uomo mercato dei transalpini Leonardo: messi da parte lustrini e paillette, il brusco risveglio. Un giorno per metabolizzare la sconfitta, oggi era di nuovo tripudio, la prima conferenza stampa di Pastore; questi i passaggi più significativi:
“Credo che la Ligue francese non sia al livello dei campionati italiano, spagnolo e inglese, ma per me accettare il Psg non è stato un passo indietro tecnico. Il progetto giovane e ambizioso del club mi ha convinto. Sono venuto qui in cerca di titoli. Spero di ottenere grandi risultati insieme ai miei compagni. Conosco già Menez, Sirigu e Sissoko che giocavano nel campionato italiano. Conosco anche Nené che è un grande giocatore. Sono molto felice della mia nuova esperienza e di avere scoperto un gruppo molto che con me è stato molto gentile. La mia presentazione al pubblico? Molto emozionante. Tutto lo stadio mi ha applaudito e commosso. Quando la mia prima partita? Dopo questo primo allenamento, sono un po’ stanco, ma lavorerò per trovare la mia migliore forma nel più breve tempo possibile”.
Tanti (troppi?) riflettori puntati su questo ragazzo: saprà Pastore diventare l’uomo simbolo del Paris Saint Germain? A mister 42 milioni di euro è il minimo che gli si possa chiedere…

Nonostante sia praticamente cosa fatta, Javier Pastore non è ancora un giocatore del Paris Saint Germain; manca la firma, mancano le visite mediche, mancano i dettagli. Per l’ormai ex fantasista del Palermo sono quisquilie e così affida al sito della sua agenzia di procuratori le prime parole da nuovo giocatore del club parigino:
“Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Si può dire ufficialmente che sarò un giocatore del Paris Saint Germain, anche se devo ancora fare le visite mediche e risolvere i dettagli. Il Psg mi ha illustrato il progetto sportivo e mi è piaciuto molto. Sono molto contento e non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura. I miei obiettivi per questa stagione? Vincere il campionato col Psg e la coppa. In particolare darò il mio meglio in ogni partita. Mi rende immensamente felice il fatto che abbiano puntato su di me”.
Certo, il passato non si dimentica:
“Ho tanti bei ricordi di Palermo e del Palermo. Voglio ringraziare i miei compagni, i dirigenti e soprattutto i tifosi. Sono felice ma nello stesso tempo ho un grande dolore nel cuore. A Palermo mi hanno dato tanto amore e mi hanno insegnato molto. Colgo l’occasione per ringraziarli, vorrei poterli abbracciare tutti. Come non posso dimenticare Talleres e Huracan. Chiedo scusa ai miei compagni di squadra per tutte le volte che ho sbagliato. L’Italia è e sarà sempre la mia seconda casa. Sono profondamente grato a tutti. Non ho mai vissuto niente di simile, mi dispiace solo di non essere stato in grado di dare di più al Palermo. Ora voglio solo iniziare ad allenarmi duramente per essere pronto e in grado di giocare al più presto. Farò del mio meglio”.

Marco Materazzi si è raccontato in un lunga intervista pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport, l’ormai ex difensore nerazzurro ha ripercorso i dieci anni vissuti all’Inter. Un periodo lunghissimo fatto di grandi gioie e qualche delusione, alla fine però il bilancio è comunque positivo e nella sua bacheca personale può vantare quasi tutti i trofei compreso il Mondiale tedesco e la Champions League vinta con Mourinho. Materazzi adesso è senza squadra, gli piacerebbe continuare a giocare per un anno ancora e aspetta un’offerta allettante, altrimenti per lui è pronto un posto nel settore tecnico delle giovanili nerazzurre.
Il suo addio è arrivato un po’ come un fulmine a ciel sereno, quando alla scadenza del contratto mancava ancora un anno. Principale responsabile di questa decisione l’ex allenatore nerazzurro Leonardo che di fatto lo ha scaricato, per lui Matrix non ha certo parole gentili e parla apertamente di tradimento:
“Alla fine della scorsa stagione mi è stato detto che non rientravo più nei piani del vecchio allenatore, che fosse stato per lui non avrei fatto parte neanche della lista Champions: una specie di ‘minaccia’, ma il motivo vero non lo conosco”.
Il brasiliano lo ha definito “impegnativo”, quasi scomodo, Materazzi però nega di essersi mai lamentato delle tante panchine e se c’è una cosa che può rimproverare al tecnico è la mancanza di chiarezza, dote che di sicuro non mancava a Mourinho:
“Pare che io sia stato definito ‘impegnativo’. Non può essere perché sono uno che se non gioca si incazza: non ho mai, neanche una volta, fatto casino per non aver giocato, perché arrivato ad un certo punto avevo accettato il fatto che una o 50 partite non mi avrebbero cambiato la vita: essere affrontato guardandomi negli occhi invece sì, me la cambia. Il vecchio allenatore diceva sempre che io davo tutto, in campo e fuori, no? Bene: senza fare casino e senza incazzarmi, ho fatto notare che nonostante questo alla fine non avevo giocato neanche la ‘mia’ Coppa Italia. E che forse con un po’ di turnover in più l’Inter avrebbe fatto ancora meglio. Mica turn over solo pro Materazzi: pro tutti quelli che, se erano all’Inter, evidentemente erano da Inter”.
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Il Qatar, nella persona di Tamim bin Hamad Al Thani (a capo del QIA, Qatar Investment Autorithy), sbarca a Parigi e sono scintille. Se un altro Al Thani, tale Abdullah, si è preso il Malaga ma non sta riuscendo a farlo decollare (ma tempo al tempo), dalle parti della Tour Eiffel si pensa in grande, sin da subito. Il primo indizio? Di punto in bianco Leonardo ha salutato l’Inter di Moratti: troppo allettante tornare nella città e nella squadra che lo lanciò in Europa quale calciatore (ma era stato già al Valencia), dietro a una scrivania ma con un bel gruzzolo da spendere per arrivare ai vertici del calcio mondiale. E in fondo il PSG non è una squadretta da niente: a parte la città in cui si trova, Parigi, città tra le più belle al mondo, questo club ha vinto due campionati francesi, una dozzina di coppe e coppette nazionali, ma anche una Coppa delle Coppe (con finale l’anno successivo contro il Barça di Ronaldo) e un Intertoto (vabè, fa curriculum - contro il Brescia tra l’altro).
Insomma, i presupposti ci sono tutti per investire, divertirsi e avere un ritorno di immagine: primo colpo, come detto, il buon vecchio Leonardo, seconda mossa Carletto Ancelotti (per buona pace di Antoine Kombouaré, l’allenatore di fatto dei parigini con un contratto fino al 2013). E convincere il disoccupato più ricco di Reggiolo non sarà difficile: basterà fargli attraversare la Manica, dargli la guida dei migliori ristoranti della Ville Lumiere e coinvolgerlo nell’allestimento di una squadra che punterà a vincere, prima in Francia e poi in Europa. E così si aprirà l’era degli italiani di Francia: in passato ricordiamo Marco Simone proprio al PSG, ma anche Di Vaio e Vieri al Monaco, oltre a Guidolin, alla guida sempre dei monegaschi. Il prossimo potrà essere invece Marco Borriello: primo tassello di una campagna acquisti che si preannuncia pepata. O, se non altro, volenterosa.
La parola d’ordine di Al Thani è: rivoluzione. Leonardo, avvistato in Qatar proprio per prendere appunti in questo senso, s’è studiato per benino la rosa della squadra e alla fine pare non ci sia nessun inamovibile. Alt, fermi tutti, tre ci sono: ovviamente l’enfant prodige del calcio francese, il difensore classe ‘90 Mamadou Sakho (già capitano della squadra con più di 150 presenze, oltre a sette gettoni anche in Nazionale maggiore), il centrocampista Clément Chantome (un ‘87 con all’attivo già 200 presenze in maglia rossoblu) e l’esterno alto Nené, non più giovanissimo ma sempre prezioso. Per il resto tutti sulla graticola, e una volta ufficializzato l’arrivo sia di Leonardo che di Ancelotti, allora si farà sul serio: i nomi per il momento sono pochi; oltre a Borriello si pensa a un ritorno in patria di Menez, mentre tra i giocatori di Ligue 1 piacciono Dimitri Payet e Blaise Matouidi. Ovvio che le idee siano poche e confuse: il 30 giugno però la squadra inizia la preparazione estiva, altri 12 giorni e avremo un quadro più chiaro della situazione.

Secondo fonti argentine Marcelo Bielsa, candidato alla successione di Leonardo sulla panchina dell’Inter, avrebbe rifiutato l’offerta di Massimo Moratti. “In meno di un mese ha rifiutato tre offerte per allenare in Europa. L’ultimo a ricevere una risposta negativa è stato Moratti, presidente dell’Inter, che cerca il sostituto di Leonardo”. Così scrive il quotidiano argentino “La Nacion” che conferma il no del “Loco” ai nerazzurri. L’ex ct di Argentina e Cile aveva già rifiutato le proposte di Siviglia e Real Sociedad.
Ma ci sarebbe una quarta società pronta a presentare la propria offerta a Bielsa, l’Athletic Bilbao che vuole affidargli anche la gestione del settore giovanile del club basco. Forse il tecnico, che non allena un club dal ‘98, avrebbe chiesto tempo per decidere e a questo punto la situazione si fa più intricata per l’Inter. Questione Leonardo: in Francia sono sicuri, l’annuncio potrebbe arrivare nelle prossime ore o al massimo nel fine settimana, come scrive Le Parisien che spiega come sia in dirittura d’arrivo l’approdo parigino del brasiliano al Psg. A Leonardo verrebbero affidati pieni poteri in qualità di direttore generale o di direttore sportivo.
Per Moratti, nel caso in cui si arenasse la trattativa con Bielsa, le alternative secondo la Gazzetta, si ridurrebbero a Hiddink o al portoghese Villas Boas (molto complicate da mettere in porto entrambi), mentre, gli italiani papabili sono Ancelotti, Ranieri, Gasperini o Delio Rossi. Nel frattempo Eto’o, da un tv del Camerun, avverte:
“Ho ricevuto diverse offerte, e le valuterò durante le vacanze. Ho un mese per valutarle tutte e decidere cosa fare. Ho 30 anni, e devo pensare attentamente prima di prendere una decisione sul mio ultimo contratto. È vero che ho sempre sognato di giocare in Inghilterra”.