
Il Qatar, nella persona di Tamim bin Hamad Al Thani (a capo del QIA, Qatar Investment Autorithy), sbarca a Parigi e sono scintille. Se un altro Al Thani, tale Abdullah, si è preso il Malaga ma non sta riuscendo a farlo decollare (ma tempo al tempo), dalle parti della Tour Eiffel si pensa in grande, sin da subito. Il primo indizio? Di punto in bianco Leonardo ha salutato l’Inter di Moratti: troppo allettante tornare nella città e nella squadra che lo lanciò in Europa quale calciatore (ma era stato già al Valencia), dietro a una scrivania ma con un bel gruzzolo da spendere per arrivare ai vertici del calcio mondiale. E in fondo il PSG non è una squadretta da niente: a parte la città in cui si trova, Parigi, città tra le più belle al mondo, questo club ha vinto due campionati francesi, una dozzina di coppe e coppette nazionali, ma anche una Coppa delle Coppe (con finale l’anno successivo contro il Barça di Ronaldo) e un Intertoto (vabè, fa curriculum - contro il Brescia tra l’altro).
Insomma, i presupposti ci sono tutti per investire, divertirsi e avere un ritorno di immagine: primo colpo, come detto, il buon vecchio Leonardo, seconda mossa Carletto Ancelotti (per buona pace di Antoine Kombouaré, l’allenatore di fatto dei parigini con un contratto fino al 2013). E convincere il disoccupato più ricco di Reggiolo non sarà difficile: basterà fargli attraversare la Manica, dargli la guida dei migliori ristoranti della Ville Lumiere e coinvolgerlo nell’allestimento di una squadra che punterà a vincere, prima in Francia e poi in Europa. E così si aprirà l’era degli italiani di Francia: in passato ricordiamo Marco Simone proprio al PSG, ma anche Di Vaio e Vieri al Monaco, oltre a Guidolin, alla guida sempre dei monegaschi. Il prossimo potrà essere invece Marco Borriello: primo tassello di una campagna acquisti che si preannuncia pepata. O, se non altro, volenterosa.
La parola d’ordine di Al Thani è: rivoluzione. Leonardo, avvistato in Qatar proprio per prendere appunti in questo senso, s’è studiato per benino la rosa della squadra e alla fine pare non ci sia nessun inamovibile. Alt, fermi tutti, tre ci sono: ovviamente l’enfant prodige del calcio francese, il difensore classe ‘90 Mamadou Sakho (già capitano della squadra con più di 150 presenze, oltre a sette gettoni anche in Nazionale maggiore), il centrocampista Clément Chantome (un ‘87 con all’attivo già 200 presenze in maglia rossoblu) e l’esterno alto Nené, non più giovanissimo ma sempre prezioso. Per il resto tutti sulla graticola, e una volta ufficializzato l’arrivo sia di Leonardo che di Ancelotti, allora si farà sul serio: i nomi per il momento sono pochi; oltre a Borriello si pensa a un ritorno in patria di Menez, mentre tra i giocatori di Ligue 1 piacciono Dimitri Payet e Blaise Matouidi. Ovvio che le idee siano poche e confuse: il 30 giugno però la squadra inizia la preparazione estiva, altri 12 giorni e avremo un quadro più chiaro della situazione.

Secondo fonti argentine Marcelo Bielsa, candidato alla successione di Leonardo sulla panchina dell’Inter, avrebbe rifiutato l’offerta di Massimo Moratti. “In meno di un mese ha rifiutato tre offerte per allenare in Europa. L’ultimo a ricevere una risposta negativa è stato Moratti, presidente dell’Inter, che cerca il sostituto di Leonardo”. Così scrive il quotidiano argentino “La Nacion” che conferma il no del “Loco” ai nerazzurri. L’ex ct di Argentina e Cile aveva già rifiutato le proposte di Siviglia e Real Sociedad.
Ma ci sarebbe una quarta società pronta a presentare la propria offerta a Bielsa, l’Athletic Bilbao che vuole affidargli anche la gestione del settore giovanile del club basco. Forse il tecnico, che non allena un club dal ‘98, avrebbe chiesto tempo per decidere e a questo punto la situazione si fa più intricata per l’Inter. Questione Leonardo: in Francia sono sicuri, l’annuncio potrebbe arrivare nelle prossime ore o al massimo nel fine settimana, come scrive Le Parisien che spiega come sia in dirittura d’arrivo l’approdo parigino del brasiliano al Psg. A Leonardo verrebbero affidati pieni poteri in qualità di direttore generale o di direttore sportivo.
Per Moratti, nel caso in cui si arenasse la trattativa con Bielsa, le alternative secondo la Gazzetta, si ridurrebbero a Hiddink o al portoghese Villas Boas (molto complicate da mettere in porto entrambi), mentre, gli italiani papabili sono Ancelotti, Ranieri, Gasperini o Delio Rossi. Nel frattempo Eto’o, da un tv del Camerun, avverte:
“Ho ricevuto diverse offerte, e le valuterò durante le vacanze. Ho un mese per valutarle tutte e decidere cosa fare. Ho 30 anni, e devo pensare attentamente prima di prendere una decisione sul mio ultimo contratto. È vero che ho sempre sognato di giocare in Inghilterra”.

Leonardo lontano dall’Inter? Fino a due giorni fa pareva fantascienza, oggi sono più le probabilità che il brasiliano si accasi al Paris Saint Germain che rimanga sulla panchina dei nerazzurri. Eh già, perché le velleità di Araujo non sono mai state quelle di allenare, ma a lui piace scovare talenti, fare il mercato, dirigere un club, e i parigini della nuova proprietà qatariota gli consentirebbe di avere grandi ambizioni. Oltre che la possibilità di tornare nell’amata Parigi, città ai margini del calcio che conta da almeno 15 anni, città che lui stesso visse da giocatore quando era il fantasista proprio del club parigino. Si parla di 150 milioni da spendere nei primi tre anni, non una grande somma, abbastanza per fare un progetto e iniziare a vincere in Francia.
Ma se Massimo Moratti ieri aveva smentito la “bomba” messa lì dalla Gazzetta dello Sport, il petroliere oggi apre alla possibilità di un divorzio consensuale col sudamericano, almeno a sentire le sue parole odierne: “Leonardo ha una grande opportunità, cercheremo una soluzione che accontenti lui e la società. Ha fatto l’allenatore con tanta buona volontà e passione, ma non è certo la sua aspirazione per il futuro. Conviene che segua la sua aspirazione e che noi cerchiamo un nuovo allenatore. Spiazzato? Non è stata una brutta sorpresa, mi aveva già avvertito per tempo. È stato correttissimo. Comunque può anche darsi che Leonardo cambi idea e che così facciamo anche noi“.
E allora trovano riscontro anche le voci di un Marcelo Bielsa vicino a diventare il nuovo allenatore dell’Inter. D’altra parte gli indizi che portano al Loco argentino sono più di uno: il fatto che già il suo nome era spuntato dopo la volontà di rompere con Benitez nel dicembre scorso, i suoi trascorsi alla guida della Seleccion con alcuni giocatori di spicco della rosa nerazzurra (da Zanetti a Cambiasso, fino a Samuel, ma non dimentichiamoci di Milito), la sua eccentricità che spesso ha combaciato con un calcio frizzante e senza eguali. A Moratti infatti stuzzica il 3-3-1-3 di bielsana memoria, col quale ha stupito il mondo con l’Argentina (ma dopo l’esperienza sfortunata in Giappone e Corea) e col Cile. Ancora Moratti sull’eventualità: “Credo ci sia stato un primo contatto con Bielsa, anche se non mio“. Attendiamo sviluppi.

La Gazzetta dello Sport arrivata nelle edicole oggi svela, con tanto di titolone in prima pagina, un retroscena che se confermato potrebbe cambiare il futuro dell’Inter. Secondo il quotidiano sportivo nel fine settimana Massimo Moratti ha contattato telefonicamente Marcelo Bielsa per sondare la sua disponibilità a sedere sulla panchina nerazzurra. Non è dato sapere se questo è destinato ad accadere e soprattutto non è possibile stabilire se l’interesse della milanese sia riferito alla stagione che sta per cominciare o al futuro meno prossimo. Secondo la Gazzetta il presidente avrebbe prima telefonato al suo capitano, Javier Zanetti, per interrogarlo sulle qualità dell’allenatore argentino conosciuto in occasione dei mondiali del 2002, poi avrebbe raggiunto, sempre telefonicamente, il diretto interessato.
Leonardo, nonostante il tanto sbandierato ottimo rapporto con Moratti, si troverebbe così ad essere scaricato. In realtà altre fonti rivelano come sia lo stesso brasiliano che potrebbe pensare al benservito, pare infatti che abbia avuto dei contatti con il Paris Saint Germain per un ruolo da dirigente. Il club parigino è appena stato rilevato da un fondo d’investimento del Qatar, i contatti tra gli arabi e l’attuale tecnico dell’Inter ci sarebbero già stati ed è attesa una risposta da Leonardo a breve. Quindi l’Inter si sarebbe trovata costretta a cercare un nuovo allenatore e la scelta sarebbe ricaduta su Bielsa, che ha incantato negli ultimi mondiali con il Cile, grazie ad un gioco aggressivo e spettacolare, capace di esaltare in particolar modo proprio quell’Alexis Sanchez che è da tempo nel mirino nerazzurro.
Come spiega la Gazzetta dello Sport, non sarebbe la prima volta che il nome dell’argentino stuzzichi la fantasia dell’Inter, era stato già preso in considerazione come possibile sostituto di Benitez, poi all’ultimo momento si decise di virare su Leonardo. A tutte queste voci non è possibile dare una conferma, anzi, proprio Moratti questa mattina ha commentato il titolone del quotidiano milanese all’ingresso dei suoi uffici. Il patron interista ha smentito tutto di fronte ai tanti giornalisti che volevano saperne qualcosa in più su questa vicenda:
“Leonardo è un ottimo allenatore, non c’è stato alcun contatto con Bielsa, smentisco su tutta la linea, non c’è stata nessuna telefonata”.
Il sasso è stato lanciato nello stagno, se sono invenzioni giornalistiche oppure no lo scopriremo nei prossimi giorni, per il momento l’unico dato certo è la smentita di Moratti. Il calciomercato è così, le voci che ogni giorno si inseguono sono tante, solo alcune sono destinate a diventare reali, ma il bello a volte è proprio questo.

Bellissima finale quella giocata ieri sera tra Inter e Palermo: nella bellissima cornice dell’Olimpico di Roma, alla fine i nerazzurri hanno conquistato la loro settima Coppa Italia, assicurandosi anche un succulento derby in quel di Pechino il prossimo 6 agosto per la Supercoppa Italiana. Furioso e poco diplomatico il numero uno dei rosanero Maurizio Zamparini, soddisfatti invece i protagonisti dell’ennesimo successo interista; partiamo dal presidente Massimo Moratti:
“Mini-triplete un cavolo. Una delle tre vittorie di quest’anno è il campionato del mondo, lo voglio ricordare: io firmo tutti gli anni, per un triplete così… Il Palermo ha giocato bene, è stata una finale stupenda, faccio i complimenti alla squadra rosanero. Non era facile superarli, hanno mostrato una difesa molto forte”.
Primo titolo da allenatore per Leonardo, anch’egli visibilmente felice:
“E’ un’enorme soddisfazione al termine di un’annata diversa, con tanti cambiamenti. Sono successe tante cose. Chiudere l’ultima partita con Materazzi e Zanetti che alzano i due trofei è davvero una cosa bella. Palermitani e interisti sono stati straordinari, hanno riempito l’Olimpico. Vincere è la cosa più bella. Cosa serve a questa squadra per il futuro? La stessa voglia di vincere. E questo gruppo ce l’ha sempre. Portiamo a casa un grande risultato. Con i tre titoli abbiamo mostrato una continuità che poche altre squadre hanno”.
E nell’euforia generale Samuel Eto’o e Diego Milito hanno giurato fedeltà all’Inter, mentre Javier Zanetti alla 1003esima partita da professionista ha alzato al cielo ancora un coppa: “L’Inter è la mia famiglia, sono troppo innamorato dell’Inter. Queste gioie non si dimenticano. Ho giocato tantissime partite con questa maglia, voglio farlo ancora per dimostrare di essere utile. Questa vittoria è la dimostrazione che non siamo stanchi di vincere, questo è il nostro terzo trofeo stagionale“. Singolare, infine, il ragionamento di Marco Materazzi: “Abbiamo vinto nello stadio dove ha vinto il Milan, almeno l’abbiamo ripulito con un po’ del nostro orgoglio“.
Per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia va all’Inter che ha battuto 3-1 il Palermo allo Stadio Olimpico di Roma. Straordinario il colpo d’occhio ad inizio partita con gli spalti per tre quarti colorati di rosanero. Non è bastata però la spinta del pubblico ed una buona prestazione ai palermitani per portare a casa la prima Coppa Italia della loro storia. La squadra di Delio Rossi avrebbe potuto anche vincere questa partita ma ha sprecato troppo sotto porta mentre l’Inter, soprattutto grazie ad uno scatenato Eto’o autore dei primi due gol, ha capitalizzato al meglio le occasioni avute.
Il numero nove dell’Inter anche in questa partita, come in tutto il resto della stagione, ha letteralmente trascinato i suoi compagni alla vittoria raggiungendo quota 37 gol stagionali, suo nuovo record personale tra Spagna ed Italia. All’inizio della partita sono stati i rosanero ad imporre il proprio ritmo con Hernandez che dopo una manciata di minuti ha colpito l’esterno della rete da buona posizione. Anche la seconda occasione è per i siciliani ma sul più bello Pastore si è allungato troppo la palla permettendo a Julio Cesar di uscire in presa bassa.
Al 26′ minuto Sneijder lancia Eto’o in profondità che controlla, entra in area ed infila Sirigu con un bellissimo diagonale. Il Palermo non ci sta e va vicino al gol ancora con un tiro di Hernandez deviato da Chivu sul quale Julio Cesar è costretto ad impegnarsi per opporsi efficacemente. Anche nella ripresa il copione è sempre lo stesso con il Palermo che attacca ed impegna il portiere nerazzurro due volte con Balzaretti ed una con Miccoli ed Hernandez. Esattamente come nel primo tempo il gol arriva da una combinazione tra Eto’o e Sneijder con l’olandese che ruba palla a centrocampo e lancia in verticale il bomber interista che ancora una volta in diagonale beffa Sirigu.





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Le voci di mercato volevano Andrea Pirlo già con un piede a Torino, addirittura erano circolati i primi dettagli relativi al contratto che lo avrebbe legato ai colori bianconeri. Secondo il diretto interessato non c’è invece niente di vero, il giocatore del Milan ha parlato del suo futuro in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera, smentendo di fatto tutto quello che è stato detto negli scorsi giorni. Di sicuro non c’è niente, se non la sua disponibilità a proseguire l’avventura con i nuovi campioni d’Italia:
“Com’è la mia situazione contrattuale? Non lo so. In questi giorni parlerò con Galliani e poi decideremo. Per fare le cose bisogna essere in due. Se ci sono i presupposti, se loro sono contenti, io sono contento di rimanere. Al Milan farei altri dieci anni. Ora che hanno fatto tutte le loro cose, è giusto che ci facciano sapere quali intenzioni hanno. Ognuno poi è libero di fare le proprie scelte. Se non ci sarà più spazio per noi della vecchia guardia, nessun problema. Non ha senso rimanere qui a tutti i costi”.
Il centrocampista ci tiene però a mettere in chiaro un aspetto e cioè che non si sente affatto un calciatore avviato verso il tramonto, non potrebbe essere altrimenti visto che ha appena 32 anni:
“Vengo considerato uno della vecchia guardia ma ho due o tre anni in meno degli altri che hanno il contratto in scadenza. Mi sento ancora giovane, mi sento di fare altri 3-4 anni ad alto livello. Sono sicuro di quello che dico. Per questo un solo anno in più di contratto non avrebbe senso”.
Pirlo etichetta come false tutte le notizie che lo vogliono ormai un giocatore della Juve, non c’è stato nessun contatto con i bianconeri, anche perché altrimenti non avrebbe senso parlare di incontri con il Milan per discutere il suo rinnovo. Allo stesso tempo però non chiude le porte ad un eventuale trasferimento, a Milano è stato bene ma se non dovesse trovare spazio cambierebbe aria senza timore:
“Traditore se andassi alla Juve? E perché? A volte i matrimoni finiscono e in questo caso non sarebbe colpa di nessuno. Io mi sono sempre comportato bene, perché dovrei essere un traditore? Io al Milan sto benone. Mi dispiacerebbe andarmene dopo tanti anni. Dieci anni sono tanti, però non posso rimanere senza giocare, quindi se il Milan non mi rinnova il contratto dovrò andare da qualche altra parte. All’Inter però non credo tornerei, anche per una forma di rispetto nei confronti dei milanisti. E poi che accoglienza riceverei? Meglio evitare. Però non ci sarebbe niente di male”.
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Ai microfoni della Rai Leonardo, dopo una partita tirata, si rilassa e si complimenta con i suoi giocatori per la finale di Coppa Italia conquistata ai danni della Roma (si giocherà il 29 maggio):
“Questa squadra ha fatto qualcosa di enorme, questa stagione. E la finale di Coppa Italia è il coronamento. Quest’anno siamo stati molto penalizzati dagli infortuni, ma la squadra ha fatto sempre enormi sforzi. Passare soffrendo con la Roma ci sta, è una semifinale con un avversario di spessore. Ora dicono che penso alla difesa? Ma guardate un po’ voi….Ma io scherzo, perché sono brasiliano e penso sempre ad attaccare. Non ho rimpianti. Il rapporto con Moratti è sempre stato ottimo, dopo la mia scelta difficile di venire qui dal Milan”.
Il brasiliano parla anche dei cori offensivi contro di lui da parte degli ultras del Milan, a Roma nel giorno scudetto, guidati da Gattuso. “Ho chiesto semplicemente due cose. Di sapere le verità che Gattuso dice di voler raccontare, e di sapere cosa ne pensava il Milan, la mia vecchia società. Dal primo non ho avuto risposta, dal club una risposta c’è stata. Ho letto, e meglio il silenzio. Che devo dire, ciascuno ha il suo stile…”. Vincenzo Montella è ovviamente rammaricato:




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“Leo ci è rimasto davvero molto male. Questo episodio rappresenta il giocatore Gattuso e non la società Milan, che credo prenderà provvedimenti. Sono comunque eccessi che in tale contesto possono verificarsi, del resto ai rossoneri non capitava da molto fare festa”. La reazione di Massimo Moratti al coro fatto da Gattuso durante i festeggiamenti per lo scudetto milanista è eloquente. Il tecnico interista, dal canto suo, risponde con un comunicato apparso sul sito dell’Inter:
“Gattuso, il giorno in cui ho preso la decisione di lasciare il Milan, si è rivolto a me dicendomi che almeno ero stato coerente nella mia scelta. Oggi, invece, su molti quotidiani ho letto che desidera ancora raccontare le sue verità. Mi piacerebbe, quindi, proprio sapere quali sarebbero le cose che avrebbe ancora da dire visto che, nè telefonicamente nè di persona, è stato mai possibile. Inoltre mi farebbe piacere anche conoscere la posizione ufficiale della società AC Milan in merito a quanto accaduto”.
Adriano Galliani getta acqua sul fuoco: “Credo che Rino sia stato trasportato dall’atmosfera e dai tifosi. E’ una cosa che non va bene, ma non drammatizzerei. Io comunque a Leonardo voglio bene e non mi va di dire altro“. Ma intanto il procuratore federale della Figc, Stefano Palazzi, ha aperto un fascicolo su Gennaro Gattuso. Il procuratore acquisirà le immagini televisive e successivamente valuterà se procedere o meno nei confronti del milanista.




Sabato sera, qualche minuto dopo la conquista matematica dello Scudetto da parte del Milan, Rino Gattuso e Ignazio Abate cavalcioni sulle protezioni di plexiglas del settore ospiti dello stadio Olimpico di Roma scandisce il coro preferito dai tifosi rossoneri da gennaio a questa parte: “Leonardo uomo di merda“. L’allenatore dell’Inter, l’ex giocatore, dirigente e tecnico del Milan, è il bersaglio preferito dei tifosi delusi dal “tradimento” di quello che era stato sempre considerato un simbolo della società guidata da Silvio Berlusconi.
Una caduta di stile, qualcosa che ricorda il famoso striscione esposto da Ambrosini dopo la conquista della Champions League 2007, e che non rende certamente onore a Gattuso e ad Abate. Il secondo poi, in particolare, almeno stando a quanto si può percepire dall’esterno non fu certo ostracizzato da Leonardo che anzi gli diede grande fiducia nel ruolo di terzino destro (nonostante prestazioni qualitativamente peggiori rispetto a quelle offerte nell’annata con Allegri).
“Ringhio” Gattuso, al contrario, non ha mai amato l’allenatore brasiliano con il quale ha vissuto un rapporto a dir poco burrascoso nella scorsa stagione. La vittoria dello Scudetto, tanto più conquistata sull’Inter di Leo che ha provato a rovinare la festa con una rimonta poi fallita, ha evidentemente tirato fuori dal giocatore rossonero un astio mai sopito già intellegibile dalle sue dichiarazioni post-scudetto. Il video, registrato e diffuso su YouTube da un tifoso presente allo stadio, rischia di dare uno stop al clima di affettato fair play fra Inter e Milan con il presidente Moratti che si è complimentato con Galliani, salvo poi replicare con una battuta provocatoria a Berlusconi che aveva parlato di “uno scudetto a testa”. Leonardo, già nel mirino di giocatori e tifosi durante il derby perso ad aprile, risponderà a Gattuso in conferenza stampa?



