
Succede che il cittadino Luciano Moggi vada allo stadio a vedersi una partita di calcio, ed è subito notizia. L’ex dirigente di Torino, Napoli e Juve sabato pomeriggio se ne stava nella tribuna vip dell’Olimpico di Torino a vedere i granata contro il Frosinone: non vincevano da 50 giorni tra le mura amiche, la presenza dell’amuleto Moggi evidentemente ha portato fortuna. Tripletta di Rolando Bianchi e ciociari ko, con la zona A ora più vicina (grazie anche al successo di sette giorni prima contro il Padova). Il controverso direttore sportivo gran protagonista di Calciopoli era con amici e con alcuni rappresentati del quotidiano Libero, su cui scrive ormai puntualmente da qualche tempo.
Urbano Cairo, che due settimane fa annunciò che avrebbe voluto vendere il Toro, era poco distante e non ha battuto ciglio alla presenza dell’antico rivale juventino; anzi, c’è chi vocifera che Moggi fosse lì non a caso, ma perché interessato proprio alla squadra torinese. In ogni modo la presenza dell’ex dirigente toscano non è passata inosservata per il popolo torinista e così nella ripresa dalla Maratona si sono levati cori contro di lui, oltre che contro i cugini della Juve. Moggi ha poi lasciato l’Olimpico prima della fine, un po’ per evitare problemi al defluire di tutti i tifosi, un po’ per non perdersi il fischio d’inizio di Fiorentina - Juve (che avrebbe ovviamente visto in televisione).
Continua a leggere: Luciano Moggi il tifoso: due volte all'Olimpico di Torino in una settimana

Superstizione, ignoranza, vecchie credenze oppure è il caso di rispolverare una vecchia frase: non ci credo però non si sa mai. Questa è la strana storia di un gatto nero che soggiornava al centro sportivo “Angelo Moratti”, quartier generale dell’Inter, e di Luis Figo. La “favola” è stata raccolta e pubblicata ieri dal giornale “Libero” di Vittorio Feltri, interista doc. Oggi sono scattate le proteste del gruppo “100% ambientalisti” che hanno manifestato il dissenso con alcuni cartelli. (Fotogallery della protesta)
Ma andiamo per grandi e leggiamo alcuni stralci del pungente racconto del direttore:
“Vi racconto una storia che sembra una favola (triste) e invece è accaduta davvero. C’era una volta un bellissimo gatto nero. Viveva ad Appiano Gentile. Gli piaceva sdraiarsi sull’erba dei prati frequentati dai calciatori dell’Inter in allenamento. Loro giocavano, lui prendeva il sole e di tanto in tanto osservava con distacco felino quei matti in braghette che rincorrevano il pallone. Non aveva mai fatto del male a nessuno. Dormicchiava, sbadigliava, con la zampetta lavava il mantello nero. I suoi guai sono cominciati quando qualcuno lo ha notato ai bordi del campo: oddio un gatto nero! Siamo nel Terzo Millennio, le streghe sono state tutte bruciate alcuni secoli fa, ma esistono ancora degli imbecilli capaci di credere negli effetti malefici di un micetto scuro.
E il nostro micetto scuro come il buio e dolce come il miele è stato preso di mira da un paio di calciatori: ecco, è lui l’untore, ci porta sfiga. Il povero gatto non ha più avuto pace. Veniva scacciato. Lo inseguivano forse per rifilargli una pedata al posto del pallone.”
Continua a leggere: Inter, la tanta sfiga passata? Il gatto nero e Figo

Non avranno fatto piacere a Moratti e alla società neroazzurra le dichiarazioni fatte da Zlatan Ibrahimovic al quotidiano ‘Libero’.
L’argomento è stato in particolare il rinnovo del contratto dello svedese. Di fronte infatti alle offerte straniere, e in particolare del Real Madrid che offrirebbe a Ibrahimovic 7,5 mln a stagione pur di vederlo al Bernabeu, lo stesso attaccante ex Juve ha chiesto all’Inter un adeguamento nell’ingaggio.
Continua a leggere: Ibrahimovic: magari ci fosse ancora Moggi!