Un altro 1-1 per il Milan nell’Emirates Cup, questa volta contro il Lione. La sfida si decide nella ripresa. Borriello porta in vantaggio i rossoneri, sfruttando un assist del giovane Verdi. Il pareggio dei francesi arriva al 79′ con Briand che sfrutta un indecisione di Oddo e insacca di testa. Allegri è soddisfatto anche di questo pareggio, ottenuto con una squadra più avanti nella preparazione e con molti titolari fuori.
MILAN: Amelia; Oddo, Papstathopoulos (62′ Yepes), Bonera, Zambrotta (68′ Antonini); Strasser, Seedorf, Flamini (46′ Gattuso); Merkel (80′ Novinic), Borriello (77′ Beretta), Verdi (58′ Pato)
LIONE: Loris; Gassama (60′ Reveiller), Cris, Cissokho; Gonalons, Pjanic, Bastos (46′ Pied), Toulalan, Ederson (80′ Kallstrom); Briand (90′ Tafer), Gomis (64′ Lacazette, 85′ Novillo)
MARCATORI: 55′ Borriello (M); 79′ Briand (L)
AMMONITO: 39′ Sokratis (M)

Non è la prima volta quest’estate che Diego Ribas Da Cunha deve smentire voci che lo vogliono lontano dalla Juventus. Il giocatore in più di un’occasione ha ribadito di essere contento della scelta fatta l’estate scorso e di volere a tutti i costi ripagare la società bianconera della fiducia in lui riposta. L’ultima illazione circa il suo futuro arriva come al solito della Germania, la Bild ha riportato oggi le parole di Christian Nerlinger, direttore tecnico del Bayern Monaco: il dirigente bavarese ha dichiarato che in queste settimane otto procuratori diversi hanno offerto altrettante volte il brasiliano al suo club.
Diego ha deciso di smentire categoricamente queste voci attraverso le pagine del suo sito ufficiale, il giocatore ha confermato l’interesse espresso dal Bayern nei suoi confronti un anno fa, alla fine però la sua scelta è ricaduta sull’Italia e sulla Juventus, ha poi ricordato che i suoi interessi sono curati dal padre e che quindi nessun altro ha la facoltà di trattare per lui:
“Come tutti sanno il mio impresario è mio padre. Se altri impresari mi stanno offrendo a altre squadre questo non riflette la realtà dei fatti. Io sto bene nella Juventus e voglio rimanere in questa squadra sino alla fine del mio contratto. Non capisco questa dichiarazione di Nerlinger, un giocatore del mio livello non si offre a nessuna squadra, ma piuttosto sono le squadre interessate a cercarmi e discutere con me e con mio padre. Cosa che il Bayern fece l’anno passato attraverso Rummenigge e Hoeness“.
Continua a leggere: Diego smentisce la Bild: nessun interesse per il Bayern Monaco
Il colore principale della nuova maglia del Lione (Adidas) per la stagione 2010/2011 è il bianco con la tradizionale banda rouge et bleu, simbolo identitario del club, che da orizzontale torna nella parte sinistra della maglia e si presenta leggermente obliqua. Altra novità è costituita dai leoni rampanti, simbolo della città e del club, serigrafati all’interno della banda stessa. La vera novità della nuova maglia è la posizione della banda rouge et bleu: per la prima volta in diagonale. In passato era stata a V, verticale al centro, di lato o lungo i fianchi, larga o stretta, o come nella stagione scorsa orizzontale.
Il Wolfsburg, che vinse la Bundesliga nel 2009 e che cambiò sponsor tecnico proprio l’anno scorso passando da Nike ad Adidas, ha presentato la nuova maglia per la stagione 2010/2011. vincitori del titolo hanno cambiato sponsor tecnico proprio quest’anno, passando da Nike ad Adidas. La prima e la seconda maglia dei bianconverdi sono alquanto diverse dalla tendenza tradizionale del club tedesco.


Continua a leggere: Le Nuove Maglie di Lione e Wolfsburg 2010/2011
Aggiornamento: Il giocatore, tramite il suo blog ufficiale, ha smentito di aver rilasciato l’intervista e di essersi paragonato a Careca, dichiarando che domani si presenterà regolarmente al campo di allenamento della Fluminense.
Per la stampa transalpina sarebbe ormai in dirittura d’arrivo l’accordo tra la Fluminense e il Napoli per il passaggio dell’attaccante brasiliano Fred in maglia azzurra. Il giocatore, già protagonista qualche anno fa nel campionato francese con la maglia del Lione, sarebbe infatti ad un passo dal trasferimento alla corte di Mazzarri per la cifra di circa sette milioni di euro, tanto da aver dichiarato in un’intervista rilasciata alla tv inglese Sky Sports e riportata dal quoditiano sportivo d’Oltralpe L’Equipe:
Napoli è una grande piazza, dove ha giocato uno dei miei idoli: Careca. Spero di poterlo imitare e segnare tanti gol. Ho solo 26 anni, quindi sono sicuro di poter segnare tante reti in Italia.
Le foto dell’attaccante brasiliano Fred
Continua a leggere: Quasi fatta per Fred al Napoli. Lui: "Sarò il nuovo Careca" (Aggiornato)

Polemiche, indiscrezioni, gelosie e quant’altro: già in pochi scommettono sulla Francia alla vigilia dei Mondiali (anzi, in molti sostengono che i Bleus non passeranno neanche il primo turno), figurarsi se a questa scarsa fiducia di terzi si associa un clima a dir poco teso all’interno dello spogliatoio. Giocatori invisi ad altri, suggerimenti sottobanco dati al ct Raymond Domenech, idee confuse e una partecipazione in Sudafrica ottenuta con l’assist truffaldino di Thierry Henry, con la mano. Ma insomma, cosa succede in seno alla Nazionale transalpina? E’ presto detto: ci sono evidente crepe e spaccature all’interno dello spogliatoio, due sono i giocatori mal visti dal resto della ciurma e cioè Yoann Gourcuff e Sidney Govou.
Il primo è accusato di scarso impegno per l’economia generale della squadra, con Ribery che contro la Cina gli ha strappato la palla di mano per battere lui stesso una punizione che invece stava provvedendo a calciare il fantasista girondino. Non si parla più con Anelka e anche a livello di forma pare sottotono, con l’aggravante che per l’appunto si mette poco al servizio dei compagni sia in allenamento che in partita. Ma anche Govou ha iniziato a mettere il broncio dopo che i suoi colleghi hanno manifestato il piacere di vedere in campo Henry che nel tridente proposto da Domenech dovrebbe giocare proprio al posto del giocatore del Lione. Mentre a centrocampo lo “sponsorizzato” si chiama Abou Diaby.





Continua a leggere: Polveriera Francia: nei galletti poca armonia alla vigilia dell'esordio

Seppur Mourinho parli già da allenatore del Real Madrid, la fredda cronaca di informa che la trattativa per portare nella capitale spagnola lo Special One non è propriamente linearissima e le formalità sbandierate ieri da Florentino Perez sono, probabilmente, qualcosa di più (e ci mancherebbe, visto che si parla di milioni e milioni di euro). L’unica vera certezza è che Manuel Pellegrini non è più l’allenatore delle merengues; così oggi il tecnico cileno si è sfogato in una lunga intervista a Cadena Ser dove lancia frecciatine alla dirigenza madridista, con ovviamente Perez in testa, non lesinando anche qualche bordata al suo quasi certo successore, il già citato José Mourinho.
“Sono venuto qui con grandi speranze e con grande orgoglio per guidare questa squadra. Purtroppo, non sono riuscito a fare quello che volevo e ho avuto problemi sin dall’inizio della stagione. Ci sono state molte discussioni all’interno del club. Ho chiesto che Sneijder e Robben fossero trattenuti, perché li consideravo giocatori molto importanti. Ma non mi è stato consentito di dire la mia sulle istanze tecniche. Come ha detto Vicente Del Bosque (ex tecnico del Real, ndr) questo club non mostra rispetto per il ruolo dell’allenatore e non gli dà autorità né all’interno né all’esterno. Il progetto di Florentino Perez è straordinario ma io penso che stia facendo le mosse sbagliate” l’attacco frontale dell’ex Villarreal, che ha anche dichiarato di non vedere il suo Presidente da agosto.
Continua a leggere: Real Madrid, ora parla Pellegrini: "Un club dove l'allenatore non è rispettato"

La tripletta contro il Lione è stata forse la ciliegina sulla torta, vero è che Ivica Olic, lungo attaccante croato in forza al Bayern Monaco, può considerarsi all’apice della sua carriera. D’altra parte a 31 anni, dopo averla messa dentro più o meno sempre, ha raggiunto la completa maturazione e i sette gol in Champions, con annessa presenza nella finalissima di questa sera, rappresentano la conferma che il croato è diventato un centravanti di altissimo lignaggio. Ma in pochi sanno che Olic fu vicinissimo ad essere acquistato dall’Inter sul finire degli anni ‘90, quando da giovincello qual era fece un provino alla Pinetina e lo superò anche: poi però preferì non rischiare con un top team e virò sull’Hertha Berlino.
“Devo ammettere che io dell’Inter sono un grande tifoso. C’è un motivo molto particolare. Io sono stato un giocatore dell’Inter. Quando avevo 17 anni, sono stato in prova per una settimana alla Pinetina, nel ‘98. L’ allenatore era Gigi Simoni e in attacco c’ erano campioni come Ronaldo, il mio idolo, e Recoba. Io ero un ragazzino, giocavo in Croazia in seconda divisione, nel Marsonia. Ma feci bene negli allenamenti. Ho un bellissimo ricordo di quei giorni, una foto con Ronaldo con tanto di dedica e una maglia della partita amichevole che giocai contro l’ Iran, in coppia con Recoba: lui fece gol, io me ne mangiai uno. Simoni diede il via libera al mio acquisto. Mancavano solo alcune formalità, per firmare il contratto “verde”, da giovane di serie. Poi si fece avanti l’Hertha Berlino. Mazzola, che era il direttore sportivo, non voleva lasciarmi andare. Ma io avevo 17 anni e giudicai che fosse più utile e più logico per la mia crescita sportiva andare in un club medio, come l’ Hertha, dove avrei potuto giocare. All’Inter sarei stato chiuso dai tanti campioni. Mazzola fu un signore, un vero gentleman. Mi lasciò partire, ma disse questa frase, che non dimenticherò mai: Vai pure, ma se diventerai qualcuno, non ci dimenticheremo di te”.
Continua a leggere: Verso Inter - Bayern Monaco: Ivica Olic confessa di esser sempre stato interista
La 17enne aveva già parato tre rigori nella semifinale vinta contro le connazionali dell’FCR 2001 Duisburg. Stavolta ne para due, ne segna uno e festeggia quando Élodie Thomis calcio il 18esimo tiro della serata sulla traversa. Per il Potsdam, vincitore della UEFA Women’s Cup nel 2005, è il secondo successo europeo.
Il Lione fa subito vedere di non temere le campionesse europee del 2005 creando diverse opportunità per sbloccare il risultato nel primo tempo. Dopo 15 minuti, e con un difensore già ammonito per parte, Louisa Nécib calcia una splendida punizione dalla distanza che si stampa sulla traversa.




Il Bayern Monaco a poco più di due settimane dalla finalissima di Champions League che lo vedrà opposto all’Inter già scalda i motori della provocazione e della gazzarra verbale; i bavaresi, si sa, sono sfavoriti nella partita del Bernabeu (si giocherà di sabato) e così non avere Frank Ribery sarà ancora più preoccupante per il club tedesco. All’estroso laterale sono state inflitte tre giornate di squalifica dall’Uefa dopo il rosso diretto sventolatogli in faccia dall’arbitro italiano Roberto Rosetti dopo una brutta entrata del francese su Lisandro Lopez del Lione; fino ad ora tutti i ricorsi del Bayern non hanno avuto successo.
Così nelle scorse ore Uli Hoeness, ex calciatore e ad oggi presidente del Consiglio di sorveglianza del club, ha rilasciato piccanti dichiarazioni all’agenzia di stampa Sid: “Nell’Uefa ci sono troppi italiani che hanno degli interessi” ha buttato lì il buon Uli, che poi ha continuato con piglio e foga. “L’arbitro che ha espulso Ribery (Rosetti, ndr) era italiano, così come molte altre persone che svolgono ruoli importanti all’interno della stessa, mentre c’è soltanto un tedesco. In una situazione del genere abbiamo scarso sostegno morale“. Certo è che a ben vedere non ci vuole molto a controbattere le accuse del dirigente bavarese.
Le Foto dell’espulsione di Ribery




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L’Olympique Marsiglia, guidato in panchina dall’ex centrocampista ed allenatore della Juventus Didier Deschamps, si è laureato campione di Francia con due giornate d’anticipo. I biancocelesti, dopo un girone d’andata in sordina, sono stati protagonisti di uno straordinario finale di stagione con quattordici risultati utili consecutivi (undici vittorie e tre pareggi), aggiudicandosi il nono titolo della loro storia, ben diciotto anni dopo quello del 1992, conquistato sotto la guida del controverso Bernard Tapie, la cui caduta in disgrazia condannò poi il glorioso club all’onta della retrocessione in seconda divisione.
Nel match disputato ieri sera al Vélodrome, i provenzali hanno battuto il Rennes con il punteggio di 3-1, grazie alle reti messe a segno dall’argentino Heinze, da Niang e da Lucho Gonzalez, portando a sette i punti di vantaggio sulla coppia formata da Lille e Auxerre. Quest’ultimo, battuto 2-1 sul terreno del Lione, rischia ora di perdere anche uno degli altri due posti in Champions League, traguardo meritatissimo, vista la straordinaria stagione dei borgognoni, capaci di giocarsela alla pari con le grandi del calcio francese nonostante un organico nettamente inferiore.
La festa del Marsiglia campione di Francia
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