Highlights Barcellona - Real Sociedad 2-1 | Video Gol Liga Spagnola
4 Febbraio 2012 - Il Barcellona non perde (altro) terreno dal Real Madrid. La capolista della Liga Spagnola resta saldamente in testa avendo battuto il Getafe in trasferta, ma i catalani riescono quantomeno a non rendere il distacco definitivamente impossibile da recuperare. D’altra parte i problemi del Barca in campionato arrivano dal rendimento in trasferta, non certo quello al Camp Nou dove non perdono addirittura dall’11 settembre 2010. La Real Sociedad è comunque avversario ostico tenendo conto che nell’anno solare 2011 era riuscito a strappare ben 4 punti alla squadra di Guardiola, e in effetti la partita di stasera non si rivela semplicissima.
Il mister dei catalani sceglie una formazione fortemente rimaneggiata anche per scelta tecnica e lascia a Messi la responsabilità di cucire il gioco. L’argentino dopo 10 minuti svolge al meglio il suo compito servendo l’assist per il giovanissimo Tello che ripete un po’ la storia di Jacopo Sala dell’Amburgo, prima partita da titolare e primo gol in campionato. Anche l’infreddolito pubblico di Barcellona si aspetterebbe una goleada, invece Victor Valdes è costretto ad intervenire in un paio di occasioni molto pericolose prima che Messi trovi la rete del 2 a 0. Sembra fatta, ma appena 50 secondi dopo su una distrazione dell’inedita difesa catalana arriva il punto che accorcia le distanza firmato da Vela. Non basta alla Real Sociedad, il risultato rimane 2 a 1 e i tre punti vanno al Barca.

Un nuovo riconoscimento, l’ennesimo, per Lionel Messi. L’argentino fresco vincitore del Pallone d’Oro 2011, il terzo consecutivo per lui, è stato scelto per la copertina del primo numero di febbraio del settimanale statunitense ‘Time‘. E’ la prima volta in assoluto che un calciatore riceve questo onore, che è toccato a pochi altri sportivi del calibro di Tiger Woods, Michael Jordan e Muhammad Alì. In copertina ci sarà un suo primo piano con la scritta “King Leo” e Messi verrà descritto al pubblico americano come il “miglior giocatore del mondo” forse “il più forte di tutti i tempi“.
L’argentino era stato in lizza anche per la copertina di uomo dell’anno del 2011, che viene rivelato sul primo numero del mesi di dicembre, invece alla fine l’ambito “premio” non è andato ad una persona, bensì al “The Protester”, il contestatore, per celebrare la “rivoluzione del gelsomino” nei paesi del Maghreb ma anche il movimento mondiale degli Indignados che ha fatto occupazioni e manifestazioni per celebrare il dissenso contro l’economia e le scelte politiche mondiali. La rivista con in copertina Messi sarà in vendita in tutto il mondo a partire dal prossimo 29 gennaio.
Highlights Malaga - Barcellona 1-4 | Video Gol Liga Spagnola (Tripletta Messi)
22 Gennaio 2011 - Il Barcellona vince a Malaga offrendo una prestazione convincente e mettendo in mostra un Lionel Messi dall’impatto devastante. Il fenomeno argentino segna tre gol e spacca letteralmente in due la partita facendo la differenza contro gli andalusi ai quali non resta che festeggiare il gol della bandiera nel finale di Rondon dopo il Messi Show. Il Barca ci mette 33 minuti a sbloccare il punteggio, ma da lì in avanti diventa fin troppo facile dare palla al numero 10 e attendere che inventi la giocata giusta.
Alla festa catalana partecipa con un gol anche Alexis Sanchez, l’acquisto estivo che continua a dare il suo contributo, pur senza impressionare eccessivamente. Contornato com’è da fuoriclasse si può anche comprendere. Ad ogni modo il Barcellona deve accontentarsi di mantenere inalterato il distacco dalla capolista Real visto l’identico risultato con il quale i madridisti hanno battuto l’Athletic Bilbao, mercoledì sarà il momento di uno nuovo confronto, il ritorno del Clasico di Coppa del Re. Una partita da non perdere.
L’ennesima lezione di calcio impartita dal Barcellona al Real Madrid (oltre alla vittoria, segnaliamo tra gli altri il dato più eclatante, e cioè il 76% di possesso palla blaugrana, per di più al Santiago Bernabeu) ha lasciato i soliti strascichi. Soliti perché quando i catalani conquistano la capitale, ma anche quando impartiscono le loro lezioncine a domicilio, c’è sempre la recriminazione, la giustificazione, o al peggio un gesto deprecabile da mettere a taccuino. Come in quest’ultima occasione in cui il protagonista in negativo è stato senza ombra di dubbio il portoghese di origini brasiliane Pepe, non nuovo ad uscite censurabili o a falli da codice penale. Ieri sera non gli deve essere arrivata la giusta quantità di sangue nel cervello, se è vero che prima ha steso Busquets meritandosi un sacrosanto cartellino giallo, poi ha simulato di ricevere una gomitata da Fabregas durante un contropiede blaugrana, infine ha pensato bene di rifilare un pestone coi tacchetti sulla mano sinistra di Lionel Messi.
“Non ho visto quello che è successo, ma se ha pestato la mano di Messi intenzionalmente allora è sicuramente censurabile” ha spiegato lo Special One ai microfoni, dopo essersi preso tutte le responsabilità per il ko dei blancos. Anche Pep Guardiola a caldo non ha saputo cosa rispondere: “Mi hanno detto i giocatori di quanto è successo, ma non l’ho visto ancora in televisione“, mentre chi la partita l’ha vista da casa e ha potuto appurare l’accaduto non ha esitato a censurare il gesto vile di Pepe. Come ad esempio Wayne Rooney che sul suo twitter se ne è uscito con un laconico “Che idiota Pepe“, subito ripreso dall’ex madridista Guti: “Se vuole fare il santo che predichi in cielo. Fare cose sbagliate è umano, cominci lui ad essere d’esempio“. Di fatto in Spagna il Real ne è uscito, di nuovo, con le ossa rotte (”A causa della mancanza di altre risorse ha di nuovo utilizzato il gioco duro e violento per affogare i propri dispiaceri” ha scritto Sport), mentre la giustizia sportiva si occuperà del caso Pepe nel pratico. Si profila una squalifica.
Highlights Liga | Barcellona - Betis 4-2 (Xavi, Messi 2, Sanchez)
15 Gennaio 2012 - Il Barca in casa non sbaglia mai, nemmeno questa partita fa eccezione dopo lo shock del pareggio nel derby con l’Espanyol, qualche gol lo prende. Già perché erano mesi che nessun avversario riusciva a far gol in campionato al Camp Nou, ma in una sola partita il Betis Siviglia ne fa due e rende decisamente più emozionante del solito una sfida che in partenza aveva rispettato in pieno il copione. Nel pre partita Puyol mostra al pubblico in delirio la Coppa del Mondo per Club, Messi il suo terzo Pallone d’Oro consecutivo. Anche in campo è tutto come previsto: 12 minuti e Xavi in coppia con la Pulce argentina avevano portato a due i gol del Barca.
A cavallo fra primo e secondo tempo il Betis pareggia. Prima Ruben Castro poi un destro letale dell’ex Bayern Monaco Santa Cruz gelano i 90 mila di Barcellona. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa però Alexis Sanchez, sesto gol in campionato per lui, 5 minuti dopo la doppia ammonizione che era costata il rosso ad Alvarez. In 11 contro 10 il Barca gestisce prima che su calcio di rigore Messi renda definitiva la vittoria. In questa giornata che chiude il girone d’andata le distanze in vetta non cambiano, il Real Madrid mantiene 5 punti di vantaggio.
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Ancora lui, Lionel Messi. L’argentino vince per la terza volta consecutiva il riconoscimento calcistico individuale più ambito precedendo altri due fortissimi giocatori della Liga Spagnola, Xavi e Cristiano Ronaldo. Messi eguaglia il record di Michel Platini, l’altro unico campione nella storia del calcio ad aver vinto il trofeo per tre volte di seguito, nel 1983, nel 1984 e nel 1985. “E’ un piacere giocare e dividere questo premio con te. Ora spero di continuare a vincere con il Barcellona e conquistare trofei anche con la nazionale argentina“, ha detto Messi rivolgendosi al suo compagno di squadra, Xavi.
L’Italia si consola con una nomina speciale per Simone Farina, il giocatore del Gubbio che ha denunciato la combine dello scandalo del calcioscommesse: Joseph Blatter lo ha nominato ambasciatore Fifa per il fair play. Il numero uno della Fifa lo ha elogiato con queste parole:
“Farina difende l’onore del calcio. Ciò che ha fatto quest’uomo di 29 anni merita tutto il rispetto e tutta l’ammirazione. Rappresenta tutto ciò per cui lottiamo, uno sport limpido, giusto, onesto. Con il suo ‘comportamento normale, come dice lui, ha difeso il suo onore e quello di tutti noi. Ciò che festeggiamo oggi lo dobbiamo a persone come Simone Farina, che sono disposte a difendere il nostro onore nella lotta contro la mafia delle scommesse illegali”.
Barcellona - Osasuna 4-0 | Video Gol e Highlights Coppa del Re
4 Dicembre 2012 - Anno nuovo e vita vecchia per gli avversari del Barcellona. Nella prima partita del 2012 i blaugrana hanno liquidato senza troppi problemi l’Osasuna con secco 4-0 nell’andata degli ottavi di Coppa del Re. La squadra di Pamplona ha incassato il 12esimo gol stagionale dal Barcellona in questa stagione in considerazione dell’8-0 del 17 Settembre scorso in campionato. Purtroppo per i los rojillos tra sette giorni si giocherà anche la partita di ritorno nonostante la qualificazione non sia più neanche in discussione. I mattatori della serata sono stati Cesc Fabregas e Lionel Messi autori di una doppietta a testa, nonostante la pulce sia subentrata a Pedro soltanto al 58′ minuto di gioco.
I gol di Messi ormai non fanno più notizia perché segna in tutti i modi e con una frequenza impressionante; quello di stasera è stato il 31esimo gol stagionale in appena 27 partite giocate. Se continuerà a giocare e segnare in questo modo Messi vincerà a mani basse un Pallone d’Oro dopo l’altro nei prossimi anni oltre naturalmente a parecchi trofei di squadra. Nel prossimo turno dovrebbero scontrarsi Real Madrid e Barcellona, a patto che i blancos riescano a contenere il Malaga meglio di come hanno fatto nella partita d’andata giocata ieri, in una sorta di finale anticipata della coppa. Chi vincerà lo scontro diretto alla fine, a scanso di clamorose sorprese, si aggiudicherà il trofeo perché tra le due grandi Spagna e le avversarie c’è davvero un abisso in questo momento.
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Neymar, il giovane talento del Santos, era rimasto talmente impressionato dalla forza del Barcellona che, secondo i ben informati, alla fine della partita del Mondiale per club aveva chiesto a Guardiola di portarlo in Catalogna per poter giocare a fianco di Messi e degli altri fenomeni in blaugrana. Il sogno dell’attaccante carioca, secondo le indiscrezioni di queste ultime ore, potrebbe essersi avverato se è vero quello che rivela il quotidiano spagnolo Sport e cioè che il club campione d’Europa e del Mondo avrebbe raggiunto un accordo con il Santos per l’acquisto del suo campioncino.
La notizia avrebbe del clamoroso anche alla luce del fatto che più di una volta in questi ultimi mesi sembrava ormai certo che il destino di Neymar fosse quello di vestire la maglia bianca del Real Madrid per provare a diventare l’antidoto a Messi. Pare però che il Barcellona abbia vinto anche questa sfida nei confronti degli odiati rivali e sia riuscito a trovare l’accordo conla squadra che fu di Pelè, un’intesa che prevede una condizione a dir poco singolare: l’attaccante sbarcherà in Europa soltanto nel 2014, dopo aver disputato i Mondiali in casa con la maglia del Brasile. L’accordo con il giocatore prevede un contratto quadriennale, con un’opzione per il quinto anno, a circa 7 milioni di euro a stagione, una cifra inferiore solo a quella percepita da Messi.
L’ingaggio potrà subire ulteriori ritocchi in caso vengano raggiunti determinati obbiettivi, ad esempio se Neymar riuscisse a vincere il Pallone d’Oro andrebbe a guadagnare un milione di euro in più. Sempre secondo Sport l’entourage del giocatore avrebbe già discusso con il club catalano a proposito dei diritti d’immagini e di altri dettagli contrattuali e si sarebbe raggiunto un accordo di massima. Sembra proprio che il Barcellona abbia deciso di giocare d’anticipo per evitare che nei prossimi mesi si scateni una vera e propria asta con il Real Madrid, ma anche con le ricche d’Inghilterra e cioè Chelsea e Manchester City, a tal proposito pare che i catalani abbiano addirittura già versato una prima rata nella casse del Santos.
Accettando come vere le indiscrezioni che sono giunte in queste ultime ore dalla Spagna, ci si chiede quanto possa essere saggia come mossa quella di investire cifre così importanti su un giovane che ha ancora tanto da dimostrare ma che soprattutto non potrà essere utile alla causa blaugrana per altri due anni e mezzo. Sarà il tempo a dimostrare se la mossa del Barça sarà premiata o meno, in caso l’affare dovesse risultare vantaggioso la squadra di Guardiola sarebbe ancora più stellare, anche se qualche “vecchio” nel frattempo sarà da rimpiazzare, alla faccia di Platini e del fair play finanziario.

Natale. Giocatori e allenatori mangeranno lasagne e panettoni (ma non in Inghilterra!) mentre faranno, chissà, un breve resoconto di quanto fatto in quest’anno solare che sta per andare in soffitta. Noi vogliamo fare lo stesso provando a tracciare un bilancio del 2011, mettendo sotto la lente d’ingrandimento il meglio del calcio internazionale con un occhio di riguardo a quanto accaduto nei nostri confini nazionali. Buona lettura e… buon anno nuovo!
La squadra di club: Sarebbe troppo facile incensare la terribile banda di Pep Guardiola, il Barcellona vincente ovunque e comunque, scegliamo dunque di premiare due squadre che di certo non si fermeranno qui e cercheranno di continuare sulla loro scia magica anche l’anno prossimo. Stiamo parlando dell’Udinese di Guidolin e Di Natale (75 punti nell’anno solare, lo scorso campionato quarto posto in scioltezza e Champions, in questo terza piazza temporanea e sedicesimi di Europa League), un undici terribile che fa delle scorribande perenni un marchio di fabbrica di difficile neutralizzazione il tutto condito da un difesa di ferro (con Handanovic portiere tra i più forti del pianeta), e del Manchester City di Mancini e Balotelli, nella scorsa Premier terzo posto meritato, quest’anno a parte lo scivolone in Champions (ma che bravo il Napoli!) stanno dominando in campionato grazie all’attacco più esplosivo del mondo (Dzeko, Aguero, Balotelli, Nasri e David Silva) e a un impianto di gioco a tratti spettacolare.
Il calciatore: Dispiace essere ripetitivi, d’altra parte questo pseudo cruccio lo hanno anche in seno al France Football e alla Fifa, ma come si fa a non premiare per l’ennesima volta Lionel Messi quale calciatore dell’anno? I soliti detrattori potranno esibire la solita tesi dell’albiceleste flop in Copa America, ma escludendo la parentesi estiva proprio in Argentina, la Pulce ormai catalana d’adozione ha fatto magie ancor più mirabolanti degli anni precedenti: ha segnato in tutte le competizioni in cui ha giocato (gli mancava il gol in Supercoppa di Spagna e l’ha fatto, claro que contro il Real Madrid, ma non dimentichiamo anche la rete in finale di Champions e Mondiale per Club), ha arricchito la sua bacheca personale con prestazioni da assoluto protagonista e ha fatto versare bile verde a Mourinho, che inerme ha dovuto assistere ai super gol dell’avversario blaugrana, con la perla del Bernabeu nelle semifinali di Champions del 27 aprile scorso (doppietta super). Un fuoriclasse già epico.
La filosofia di gioco: Possono bastare quattro mesi di campionato per cancellare due anni di calcio opaco, di figuracce su decine di campi italiani (e non solo), il tutto culminato in due deludentissimi settimi posti consecutivi? Se teoricamente la risposta più scontata sarebbe negativa, in realtà è proprio perché le premesse erano così scure che il salto di qualità della Juve fa notizia e merita un piccolo riconoscimento, seppur simbolico; perché la squadra messa su da Antonio Conte, un undici con molta Italia e, udite udite, sette undicesimi dell’anno passato, ancora non ha perso, corre e fa pressing come dalle parti di Torino non si vedeva dagli anni ‘90, eppure non disdegna la manovra e il possesso di palla. Il merito? Certo, del succitato Conte, ma anche di Buffon, tornato agli standard storici, di Barzagli, puntuale e mai ammonito, di Pirlo, metronomo imprescindibile, di Marchisio, ormai campioncino completo, e di Pepe, due polmoni di acciaio e tecnica che non ricordavamo possedesse.
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Il Barcellona si laurea campione del mondo al termine di una schiacciante prova di superiorità contro i brasiliani del Santos: la squadra dei baby fenomeni di Ganso e Neymar nulla può contro la formazione blaugrana, una macchina da guerra che ad oggi pare invincibile. “Quella azulgrana è la migliore squadra al mondo, credo sia imbattibile. E’ una team fantastico con calciatori straordinari. Sono stati di gran lunga superiori, pensavamo a una partita diversa” ha detto a fine gara proprio Neymar che insieme ai compagni ha assistito inerme allo spettacolo dei ragazzi di Guardiola: un possesso palla incredibile che ha annichilito i brasiliani (71% contro 29%), incapaci di ragionare e, al contempo, di arginare le folate offensive dei catalani.
Nonostante le pesanti assenze di Villa e Sanchez, il Barça non si è fasciato la testa e già nel primo tempo aveva chiuso la pratica: prima Lionel Messi con un pallonetto al bacio, poi Xavi Hernandez dopo una trama di passaggi infinita, quindi Cesc Fabregas di tap-in dopo un paio di miracoli del portiere del Santos. Nella ripresa c’è spazio anche per i sudamericani e per Neymar che però non riesce a buttarla dentro, ma anche i blaugrana giocano e sfiorano il gol (due pali di Dani Alves e di Cesc Fabregas), prima che Lionel Messi timbri per la seconda volta il cartellino. Poker e tutti a casa, anche se Guardiola guarda già al futuro:
“Il nostro primo tempo è stato davvero eccellente. Abbiamo giocato come grandi artisti e il risulato ne è stata la dimostrazione. Messi è stato perfetto. Comunque dobbiamo ancora migliorare e fare meglio. Ora torneremo in Catalogna e cercheremo di vincere ancora. Ora siamo già focalizzati sui prossimi titoli che possiamo vincere. Sono molto felice di allenare questo gruppo di ragazzi che sono anche grandi giocatori”.
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