
Alla fine la dirigenza del Bayern Monaco non ce l’ha fatta più e ha deciso di esonerare Louis Van Gaal: già da un paio di settimane si sapeva che il tecnico olandese non avrebbe più guidato i bavaresi nella prossima stagione, di certo però non si immaginava che lo stesso sarebbe stato allontanato a campionato ancora non finito. Fatale l’1-1 in trasferta nell’ultimo turno di Bundesliga, un risultato non così malvagio vista anche la cifra tecnica niente male degli avversari, cioè il Norimberga: vantaggio con Muller dopo pochi minuti, pareggio nella ripresa di Eigler.
Evidentemente non abbastanza per i verti del Bayern, alla disperata ricerca di quella quadratura del cerchio quest’anno mai raggiunta; ora la squadra è quarta in classifica ad appena un punto dall’Hannover: arrivare terzi sarebbe importantissimo per qualificarsi alla prossima Champions League, unico obiettivo rimasto dopo le eliminazioni proprio in Champions (ad opera dell’Inter, agli ottavi di finale) e in Coppa di Germania (out in semifinale contro lo Schalke). Via Van Gaal dunque, dentro il suo vice Andries Jonker, olandese ex tecnico di Volendam, MVV e Willem II, ma già vice di Van Gaal al Barça e proprio al Bayern.
Ma quella di Jonker è una soluzione temporanea, utile solo per dare una scossa forte ad un gruppo che ha bisogno come non mai di ritrovarsi per raggiungere l’agognato terzo posto; tuttavia dal primo luglio prossimo sulla panchina dei monacensi arriverà l’eterno Jupp Heynckes, vecchia volpe del calcio tedesco che gli appassionati di calcio sicuramente conoscono. Leggenda da calciatore con la maglia dell’invincibile Borussia Mönchengladbach, da allenatore ha vinto già una Champions col Real nel ‘98 (finale contro la Juve) oltre ad aver già guidato il Bayern alla fine degli anni ‘80: attualmente sta facendo faville col Bayer Leverkusen, secondo in campionato.

Affari di famiglia per Louis Van Gaal, eppure la Bild ci ha ricamato sopra un bel servizio che di certo non ha fatto piacere a Luigi Delneri: alla vigilia della sfida tra Bayern Monaco e Borussia Mönchengladbach (partita vinta dai bavaresi per 1-0 con gol di Robben) il prestigioso quotidiano tedesco ha riportato la frase che si sarebbe lasciata sfuggire la moglie del tecnico olandese, la signora Truus Van Gaal. In un noto ristorante di Monaco, durante una cena tra amici avrebbe rivelato: “Potremmo trasferirci a Torino l’anno prossimo“. Da cui tutte le supposizioni.
Nel leggere i titoli dei giornali si sarà non poco arrabbiato Van Gaal, sia se l’indiscrezione fosse totalmente infondata sia se effettivamente la consorte avesse svelato qualcosa che era meglio non si lasciasse scappare. In ogni modo ci ha tenuto a smentire tutto: “Sono solo voci infondate, senza senso. Mia moglie è l’ultima persona al mondo a poter fare questi discorsi, lei sa che io mi voglio prendere un anno sabbatico. Gliel’ho promesso e lo farò“. Ci sarà da credergli? Di certo non è un mistero che la Juve stia guardandosi attorno: Delneri ha i giorni contati. Forse.

Le tre sconfitte consecutive incassate dal Bayern Monaco nell’ultima settimana hanno lasciato il segno, si pensava ad un possibile esonero di Louis Van Gaal come soluzione estrema per salvare la stagione, ma la società ha deciso di agire diversamente. Il tecnico olandese resterà alla guida del club fino alla fine della stagione, il contratto sarà poi rescisso consensualmente da ambo le parti, mettendo fine così anticipatamente al rapporto che secondo i piani sarebbe dovuto proseguire per un’altra stagione, fino al giugno 2012.
La notizia è stata comunicata dallo stesso club bavarese con un comunicato. Il Bayern ha fatto sapere che la decisione è maturata al termine di un incontro a cui hanno preso parte la dirigenza e l’allenatore, alla fine si è optato per il divorzio a causa delle differenze di opinioni riguardo la direzione strategica della squadra. Non poteva essere altrimenti dal momento che le tre sconfitte hanno causato l’eliminazione dalla Coppa di Germania e l’ulteriore allontanamento dalla vetta della Bundesliga.
Anche l’obbiettivo Champions League appare a rischio visto che il terzo posto, ultimo utile per la qualificazione, è occupato al momento dall’Hannover e dista di ben 5 punti. Il comunicato si chiude con l’auspicio da parte della società del raggiungimento degli obbiettivi minimi stagionali, il Bayern Monaco è ancora in corsa per la Champions e ospiterà la prossima settimana l’Inter forte del risultato di 1-0 ottenuto all’andata a San Siro. Resta da raddrizzare la classifica in campionato, sperando di riuscire a centrare alla fine la qualificazione per un posto nell’Europa che conta anche nella prossima stagione.

Tre indizi fanno una prova: la settimana orribile del Bayern Monaco mina molte certezze in seno alla società bavarese, che archiviato il discorso scudetto puntava a fare bene nelle Coppe (di Lega e la Champions) e a posizionarsi per lo meno al terzo posto della Bundesliga. Dopo la soddisfazione di San Siro (rivincita nei confronti dell’Inter e quarti di finale più vicini), Louis Van Gaal e i suoi ragazzi hanno perso inspiegabilmente la bussola, una crisi fulminante che in pochi ricordavano di aver vissuto dalle parti di Monaco di Baviera. Prima il ko all’Allianz contro l’inarrestabile Borussia Dortmund (1-3), poi l’eliminazione dalla Coppa di Germania contro lo Schalke 04 per opera di un gol di Raul, infine il 3-1 di ieri, artefice il sorprendente Hannover.
E così proprio l’Hannover ha distanziato di cinque punti i bavaresi, ora quarti ma per l’appunto un po’ distanti dal posizionamento Champions; Karl Heinze Rumenigge, presidente della squadra, non capisce i motivi di questo crollo verticale e repentino: “Stanotte non dormirò, ma almeno rifletterò, perché sono stati otto giorni davvero indescrivibili, disastrosi. Con la sconfitta di oggi tocchiamo il fondo di questa stagione, posso dire tranquillamente di essere deluso. Bisogna fermare la caduta verticale, ma senza farsi prendere la mano“. Tradotto: calma e sangue freddo prima di prendere decisioni di petto, drastiche. Ma il diretto interessato, per l’appunto Van Gaal, che ne pensa?
“Il mio futuro? Non so rispondere a questa domanda. Ho sempre avuto il sostegno della società e decideranno loro se cacciarmi o meno. I giocatori sono delusi quanto me, più perdiamo e più la pressione aumenta”.
Questo quanto detto ieri, alla vigilia della trasferta di Hannover aveva fornito dichiarazioni ancor più interessanti: “Ho fatto le mie esperienze e posso gestire bene questa cosa. Un esonero mi dispiacerebbe più che altro per i miei collaboratori, non per me: io sono alla fine della mia carriera“. Ma è davvero al capolinea il funambolico tecnico olandese? Al Bayern forse sì, ma altrove…

E’ a dir poco raggiante Claudio Ranieri dopo la grande impresa ottenuta dai suoi uomini contro il Bayern Monaco. Dai microfoni di Sky Sport il tecnico romano esprime tutta la sua soddisfazione: “Stasera volevamo i tre punti contro la vice-campione d’Europa, i ragazzi sono stati fantastici, hanno corso e lottato e credo si debbano prendere il merito della vittoria. Totti? Veniva da due partite ravvicinate e volevo farlo recuperare. E’ un atleta stupendo, sa che le scelte le prendo per la squadra e scende in campo sempre felice ora che ha capito la mia filosofia. Sono stati bravi tutti i ragazzi, loro giocano bene il possesso palla ed hanno provato ad allungarci“.
Ranieri continua analizzando più a fondo la partita: “Il rombo? In campionato funzionava, stasera avevo avvertito che i pericoli potevano arrivare dalle fasce, e quando eravamo lunghi la palla la avevano sempre loro e noi facevamo la fine del topo, girando a vuoto e non trovando il bandolo della matassa. Poi ci siamo riorganizzati e quando venivano avanti, rubavamo palla e venivamo avanti in velocità. Ora ci giochiamo la qualificazione con umiltà contro il Cluj. Gli schiaffi presi ad inizio campionato ci hanno permesso di tornare noi stessi. Da Brescia la squadra si è ritrovata ed ha creduto nella risalita”.




Continua a leggere: Ranieri: "E' stato fantastico" - Van Gaal: "Li abbiamo rimessi in partita"

Sembrano apparentemente lontani i tempi in cui i giocatori del Bayern Monaco innaffiavano di birra il proprio allenatore per al conquista della Bundesliga. E’ anche vero che tracciare una riga per fare un bilancio già dai primi di ottobre risulta prematuro, ma la classifica parla chiaro: dopo sette giornate la squadra è inchiodata al dodicesimo posto in classifica, a 13 punti dalla rivelazione Magonza. I campioni tedeschi in carica hanno segnato appena cinque gol e hanno già incassato tre sconfitte.
Dopo la sconfitta (2-0) subìta contro il Borussia Dortmund, il tecnico Louis van Gaal ha annullato la tradizionale visita all’Oktoberfest, il festival della birra più celebre al mondo che ha chiuso oggi la sua 177esima edizione. La “gita” è stata sostituita da una sessione di allenamento supplementare. È ora di farla finita cont utta questa compiacenza, altrimenti poi il risveglio sarà ancora più duro», ha detto il presidente Uli Hoeness. «Dobbiamo guardare in faccia la realtà della classifica, che è disastrosa».
Continua a leggere: Bayern Monaco in crisi, Van Gaal nega l'Oktoberfest ai giocatori
Non una grande partita, quella disputata all’Allianz Arena dalla Roma di Claudio Ranieri: i giallorossi sono stati ordinati ma poco propositivi, si sono stancati molto e alla fine hanno subito il fulmineo uno-due del Bayern Monaco, che ha dunque incamerato i preziosi tre punti all’esordio. Ma oltre agli autori dei gol bavaresi, i sempre brillanti Muller (ormai un top-player) e Klose (garanzia), il protagonisti della vigilia e dell’imminente post-partita è stato Louis Van Gaal. Già ventiquattro ore prima del match aveva avuto da dire su Totti: “E’ un grande giocatore ma non so quanto può essere determinante per questa squadra“, col capitano giallorosso che sperava di smentirlo sul campo.
Ma è ai microfoni, dopo il fischio finale, che l’allenatore olandese del Bayern ha continuato a punzecchiare avversari e calcio italiano in generale, seppur con una eccezione: “Non abbiamo concesso nulla alla Roma che è una squadra molto forte. Peccato che stasera si sono solo difesi a oltranza. Questo per loro è stato uno svantaggio perché sono stati costretti a inseguirci per 70 minuti stancandosi alla distanza. Questo è il nostro gioco offensivo ma purtroppo il calcio italiano è sempre molto difensivo, infatti la Roma di stasera ha giocato come l’Inter in finale di Champions, ovvero difesa e contropiede. Un calcio che non mi piace“. Ma appunto, c’è una postilla.

La coppa europea più prestigiosa sarà la posta in palio quando FC Bayern München e FC Internazionale Milano, si sfideranno nella finale di UEFA Champions League 2009/10 a Madrid.
• Lo stadio Santiago Bernabéu, casa del Real Madrid CF, ospiterà la partita nella quale il Bayern cerca la quinta corona europea mentre l’Inter spera di alzare il trofeo per la prima volta dopo 45 anni.
• Il Bayern si avvicina all’evento sperando di avere la meglio di un’avversaria italiana per la terza volta in questa edizione della competizione; ha infatti già eliminato Juventus e ACF Fiorentina, ma l’Inter ha buone ragioni per crederci dato che nel suo cammino ha eliminato i campioni in carica dell’FC Barcelona, nelle semifinali.
• La storia personale tra gli allenatori Louis van Gaal e José Mourinho rende la trama di questa finale ancora più avvincente dato che il portoghese ha lavorato come assistente dell’attuale tecnico del Bayern tra il 1997 e il 2000 al Barcellona.
• Entrambi hanno vinto questa competizione in passato e chi vincerà nella capitale spagnola entrerà a far parte dell’esclusivo club degli allenatori che hanno portato al successo club diversi in Coppa dei Campioni.











Continua a leggere: Inter-Bayern Monaco: precedenti, numeri, curiosità e probabili formazioni

Domani sera al Santiago Bernabeu andrà di scena la tanto attesa finale di Champions League tra Inter e Bayern Monaco. Sfida interessante sotto tanti punti di vista, per noi italiani ovviamente è la presenza dei nerazzurri a rendere l’appuntamento imperdibile. Un altro motivo di curiosità viene offerto dai due allenatore che siederanno in panchina, Louis Van Gaal e José Mourinho, non solo perché sono due grandi tecnici, ma anche perché il portoghese qualcosa come dieci anni fa era un uomo dello staff dell’olandese ai tempi alla guida del Barcellona, sarà in pratica la classica sfida tra l’allievo e il maestro.
Oggi l’allenatore dei bavaresi ha voluto ricordare i tempi in cui allenava in Spagna e in particolar modo quel giovane portoghese dal carattere già molto pepato incontrato per la prima volta nel 1997, Van Gaal ci racconta come il giovane José lo stregò convincendolo a prenderlo nel suo staff:
“Mourinho a Barcellona urlò come un pazzo in una riunione. Fu speciale, per questo lo misi sotto contratto. C’era un incontro con l’allora presidente Nunez e con Bobby Robson, fino a quel momento allenatore. C’era anche Mourinho. In quella riunione mi dissero che sarei stato l’allenatore della squadra e che avrei anche avuto la responsabilità del settore giovanile. Nunez aveva parlato con Robson, ma non con Mourinho. Lui cominciò a urlare come un pazzo. In quell’occasione fu speciale, per questo lo misi sotto contratto”.




Continua a leggere: Van Gaal critica Mourinho: "Io gioco in attacco, lui pensa alla difesa"

Parole, quelle che accompagneranno giorno dopo giorno l’avvicinamento al grande evento, fissato per sabato sera in quel di Madrid, stadio Santiago Bernabeu. Il cammino verso il Santiago, come qualche abile paroliere l’ha ribattezzato, passa per dichiarazioni, provocazioni e insinuazioni, il pepe giusto per arrivare al fischio di inizio di Inter - Bayern Monaco (per i profani capitati su questa pagina per caso, la finale di Champions League) con l’adrenalina a mille. Louis Van Gaal ha già cominciato la sua campagna destabilizzatrice, mettendo sul piatto ipotetici favori arbitrali capitati ai nerazzurri per arrivare sino in fondo, oggi hanno parlato un nugolo di interisti con José Mourinho capo fila. Partiamo dalle parole del tecnico lusitano che ha esaminato la situazione sua (e del suo futuro) e dei ragazzi che allena, senza dimenticare di punzecchiare gli avversari del 22 maggio.
“Riguardo ai favori arbitrali, gli italiani si ricordano la partita del Bayern con la Fiorentina e gli inglesi si ricordano il rosso a Rafael. Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all’attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l’aereo davanti alla porta, ma perché eravamo in dieci e perché li avevamo distrutti in casa. E comunque ho sempre mantenuto in campo gli stessi uomini. Lo stesso Van Gaal col Lione quando Ribery è stato espulso ha cambiato Olic con Tymoschuk” la chiosa dello Special One riguardo ai presunti aiutini delle giacchette nere alla sua squadra. Poi è un Mourinho sincero e chiacchierone quando si tratta di parlare di sé, del suo presunto trasferimento al Real Madrid e della faticaccia nel rimanere al timone della squadra “più odiata” d’Italia in un Paese che non lo ha mai amato.