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Luciano Moggi il tifoso: due volte all'Olimpico di Torino in una settimana

pubblicato da vieni_127 in: Juve Personaggi Torino


Succede che il cittadino Luciano Moggi vada allo stadio a vedersi una partita di calcio, ed è subito notizia. L’ex dirigente di Torino, Napoli e Juve sabato pomeriggio se ne stava nella tribuna vip dell’Olimpico di Torino a vedere i granata contro il Frosinone: non vincevano da 50 giorni tra le mura amiche, la presenza dell’amuleto Moggi evidentemente ha portato fortuna. Tripletta di Rolando Bianchi e ciociari ko, con la zona A ora più vicina (grazie anche al successo di sette giorni prima contro il Padova). Il controverso direttore sportivo gran protagonista di Calciopoli era con amici e con alcuni rappresentati del quotidiano Libero, su cui scrive ormai puntualmente da qualche tempo.

Urbano Cairo, che due settimane fa annunciò che avrebbe voluto vendere il Toro, era poco distante e non ha battuto ciglio alla presenza dell’antico rivale juventino; anzi, c’è chi vocifera che Moggi fosse lì non a caso, ma perché interessato proprio alla squadra torinese. In ogni modo la presenza dell’ex dirigente toscano non è passata inosservata per il popolo torinista e così nella ripresa dalla Maratona si sono levati cori contro di lui, oltre che contro i cugini della Juve. Moggi ha poi lasciato l’Olimpico prima della fine, un po’ per evitare problemi al defluire di tutti i tifosi, un po’ per non perdersi il fischio d’inizio di Fiorentina - Juve (che avrebbe ovviamente visto in televisione).

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Moggi a Sportitalia battibecca con Pistocchi e poi... ne ha una per ognuno!

pubblicato da vieni_127 in: Personaggi Il calcio in Tv Calciopoli


Odiato, osannato o che sia indifferente, Luciano Moggi quando parla si lascia ascoltare. E’ nel bene o nel male uno dei simboli del calcio italiano. Ieri era ospite del giovane e bravo Michele Criscitiello su Sportitalia, ne ha approfittato per dire la sua su eventi passati e attuali, battibeccando con un Maurizio Pistocchi in vena di attacchi puntuali. “Non sono venuto per confessarmi. L’altra volta non sono venuto qui perché non ero preparato? Cosa dovrei preparare? Sono venuto per parlare di calcio, se tu (Maurizio Pistocchi, ndr) vuoi farmi delle domande extra vieni al processo a Napoli, a Roma e a Torino mi hanno assolto e a Roma mi hanno condannato per non aver dato uno stipendio a un giocatore, pensate un po’. E’ stata un’azione giudiziaria voluta dai media perché la partita che dava più problemi era Lecce-Parma in cui io non c’entravo nulla” le parole di Moggi in merito al sempre caldo argomento calciopoli.

Non abbiamo fatto niente di particolare se non difenderci da quello che abitualmente avviene nel campionato di calcio. Dal 2000 al 2006 non è successo quello che è successo dal 2006 al 2010: un casotto che non c’è mai stato prima. Faceva solo comodo far fuori la Juventus, Moggi, Giraudo e Bettega, anche se Bettega poi è rientrato. Siamo entrati nei pasticci come immagine dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli. Adesso si dice di abbassare i toni. La prima in classifica è la prima a non farlo. Zamparini dice che vuole perdere il quarto posto solo per demeriti della squadra e non per errori arbitrali. A Firenze appena saputo della designazione di Rosetti col Milan i giornali di Firenze hanno subito detto ‘Rosetti per carità’, dopo la partita il presidente della Fiorentina che aveva detto di abbassare i toni dice che Rosetti non deve più arbitrare la Fiorentina” ha continuato ad attaccare l’ex direttore sportivo di Juve e Napoli. Che poi dispensa opinioni prettamente calcistiche.

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Calciopoli - La strana intercettazione fra Baldini e Innocenzo Mazzini: "Farò il ribaltone"

pubblicato da Gabriele Capasso in: Calciopoli


Luciano Moggi lo aveva annunciato durante la trasmissione Studio Stadio: al Processo di Napoli porterò un’intercettazione (inedita) fra Franco Baldini e Innocenzo Mazzini, dirigente della Federcalcio che sarà poi implicato in Calciopoli. Nella telefonata datata 2005 Baldini, che non era già più direttore sportiva della Roma proprio perché divenuto acerrimo nemico di Moggi che all’epoca aveva ottimi rapporti con la Famiglia Sensi, chiede a Mazzini di sponsorizzare Renzo Castagnini proprio a Big Luciano. (Clicca qui per ascoltare l’audio della telefonata)

Castagnini, che oggi lavora per la Juventus ed è capo degli osservatori, allora cercava una sistemazione all’Arezzo e Baldini voleva aiutarlo in un modo molto particolare. Mazzini avrebbe dovuto “testimoniare” a Luciano Moggi che Castagnini era un nemico dell’ex DS della Roma: se il direttore generale della Juventus avesse capito il suo legame con Baldini avrebbe ostacolato la sua nomina.

La telefonata contiene però un dettaglio particolarmente inquietante: Baldini dice chiaramente di lavorare per preparare il “ribaltone”, inteso come quello che avrebbe portato alla caduta di Moggi e rassicura Mazzini.

Forse se ti comporti bene, quando farò il ribaltone e tanto lo farò perché io vivo per quello, fare il ribaltone e buttare tutti di sotto dalla poltrona, io ti salverò. Forse. Mi sono sempre guardato bene dal fare il tuo nome ho parlato di Carraro, Galliani, Giraudo. Non t’ho mai nominato.

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Moggi aveva preso Steven Gerrard e Cristiano Ronaldo: dichiarazione bomba di Gigi Maifredi

pubblicato da Skalka in: Juve Personaggi Interviste

luigi maifredi, gigi maifredi

Gigi Maifredi approdò a Torino nell’estate del 1990, da lui la dirigenza si aspettava un traghettatore capace di guidare la Juve verso il futuro, la sua esperienza però si dimostrò poco felice. Iniziata malissimo, Supercoppa Italia persa a Napoli con un secco 5-1, conclusasi peggio, settimo posto in classifica e niente coppe per la stagione successiva. Nonostante ciò la fede bianconera del tecnico di Lograto non è stata scalfita, segue ancora le vicende bianconere ed è un appassionato sostenitore. Oggi è intervenuto alla trasmissione “Tutti pazzi per la Juve” dell’emittente RadioErre2, le sue parole sono tutto fuorché scontate. Maifredi racconta retroscena a proposito di Calciopoli, spiega il suo fallimento, infine analizza la stagione in corso.

Sicuramente è quando parla di Luciano Moggi e dello scandalo che ha coinvolto la società bianconera che suscita più clamore, partendo dalla bomba di mercato secondo la quale erano già stati acquistati Steven Gerrard e Cristiano Ronaldo, poi però la retrocessione e l’allontanamento del direttore generale fecero evidentemente sfumare tutto. Ma Maifredi ha una sua idea ben precisa anche riguardo a tutta la storia che ha sconvolto il mondo del calcio nell’estate del 2006:

“Calciopoli? Meglio stendere un velo pietoso su questa vicenda. Si erano gettate le basi per un dominio bianconero che sarebbe durato almeno 20 anni ed allora hanno dovuto per forza inventarsi uno scandalo che uccidesse una squadra del genere. E la nuova proprietà Juve ne è stata complice. Ma dove si è visto mai un avvocato difensore che ancora prima di esser giudicato va davanti alla giuria e patteggia una pena congrua?”

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Ancora Zeman, ma stavolta contro Mourinho: "Non sa scegliere i giocatori"

pubblicato da Gabriele Capasso in: Inter Personaggi Notizie

Ancora Zeman, ma stavolta contro Mourinho: "Non sa scegliere i giocatori"
Rieccolo, l’allenatore fra i più bravi d’Europa (almeno a suo dire), Zdenek Zeman. Stavolta affida una delle sue brillanti disamine in un’intervista a La 7 che andrà in onda all’interno del programma Niente di Personale di Antonello Piroso e se la prende con Mourinho. Quello che è considerato, ma dagli altri, uno dei migliori e più vincenti allenatori europei secondo Zeman non è poi questo granché.

Non sono solo io a sollevare polemiche sul calcio dell’Inter, ma anche tutti quelli che aspettavano Mourinho per vedere un calcio nuovo e diverso. Quando è arrivato, Mourinho ha detto a tutti che avrebbe fatto vedere come si fa un 4-3-3 e non l’ha mai fatto: l’ha fatto un mese e non ci è riuscito. Il problema è che bisogna farlo con i giocatori che uno ha e secondo me li ha scelti male. Tutti lo aspettavano per vedere un calcio migliore e invece, anche come si è visto l’anno scorso, si è continuato a sfruttare Ibrahimovic, e quest’anno a sfruttare i singoli, mentre io penso che il calcio sia un gioco di squadra. Anche se di questo passo l’Inter ne vincerà dieci di scudetti.

Dopo quest’uscita si potrebbe compiere il “miracolo” di mettere d’accordo i tifosi juventini che odiano cordialmente Zeman da molto tempo e José Mourinho. Zeman non si ferma qui però e sorprende ancora con una “difesa” indiretta di Marcello Lippi e della sua scelta di non convocare Antonio Cassano in nazionale mentre si schiera contro la moda degli allenatori giovani “che vanno bene ai giocatori”, ma che non li fanno crescere.

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Triade assolta nel processo sulle plusvalenze e intanto Moggi denuncia Zeman

pubblicato da Celephais in: Juve Notizie Calciopoli


Dal processo di Torino sulle presunte plusvalenze gonfiate nella vendita di giocatori durante la gestione Moggi-Giraudo-Bettega, i tre ex dirigenti del club bianconero sono stati assolti dal giudice Dante Cibel perchè il fatto non sussiste. Sconfitta quindi la linea portata avanti dai pm Marco Gianoglio e Antonio Pacileo che avevano chiesto la condanna a tre anni di reclusione per Luciano Moggi e Antonio Giraudo e a due anni per Roberto Bettega.

All’uscita dal Palazzo di Giustizia del capoluogo torinese, Bettega e Giraudo (Moggi non era presente) hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, lasciando la parola a uno dei loro avvocati difensori, Antonio Galasso, che ha commentato: è il trionfo della giustizia sulle considerazioni metagiuridiche che hanno animato questa dolorosa vicenda giudiziaria.

Intanto Moggi ha fatto sapere di aver dato mandato ai suoi legali di querelare Zdenek Zeman per il contenuto delle deposizioni di quest’ultimo al processo Calciopoli in corso alla nona sezione penale collegio A del Tribunale di Napoli. In precedenza l’ex d.g della Juventus aveva dichiarato in aula a questo proposito:

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Maicon e Branca nello spogliatoio dell'arbitro Rosetti dopo Bologna - Inter

pubblicato da Panda in: Inter Notizie Opinioni Video


Aspettando la decisione del giudice sportivo che stabilirà quante giornate di squalifica assegnare al terzino dell’Inter Maicon, lo stesso calciatore ha rilasciato un’intervista nella quale ha rivelato una cosa piuttosto insolita. Subito dopo Bologna - Inter nel corso della quale è stato espulso per aver insultato l’assistente Ayroldi, il brasiliano ha raccontato di essersi recato nello spogliatoio dei direttori di gara per chiarirsi con loro: “Sono sta­to nello spogliatoio dell’arbitro accompagnato dal mio direttore tecnico (Marco Branca n.d.r.) e non per scusarmi con il guarda­linee. Volevo solo salutarlo e ri­badire che non avevo offeso nessuno. Ho detto due volte ‘Vai tu’, perché Ayroldi per due volte mi aveva invitato ad anda­re via io. Questo è successo e questo ho ripetuto nello spo­gliatoio dell’arbitro. Io non so­no un maleducato“.

Il fatto che Maicon abbia o meno insultato il guardalinee a questo punto passa in secondo piano perché è cosa molto sconveniente, in modo particolare dopo le vicende di Calciopoli, che dirigenti e giocatori si confrontino con i direttori di gara prima e dopo la partita. Con questo comportamento si può generare, per dirne una, il sospetto di aver voluto influenzare la terna nella compilazione del referto arbitrale, documento decisivo per stabilire quale dovrà essere la punizione disciplinare. A parziale discolpa di Maicon si può dire che rivedendo il filmato dell’episodio si ha l’impressione, nel limite del possibile visto che l’immagine non è frontale, che la sua versione dei fatti sia veritiera e che si sia trattato solo di un malinteso.

Il Video con il labiale dell’espulsione di Maicon


Le Foto dell’Espulsione di Maicon

Le Foto dell'Espulsione di MaiconLe Foto dell'Espulsione di MaiconLe Foto dell'Espulsione di MaiconLe Foto dell'Espulsione di Maicon

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Processo Calciopoli - Zeman: "Ero uno dei più forti d'Europa, poi arrivò Moggi..."

pubblicato da Gabriele Capasso in: Personaggi Notizie Opinioni Storie di calcio Calciopoli Lecce Salernitana


Zdenek Zeman protagonista al Processo di Napoli su Calciopoli. Partiamo dalla parte meno interessante, quella per la quale era stato invitato dai Pm a testimoniare: Zeman non porta nessun elemento concreto a sostegno della tesi accusatoria contro Moggi e la Cupola. L’ex allenatore parla genericamente di “partite strane” a fine stagione, di quel famoso Lecce - Parma (arbitro De Santis) nel quale lui si mise “spalle al campo” per non guardare quello spettacolo e di un Lecce - Milan in cui Adriano Galliani si dovette alzare dalla tribuna d’onore per evitare reazioni del pubblico imbufalito con l’arbitro. Tutto qua? Su questo versante sì.

In realtà l’interrogatorio del boemo è un atto d’accusa nei confronti di Luciano Moggi, colpevole di aver stroncato la sua carriera da allenatore. Le prove? Tutto ruota attorno all’ingaggio da parte del Napoli nel 2000. Zeman si siede sulla panchina della società allora diretta da Ferlaino e vi resta per 6 giornate. Raccoglie solo 2 punti e viene esonerato, un film già visto e che ritornerà spesso nella carriera di Zeman.

Dietro a questo ingaggio ci sarebbe però una sorta di “trappola moggiana“, il mefistofelico direttore generale della Juventus aveva indicato a Ferlaino proprio Zeman per costringere l’allenatore a firmare un ricco contratto con una squadra inadeguata dalla quale sarebbe stato inevitabilmente esonerato decretando così la fine della sua carriera da tecnico. Quando gli avvocati di Moggi gli fanno notare che per fare questo aveva incassato 2.5 mld di lire (percepiti fino al suo passaggio alla Salernitana) la risposta di Zeman è semplicemente meravigliosa: “Sono sempre troppo pochi per la mia bravura, io in quegli anni ero uno dei più forti allenatori d’Europa. Eppure in Italia smisi di allenare“.

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Calciopoli: Il sorteggio truccato? Forse no. Milan - Juve e il colpo di tosse (Seconda parte)

pubblicato da Gabriele Capasso in: Juve Personaggi Notizie Opinioni Storie di calcio Calciopoli

pairetto sorteggi arbitrali tosse bergamo
Eccoci alla seconda, ed ultima parte per ora, della nostra piccola contro-inchiesta sull’interrogatorio di Manfredi Martino, ex segretario della CAN, nel processo di Napoli su Calciopoli. Nell’articolo pubblicato ieri ci siamo concentrati sulle incongruenze della dichiarazione del teste sulla circostanza di due misteriose partite nelle quali gli sarebbe stato ordinato di mettere biglietti con i nomi di alcuni arbitri in palline riconoscibili. Qui invece ci occuperemo dell’altro elemento che tanta eco ha avuto sui media nazionali: “la tosse di Paolo Bergamo durante il sorteggio di Milan - Juventus“, gara di ritorno del campionato di Serie A 2004/05.

L’elemento del colpo di tosse, curioso ed in quanto tale in grado di alimentare la morbosità, è stato il più citato nelle ricostruzioni giornalistiche. Il motivo in realtà è un altro ed è più semplice: questa è l’unica circostanza nella quale Manfredi Martino tira in ballo la Juventus e con lei Luciano Moggi. Chiaro, solare, che ci sia pochissima “ciccia” nelle altre contraddittorie risposte del testimone dell’accusa visto che in quel caso manca la squadra bianconera, secondo la vulgata (e secondo le sentenze sportive, dettaglio non secondario), l’unica squadra ad aver effettivamente beneficiato dei “magheggi” e delle trame ordite da Luciano Moggi in combutta con i due designatori.

Ora, aldilà dei giudizi sulla consistenza di Calciopoli, sugli scudetti sottratti alla Juve e sulle penalizzazioni subite che ancora animano il dibattito a distanza di tre anni, quello che interessa qui è capire il meccanismo che ha portato gran parte dei media italiani a proporre la verità “sorteggi truccati provati dalla tosse di Bergamo su Milan - Juventus“. Vi anticipo la risposta: non c’è niente da capire, non c’è nessuna verità. Il dettaglio sulle raucedini del designatore è quanto di più surreale si possa sentire in un’aula di tribunale, basta leggere le parole dal vero di Manfredi Martino che siamo in grado di proporvi grazie al prezioso lavoro di Antonio Corsa e del suo blog.

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Calciopoli: Il sorteggio truccato? Forse no. Manfredi Martino e il suo interrogatorio (Prima Parte)

pubblicato da Gabriele Capasso in: Personaggi Notizie Opinioni Storie di calcio Calciopoli


Quello che i giornali non dicono“, verrebbe da titolare così questo pezzo, trattandosi di fatti proposti in maniera quanto meno parziale. Sarebbe ancora più corretto parlare di “quello che i giornali dicono, mentendo“. Andiamo con ordine. Innanzitutto un ringraziamento a titolo personale e da parte di Calcioblog va ad Antonio Corsa, autore e direttore del blog “Uccellino di Del Piero“, che si è preso la briga di ascoltare l’audio delle 4 ore e mezza dell’interrogatorio di Manfredi Martino al Processo di Napoli su Calciopoli. Il suo lavoro è unico, non solo perché oggettivamente gravoso, ma soprattutto perché mette a disposizione di tutti le trascrizioni con le risposte del teste al Pm Narducci, ma anche agli avvocati della difesa. Cose delle quali evidentemente in pochi hanno voglia di parlare. Qui potete trovare il post con le trascrizioni di cui vi parlerò in Pdf.

Veniamo ai fatti. Il 6 novembre scorso, dopo mesi di silenzi, le stampa sportiva e non torna ad occuparsi improvvisamente del Processo che si sta celebrando a Napoli sulla vicenda di Calciopoli. Su Gazzetta.it (basterà la rosea come esempio, ma il tenore dei pezzi è simile su tutta la stampa italiana) esce questo articolo a firma di Maurizio Giraldi. Il titolo è inequivocabile: “Calciocaos, nuove rivelazioni - Quei sorteggi con la tosse“. Il giornalista ci ragguaglia sulla testimonianza di Manfredi Martino, segretario della CAN all’epoca dei fatti, e l’obiettivo è chiarissimo. Dimostrare che aldilà di ogni ragionevole dubbio i sorteggi arbitrali di quegli anni erano truccati. Noi, nel nostro piccolo, non proporremo semplicemente una ricostruzione “diversa”, ma una basata su quello che è stato effettivamente detto nell’aula del Tribunale di Napoli.

Due sono gli elementi a sostegno di questa tesi. Vista la lunghezza e la necessità di essere precisi affronteremo separatamente la vicenda, la prima parte in questo post, la seconda in uno che verrà pubblicato domattina. Partiamo dal primo punto: Martino dice “Bergamo e Pairetto in due occasioni mi dissero i nomi di arbitri e partite da mettere nelle palline riconoscibili“.

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