
Minuto numero 34 del primo tempo, partita Chievo Verona - Bologna: dalla curva degli ospiti si levano fischi ingenerosi con chiare annotazioni razziste nei confronti di Luciano, laterale degli scaligeri che iniziò la sua avventura in Italia proprio con la maglia degli emiliani (col nome di Eriberto). In altri tempi ci sarebbe stata indignazione e nasi storti, al massimo qualche iniziativa eclatante del “bersagliato” di turno (in stile Zoro): la Federcalcio però dopo i fatti di Juve-Inter e i buuu a Mario Balotelli ha varato la regola anti-razzismo (in linea con la normativa Uefa), per cui una partita deve essere sospesa in caso di reiterati fischi di matrice razziale. Regola applicata ieri da Stefano Farina, arbitro 47enne vicinissimo al pensionamento.
L’intransigente fischietto di Novi Ligure ha fermato il gioco e chiamato a sé il capitano del Bologna Marcello Castellini: “O fermate i cori oppure la partita viene interrotta, così non si può andare avanti” le parole di Farina che nel frattempo era stato avvicinato anche da Di Vaio e Valiani. Informati dell’accaduto anche i giocatori clivensi, il trio bolognese s’è recato sotto la curva dove erano sistemati i propri tifosi, 5000 per la precisione, e hanno intimato loro di smetterla. Gli ultras hanno capito non era il caso di insistere e hanno messo a tacere la propria voglia di “punzecchiare” Luciano. Nel frattempo Farina convocava il quarto uomo Gervasoni.
Continua a leggere: Luciano fischiato per razzismo? Farina sospende la partita

L’Inter frena ancora a Verona contro il Chievo e posticipa il giorno della festa del 17° scudetto nerazzurro. Finisce 2-2 una partita combattuta con i padroni di casa che per due volte rimontano i campioni d’Italia in carica. Partono benissimo gli uomini di Mourinho che dopo appena tre minuti si portano in vantaggio con Hernan Crespo che sostituisce lo squalificato Zlatan Ibrahimovic in attacco; Cambiasso prova il tiro da fuori e sulla respinta difettosa di Sorrentino piomba la punta argentina che firma l’1-0. L’inter potrebbe trovare il gol del raddoppio in un paio di occasioni ma il tiro di Figo, deviato dal clivense Nicolas Frey, e il tiro cross di Balotelli non finiscono in rete. (foto - Video)
Dopo i pericoli corsi il Chievo riesce ad uscire dal suo guscio e incomincia a costruire importanti azioni da gol con Pellissier e Marcolini; proprio il centrocampista numero 7 della formazione di casa con uno splendido sinistro incrociato dai 25 metri, trova un gol fantastico dove non può nulla Julio Cesar. All’inizio della ripresa il ritmo del gioco è alto, le squadre ripartono veloci anche se ci sono imprecisioni da una parte e dall’altra. Sui piedi di Mario Balotelli capitano le migliori occasioni; si rende pericoloso al 8′ minuto, ma Frey, imitando il fratello portiere della Fiorentina, per due volte respinge sulla linea le sue conclusioni dirette in rete.
Supermario non ci sta, e così al minuto 20′ del secondo tempo trova un gol formidabile; colpisce violentemente con il destro calciando la palla al volo da posizione defilata, Sorrentino non può nulla sulla conclusione del nazionale Under 21 e l’inter si porta nuovamente in vantaggio grazie al suo giovane talento. Di carlo non ci sta ed inserisce Esposito per Bentivoglio cercando di dare maggiore spinta alla manovra della squadra di casa, Mourinho gli risponde coprendosi: fuori Muntari e dentro l’argentino Burdisso. Due minuti dopo Luciano riporta la partita in parità; lasciato solo sul secondo palo, colpisce la palla al volo con un destro ad incrociare, e anche in questo caso il portiere dell’inter è immune da colpe.
Continua a leggere: Chievo - Inter 2-2: i Nerazzurri spreconi rimandano la festa scudetto

In cinque apparizioni del Chievo Verona in quel di Torino, sponda Juventus, la squadra veneta non ha mai raccolto un sol punto; non solo, in campionato, sommando le partite in casa e quelle in trasferta, i clivensi sono riusciti a strappare un solo pareggio in undici sfide: con queste cifre appare quantomeno scontato l’esito della partita di domani tra Juve e Chievo, anche se in realtà questa volta non sarà tutto così semplice per i piemontesi. La squadra di Mimmo Di Carlo ha 30 punti in classifica, frutto di un cammino identico tra Bentegodi e trasferte: 4 vittorie, 3 pareggi e il resto sconfitte, avendo segnato addirittura un gol in più lontana da casa. Udinese, Reggina, Atalanta e Lazio le vittime di Pellissier e soci formato trasferta, domani contro la Juve il sogno è di fare fondamentali punti per la salvezza.
Contro le grandi non è andata benissimo, sempre in tema di trasferte: a San Siro due sconfitte, una di misura (1-0) contro il Milan, un’altra amara (4-2) contro l’Inter; ancor più bruciante il ko del Franchi, un 1-2 a Firenze scaturito all’ultimo secondo. I sei giocatori più presenti del campionato ci saranno tutti, lo zoccolo duro del team messo su da Campedelli: da Sorrentino in porta a Yepes e Mantovani in difesa, da Luciano, Pinzi e Marcolini a centrocampo fino a capitan Pellissier in attacco. D’altra parte, però, la Juve non vorrà perdere terreno in vista della disperata rincorsa all’Inter; Ranieri non si fida: “Da qui alla fine del campionato mancano nove partite e noi dobbiamo fare bene in tutte, non sono nello scontro diretto. Per questo, ora mi interessa solo la gara di domani contro il Chievo“.

Mai rigore fu più provvidenziale ai rossoneri. Tre punti pesantissimi (e discussi, tanto che lo stesso Ancelotti ha giustificato i dubbi sul penalty concesso da De Marco) conquistati grazie alla realizzazione di Kakà, che consentono ai rossoneri di rimanere agganciati alle parti altissime della classifica, ad un solo punto dai cugini interisti. Molta, troppa fatica contro il Chievo, dunque. Il Milan, però, è parzialmente giustificato dalle numerose assenze: Pirlo, Ambrosini e Maldini, Borriello, Antonini e Zambrotta i calciatori che hanno dovuto rinunciare al match odierno. (Fotogallery - Video)
Di Carlo presenta un Chievo coraggioso che riesce ad imbrigliare la manovra dei milanisti anche dopo lo svantaggio del 14esimo minuto. Langella e Pellissier, molto dinamici in attacco, sono egregiamente sostenuti dal centrocampo e da un redivivo Luciano, messo in campo al posto di Esposito. Ancelotti propone dal primo minuto Inzaghi in attacco al posto di Pato, Favalli al centro della difesa (Bonera a destra) e Flamini sulla fascia sinistra. Il primo tempo, anche per merito di un ordinato Chievo, scorre via senza molti sussulti dopo il goal di Kakà.
Continua a leggere: Milan-Chievo 1-0: basta un rigore molto dubbio trasformato da Kakà